13/06/2026
Oggi si conclude il percorso di presentazione dei soci fondatori di Casa Italia Iași.
Abbiamo scelto di raccontare le persone prima dei ruoli, le storie prima degli incarichi. Perché crediamo che una comunità non nasca solo da uno statuto, da un logo o da una struttura. Nasce quando qualcuno decide di dedicare tempo, presenza e una parte di sé per costruire qualcosa che abbia valore anche per gli altri.
Chiudiamo con il Presidente di Casa Italia Iași.
Non per una questione di posizione. Ma perché ogni casa, prima di aprire le proprie porte, nasce quando qualcuno decide di fare il primo passo e invita gli altri a camminare insieme.
La storia di Antonino Bicchieri nasce da qui.
Italiano, da 15 anni fa parte della vita di Iași. Non è arrivato per un’esperienza professionale all’estero e basta: è rimasto anche perché questa città, giorno dopo giorno, ha smesso di essere un luogo di passaggio ed è diventata casa. Da vivere, da conoscere, da rispettare, e verso cui restituire qualcosa.
Nel suo percorso, come CEO, accompagna la crescita di una realtà che oggi conta oltre 480 persone. Ma se gli chiedete cosa conta davvero, non vi parlerà solo di numeri. Vi dirà che un risultato ha valore quando crescono anche le persone che lo rendono possibile. Che guidare non significa arrivare a un obiettivo, ma costruire spazi dove qualcuno possa imparare, sentirsi visto, trovare fiducia e il proprio posto contribuendo all’obiettivo stesso.
C’è poi una parte più silenziosa della sua storia. Il legame con il Seminario Don Orione di Iași è stato negli anni un percorso di crescita umana prima ancora che valoriale: servizio, ascolto, accoglienza, rispetto della persona. Principi che non sono rimasti parole, ma sono diventati un modo di vivere il territorio e le relazioni.
Chi conosce Antonino, più che un curriculum, ricorda dei gesti. La telefonata per mettere in contatto due persone che non si conoscevano. Il tempo dedicato a chi è appena arrivato e non sa da dove cominciare. La presenza nei momenti in cui nessuno l’aveva chiesta.
Cose piccole. Spesso silenziose.
Perché le comunità non si costruiscono con le dichiarazioni, ma con la presenza. Quella che resta anche quando non è dovuta.
Ed è da questa idea che nasce Casa Italia Iași. Non un progetto da rappresentare, ma una casa da costruire insieme.
Prima di chiudere, gli abbiamo chiesto cosa rappresenti, per lui, tutto questo. Ci ha risposto così:
«Quando sono arrivato in Romania pensavo di iniziare un’esperienza professionale. Non immaginavo che avrei trovato molto di più.
Negli anni ho capito una cosa semplice: il valore di un luogo non lo fanno gli edifici, i numeri o i risultati. Lo fanno le persone. Quelle che incontri, quelle che ti aiutano, quelle che crescono con te. E anche quelle che incroci per pochi minuti, ma che ti lasciano qualcosa.
Ho imparato che il tempo che dedichiamo agli altri è una delle forme più autentiche di rispetto. E forse per questo ho sempre cercato, quando potevo, di esserci. Per ascoltare. Per dare una mano. Per creare connessioni. Per fare in modo che qualcuno si sentisse meno solo.
Se c’è una cosa in cui credo davvero, è che la forza non sta nell’IO. Sta nel NOI.
Perché nessun progetto importante nasce da una persona sola.
E se Casa Italia Iași riuscirà a essere anche solo questo, un luogo dove qualcuno arriva e si sente parte di qualcosa, dove nasce un’amicizia, un aiuto, un sostegno, un’opportunità, allora avremo costruito qualcosa di bello.
Perché una comunità non cresce quando qualcuno la guida. Cresce quando tante persone scelgono, ogni giorno, di prendersene cura.»
Casa Italia Iași
Una casa che prende valore attraverso le persone.