15/10/2026
In "L’essere e il nulla", Sartre, filosofo e scrittore francese, chiama "malafede" l’inganno con cui nascondiamo a noi stessi la nostra libertà. Ci convinciamo di essere ormai definiti dal carattere, dal passato, dal ruolo che ricopriamo. Così, quello che potremmo mettere in discussione diventa qualcosa che dobbiamo soltanto accettare.
Ma per nasconderci una verità dobbiamo averla, almeno in qualche modo, riconosciuta. Qualcosa lo sappiamo, eppure troviamo il modo di non farci i conti.
Succede quando feriamo qualcuno e ci difendiamo dicendo: «Io sono sincero». Magari quelle parole servivano a umiliare, a prevalere, a sfogare la rabbia. Chiamarle sincerità ci permette di sentirci a posto senza interrogarci su ciò che abbiamo fatto. Sartre ci porta proprio qui, alle spiegazioni che ci assolvono troppo in fretta. Perché a volte quel «sono fatto così» significa semplicemente, non voglio chiedermi se potrei fare diversamente.