07/09/2026
Con la conferenza della prof.ssa Eleonora Caggiati, dal titolo «Architettura e design nell’Italia del Boom economico (1950-1968)», tenutasi il 7 settembre 2026, sono riprese, dopo la pausa estiva, le attività del Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri.
L’incontro si è aperto con un breve intervento del nuovo Ambasciatore d’Italia in Norvegia e Islanda, Andrea Cavallari, che ha rivolto ai presenti e al Comitato i suoi migliori auguri per la ripresa delle attività, esprimendo piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione a sostegno delle iniziative culturali della Dante di Oslo. Ha inoltre ringraziato la Presidente, Marcella Mariani Bjørnflaten, per avergli consegnato, a nome del Comitato, una copia del volume celebrativo del Centenario della fondazione del Comitato della Dante di Oslo, manifestando vivo interesse per la lettura del libro e per la storia dell’associazione.
Ha quindi preso la parola la Presidente Marcella Mariani Bjørnflaten, che ha introdotto la conferenza delineando il contesto storico, sociale ed economico dell’Italia nel quale si collocano i temi affrontati dalla relatrice.
Nel suo intervento, Eleonora Caggiati ha ripercorso lo sviluppo dell’architettura e del design italiani dalla ricostruzione del secondo dopoguerra agli anni del Boom economico. Partendo dalla difficile situazione lasciata dal conflitto, ha illustrato il vivace dibattito culturale sviluppatosi intorno a riviste come Domus e agli scritti di Ernesto Nathan Rogers e Bruno Zevi, che contribuirono alla diffusione di una concezione dell’architettura più democratica, organica e attenta alle esigenze della società.
Attraverso l’analisi di opere emblematiche, come il Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma, progettato dagli architetti Nello Aprile, Cino Calcaprina, Aldo Cardelli, Mario Fiorentino e Giuseppe Perugini, con il contributo degli scultori Francesco Coccia e Mirko Basaldella, e il Monumento ai morti nei campi di concentramento nazisti, realizzato nel 1946 dal gruppo BBPR nel Cimitero Monumentale di Milano, è emersa la volontà dell’architettura italiana del dopoguerra di confrontarsi con la memoria del conflitto e di elaborare nuovi linguaggi espressivi.
Una parte significativa della conferenza è stata dedicata a Gio Ponti, una delle personalità più influenti dell’architettura e del design italiani del Novecento. Architetto, designer, artista e instancabile promotore della cultura del progetto, Ponti fondò nel 1928 la rivista Domus, che diresse fino al 1941 e poi nuovamente dal 1948 sino alla morte, nel 1979. Attraverso le pagine della rivista promosse il dialogo tra architettura, arti decorative, artigianato e produzione industriale, contribuendo in maniera decisiva a diffondere in Italia e all’estero l’immagine di una modernità italiana elegante, funzionale e aperta alla sperimentazione.
Questa ricerca trovò una delle sue espressioni più celebri nella sedia Superleggera, progettata per Cassina: un oggetto essenziale, resistente e straordinariamente leggero, nel quale la tradizione artigianale italiana si fonde con le possibilità offerte dalla produzione industriale.
Il percorso è proseguito con Franco Albini, autore della libreria Veliero; con la cultura industriale e sociale promossa da Adriano Olivetti, rappresentata anche dalla celebre macchina da scrivere Lettera 22; e con Giovanni Michelucci, progettista della chiesa di San Giovanni Battista, comunemente conosciuta come Chiesa dell’Autostrada del Sole, nei pressi di Firenze, realizzata tra il 1960 e il 1964.
La parte conclusiva della conferenza è stata dedicata a Carlo Scarpa, nella cui opera architettura, arte, materiali e straordinaria cura del dettaglio raggiungono una sintesi di particolare raffinatezza.
Nel complesso, Eleonora Caggiati ha mostrato come, tra il 1950 e il 1968, l’Italia sia riuscita a trasformare la ricostruzione postbellica e lo sviluppo economico in una straordinaria stagione creativa, dando vita a edifici e oggetti divenuti simboli internazionali del gusto, della creatività e dell’ingegno italiani.