18/06/2026
L’OMERTÀ D’ÉLITE CHE OFFENDE GLI ANIMALI: L'ENCI PREMIA IL CANILE DEGLI ORRORI DI CORNAREDO
Mentre i Carabinieri del NAS scoprivano carcasse nei sacchi dell'immondizia e cuccioli in fin di vita, i vertici dell'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana firmavano l'assegnazione del primo premio all’allevamento sotto inchiesta. Una vergogna istituzionale consumata nel silenzio dei piani alti, nonostante le proteste interne.
?!?!
Ci sono immagini che lasciano un segno indelebile e che nessuna onorificenza o diploma di merito potrà mai cancellare. Le immagini in questione sono quelle registrate lo scorso 14 gennaio dai Carabinieri della stazione di Cornaredo e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Milano all'interno dell’"Allevamento Di Cascina Croce", gestito dal signor Claudio Angelo Gritti.
Ciò che i militari hanno trovato descrive uno scenario spettrale, intriso di crudeltà e abbandono: i corpi in decomposizione di due cani brutalmente ammassati e nascosti all'interno di sacchi della spazzatura ; box fatiscenti e impregnati di sporcizia in gravissime condizioni igienico-sanitarie ; e, come se non bastasse, un cucciolo di razza bracco, non registrato, ridotto all'estremo delle forze, denutrito, quasi in coma e riverso a terra in uno stato di incoscienza. Un orrore che ha portato all’immediato sequestro penale della struttura e di tutti i 27 cani presenti , oltre alla denuncia per maltrattamento di animali nei confronti della titolare quarantenne e dell’ottantenne gestore.
Una vicenda di cronaca nera che da sola basterebbe a scuotere le coscienze di chiunque ami gli animali. Ma in questa storia c'è un secondo capitolo, se possibile ancora più torbido e inaccettabile, che si sposta dalle gabbie sporche di Cornaredo ai tavoli di mogano della massima istituzione cinofila italiana: l'ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana).
La lettera della vergogna: il "Trofeo Allevamento 2025"
A soli due mesi dall’intervento dei NAS , mentre l'indagine per maltrattamento aggravato faceva il suo corso e la magistratura disponeva l'autopsia sulle carcasse sequestrate, l'ENCI ha preso una decisione che lascia sbigottiti. Con una lettera ufficiale datata 19 marzo 2026 (Protocollo 2703 DM/FC/AP/do), firmata digitalmente in calce dal Presidente Dino Muto, l'Ente ha conferito all’"Allevamento Di Cascina Croce" di Gritti Claudio Angelo il 1° premio del Trofeo Annuale Allevamento per il gruppo "Cani da ferma continentali italiani", celebrando i risultati conseguiti dai soggetti "Bracco italiano" di quell'allevamento.
Sì, avete letto bene: lo stesso allevamento dove i bracchi venivano trovati agonizzanti sul pavimento dei box è stato formalmente insignito del titolo di "eccellenza" nazionale. Il Presidente Dino Muto, nella lettera, si dice persino "gradito di informarLa" dell'assegnazione e porge i suoi più calorosi "congratularci per il risultato ottenuto" , invitando formalmente il figlio dell'indagato (Renato Gritti presidente del gruppo cinofilo Sedrianese) a ritirare il premio in p***a magna sabato 18 aprile 2026, in occasione dell’Assemblea annuale dei Soci ENCI presso il prestigioso centro congressi di Assago.
Proteste ignorate e tesserati messi a tacere
Com'è possibile che un ente morale sotto l'egida del Ministero dell'Agricoltura ignori un sequestro penale di tale portata operato dai Carabinieri? Ma il dettaglio più inquietante e imperdonabile è un altro: i vertici sapevano.
Secondo quanto emerso da fonti interne, durante l'Assemblea dei soci, un membro dell'associazione ha preso ripetutamente la parola, facendo esplicitamente presente la situazione giudiziaria e l'orrore emerso dall'ispezione di Cornaredo. La denuncia del socio è stata precisa, circostanziata, supportata dai fatti di cronaca. Nonostante questo richiamo disperato alla dignità e al rispetto dello Statuto dell'Ente – il quale dovrebbe tutelare il benessere animale prima di ogni titolo o coccarda – il Presidente Dino Muto e il consiglio direttivo hanno tirato dritto. Hanno scelto di voltarsi dall'altra parte, preferendo la burocrazia dei punteggi dei ring alla cruda e tragica realtà dei fatti.
Una ferita al cuore della cinofilia pulita
Questo encomio non è solo uno schiaffo alla giustizia; è un insulto profondo a migliaia di allevatori onesti che sacrificano la propria vita, con etica e passione, per il benessere dei propri cani. Com'è possibile definire "allevatore d'élite" chi lascia morire i propri animali nei sacchi dei rifiuti? Con quale credibilità l'ENCI si professa garante delle razze canine se poi premia chi quelle stesse razze le riduce in fin di vita?
Il silenzio del Presidente Dino Muto di fronte alle proteste interne è la fotografia di una gestione istituzionale che sembra aver smarrito la propria bussola morale. Chi ama i cani non può restare a guardare. La magistratura farà il suo dovere con i gestori della struttura di Cornaredo, ma l'opinione pubblica cinofila deve pretendere subito risposte chiare da via Corsica. I premi d'onore non possono essere macchiati dal sangue e dall'indifferenza. Dino Muto e i vertici ENCI spieghino ai milioni di amanti dei cani in Italia come si possa premiare l'inferno.
https://www.milanotoday.it/cronaca/sequestro-canile-milano.html