18/06/2026
COMUNICATO STAMPA
La zona industriale torna a far parlare di sé, in negativo. Da giorni i cittadini e le cittadine di Melilli, Priolo, Siracusa e Augusta denunciano, con innumerevoli segnalazioni, la persistente e insopportabile presenza di odori puzzolenti, di natura industriale, che hanno reso e continuano a rendere l'aria irrespirabile.
La notizia, inizialmente apparsa sui media locale, con l'intervento del presidente della Regione, che come al solito arriva in ritardo, ha acquisito visibilità regionale. Continuando così ne sentiremo parlare anche sui media nazionali.
Sulla questione registriamo anche un botta e risposta tra alcuni sindaci di comuni interessati dall'evento che ci sembra stucchevole e fuori luogo. Tra la minaccia di fermare gli impianti industriali e lo scaricabarile verso altre istituzioni chiamate a monitorare e controllare la qualità dell'aria in mezzo ci sono le cittadine e i cittadini residenti nell'area industriale, che, è giusto ribadirlo, continuano a respirare aria inquinata e a non sapere di che è la responsabilità di questo evento inquinante.
Rispetto a questo, sommessamente, ci permettiamo di porre una domanda ai sindaci e alle autorità competenti: qualcuno pagherà per il danno causato?
Gli ultimi eventi accaduti nell'area industriale di Siracusa, per esempio quello della Ecomac di appena un anno fa e durato ben 10 giorni consecutivi, hanno dimostrato che consumato il danno tutto sembra tornare alla normalità.
Auspichiamo che questo nuovo evento non passi nel dimenticatoio. Per queste ragioni noi scenderemo in piazza a sostegno della mobilitazione di Priolo, e di quelle che dovessero essere organizzate negli altri comuni, per riaffermare il principio che il diritto al lavoro deve camminare di pari passo col diritto alla saluta e alla salvaguardia dell'ambiente. Non è tempo di dividersi ma di unirsi in una battaglia che deve diventare di comunità.
Contestualmente chiediamo fermamente che venga potenziata, in termini di risorse umane e di tecnologia, la struttura di Arpa a livello regionale e, soprattutto, a livello provinciale. Non ha senso, come qualche deputato regionale ha fatto recentemente, attaccare l'Arpa, che ha semplicemente una funzione di controllo, dopo anni di indebolimento della struttura. Abbiamo dimostrato in altre note come, numeri alla mano, Il Piao (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) di Arpa preveda un numero di dipendenti superiore a quelli attualmente in servizio, in linea con altre regioni italiane di pari popolazione. Spetta alla politica risolvere i problemi e le criticità.
Chiediamo il riesame di tutte le AIA rilasciate alle aziende del petrolchimico, chiediamo che nelle conferenze dei servizi possano partecipare non solo i rappresentanti delle aziende, i rappresentanti dei comuni e del libero consorzio, ma anche rappresentanti dei comitati e delle associazioni naturalistiche e ambientaliste che conoscono bene le problematiche del territorio e possano dare un importante contributo alle decisioni.
Chiediamo, infine, che venga redatto al più presto il nuovo Piano Regionale per la tutela della Qualità dell'Aria e che in esso vengano reinserite le misure innovative che furono stralciate dopo il ricorso al TAR delle aziende del petrolchimico. Un nuovo piano che recepisca tutti i dati raccolti in questi anni, rendendolo in questo modo inattaccabile dalle aziende.
Salvo La Delfa,
Coportavoce provinciale di Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)
Seby Zappulla
Segretario provinciale Sinistra Italiana - Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)