Xenia odv

Xenia odv Xenia odv è un gruppo di persone che condividono un sogno: far rivivere uno spazio per tutti! Così è capitato a noi. COME VOGLIAMO FAR RIVIVERE LA STAZIONE?

Quando i desideri e le speranze di diverse persone convergono in un unico obbiettivo nascono grandi progetti. Abbiamo visto questa stazione, monumentale e abbandonata, e ci è sembrata un'opportunità: l’opportunità di farne un punto d’incontro, così come è nel suo DNA e nella sua storia, un luogo dove ritrovarsi, al di là delle etichette, degli status e delle convenzioni. Perché quello è una stazio

ne, un luogo dove le persone si aspettano, si sfiorano e si raccontano. Noi ci siamo trovati così, spinti dallo stesso vento, trainati dallo stesso bisogno, che è alla fine un bisogno di scambio, di relazione, di comunità. Quale comunità abbiamo in mente?
- Una comunità APERTA: chiunque passi di là può entrare e portare il suo desiderio di stare assieme;
- una comunità CURIOSA, dove raccontarsi e scambiarsi esperienze;
- una comunità ATTIVA, dove imparare a fare con le mani e con lo spirito, dove imparare e insegnare;
- una comunità ACCOGLIENTE, dove le persone si possano sentire a casa. Per questo abbiamo deciso di chiamarci XENIA, che in greco significa “ospitalità”. Nel mondo antico l’ospitalità è sacra, spesso il forestiero è un messaggero degli dei, se non proprio un dio sotto mentite spoglie. Ecco perché va trattato con il massimo rispetto: egli porta in dono la propria alterità. Anzitutto acquistando e ristrutturando questo edificio, nel rispetto della sua storia. Ne vorremmo poi fare un luogo dell’anima, riempiendolo di attività interessanti, dai corsi di falegnameria alla lettura a voce alta, dal teatro alla musica, dall’orto alla scrittura creativa, dal corso di erboristeria al brindisi conviviale. Il nostro scopo è stare assieme perché crediamo che le persone messe assieme siano energia, elettricità, magia. Per fare della stazione un luogo per tutti noi, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO PARTE DALL’ACQUISTO DELLA STAZIONE
Abbiamo studiato vari modi di raccogliere quote – e altri modi ce li potrete suggerire voi. Questi sono:

• Quote "Biglietto per la Stazione"
€ 50 under 25 anni, € 100 over 25 anni;

• Donazioni libere tramite versamento bancario:
IBAN: IT13X0501812000000017124058

• Finanziamento a obbiettivo per chi vuole contribuire con una cifra superiore a €200 Se l’acquisto, o la possibilità di gestire la stazione, non dovessero andare a buon fine garantiamo la restituzione del 90% della cifra versata (questo tipo di contributo può essere fatto esclusivamente tramite bonifico bancario);

• potete infine acquistare una delle nostre magnifiche magliette! La nostra intenzione, se dovessimo perfezionare l’acquisto, è di costituire una fondazione. Questo è il nostro sogno, e noi ci stiamo mettendo tutto l’impegno per farlo diventare realtà. Da più di un anno ci troviamo quasi tutti i mercoledì, credendoci molto, scontrandoci anche, ridendo e progettando insieme

MESTIERANDO 2024 🎨🪡🧶🎺📸🧸💍🪚🔨✒️📚🪜🍻🪘 esattamente un mese fa :)🌈🖋eccolo nel racconto di SerenaCome tutte le cose belle, anche...
06/11/2024

MESTIERANDO 2024
🎨🪡🧶🎺📸🧸💍🪚🔨✒️📚🪜🍻🪘
esattamente un mese fa :)
🌈🖋eccolo nel racconto di Serena

Come tutte le cose belle, anche Mestierando richiede un certo impegno, già dalle settemenoqualcosa la squadra sistemazioni é presente in loco in uno tsunami di panche e tavole e gazebi e tira di qua e molla di là, m***a carica scarica sposta aggiusta ooo-op, un ritmo musicale intervallato da qualche scoppiettante imprecazione e sbuffi assortiti, e nel giro di poco tempo la location é pronta, il trenino di Xenia é alle porte, i libri sistemati (il peso della cultura, scatoloni e scatoloni di cultura) e tutto quanto é circa a posto.
Poco alla volta arriva gente, prima e dopo messa (luogo tattico, la canonica), venghino siore e siori, non tutto ma di tutto! ed é proprio così: c'è la ragazza degli smalti con annesso fornetto a gradi settemila, bambini giú le zampette, c'è el murér che ha trovato il suo secondo lavoro ideale, maestro di arte muratoria per bimbi implumi, e li istruisce a dovere su tutto il procedimento compreso come si lava la pennellessa, c'è il falegname che liscia il legno con il coso apposta e poi lo fa accarezzare agli astanti per far capire le differenze tattili, a me pare che facciano le coccole ai legni, ci sono ben due maestri del cuoio che cuciscono borse cinture sandali, ci sono i giocattoli di legno che dondolano appesi ai fili, la mitica Signora dell'Uncinetto che non riesco neanche a descrivere che belle cose fa, meno male ci sono le foto, ci sono due artistesse una che fa quadri con le terre, chi lo avrebbe detto che oltre al colore e il bianco e nero esiste una terza via così morbida, e una che modella la creta tirando fuori onirici draghi e simpaticissimi mostrini con gli occhi in cima alle antenne, c'è il punto di ascolto in una tenda mistica dove si può fare una domanda alla psicologa, ne sto ben lontana perché domande ne avrei da fare almeno trecento, c'è chi dipinge soldatini e chi piega gli origami e una bambina che fa la ruota per fini benefici (per un euro te ne fa due di fila, giovani imprenditori con le idee già chiare), c'è il ragazzo che fa vedere come si potano gli alberi con dimostrazione pratica e fisico d'acciaio, resce anche a spiegare le tecniche stando appeso a testa in giù, c'è il chitarrista-trombettista-pittore con annesso cagnone, ci sono modestia a parte io che scrivo poesie a richiesta (voi mettete il titolo e io sviluppo il concetto, cercando anche di scrivere comprensibile, un casìn), c'è il liutaio che incide con lo scalpello la pancia di una viola, il maniscalco che batte i ferri di cavallo, mestiere raro ormai, gli stampatori che rullano la stagnola per fare le stampe, attenzione inchiostro nero, c'è chi avvolge la lana sui legnetti per farne coloratissimi mandala, e poi c'è il panino con pancetta, una birra e altre cibarie che a una certa ci vuole, gnam. Nel frattempo si sentono dei suoni di accordatura, ed ecco anche l'accompagnamento musicale: violino, chitarra, di tanto in tanto un barrito di tromba, e la star della serata, one-girl-band, flauto traverso e cavigliera ritmica in una nuvola di ricci neri da cui spuntano due occhi azzurrissimi. E fu mattina e fu sera: lo tsunami si ripete in senso inverso, con l'aiuto di amici miracolosamente sopraggiunti in cerca di due chiacchiere che si trovano non si sa come a trasportare panche, perché in compagnia si fa tutto, per una nobile causa, una partita a chiacchiere, una meritata birretta, battute da far scattare il salvavita (un giovine ammodo ha osato chiedermi se bevevo aranciata o acqua minerale, a me!), il segreto é quello, quella la formula magica: in tuti se fa tut.
E grazie, grazie grazie.
Sani

18/10/2024

MESTIERANDO 2024 🥰
MESTIERANDO artigiani in festa
Domenica 6 ottobre... sono passate già due settimane!

Artigiani in festa che girano per la testa
🎨🪡🧶🎺📸🧸💍🪚🔨✒️📚🪜🍻🪘
(li trovate nei tag, nei video pubblicati prima della festa e su IG)

Andrea Fontanelli - decorazione di soldatini
Bruno Mottin - pittore e artista di strada
Amici di Bruno Mottin
Doriana Binotto - laboratorio per bambini
Centro Studi Età Evolutiva
Elisa Girardi - Piki - giocattoli in legno
Erika Suda - stampa - serigrafia
Eva Piazzetta - smalti a fuoco su rame
Eva Piazz
Fabio Bettiol - falegname
Filippo Civiero - fabbro - maniscalco
https://www.facebook.com/filippo.civiero
Francesca Semenzin - scultrice
B-Art di F. Semenzin
Franco Mattiuzzo - muratore
Giovanni - laboratorio di Origami
Marco Tedesco - tree climbing
https://www.facebook.com/marco.tedesco.37
Paolo Franco - lavorazione cuoio
Paolo Schiavetto - liutaio per passione
Rita Nandi - uncinetto e amigurumi
Rita Nandi
Serena Mello - poesie a richiesta e lettere d'amore
https://www.facebook.com/plinia.roselli
Silvia Semenzin - ritrattista - pittrice
Silvia Semenzin Art.
Valter Dinello - lavorazione cuoio e rievocazioni storiche
Ylenia Bellè - Ojo de Dios - mandala di lana
Ylenia Naturopata
https://www.facebook.com/ylenia.belle

Una festa bellissima! 🎉🎉🎉
Grazie a tutti voi!!!

💚💜

Gli artigiani di MESTIERANDO artigiani in festa parte 2
05/10/2024

Gli artigiani di MESTIERANDO artigiani in festa parte 2

Gli artigiani di MESTIERANDO artigiani in festa  parte 1
05/10/2024

Gli artigiani di MESTIERANDO artigiani in festa parte 1

Sempre orgogliosi di esserne stati parte 🌟🌿Perché   🥰
26/09/2024

Sempre orgogliosi di esserne stati parte 🌟🌿
Perché 🥰

MESTIERANDO artigiani in festa 📣📌la prima domenica di ottobre, una festa dell'artigianato attivo! Un tema che ci è molto...
25/09/2024

MESTIERANDO artigiani in festa 📣

📌la prima domenica di ottobre, una festa dell'artigianato attivo!
Un tema che ci è molto caro, che occupa un largo capitolo del nostro progetto di recupero dell'ex stazione ferroviaria di Volpago del Montello 🚂🛤
L’anno scorso ci siamo detti " perché attendere di avere un posto per vivere l'artigianato come piace a noi?!? " e abbiamo pensato a questo appuntamento. Non un mercatino, ma occasione di incontro e scambio. È stata una festa così bella che eccoci alla SECONDA EDIZIONE!! 🎉
Vi aspettiamo per ritrovarci o conoscerci in questa gioiosa esperienza creativa fra arte, artigianato, riciclo, musica e buona compagnia!

💚💜

Anche oggi siamo ospiti di Ferrovie Arrugginite 🚂📣Venite a visitare la Biennale Ferroviaria Expo e passate a trovarci!!!
21/09/2024

Anche oggi siamo ospiti di Ferrovie Arrugginite 🚂📣
Venite a visitare la Biennale Ferroviaria Expo e passate a trovarci!!!

Questa sera e domani sera, due appuntamenti super interessantialla Biennale Ferroviaria Expo, organizzata dagli amici di...
19/09/2024

Questa sera e domani sera, due appuntamenti super interessanti
alla Biennale Ferroviaria Expo, organizzata dagli amici di Ferrovie Arrugginite!!

Sabato saremo lì anche noi, passate a trovarci 🚂✨

Cari , la Biennale non è solo una mostra ma molto di più!

🟠 Giovedì 19 settembre | Auditorium Villa Ancilotto - ore 20.30
Incontro con l'autore del libro "Caselli e casellanti" Cristian Rossi, che tratta il tema del duro lavoro dei, e sopratutto delle, casellanti lungo le linee ferroviarie.

🟡 Venerdì 20 settembre | Auditorium Villa Ancilotto - ore 20.30
"Canapificio Veneto - Quando la ferrovia trasporta il progresso", serata dedicata allo strettissimo rapporto tra il Canapificio e la ferrovia alto trevigiana.

✅ Al termine, la mostra verrà aperta straordinariamente per tutti i partecipanti alle serate.

👍🏻Ingresso libero e gratuito

🚂🎉 le storie di Serena ✒️un anno fa 😎direttamente dal Pamali Festival 2023 🤩È una lunga storia d'amorePAMALI NON C’E’ MA...
26/08/2024

🚂🎉 le storie di Serena ✒️
un anno fa 😎
direttamente dal Pamali Festival 2023 🤩
È una lunga storia d'amore

PAMALI NON C’E’ MALI
Invece che con le pinne, il fucile e gli occhiali, oh oh oh, i soci Xenia si dotano di giubbo riflettente, paletta e walkie-talkie e come un sol uomo vanno al passo S.Boldo a dirigere il traffico al fine di guadagnarsi una scodella di farina per l’Associazione.
Scopo del gioco: parcheggiare gli ospiti del Pamali, leggasi festival di Pace Amore Libertà, concerti, artisti di strada e di stradella, installazioni, spazio bimbi, bancarelle, e naturalmente musica, campeggio, cani felici a zampa libera, bambini felici e selvatici, rastafariani e pastafariani, funghi nei boschi e camper nei prati, nonché macchine moto motorini apecar e pattini a rotelle da collocare opportunamente in spazi pomposamente denominati parcheggi.
Trattasi in realtà di pratoni di tutte le forme geometriche fuorché quella piana, la forma prevalente è quella detta “a scodella” o “a cratere”: le prime vetture fortunelle sono all’incirca in orizzontale, man mano che il parcheggio si riempie la variazione altimetrica fra muso e c**o dell’autovettura cresce costantemente fino a sfiorare i 90 gradi, ciononostante il nostro più valente parcheggiatore Gocc’ continua a insistere che ce ne stanno ancora circa 10, probabilmente assicurate con corda e imbrago, ah che disgrazia la motorizzazione, però anche fare i tornanti del S.Boldo in bici ha le sue controindicazioni, insomma stringiamo i denti e parcheggiamo.
Il sole implacabile ci batte sulle teste, cosicché quando si fa sera si possono ammirare dei bellissimi nasi rossi, e anche dei bellissimi attacchi di nervosino che serpeggia fra di noi con il suo alito pepato: quando alcuni bambini ci occupano la frequenza dei walkie-talkie, da un blando “bambini, lasciate giù le radio, non sono giochi”, che non consegue alcun risultato, s’ode un crescendo rossiniano di minacce di morte e di ripasso delle tabelline rivolte ai poveri innocenti, i quali innocentemente proseguono senza darsene minimamente per intesi, finché nel nostro cuore collettivo comincia a nascere la convinzione che il malvagio Erode non avesse poi tutti i torti.
No, dai, in realtà non posso proprio parlare male della categoria bambini, abbiamo con noi uno dei più bravi che abbia mai incontrato, il figlioletto dell’organizzatissimo organizzatore Al, il seienne Fed, dotato lui pure di paletta giubbo radietta e occhiali, ambedue, babbo e figlio, efficientissimi, inoltre il piccolo Fed ascolta in misura notevolmente superiore alla media, porta bicchieri d’acqua agli assetati e disegna a pastello libero grandi “P” per dire “parcheggio”, commoventemente stortine e coloratissime.
Il clou del marasma si abbatte su di noi nel pomeriggio del secondo giorno: dopo aver riempito modello tetris i due parcheggi previsti, continuano ad arrivare macchine macchinone macchinini moto motorini, ecchéssifa?
La risposta giunge a bordo di una mountain-bike sul cui arcione troneggia il riccioluto organizzatore Clyde, che mi fa, testuale: vecchia! Vieni su che apriamo una altro parcheggio! Veloce! Leggermente interdetti, raccolti al volo la cassettina delle offerte e il piccolo Fed, sfrecciamo verso questa nuova location, dalla configurazione a scodella come da manuale, e cominciamo a dirigere il traffico dalla strada su per di là, non uno che metta la freccia a sinistra, moto che sorpassano al momento meno opportuno, garruli personaggi che si fermano a chiedere informazioni mentre roteo frenetica la paletta, ma ti pare il momento? E’ evidente che san Sebastiano patrono dei vigili si impietosisce e ci tiene una mano sulla testa, nessun croccar di lamiere o lite stradale o piede acciaccato o marmitta dispersa mentre saturiamo per benino anche questo parcheggio, sarà pur finita? No! Continuano ad arrivare! Aaargh!!
L’ultimo parcheggio aperto se-Visnù-vuole è in piano, unico difetto: la strada per raggiungerlo passa fra l’entrata dei festival e i bagni chimici, laonde ci vuole una cautela notevole per attraversare la folla festante e in certi casi ondeggiante che deambula inneggiando al Pamali o chiamando a gran voce un certo Pino (chi è Pino? questo mistero resterà inspiegato); detta stradina consente solo il transito a senso unico alternato pena l’ingorgo inestricabile, e la folla, va detto, non semplifica il lavoro.
Un garzoncello scherzoso mi porge il culetto per una sculacciata sadomaso con la paletta, sciaff, un aitante lungochiomato tatuato brizzolato commenta che se dai una paletta a una donna hai creato un mostro e mi dà della Jena Plissken senza la benda sull’occhio - nessuno è perfetto, caro il mio tatuato, tu non sai quanto mi piacerebbe che il flusso veicolare non fosse più affar mio, sono sudata, impolverata, lingua appiccicata al palato, ascella pezzata, mi domando se rivedrò mai patria famiglia e una birra, o se resterò a far mulinare la paletta fino alla fine dei miei giorni, e vuoi anche che sia soave? Bella pretesa eh.
Arriva infine l’ora di sm***are dal servizio. Ci troviamo alle tende barcollanti, con l’occhio lucido e le palpebre che si abbassano lentamente come i gufi, ci contiamo per esser certi di non aver perso nessuno e andiamo a mangiare, raggiungiamo la festa strisciando sui gomiti e finalmente, fatta la fila di prammatica, ci bagniamo i becchi con una birra.
La musica è gradevole ma la conversazione difficile dati i decibel, ci raccontiamo stancamente gli aneddoti più rilevanti, salutiamo gli amici di passaggio che ci guardano comprensivi, facciamo un ultimo giro di sicurezza e troviamo numero due imbecilli che hanno lasciato la macchina in modo da bloccare le uscite – ad una si trova rimedio, all’altra ohimé no. Del resto se bisogna star dietro a tutti perché non facciano scemenze tipo:

- piantare la tenda a lato della macchina; a parte che togli posto agli altri, che gusto è tendeggiare in parcheggio?
- lasciare la bellissima nuovissima carenatissima moto a un centimetro dall’incrocio, minacciando di morte chi te la potrebbe far cadere, ma la metterai al sicuro, no? E fatti ‘sti due passi!
- entrare in parcheggio rombando e sgommando, o, al contrario, entrare in punta di ruote come se la tua pregiata vettura fosse fatta di cristallo di Boemia, una disinvolta via di mezzo?
- arrivare alle nove di sera, trovare fortunosamente un posticino appena liberato, e chiedere con aria scocciata: ma non c’è un posto più comodo, che devo piantare la tenda?

beh, se bisogna tenere a bada tutti questi utenti della strada affinché non facciano proprio nessuna stupidata, allora ditelo: l’anno prossimo altro che parcheggiatori, arriviamo con un esercito di Signorine Rottermeier.
Augh, ho detto.


Indirizzo

Volpago Del Montello
31040

Sito Web

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