12/05/2026
Cari soci,
ieri, 12 maggio, abbiamo ricevuto ufficialmente la comunicazione che la nostra sede dovrà essere lasciata e ricollocata presso i locali comunali siti in Piazza Caduti di Tutte le Guerre (adiacente al cimitero).
Ben 8 mesi fa, la Pro Loco ha richiesto la proroga del contratto per l’utilizzo dei locali comunali e, finalmente, abbiamo ricevuto una risposta, una delibera. Una decisione arrivata senza un confronto reale, senza dialogo, senza quella cooperazione e quella inclusione di cui questa amministrazione parla continuamente.
E leggere le motivazioni contenute nell’atto ci lascia sinceramente senza parole, perché nella delibera il Comune parla di:�“inclusione”, “aggregazione”, “presidio del centro storico”, “valorizzazione delle tradizioni”, “eventi culturali”, “attività intergenerazionali”, “manifestazioni legate all’identità del territorio”, “contrasto allo spopolamento”.
Esattamente ciò che la Pro Loco fa da anni, e, forse, è bene ricordarlo: la Pro Loco non è un gruppo improvvisato né una realtà occasionale, ma un’associazione riconosciuta a livello nazionale, che in tutta Italia rappresenta da sempre un punto di riferimento fondamentale di promozione culturale, turistica e sociale dei territori.
La Pro Loco di Volturino, inoltre, da oltre 50 anni ha sempre avuto sede nel cuore del paese, in piazza, perché è lì che un’associazione che vive di comunità deve stare: tra la gente, nel centro della vita sociale del territorio.
Fino ad oggi.
Da anni organizziamo eventi, da anni valorizziamo tradizioni, cultura e territorio, da anni creiamo momenti di aggregazione sociale, da anni teniamo vivo il centro storico con il volontariato, senza stipendi, senza privilegi e spesso tra mille difficoltà.
Ed è paradossale che oggi ci venga tolta la sede proprio con la motivazione di voler fare ciò che noi già facciamo.
Nella delibera si parla anche di “superare la logica delle concessioni parcellizzate”, cioè riorganizzare la gestione degli spazi in forma più centralizzata, con una conseguente riduzione del ruolo operativo delle associazioni che da anni rappresentano un punto di riferimento per il territorio.
Si parla di “coinvolgimento delle associazioni locali in rotazione programmata”, come se le realtà che hanno costruito negli anni la loro identità potessero essere trattate come ospiti occasionali all’interno di spazi che hanno contribuito a rendere vivi.
La verità è che le parole “cooperazione”, “unione” e “inclusione” hanno valore solo se seguite dai fatti e oggi i fatti raccontano altro: che un’associazione storica viene messa da parte, che il volontariato viene sminuito, che chi ha lavorato per il paese viene improvvisamente considerato sostituibile.
La cultura non nasce nelle delibere scritte bene, ma dalle persone che ogni giorno dedicano tempo, passione e sacrifici al proprio paese.
La presidente Chiara Postiglione e il Direttivo