20/05/2026
Ultimo appuntamento della prima edizione dell’Accademia della Cura (AdC) – una proposta di Amici di Giovanni – che, con il gratuito patrocinio del Comune di Villa Guardia, ci ha accompagnato da ottobre 2025 a maggio 2026. Una serie di 8 laboratori e strumenti d’arte per curare chi cura, progettata e coordinata da Alle Bonicalzi – fotografa, filosofa, formatrice – che ha condotto anche questo appuntamento conclusivo. Ecco alcune immagini dell’ottavo appuntamento.
CHIUDERE GLI OCCHI AI VIVI E APRIRLI AI MORTI
L’album fotografico tra memoria e cura: esempi e un set fotografico sperimentale.
Attraverso una serie di piccoli ma preziosi esercizî con la fotocamera migliore che c’è (che è quella che hai con te!), Alle Bonicalzi (1) ha accompagnato il gruppo di Accademia della Cura attraverso un viaggio di vera scoperta (per dirla alla Proust): fare fotografia (to make photos) non è solo scattare immagini (to take pictures), bensì è prendersi cura… dell’inquadratura, anzitutto, e del soggetto, soprattutto, ma anche del proprio sguardo e – alla fin fine – della propria postura etica! Implica una continua scelta e, dunque, una responsabilità grande. Sia con le persone vive sia con quelle defunte!
A partire dalla biografia di Ferdinando Scianna, passando per gli album di famiglia della fotografa e filosofa stessa, siamo approdate alla sapienza di Frida Kahlo! Sperimentando davvero – grazie a diverse tecniche legate al light painting – cosa significa che la fotografia è scrittura di luce e che fotografare può essere una pratica maieutica per cui giungiamo a dare e darci alla luce!
La prospettiva, ci racconta Alle, è per lei essenzialmente femminista (o, meglio, transfemminista e intersezionale), laddove il punto di partenza è una definizione chiara e difficilmente discutibile: Il femminismo è quella bizzarra idea per cui le donne sono esseri umani!, per arrivare però a una visione più ampia in cui il personale si fa politico e la cura si fa strumento di rivoluzione!
Il laboratorio è stato talmente carico di spunti che qualcun@ ha chiesto di organizzare, prossimamente, sia un per-corso di fotografia (e Alle ne ha già pronti diversi, grazie al suo metodo AITO, Attraverso I Tuoi Occhi), sia una tavola rotonda o un convegno su Femminismi e transfemminismo (e qui chiederemo il sostegno della Rete INTRECCIAT3 di Como di cui ci ha parlato Alle stessa, che ne fa parte).
L’Accademia della Cura, quindi, chiude la sua prima strepitosa edizione con un’idea luminosa: siamo solo all’inizio!
Il cammino prosegue e presto sapremo dire come e dove.
Il perché, invece, ci è sempre stato chiaro: per prenderci cura di noi, del nostro intorno e via via di ognidove… per cambiare il mondo!
Grazie a chi ha scelto l’Accademia della Cura per prendersi cura di sé.🩵💙💜