01/09/2026
Nei primi otto mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 agosto, l’attività sismica registrata in Italia e zone limitrofe è stata particolarmente intensa dal punto di vista numerico, con 10.777 terremoti complessivi. La grandissima maggioranza degli eventi è stata però di bassa magnitudo: 9.437 terremoti sono rimasti sotto M 2.0, mentre 1.116 hanno avuto magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9. Salendo di magnitudo, il numero degli eventi diminuisce rapidamente: 179 terremoti tra M 3.0 e 3.9, 41 tra M 4.0 e 4.9, sono 3 tra M 5.0 e 5.9 e un terremoto pari o superiore a M 6.0.
L’evento più energetico registrato nell’area italiana è stato infatti il M 6.1 del 2 giugno 2026 nella Costa Calabra nord-occidentale, in provincia di Cosenza. È però importante ricordare un elemento fondamentale nella sua valutazione, si è trattato di un terremoto profondo, caratteristica che influenza in maniera rilevante la propagazione delle onde e gli effetti osservati in superficie.
Allargando lo sguardo al resto del pianeta, nei primi otto mesi del 2026 sono stati registrati 282 terremoti di magnitudo pari o superiore a M 5.0. Di questi, 173 hanno avuto magnitudo compresa tra 5.0 e 5.9, 98 tra 6.0 e 6.9 e 11 hanno raggiunto o superato M 7.0. Il terremoto più forte del periodo è stato il M 7.9 dell’8 giugno 2026 nell’area delle Filippine. Gli eventi maggiori si concentrano, come prevedibile, soprattutto lungo i principali margini di placca del Pacifico, dall’Indonesia al Giappone, dalle Filippine alle coste occidentali delle Americhe, confermando ancora una volta la netta relazione fra la distribuzione della sismicità mondiale e la tettonica delle placche.
Questi dati permettono di leggere l’attività sismica con una prospettiva più corretta: migliaia di terremoti non significano migliaia di eventi pericolosi, perché la frequenza diminuisce drasticamente con l’aumentare della magnitudo. È proprio l’osservazione continua, insieme all’analisi della distribuzione spaziale, della profondità e dell’energia liberata, a consentire di comprendere realmente l’evoluzione della sismicità italiana e mondiale.