10/05/2026
Recentemente sono stata in un borgo medievale (Bandiera Arancione Touring Club Italiano) che attendevo da anni di vedere: .
Si trova in Valdichiana all’incrocio tra le province di Firenze, Arezzo, Siena e Perugia, il borgo mantiene intatto l’impianto ad anelli concentrici, del tipo da “giramento di testa”.
Attendevo di vistarlo da quando, giovane studentessa presso l’Università degli Studi di Siena, mi imbattei nella storia medievale di Arezzo, Siena e provincia e vidi impresso sui libri questo affresco che già sulla carta mi pareva impetuoso: il Trionfo della Morte, affrescato nella chiesa di San Francesco, appunto, a Lucignano (AR).
Il tema macabro della relazione con la caducità della vita mi ha sempre affascinato, dalle iconografie della leggenda dei tre vivi e dei tre morti, al Trionfo della Morte fino alla Danza macabra di fine XV secolo. Insomma, sono una fan di teschi, scheletri e .
Ma questo affresco ha sempre avuto su di me un potere ipnotico, mi sembrava di percepirne la potenza già dalla sua riproduzione su un libro: non ci sono teschi, né scheletri. La Morte – protagonista assoluta dell’affresco – sembra essere più un demone o una divinità in carne e ossa, che galoppa inesorabile e rigidissima in sella al suo nero destriero alla ricerca di vittime, quasi assetata. Le sue vittime preferite non sono uomini e donne che la cercano, la desiderano, perché poveri, anziani o infermi, la Morte non li degna nemmeno di uno sguardo. Lei si dirige con arco già pronto a scoccare la freccia pestifera verso giovani dediti ai piaceri della vita, lo stesso Gesù che guarda la scena dall’alto indica la Morte come colei che ha vinto.
La Morte, protagonista: IO NON BRAMO SE NON DI SPEGNER VITA / E CHI MI CHIAMA LE PIÙ VOLTE SCHIVO / GIUNGENDO SPESSO A CHI MI TORCE IL GRIFO
L'affresco è attribuito a Bartolo di Fredi (scuola senese) e si presume sia stato concluso poco dopo la prima ondata di peste del Trecento che decimò la popolazione europea. Nello specifico le stime per Firenze parlano della morte del 50% della popolazione e poco meno per Siena. Un'ecatombe.
Si potrebbero dire tante cose ancora su questa iconografia, ma preferisco lasciar parlare le immagini. E poi mi ha lasciato altri ricordi di cui vi parlerò a breve...stay tuned!