Fondazione Giuseppe Baglio

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In occasione della Giornata della Memoria, la Fondazione Baglio, con la collaborazione dell’Associazione Binario 8, ANPI...
23/01/2026

In occasione della Giornata della Memoria, la Fondazione Baglio, con la collaborazione dell’Associazione Binario 8, ANPI Vittuone–Sedriano, SPI CGIL Ticino Olona e la Fondazione Elio Quercioli, propone un momento di approfondimento e riflessione su uno dei capitoli più drammatici della storia del nostro territorio: le deportazioni naziste legate ai fatti avvenuti alla Franco Tosi di Legnano.

📅 Martedì 27
🕘 Ore 21.00
📍 Sala Conferenze Comune di Vittuone, piazza Italia, 5

Nel corso della serata verrà presentato il fumetto
“La mattina in cui alla Franco Tosi perdemmo la nostra anima”,
un racconto potente e accessibile che restituisce memoria, dignità e voce a una vicenda che non può essere dimenticata.

Vi aspettiamo.

Lavorando a nuovi progetti con Anacleto Valneri 19.01.2025Mancando la sensibilità ……manca la creatività ,Mancando la cre...
19/01/2025

Lavorando a nuovi progetti con
Anacleto Valneri 19.01.2025
Mancando la sensibilità ……manca la creatività ,
Mancando la creatività ….manca l’anima
di Massimo Salamone

23/12/2024
27/04/2024

IN RICORDO DI TERESIO FRAVIGA
Ho incontrato Teresio alla fine degli anni sessanta all'oratorio di Vittuone, paese in cui all'epoca vivevo e dove tuttora lavoro. Erano gli anni della contestazione e della voglia di cambiare il mondo, soprattutto per noi giovani. Teresio opponeva alla nostra irruenza e alla nostra scomposta voglia di fare la pacatezza e la razionalità dell'amico più grande di qualche anno ma più saggio di qualche decennio: trasformava le nostre istanze individuali in azione collettiva, politica. Ecco allora le nuove ACLI aprirsi al mondo progressista, ecco la creazione della Scuola Media Serale, organizzata da noi studenti universitari e da alcuni professori amici, che ha permesso a centinaia di persone di ottenere la licenza media, diventata indispensabile per poter accedere a diverse attività lavorative: una delle esperienze più belle della mia vita, poter fare qualcosa di utile per la collettività. Ecco la collaborazione con la Giunta diretta da Peppino Baglio, che ha letteralmente cambiato il volto di Vittuone. Molte di queste cose sono successe perché dietro le quinte c'era Teresio a sbrogliare la matassa, a dare la giusta direzione, mai apparendo ma sempre con la discrezione, oserei dire il pudore, di chi quasi si vergogna ad attribuirsi un merito. Questo era Teresio: sostanza e niente apparenza. E allora a lui vada il rispetto di chi da lui ha imparato molto e il ricordo malinconico di chi gli è stato amico. Ciao Teresio, persona gentile, protagonista silenzioso.

21/04/2024

ANTONIO SCURATI

Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924.

Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il ca****re. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.

Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.

Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista.

Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia? Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.

Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.

Vi aspettiamo numerosi, noi cominciamo a mischiare le carte!
18/04/2024

Vi aspettiamo numerosi, noi cominciamo a mischiare le carte!

1975 Un numero, una data che segna una linea di demarcazione per l'Italia, un prima e un dopo.Per ognuno di coloro che l...
15/04/2024

1975

Un numero, una data che segna una linea di demarcazione per l'Italia, un prima e un dopo.
Per ognuno di coloro che l'hanno fatta propria assume un significato diverso.
Per me si associa al ritornello di una famosa canzone di qualche anno fa:" sono un ragazzo fortunato perché m'hanno regalato un sogno".
Ma credo che per me parta prima del 1975, si debba prendere una sorta di rincorsa, quindi dobbiamo andare al 1973, a settembre il grande sconforto succeduto al golpe in Cile, la fine del governo di Unidad Popular, la fine di un'esperienza che sentivamo simile alla nostra, vicina ai nostri ideali.
Ma passa il tempo ed arriva il 1974, i cattolici italiani scoprono il diritto alla felicità, capiscono che credere non si lega con essere bigotti, che amore non è una parola proibita, ma un sentimento vero, un diritto di ognuno.
Dopo una emozionante, sentita campagna elettorale, vince il NO all'abrogazione della legge sul divorzio e gli italiani scoprono la voglia di essere protagonisti.
Ecco che, dopo queste premesse, arriva il 1975, l'età per poter votare scende a 18 anni e anche i giovani diventano protagonisti di quelle elezioni amministrative, l'Italia si colora di rosso, non il rosso sangue, ma il rosso dell'amore per il futuro, per i sogni da realizzare.
I comunisti sono i più votati in quasi tutte le grandi città e in moltissimi altri comuni piccoli e grandi
Nascono una moltitudine di amministrazioni di sinistra, che proseguono il cammino del cambiamento, l'Italia diventa un paese nuovo, dove i diritti cominciano ad essere reali.
Cambia l'urbanistica, la scuola, la sanità. La partecipazione di tanti cittadini fa sì che nascano sempre nuove iniziative, sempre nuove idee si concretizzano a favore di una società più solidale.
Ma io nel 1975 avevo 17 anni, quindi non ho potuto votare, non ho potuto essere protagonista di quei giorni così esaltanti.
Sono rimasto alla finestra a sognare il mondo nuovo, sperando di trovarlo al mio risveglio.

09/04/2024

… un’avventura da costruire insieme, il passato è pieno di indicazioni per il presente quindi per il futuro…

30/03/2024

BUONA PASQUA DI PACE- LE PAROLE CHE CAMBIANO IL MONDO
Mai come quest'anno si sente augurare, in occasione della ricorrenza pasquale, la pace opposta a una guerra che nessuno vuole e che fa paura. Ma qualcosa non funziona per il giusto verso in questo gioco di parole. Da un lato, infatti, auguriamo e auspichiamo pace: auguri e auspici che per loro natura fanno parte non della realtà ma dei desideri (auguro qualcosa, auspico qualcosa ma poi la realtà ci mostra guerre, morti e distruzioni anche molto vicine a noi, vedi Palestina e Ucraina, oltre a guerre più lontane da noi). Dall'altra parte però, e in maniera sempre più inquietante, il dibattito pubblico dedica sempre più spazio alla necessità o meno che l'Europa, quindi anche l'Italia, si armi e si prepari all'eventualità che si debba andare in prima persona alla guerra. Accanto a questa eventualità, ancora più inquietante, spunta sempre più frequentemente un'altra parola maligna: bomba atomica con l'accenno, in particolare, alle bombe nucleari tattiche che, se non ho capito male, hanno la potenza devastante delle bombe nucleari ma costruite in modo da diffondere i suoi malefici effetti su territori più limitati e quindi con meno remore al loro utilizzo. Il tono del dibattito è il seguente: dato per scontato (facendolo capire senza dirlo) che prima o poi la guerra e le bombe atomiche coinvolgeranno direttamente anche Italia ed Europa, cosa è meglio fare: agire come singolo stato o con un esercito europeo? quali sono concretamente gli effetti dell'uso delle bombe atomiche?...e altre domande del genere. Chiedersi se possiamo risolvere i conflitti con una pace seria e possibile non è più materia di dibattito perché appena qualcuno evoca questa possibilità vengono snocciolati dati di realtà (c'è sempre qualcuno a cui non conviene, c'è sempre un cattivo più cattivo degli altri che se non fermiamo ci farà molto male ecc. ecc.) che fanno concludere che la pace è il sogno degli illusi, che tutti la vogliamo ma che nella realtà non possiamo averla. O meglio, se vogliamo la pace prima dobbiamo fare la guerra: ci stanno già convincendo che la guerra e forse anche l'atomica sono necessarie. Troppe persone non sono ancora convinte che sono le parole che cambiano il mondo. Questo invece sta avvenendo, ancora una volta, secondo me: le parole precedono e determinano i fatti. I miei auguri allora sono di una Buona Pasqua che sia rinascita della volontà di impegnarsi concretamente per la pace: per una pace che, a mio avviso, nessuno ci regalerà se non siamo noi a difenderla e ottenerla. Cari saluti e cari auguri a tutti.

Indirizzo

Vittuone
20010

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