22/10/2024
Ieri notte un attacco aereo israeliano su Beirut ha distrutto uno spazio sicuro per donne e ragazze del nostro partner . Un luogo dove centinaia di donne hanno potuto cambiare la loro vita, trovando ascolto, supporto e servizi antiviolenza. Sono questi “gli attacchi mirati e limitati” che aveva promesso Israele?
Dopo un anno di genocidio a Gaza, in cui non sono stati risparmiati ospedali, ambulanze e infrastrutture umanitarie, continua la lunga serie di “errori collaterali” anche in Libano. Infatti è la quinta volta che i centri di vengono "colpiti per sbaglio” negli ultimi mesi, nel sud come a Beirut.
Come e , condanniamo duramente l’impunità israeliana e siamo al fianco di chi come continua a resistere e a operare in prima linea al fianco della popolazione sfollata.
Dallo scorso 23 settembre le operatrici e gli operatori di Amel hanno raggiunto in Libano 150 rifugi di persone sfollate, distribuendo 1700 kit igenici familiari (che coprono un mese per 5 persone), 314 coperte termiche, 4651 kit per l’igiene mestruale, 1453 materassi.
Il nostro partner sul campo ha garantito pure visite specialistiche urgenti per più di 5000 pazienti e sedute di primo soccorso psicologico a circa 7000 persone. Inoltre, 6000 bambini e bambine sono state coinvolte in attività ricreative, per tentare di regalare loro un po’ di svago di fronte a quanto sta accadendo.
Tutte queste attività sono state sostenute anche grazie ai fondi raccolti dalla nostra campagna “Emergenza Libano” [link bio] che vi invitiamo più che mai a sostenere.