02/09/2026
Ferrovia Avisio. Non ha alcun senso riflettere sull’entità dell’investimento ma sul valore della scelta e del ruolo della ferrovia.
In parallelo allo studio economico che Transdolomites ha affidato nell’estate 2026 all’Istituto EBP di Zurigo sul valore della “ non ferrovia” si contrappone quello appena presentato da Trenord sul valore aggiunto prodotto dalla ferrovia in attività- La prima considerazione che possiamo fare è che c’è chi ( Trenord) può documentare le opportunità generate per il fatto che si è attrezzati con l’infrastruttura ferroviaria e chi come le Valli dell’Avisio sono impegnate a quantificare le mancate opportunità per il fatto di essere prive ancora di ferrovia.
Alcuni giorni fa in occasione di una conferenza stampa Trenord ( fonte https://www.ferrovie.it/ ) ha presentato gli esiti dello studio il cui messaggio in sintesi si può definire : Il treno in Lombardia vale 3,26 miliardi di Euro
Tale è il valore generato sul territorio dal servizio ferroviario operato da Trenord nella regione e in otto province limitrofe; un dato in crescita del 7% rispetto al 2024. La valutazione quantifica gli impatti sociali, ambientali, economici generati direttamente e indirettamente dal sistema ferroviario regionale per persone, istituzioni, territorio.
La quota maggiore è rappresentata dal valore sociale, cioè i benefici diretti e indiretti sulle persone: i 205 milioni di passeggeri registrati nel 2025 – il 2% in più rispetto al 2024 - e i 4.958 dipendenti di Trenord. Nell'anno, il sistema treno lombardo ha generato impatti sociali per 2,25 miliardi di euro.
Per quanto concerne Il valore sociale quello prodotto dal treno in Lombardia nel 2025 ha superato del 12% il valore del 2024. Da sola, rappresenta il 69% del totale.
Interessante il dato dal punto di vista ambientale: Trenord ha evitato 2,8 miliardi di km in auto e 275 mila tonnellate di emissioni di CO2, pari a quelle prodotte in un anno da circa 59 mila persone.
La ferrovia in Lombardia non è un’eredità che risale dai tempi della creazione della Terra, ma il frutto della lungimiranza di qualche politico dell’epoca. E’ nata il 17 agosto 1840 con l'inaugurazione della linea Milano-Monza, la prima del Nord Italia e la seconda della pen*sola italiana dopo la Napoli-Portici. ( nota di Transdolomites)
Se in Lombardia il ruolo della ferrovia è cresciuto non è perché sono vissuti di rendita ma perché hanno costantemente investito per portarla ai livelli attuali.
E della Ferrovia Avisio che conclusioni possiamo fare confrontandoci con l’esempio lombardo? Innanzitutto mentre Trenord può presentare la ferrovia come un valore , nelle Valli dell’Avisio con il nuovo studio affidato all’Istituto EBP di Zurigo potremmo documentare il valore che esse stanno perdendo per il fatto di essere ancora prive di ferrovia. Uno studio che ha tutto il suo senso perché RFI nel suo studio di fattibilità non ha messo in dubbio la fattibilità dell’infrastruttura.
In seno a questo ragionamento proponiamo la domanda ; Qual ’è il valore di un progetto quale ad es. è quello della Trento-Penia?
Nel caso delle valli dell’Avisio, a giudizio di chi scrive , parlare di investimento ingente ha poco senso, troppo superficiale. Non va invece persa di vista la situazione di fatto: da un lato, il territorio che si sviluppa tra Trento e Penia ha, per il turismo e non solo, un peso fondamentale nell’economia del Trentino, pur ospitando solo una piccola parte della popolazione. Qui, più che altrove, si sente l’urgenza di cambiare aumentando la sostenibilità ambientale ed attrezzandosi per l’accoglienza di ospiti che provengono da sempre più lontano (necessariamente senza automobile). La vetrina olimpica del 2026 accelererà ulteriormente questa tendenza.
Per molti residenti e turisti è ben chiaro che per la mobilità serve una soluzione forte, basata su un tracciato indipendente da quello stradale, a basso impatto ambientale, possibilmente dotata anche di una propria attrattività che renda il viaggio (per arrivare in valle e, quotidianamente per escursioni, attività sportiva o altro) un’esperienza positiva e memorabile. In questi ultimi 20 anni Transdolomites ha toccato con mano in molte sedi, anche istituzionali, che questa opinione è condivisa da tanti, non solo in Trentino, e si è convinta che la ferrovia è la soluzione migliore per collegare tutti i punti di interesse dentro le valli e per facilitare l’accessibilità dall’esterno.
Quanto vale allora la scelta che presto si dovrà fare? Qual è la posta in gioco? La scelta è strategica ed è in gioco il futuro, anche economico, non solo delle valli dell’Avisio, ma anche di una fetta importante dell’economia trentina e anche italiana. Ma c’è di più; Trentino holidays , socio unico di UNAT Unione Albergatori in due distinto articoli ad inizio estate 2026 ha richiamato l’attenzione sui rischi che corre la montagna se non si affronterà il tema della mobilità, raggiungibilità con i servizi di mobilità pubblica. Ricordiamoci, tra l’altro, che l’apertura di nuove vie di comunicazione più brevi e veloci, come il tunnel del Brennero, ha sempre inciso sulle scelte delle persone e potrebbe rafforzare competitor situati oltre confine.
Quanto strategico sia il ruolo della ferrovia per il futuro del turismo in montagna ce lo ha ricordato TrainLine il 27 luglio scorso a Bolzano in occasione della presentazione della ricerca di SWG. L’iniziativa è stata organizzata da Trainline in collaborazione con IDM Südtirol - Alto Adige con il titolo “ Alle porte delle Alpi, turismo montano, mobilità integrata e corridoio DACH”
Alla luce di così tanta informazione su cui riflettere siamo a ribadire che Il progetto della ferrovia Avisio per risolvere strutturalmente il problema della mobilità dentro e per/da le valli dell’Avisio vale tanto quanto costa! E, soprattutto, non è un optional, un lusso a cui si può rinunciare per continuare ad andare avanti come negli ultimi 30 anni. Lasciare tutto com’è oggi sarebbe anche un affronto per il lavoro e gli sforzi finanziari di tutte le persone e le imprese che vivono e lavorano in questo territorio lottando per mantenerne la competitività e l’attrattività. Il danno che si avrebbe è soprattutto quello di essere tagliati fuori da una diversa dimensione dell’economia montana, non solo per il turismo globale, anche per i residenti, che non può prescindere da un’accessibilità più facile.
Ma ci sono altri livelli di interesse che fanno parte del “ valore della Ferrovia Avisio”
Vi è l’interesse del Trentino che grazie alle nuove ferrovie Avisio e quella del Garda e quelle esistenti della Valsugana e Trento-Mezzana, potrà creare connessioni efficienti dalle città alle destinazioni turistiche
Vi è il rispetto dell’Interesse per l'Italia . Ce lo ricorda il documento del 20 luglio 2016 - “Connettere l’Italia – Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica”. Il documento, redatto dalla Struttura tecnica di missione per l'indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l'alta sorveglianza del Ministero guidato da Graziano Delrio, rielabora i contenuti dell’allegato infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF) approvato ad aprile 2016. Si tratta del quadro strategico e programmatico della riforma strutturale e alcune premesse del nuovo Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL). Fonte https://www.mit.gov.it/node/3619
Vi è l’interesse europeo in quanto ferrovia sono funzionali al potenziale trasportistico del Corridoio del Brennero ed agli ingenti investimenti degli interventi in atto o in programmazione dal Brennero fino a Verona.
A ciò si sposa un altro tema che Transdolomites in più occasioni, ovviamente inascoltati, che riguarda il costo dei carburanti.
Inascoltati grazie alla miopia della classe politica trentina ed italiana quando lanciammo l’allarme sul fatto che il costo del viaggio sempre più inciderà sulla capacità di essere concorrenziali nel mercato del turismo e sulle risorse economiche delle famiglie.
Oggi abbiamo un’ulteriore dimostrazione del fatto che non stiamo vivendo un momento transitorio del costo dell’energia. Mentre il settore di trasporti soffre e soffrirà sempre più del crescente costo dei carburanti, la politica italiana per meri scopi elettorali e le associazioni dei consumatori pensano di fare in favore ai cittadini calmierando di qualche centesimo al litro il prezzo di benzina e diesel per avere ridicoli benefici ma nel frattempo sprecando centinaia di milioni di Euro che troverebbero certamente migliore collocazione se assieme alle accise venissero orientati a finanziare il cambiamento investendo in maniera decisa sulla mobilità pubblica e le ferrovie per il trasporto regionale e potenziamento dei collegamenti internazionali nonché il costo dei carburanti.