30/04/2026
Siamo stati onorati di ospitare a Vo' Vecchio, a villa Contarini-Giovanelli-Venier, la Conferenza dal titolo "𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐕𝐨' 𝐕𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐒𝐈", in occasione della presentazione dell’ ultimo libro di Carlo Spartaco Capogreco (professore universitario di Storia contemporanea e massimo conoscitore, a livello internazionale, dell’internamento civile fascista) “𝐈 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐥𝐨̀”, edito dall’Editore Einaudi di Torino (https://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/storia-contemporanea/i-campi-di-salo-carlo-spartaco-capogreco-9788806245108/).
Mariarosa Davi (docente liceale e componente del Comitato scientifico del “Giardino dei Giusti del Mondo”) ha condotto il dialogo con l’Autore che, per oltre due ore, è stato seguito un pubblico attentissimo.
L’intervento del professor Capogreco (che, come dice il titolo della sua Conferenza, era molto incentrato sulla vicenda storica del campo di concentramento di Vo’ Vecchio) è stato preceduto dai saluti – assolutamente non rituali – di Claudio Ghiotto, presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci e del sindaco di Vo’, Mauro Delluniversità.
Di Capogreco, Davi ha citato rapidamente i libri più importanti (a partire da quello sul campo di Ferramonti, del 1987) ed ha accennato alle sue lunghe ma tenaci (e “fortunate”) battaglie condotte, anche fuori dai confini nazionali, per difendere i “luoghi della memoria”. Nella sua introduzione, Mariarosa Davi ha anche accennato rapidamente al campo di Vo’ Vecchio (attivo dal 3 dicembre 1943 al 17 luglio 1944), richiamando particolarmente l'attenzione dei presenti sui meccanismi burocratici e di polizia (gli arresti furono operati quasi tutti da italiani, mentre ai tedeschi spettò un ruolo tardivo e marginale).
Capogreco, nel prendere la parola, ha voluto sottolineare fin da subito l’importanza storica, e memoriale, del campo di Vò (sul cui ruolo ha fornito molti spunti di riflessione) tra i complessivi ventidue “campi provinciali per ebrei” della Repubblica Sociale Italiana, che egli ha minuziosamente mappato e presentato nell’opera “I campi di Salò”.
Lo storico ha ribadito, quindi con forza, l’esigenza di “fornire una giusta memoria a Villa Venier”. Per la cui migliore utilizzazione a fini storico/memoriali/didattici (senza trascurare gli aspetti identitari legati alla comunità locale) egli ha già indicato alcune linee operative. In particolare, Capogreco ha sottolineato la necessità che la coscienza civile e la memoria storica si appoggino su ricerche e lavori scientifici, allontanandosi dalle narrazioni estemporanee e generiche.
L’Autore non ha mancato un richiamo, di grande rispetto, alla figura umana e alle ricerche del compianto Francesco Selmin: grande ricercatore con cui è stato in corrispondenza fin dagli anni Ottanta. Tra l’altro, Selmin veniva dal mondo della scuola. E la sua vasta e pionieristica attività sottolineano quanto bene possano fare – per la ricostituzione e la difesa della memoria storica – i bravi docenti che operano sul territorio. E, per Capogreco, un “luogo della memoria” come Villa Venier, potrebbe indubbiamente (tra le altre cose) accogliere Corsi e Seminari dedicati alla Didattica della Storia: incontri che servirebbero anche a favorire una migliore comprensione ed “integrazione”, nella storia nazionale, di fenomeni come quelli dell’internamento civile fascista e della Shoah, sui quali le conoscenze riferite all’ambito locale sono ancora parziali e frammentarie. Anche perché – parallelamente all’istituzione del Giorno della Memoria, nel luglio del 2000, ed al nascere, da lì in avanti, della “stagione memoriale – l’insegnamento della Storia nelle Scuole pubbliche è stato oggettivamente depotenziato. Ed è rimasto troppo appiattito sulle responsabilità tedesche: una visione in cui il ruolo dell’Italia risulta quantomeno sbiadito.
E Capogreco ha ricordato qui che sulla scelta della data per la commemorazione del “Giorno della Memoria”, lo stesso primo firmatario della legge, Furio Colombo, avrebbe voluto fissarla nel giorno del 16 ottobre (data della deportazione degli ebrei di Roma) per rimarcare anche la centralità dell’Italia in quegli eventi.
Capogreco ha sottolineato fino all’ultimo l’importanza, per l’Italia intera, del sito di Vo’ Vecchio. Ed ha richiamato il folto pubblico alla grande responsabilità che abbiamo, tutti quanti, di custodirlo e valorizzarlo.
Ringraziamo l’Amministrazione comunale e il sindaco di Vo’, Mauro Delluniversità che, nel suo intervento, ha dimostrato di comprendere molto bene tutto ciò.
Il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia ha voluto far perve**re ai partecipanti il proprio plauso: «Desidero esprimere apprezzamento per l’elevato valore culturale e civile dell’iniziativa promossa dal Comune di Vo’ e dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, che si distingue per il rigore scientifico e per la capacità di approfondire una pagina tanto significativa quanto dolorosa della nostra storia locale e nazionale».
Ringraziamo infine tutti i collaboratori, Fondazione Essenziale che ci ha ospitato e ricordiamo che l’evento è stato reso possibile dal generoso sostegno di Banca Adria Colli Euganei e Terre Gaie.