Freedom Flotilla Italia

Freedom Flotilla Italia A fianco del popolo palestinese e di tutti gli altri popoli oppressi. Salperemo fino a che la Palestina non sarà libera.

Dal 2008 organizziamo azioni dirette, non violente, per contrastare il blocco israeliano della Striscia di Gaza.

Ben-Gvir è il 'mostro perfetto' fornito dalla hasbara alla comunicazione occidentale.Talmente eccessivo, talmente osceno...
24/05/2026

Ben-Gvir è il 'mostro perfetto' fornito dalla hasbara alla comunicazione occidentale.
Talmente eccessivo, talmente osceno, da diventare il contenitore ideale dentro cui confinare l’orrore... salvando tutto il resto.

Un volto feroce che permette ai governi europei di continuare a dire: “il problema sono gli estremisti”,
non il sistema che li produce, li arma, li finanzia e li protegge.

Così il genocidio diventa una questione di 'cattive maniere'.
I bombardamenti sui civili, le fosse comuni, la fame usata come arma, le torture sui detenuti politici palestinesi, l’annessione strisciante della Cisgiordania, il blocco navale, le navi sequestrate in acque internazionali, l’export di armi mai sospeso: tutto retrocede sullo sfondo.
Il centro della scena diventa lui. Ben-Gvir che ride, umilia, provoca. Il “fanatico”. L’eccezione. L’eccesso.

Ed è precisamente questa la funzione politica della sua immagine.

Antonio Tajani oggi invoca sanzioni europee contro Itamar Ben-Gvir.
Ma appena poche settimane fa il governo italiano contribuiva a bloccare la sospensione dell’Accordo UE-Israele, mentre in sede europea si opponeva proprio alle sanzioni contro Ben-Gvir e Smotrich.
E mentre la Farnesina scopre improvvisamente una “linea rossa”, gli eurodeputati della maggioranza italiana continuano a votare contro l’embargo sulle armi.

Il messaggio implicito è devastante:
non è il massacro a essere intollerabile.
È diventata intollerabile la sua cattiva estetica.

Ben-Gvir non rompe il sistema.
Lo rende presentabile.
Perché l’Occidente liberale ha bisogno di costruire il Male come figura caricaturale e isolata, così da poter continuare a sostenere tutto ciò che sta attorno senza sentirsi complice.

È un meccanismo antico: personalizzare l’orrore per depoliticizzarlo. Trasformare una struttura di dominio in una questione di “mele marce”.
Ma Ben-Gvir non è un incidente della storia israeliana.
È un prodotto coerente di un ecosistema politico, coloniale e militare che per anni è stato normalizzato, finanziato e diplomaticamente protetto anche dall’Europa.

Le sue otto condanne, la condanna definitiva per istigazione al razzismo e sostegno a organizzazione terroristica, il culto per Baruch Goldstein esibito nel salotto di casa, non erano segreti scoperti solo ieri. Erano noti da anni.
Eppure nessuno interrompeva accordi militari, nessuno sospendeva cooperazioni strategiche, nessuno bloccava forniture.

Perché il problema non era Ben-Gvir.
Il problema era che Ben-Gvir non disturbava ancora abbastanza la narrazione.

Ora invece è utile.
Utile perché consente una presa di distanza morale a basso costo.
Utile perché permette di simulare indignazione senza mettere in discussione interessi economici, alleanze geopolitiche e complicità strutturali.
Utile perché offre all’Europa la possibilità di dire: “noi non siamo con lui”, continuando però a restare dentro il sistema che rende possibile tutto il resto.

È il meccanismo psicologico del capro espiatorio applicato alla geopolitica.
L’ombra collettiva viene concentrata su una figura mostruosa affinché il corpo sociale possa continuare a percepirsi innocente. Tutta la violenza sistemica viene proiettata su un solo volto, mentre gli apparati amministrativi, industriali e diplomatici che alimentano quella violenza rimangono invisibili.

Così Ben-Gvir diventa l’utile id**ta perfetto.
L’uomo troppo estremo per essere difeso apertamente, ma abbastanza funzionale da assorbire su di sé l’intera mostruosità del sistema.

E allora i bombardamenti diventano “eccessi”.
La fame diventa “errore umanitario”.
La distruzione di Gaza diventa “problema di leadership”.
Non più un progetto politico sostenuto e protetto internazionalmente, ma una deviazione stilistica attribuita a un fanatico.

Il punto è che Ben-Gvir non serve a interrompere la violenza.
Serve a renderla nuovamente digeribile.

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𝗟𝗮 𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮​Le chiavi aprono mille porte:​Quelle del ritornoQuelle dei cancelli chiusi dietro di séQuelle delle...
24/05/2026

𝗟𝗮 𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮

​Le chiavi aprono mille porte:
​Quelle del ritorno
Quelle dei cancelli chiusi dietro di sé
Quelle delle valigie dai pochi indumenti perché nessuno pensava di restare lontano da casa per così tanto tempo
Quelle appese con amore ad una catenina e custodite con cura
Quelle che ogni giorno ricordano da dove ciascuno viene
Quelle dell'esodo, della Nakba, della migrazione obbligata, della memoria mai cancellata
Quelle che torneranno nelle giuste serrature

​Palestina libera

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𝗧𝗵𝗲𝗮 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗚𝗮𝗿𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻
Freedom Flotilla Italia

021

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24/05/2026
Ciao, come stai?Sto come d'autunno sugli alberi le foglie...Ma è tornata la primavera!Trovo difficile rispondere sincera...
23/05/2026

Ciao, come stai?

Sto come d'autunno sugli alberi le foglie...

Ma è tornata la primavera!

Trovo difficile rispondere sinceramente a chi mi chiede come sto.
Cerco nella poesia "Soldati" di Ungaretti la soluzione più veloce... nonostante sia primavera o forse proprio perché è primavera...

Le foglie sugli alberi in autunno... caduche, coloratissime e delicatamente illuminate dal tramonto settembrino.

Altre parole non so,
per rispondere a chi mi chiede "Come stai?"

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𝗧𝗵𝗲𝗮 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗚𝗮𝗿𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻
Freedom Flotilla Italia

020

https://interdependence.eu/vergogna/
21/05/2026

https://interdependence.eu/vergogna/

🔴 𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟑𝟎 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐄 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 𝐀𝐋 𝐌𝐀𝐍𝐃𝐄𝐋𝐀!

Con Arab Barghouti
Per la Palestina e i palestinesi

"Marwan Barghouti is the Palestinian Mandela!"

Per la prima volta a Firenze avremo la possibilità di ascoltare la viva voce di 𝐀𝐫𝐚𝐛 𝐁𝐚𝐫𝐠𝐡𝐨𝐮𝐭𝐢, figlio di Marwan Barghouti, leader della Resistenza palestinese!

📆 Sabato 30 Maggio 2026
📍 Nelson Mandela Forum, Firenze

10:00 - 12:30 ➤ Incontro con Arab Barghouti e consegna delle cittadinanze onorarie. Con Luisa Morgantini, Presidente di Assopace Palestina

12:30 ➤ Pranzo popolare di raccolta fondi

✅ Ingresso libero e gratuito al dialogo con Arab Barghouti!

🍝 Pranzo su prenotazione al 392 0689259
Tutto il ricavato andrà a sostenere la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi

𝐌𝐚𝐫𝐰𝐚𝐧 𝐁𝐚𝐫𝐠𝐡𝐨𝐮𝐭𝐢 è una delle figure più rappresentative della resistenza palestinese. Barghouti è stato rapito 24 anni fa dall’IDF in territorio palestinese. Pochi giorni fa sono arrivate notizie gravissime sul suo stato di detenzione. Oggi, per B’tselem, sono 𝟏𝟎.𝟗𝟏𝟒 𝐢 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐞𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 nei centri di detenzione e interrogazione israeliani o nelle prigioni israeliane, in condizioni degradanti e inumane.

🇵🇸 Per la liberazione incondizionata di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi!

➤ L’iniziativa è promossa dalla Campagna per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi, dalla Rete degli Enti Locali per i diritti del popolo palestinese e dal Nelson Mandela Forum

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