05/01/2026
𝗦𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼
𝗩𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗱𝗮𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗶𝗼
Il 20 dicembre 2025 il Pio Sodalizio degli Abruzzesi “𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀” ha vissuto una giornata di eccezionale significato, densa di spiritualità, memoria storica e profonda identità culturale.
Dopo la Messa annuale del Sodalizio, celebrata da 𝗦.𝗘. 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗖𝗼𝗰𝗰𝗼𝗽𝗮𝗹𝗺𝗲𝗿𝗶𝗼, Alto Patrono e Guida Spirituale del Sodalizio degli Abruzzesi, insieme a 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗟𝘂𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼𝗻, Vicario Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi Religiosi Camilliani e Rettore della Chiesa di Santa Maria Maddalena in Campo Marzio, la delegazione del Sodalizio ha avuto l’onore di compiere una visita straordinaria a due luoghi di altissimo valore simbolico e spirituale: la 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 della Casa Generalizia dei Camilliani e il 𝗖𝘂𝗯𝗶𝗰𝘂𝗹𝘂𝗺, la stanza in cui 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀 concluse la sua vita terrena, oggi custodita con sobrietà e profonda devozione, quasi fosse un santuario intimo e silenzioso.
𝗨𝗻 𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼: 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗟𝘂𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼𝗻
Al termine della celebrazione liturgica, 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗟𝘂𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼𝗻 ha voluto offrire ai presenti un dono prezioso e raro: una visita guidata di eccezionale valore spirituale e culturale. Con competenza autorevole, passione comunicativa e profonda devozione, ha accompagnato i partecipanti attraverso secoli di storia, illustrando non solo i luoghi, ma il loro significato più autentico, spirituale e carismatico.
Non si è trattato di una semplice visita, bensì di un vero percorso di formazione interiore, capace di unire contemplazione, conoscenza storica e partecipazione emotiva. Un’esperienza di altissimo livello, che ha reso tangibile il 𝗰𝗮𝗿𝗶𝘀𝗺𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 e ha permesso di avvicinarsi, con rispetto e consapevolezza, alla figura e all’eredità spirituale di 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼.
𝗟𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗠𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗜𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶 Religiosi Camilliani: 𝗰𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗼𝗱𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗲 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮
Proprio in questa sala, il 4 febbraio 1945, venne fondato il Pio Sodalizio degli Abruzzesi “𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀”. L’atto costitutivo fu sottoscritto, per primo, da 𝗦.𝗘. 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗧𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶, seguito da 𝗦.𝗘. 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗙𝗹𝗼𝗿𝗶𝗻𝗱𝗼 𝗥𝘂𝗯𝗶𝗻𝗶, successore di 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 nella carica di Prefetto Generale dell’Ordine, da 𝗦.𝗘. 𝗠𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿 𝗖𝗼𝗿𝗿𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼 𝗕𝗮𝗳𝗶𝗹𝗲, da 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗩𝗮𝗻𝘁𝗶, insigne storico e biografo del Santo, e da tutti gli abruzzesi presenti.
La scelta del nome sancì in modo definitivo il legame tra il Sodalizio e il Santo di 𝗕𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗻𝗶𝗰𝗼, il più eminente tra i figli d’Abruzzo nel campo della ca**tà, nonché il vincolo spirituale con 𝗥𝗼𝗺𝗮, città in cui 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 visse la parte più intensa della sua missione, morì e nella quale sono custodite le sue spoglie mortali.
Guidati dalle parole di 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗟𝘂𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼𝗻, abbiamo compreso come la Sala Capitolare non sia soltanto un luogo amministrativo, ma un cuore pulsante di memoria e identità, dove passato e presente dialogano e la storia si fa testimonianza viva.
𝗜𝗹 𝗖𝘂𝗯𝗶𝗰𝘂𝗹𝘂𝗺 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀
La visita è poi proseguita nel 𝗖𝘂𝗯𝗶𝗰𝘂𝗹𝘂𝗺, la stanza in cui 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀 morì il 14 luglio 1614. Il termine latino indica una stanza da riposo, ma nel contesto camilliano assume un valore unico e altissimo: è il luogo in cui il Santo affidò la sua anima a 𝗗𝗶𝗼, dopo una vita interamente consumata al servizio dei sofferenti.
L’ambiente è volutamente sobrio, raccolto, essenziale. Un letto ligneo semplice, un Crocifisso posto sopra il capo, e una sedia utilizzata dal Santo per la preghiera e per accogliere i malati: ogni elemento parla di povertà evangelica, offerta totale e amore concreto.
Tra le reliquie conservate, spicca la 𝗥𝗲𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝘂𝗼𝗿𝗲, simbolo supremo della ca**tà camilliana, e le fasce che avvolgevano la piaga alla caviglia, segno di una sofferenza personale che 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 seppe trasformare in compassione e servizio instancabile.
A completare l’esperienza, dipinti di grande intensità spirituale – come 𝗜𝗹 𝗩𝗶𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 e 𝗟𝗮 𝗠𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 – accompagnano il visitatore negli ultimi istanti della vita del Santo, offrendo una narrazione visiva profondamente toccante.
𝗟𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀
Nato a 𝗕𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗻𝗶𝗰𝗼 (𝗖𝗵𝗶𝗲𝘁𝗶) nel 1550, 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 visse una giovinezza segnata da inquietudini, esperienze militari e fragilità personali. Una grave ferita alla gamba, che lo accompagnò per tutta la vita, divenne paradossalmente lo strumento della sua conversione. Proprio durante la degenza presso l’𝗢𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗜𝗻𝗰𝘂𝗿𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 a 𝗥𝗼𝗺𝗮, iniziò a prendersi cura degli altri malati, scoprendo la propria vocazione.
Ordinato sacerdote nel 1584, fondò l’𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗵𝗶𝗲𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗥𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗠𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗜𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶, introducendo un voto rivoluzionario: servire i malati anche a rischio della propria vita. La 𝗰𝗿𝗼𝗰𝗲 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮 sul petto, oggi simbolo universale di assistenza e cura, divenne il segno distintivo di una nuova concezione del malato, visto non come oggetto di assistenza, ma come presenza viva di 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼 sofferente.
Riformatore degli ospedali, educatore spirituale e padre dei sofferenti, 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 lasciò un’eredità che continua a vivere nell’Ordine camilliano e in realtà come il Sodalizio degli Abruzzesi.
𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼
La visita alla 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 e al 𝗖𝘂𝗯𝗶𝗰𝘂𝗹𝘂𝗺, unita alla celebrazione liturgica e al racconto della vita di 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼, ha rappresentato per il Sodalizio degli Abruzzesi un momento di memoria viva, identità condivisa e rinnovato impegno spirituale.
Grazie al dono prezioso di 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗟𝘂𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼𝗻, questa giornata ha saputo unire fede e storia, 𝗔𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗼 e 𝗥𝗼𝗺𝗮, passato e presente, lasciando in ciascun partecipante il segno profondo di una chiamata: continuare a testimoniare, sulle orme di 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀, la ca**tà cristiana come servizio concreto e amore instancabile verso i sofferenti.