26/04/2026
Quando il tè incontra il vino, non nasce una sfida. Nasce una conversazione.
All'enoteca Tabarro di Parma, in una serata ideata da Diego Sorba e Papik Dal Degan insieme a Italian Tea Society, abbiamo provato a spostare il racconto del tè fuori dai suoi confini abituali.
Rito, porcellane leggere e gesto del gongfucha, ma anche tè come grande bevanda da tavola, capace di dialogare con sapidità, grassezza, stagionature, umami, affumicature, fermentazioni e memoria, riprendendo anche un po’ quello spirito di condivisione, racconto e tavola che per secoli ha animato le case da tè cinesi.
Il confronto è stato audace:
tè invecchiati degli anni ’50 e ’70, messi in parallelo con vini delle stesse annate, bottiglie che attraversano il tempo, dal Chianti Classico 1970 al Barolo 1955, in un percorso olfattivo accompagnato da incensi di manifattura tradizionale secolare.
Tè rari e poco comuni in Europa, tra cui uno yancha lavorato secondo metodo tradizionale e sottoposto, a partire dal 2024, a tre lunghe tostature a carbonella insieme a chips di agarwood, per un totale di circa 50 ore, un tè pressato all’interno di pomelo con erbe officinali secondo la tradizione del popolo Hakka di Taiwan, oltre a giare di Sheng degli anni 50 e 70 e altre produzioni di nicchia riportate dai nostri viaggi.
Ad accompagnare il tutto, piccoli assaggi della tradizione emiliana formaggi, salumi, cicchetti, in un dialogo continuo tra consistenze, aromi e persistenze.
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