27/08/2026
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โ ๏ธ In questi giorni รจ particolarmente alta l'attenzione sulla questione della Peste suina africana, la cui diffusione soprattutto nel nord Italia ha spinto il Commissario straordinario Giovanni Filippini a prendere provvedimenti drastici sollevando le preoccupazioni di numerose organizzazioni tra cui Slow Food Italia. ๐ Proprio per questo รจ stato richiesto e ottenuto l'incontro con il Commissario per chiedere di rivedere il provvedimento che inasprisce le restrizioni colpendo ingiustamente soprattutto le aziende estensive ๐ฟ in quanto si considerano gli allevamenti allโaperto un maggior rischio di diffusione della peste suina rispetto agli allevamenti industriali. Nei prossimi giorni sarร trasmesso al Commissario un documento contenente proposte concrete di modifica. ๐
Nel frattempo riportiamo i commenti di alcuni dirigenti e produttori nostri soci presenti nella provincia di Viterbo: ๐
๐ฌ "E' un problema maledettamente serio. La peste suina รจ un virus, si trasmette per contatto con, animali vivi o morti (maiali e cinghiali), e liquidi organici degli stessi. La conosciamo dal 1921 e ciclicamente, come tutti i virus, si presenta nei territori. La penalizzazione della 4/2026 sugli allevamenti bradi e semibradi per me รจ da ritenere sbagliata. Anche condividendo che il contagio dell'animale puรฒ avvenire piรน facilmente all'esterno che all'interno dei lager della produzione industriale, attualmente la mappa dei contagi non porta nella stessa direzione. A mio avviso il problema รจ piรน ampio e in particolare sulla bilancia mettiamo la complessiva problematica che ha l'allevamento industriale e la cultura consumistica alimentare. Per concludere riflettiamo su quanta biodiversitร animale รจ sparita in questi anni per effetto dell'allevamento intensivo e per effetto dalla peste suina, un numero alto per la prima nessuna per la seconda: la prima รจ frutto della follia umana, la seconda รจ un frutto virale e come tale va contrastato con tutti i mezzi che disponiamo, senza parteggiare per le solite lobby" di Patrizio Mastrocola, gastronomo e referente Slow Food del Presidio della Susianella di Viterbo. ๐
๐ฌ "Penso che si faranno danni inestimabili senza una reale casistica legata agli allevamenti estensivi. Se non si interviene politicamente per tutelare lโ agricoltura minuscola, il contadino illuminato, come unica possibilitร di salvaguardia del patrimonio ecologico e faunistico, il mondo sarร in serio pericolo" di Marco Ceccobelli, dell'azienda agricola "Il Casaletto" di Grotte S. Stefano-Viterbo, produttore della Susianella di Viterbo, Presidio Slow Food.. ๐ฑ
๐ฌ "Condivido la posizione di Slow Food che evidenzia con chiarezza gli aspetti sui cui la comunitร scientifica potrebbe e dovrebbe lavorare. La nostra idea di allevamento e di biosicurezza si basa su parametri completamente diversi ma altrettanto, se non piรน efficaci , come basse densitร , microbiota, genetica, condizioni di allevamento adatte a massimizzare le difese immunitarie, ecc. Loro pensano che si possa sempre risolvere tutto con un disinfettanteโฆ ma la situazione in cui siamo dimostra il contrario. Apprezzo molto lo sforzo di Slow Food in questa battaglia cosรฌ importante per mantenere in vita genetiche, tradizioni e territori giร in grave crisi.Speriamo comincino ad ascoltare e a ragionare" di Marco Carbonara, titolare della "Fattoria Pulicaro" di Torre Alfina e riconosciuta come Slow Food Farm. ๐๐ฟ
๐ Nei commenti riportiamo il documento di Slow Food Italia firmato con altre Organizzazioni.
Slow Food Italia
Slow Food Lazio
Pulicaro - Agriturismo e B&B
Agriristorante il Casaletto