ANPI Volterra

ANPI Volterra "Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." A.Gramsci

L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) è un'associazione fondata dai partecipanti alla Resistenza italiana contro l'occupazione nazi-fascista nella seconda guerra mondiale. Nata a Roma nel 1944 mentre nel Nord Italia la guerra era ancora in corso, è stata costituita come Ente morale il 5 aprile 1945. L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) fu costituita a Roma il 6 giugno

1944, mentre ancora il Nord Italia stava subendo l'occupazione nazifascista, da volontari che avevano preso parte alla guerra partigiana nelle regioni del Centro Italia. Dopo la Liberazione essa si diffuse in tutto il Paese: anche nel Sud Italia, dove gli episodi di resistenza erano stati rari, ma dalle cui regioni provenivano molti dei partigiani che avevano militato nelle formazioni del Centro-Nord e all'estero (Jugoslavia, Albania, Grecia, Francia). Alla data del 5 aprile del 1945, giorno in cui venne designata come ente morale, l'ANPI comprendeva unitariamente tutti i partigiani italiani ed era retta da un consiglio formato da rappresentanti delle varie formazioni che avevano operato in tempo di guerra (Brigate Garibaldi, Giustizia e libertà di Ferruccio Parri, autonome, Brigate Matteotti, Mazzini, cattoliche), ma già nel primo Congresso nazionale, indetto a Roma nel 1947, fra le varie componenti emersero divergenze in ordine a questioni di politica interna ed estera, che comportarono la fuoriuscita:
nel 1948, dei cattolici e degli autonomi che costituirono la FIVL Federazione Italiana Volontari della Libertà, presieduta dapprima da Enrico Mattei, quindi da Paolo Emilio Taviani;
nel 1949, delle componenti azioniste, legate a Giustizia e Libertà, da cui nacque la FIAP Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane. Obbiettivi dell'ANPI sono la valorizzazione del ruolo storico svolto dalla lotta partigiana anche mediante la promozione di ricerche e testimonianze, la difesa dal vilipendio e dal revisionismo, il sostegno ideale ed etico dei "valori di libertà e democrazia" alla base della Costituzione della Repubblica italiana del 1948 nata dalla Resistenza. A differenza di altre associazioni reducistiche, possono oggi iscriversi all'ANPI, oltre alle categorie illustrate nell'articolo 23 del suo Statuto ("partigiani, patrioti, componenti delle Forze Armate che hanno combattuto contro i tedeschi dopo l'armistizio, incarcerati o deportati – durante la Guerra di Liberazione – per attività politiche o per motivi razziali, militari internati e che non abbiano aderito alla RSI"), anche tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di età, che dichiarino e sottoscrivano di essere "antifascisti" e che sottoscrivano gli obbiettivi dell'associazione.

20/06/2026

Collegamento con 170 piazze e con Francesca Albanese, per la prese...

19/06/2026

Le scuole di italiano con i migranti hanno antecedenti, metodi, pratiche e una storia a cui riferirsi che è rimasta una storia di minoranze, ma con radici lontane nel tempo che affondano nella lunga durata dell'educazione popolare, una costellazione vasta, fatta di mille rivoli e pratiche, e in cui spesso chi oggi lavora o fa attivismo nelle scuole di italiano non si riconosce perché non è stata raccontata come un'unica storia.

L'esperienza delle brigate partigiane e dei fronti popolari, l'educazione popolare di Aldo Capitini, don Milani e Danilo Dolci, le scuole popolari fra i baraccati nelle grandi città ad opera di preti operai, insegnanti delle 150 ore, militanti della nuova sinistra, il femminismo nei quartieri, fino ad arrivare al movimento antirazzista degli anni '90 cominciato in risposta all'assassinio di Jerry Masslo a Villa Literno, alle pratiche di un associazionismo sociale e dal basso ancora sano, alle esperienze di lavoro nei quartieri di centri sociali e collettivi.

È possibile (e forse necessario) ripensare queste scuole non solo come come spazi di costruzione di saperi e socialità, buone azioni, esperienze gioiello di una educazione agli adulti ben fatta dal basso ma come luoghi di elaborazione politica e di ricerca insieme a chi arriva e ci racconta altri mondi, pone nuovi problemi, chiede prima di tutto riconoscimento e non la morale dell'integrazione?

Leggi l'articolo al link: https://gliasinirivista.org/tre-tigri-con-tre-tigri-leducazione-popolare-nelle-scuole-di-italiano-dei-migranti/

19/06/2026

UN’ALLEANZA POLITICA PER LA COSTITUZIONE

IL VERO BIVIO: DALLA MAGISTRATURA ALLA RAPPRESENTANZA, DAI DIRITTI CIVILI AL LAVORO, L’ATTACCO ALLA NOSTRA CARTA FONDAMENTALE DA PARTE DELLA DESTRA RICHIEDE UNA RISPOSTA UNITARIA; E PURE UN LAEDER CHE PASSI PER LE PRIMARIE

di Domenico Gallo

Sono oltre trent’anni che forze politiche varie succedutesi nel governo del Paese tentano di demolire l’edificio della democrazia italiana e di saccheggiare i beni pubblici repubblicani, sia attraverso attacchi diretti con grandi progetti di riforme, com’è accaduto con la riforma Berlusconi (2005) e con la Riforma Renzi (2016), bocciate dagli elettori, sia con riforme parziali come l’infelice riforma del Titolo V, che ha aperto la strada all’Autonomia differenziata.

L’attacco alla Costituzione è stato portato avanti soprattutto con modificazioni della costituzione materiale, sia attraverso l’introduzione di leggi elettorali di tipo maggioritario, sia svilendo i principi sociali con la “deregulation” del lavoro e delle attività produttive.
Questo processo di delegittimazione della Costituzione è passato attraverso fasi diverse, ma ha subito un’impennata impetuoso nell’ultima legislatura con l’avvento al governo di forze politiche ispirate da una visione autoritaria, palesemente insofferenti di ogni vincolo politico e giuridico all’esercizio del potere, avversarie delle verità sociali e dei diritti dei cittadini. Tutti gli atti più significativi del governo Meloni sono stati orientati a picconare nella prassi il nostro modello di democrazia costituzionale, fondato sull’eguaglianza e sull’inviolabilità dei diritti fondamentali, nel contesto della divisione e distribuzione dei poteri.

Questo processo è stato favorito dagli eventi internazionali: il disprezzo delle regole e dei valori del diritto internazionale, spavaldamente rivendicato da Donald Trump e spinto fino all’estremo limite del genocidio in Palestina, incoraggia i processi di indebolimento delle regole e di degradazione della democrazia sul piano interno. Dietro le grandi riforme programmate del Premierato, della Magistratura e dell’Autonomia differenziata, condite con le restrizioni al dissenso sociale attraverso i cosiddetti Decreti Sicurezza, si profila un vero e proprio cambiamento di regime. Se questo cambiamento non si è ancora realizzato, ciò è avvenuto perché hanno tenuto le istituzioni di garanzia: ha retto la Corte costituzionale che, se non ha sbarrato il passo all’Autonomia differenziata, almeno l’ha fortemente ridimensionata con la sentenza 192/2024; ha sostanzialmente tenuto il controllo di legalità svolto dall’Autorità giudiziaria, mentre il tentativo di manomettere l’indipendenza della Magistratura è fallito con il referendum.
Sebbene contrastato, questo progetto di trasmigrazione dalla democrazia costituzionale, fondata sulla Costituzione del ‘48, ad una autocrazia elettiva, non si è mai fermato ed è destinato ad andare avanti. Anche se il referendum ha sbarrato la strada alla riforma costituzionale, gli effetti del premierato saranno anticipati dalla nuova legge elettorale in cantiere che assicura al Governo il controllo totale del Parlamento consentendogli anche di neutralizzare gli organi di garanzia.
Le prossime elezioni, pertanto, saranno decisive perché la Costituzione italiana non potrà sopravvivere ad un’altra legislatura con questa maggioranza. La Patria del popolo italiano, inteso come comunità politica organizzata in Stato, è la Costituzione.
Quando la Patria è in pericolo si deve realizzare la massima unità fra tutte le forze politiche che nella Patria-Costituzione si riconoscono. Com’è avvenuto nella Resistenza, deve nascere un fronte comune, un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, per consentire al popolo italiano di conservare i beni pubblici repubblicani (a cominciare dal ripudio della guerra) e le libertà civili e sociali a così caro prezzo conquistate.

L’esito del referendum del 22/23 marzo è stato una sorpresa anche per i partiti dell’opposizione che all’inizio si sono mossi in sordina, temendo i risvolti negativi di una eventuale sconfitta sul campo. Se c’è stata una così forte partecipazione popolare al voto, se la maggior parte dei giovani hanno votato per il No, se il Sud ha votato per il No con percentuali altissime, se tanti elettori che alle politiche avevano disertato le urne si sono presentati al voto, questo è accaduto perché la maggior parte degli elettori ha compreso che la posta in gioco non era la separazione delle carriere ma la separazione dei poteri, cioè la Costituzione.

Con le prossime elezioni, ancor più che con il referendum, la posta in gioco è proprio la Costituzione, cioè quel progetto felice di convivenza in cui una comunità umana si può riconoscere nella dimensione della speranza.
La Costituzione è anche un programma politico, esprime un progetto di società aperta in cui l’eguaglianza è garantita nel rispetto delle differenze, i diritti sociali,
al lavoro, alla sanità, all’istruzione, sono assicurati a tutti, in cui l’equilibrio dei poteri mantiene salde le libertà e i diritti inviolabili, nel quadro di rapporti di amicizia e fraternità con gli altri popoli.
La coalizione che si formerà per affrontare le prossime elezioni deve assumere la forza, la robustezza e la superiore legittimazione che deriva da un comune impegno, non solo a difendere, ma soprattutto a dare attuazione alla Costituzione e a realizzare il suo programma politico. La Costituzione deve essere il “pactus foederis” che unisca forze politiche e culture diverse, decise a riscattare l’onore del popolo italiano e delle sue istituzioni politiche.
Per questo la coalizione che affronterà la destra si deve qualificare come “Alleanza per la Costituzione” o “Fronte costituzionale”. Deve alzare un vessillo che abbia una forza travolgente in questo difficile passaggio elettorale, superando formule meramente politicistiche come centro-sinistra, o campo largo, che non esprimono alcuna dimensione di senso.
Non possiamo ignorare che è proprio da forze politiche di centro-sinistra che sono venuti pesanti attacchi ai valori sociali e politici della Costituzione. Scegliere la Costituzione, per tutte le forze politiche in campo, comporta l’esigenza di un forte rinnovamento politico e di un ripensamento delle politiche seguite inseguendo la destra o i miti del liberismo. Questo ripensamento è già in atto, anche se in modo ancora timido, nel PD a guida Schlein.

Tuttavia, non possiamo ignorare che esiste una frattura profonda in politica estera con riguardo all’Ucraina, visto che i socialisti europei ed il PD si sono messi alla testa del partito della guerra.
Per quanto difficile, anche su questo terreno si può trovare un’intesa ove si faccia riferimento ai principi supremi della Costituzione e al magistero del Papa, che ha pronunciato parole chiarissime per una “pace disarmata e disarmante” ed ha chiesto una conversione ad U delle politiche belliciste finora seguite.
Il superamento di questa frattura sarà agevolato dal “cessate il fuoco”. Dopo il “cessate il fuoco” il problema sarà l’esigenza di evitare la continuazione della guerra con altri mezzi e di smantellare la nuova Cortina di ferro costruita intorno alla Russia, nel superiore interesse alla convivenza pacifica di tutti i popoli europei.

Anche nel socialismo europeo si imporrà una scelta fra gli arnesi di guerra come Stoltenberg e l’eredità politica di uomini come Olof Palme e W***y Brandt, che sembra rivivere nella svolta politica di Pedro Sanchez.
Se non per virtù, sarà per necessità: alla fine il disastro economico provocato dalla guerra per procura contro la Russia e dalle guerre di Trump e Netanyahu in Medio Oriente, renderà necessaria una sconfessione delle politiche bellicose di NATO e UE.
Una volta concordato un programma politico di attuazione della Costituzione, a quel punto non bisognerà aver paura delle primarie, a cui si dovrà comunque fare ricorso dal momento che la nuova legge elettorale “in fieri” richiede alle coalizioni di indicare il candidato Presidente del Consiglio: una scelta che non può essere fatta a tavolino nel chiuso delle segreterie di partito. Le primarie potranno essere una significativa esperienza di mobilitazione del popolo della Costituzione e serviranno a cementare un’unità resistenziale, non a creare fratture tra le forze politiche come temono alcuni.
Se milioni di italiani si mobilitassero per scegliere il candidato alla guida della coalizione da contrapporre alla Meloni, questa diventerebbe una giornata di “orgoglio costituzionale”, foriera di buoni auspici per il voto alle politiche.

----------------

Fonte: versione originale all'articolo pubblicato nel "Fatto Quotidiano" di Giovedì 18 Giugno 2026 col titolo: UN' ALLEANZA POLITICA SALVA- COSTITUZIONE;
si veda anche la pagina Facebook di Domenico Gallo, 18 giugno 2026

E' possibile seguire la diretta su Youtube domani sera alle ore 20,30questo è il link: https://www.youtube.com/
18/06/2026

E' possibile seguire la diretta su Youtube domani sera alle ore 20,30
questo è il link: https://www.youtube.com/

17/06/2026

Questa intervista è stata pubblicata sul “Lo straniero”, n. 154, aprile 2013. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Novanta si sviluppa in Italia un nuovo indirizzo storiografico che prende il nome di microstoria. Il progetto nasce dalla riflessione di alcuni studiosi riuniti ...

17/06/2026

È morto lo storico Carlo Ginzburg: rimangono le sue microstorie e le sue domande, sempre tante e sempre aperte. Le sue risposte le abbiamo ascoltate molte volte alla radio: è stato ospite di Fahrenheit, è approdato sull'Isola deserta, ha partecipato ai nostri dibattiti. Le conserviamo su RaiPlay Sound, ai seguenti link:
Fahrenheit https://shorturl.at/tkSBa
L'isola deserta https://shorturl.at/qGE88
Uomini e Profeti https://shorturl.at/3JoRl

Indirizzo

Volterra
56048

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ANPI Volterra pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a ANPI Volterra:

Condividi