Celebri Vignolesi

Celebri Vignolesi Per far meglio conoscere la storia di Vignola (MO) e, soprattutto, le figure di illustri Vignolesi di nascita o di elezione.

Per l’ultima volta prima di una pausa della durata di poco più di due mesi, 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, sia alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲:𝟯𝟬 sia a...
15/06/2026

Per l’ultima volta prima di una pausa della durata di poco più di due mesi, 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, sia alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲:𝟯𝟬 sia alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴:𝟭𝟱, 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 accompagnerà le persone interessate nella 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗗𝗢𝗩𝗜𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 (1672-1750), situata a Vignola in Via Francesco Selmi, 2. Il 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗼 è fissato 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼. Le visite saranno gratuite e non occorrerà prenotarsi. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘈𝘳𝘵𝘦 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚, 𝘈𝘷𝘪𝘴 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘖𝘋𝘝 e 𝘓𝘢 𝘉𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘛𝘳𝘰𝘵𝘵𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚.
Nell’occasione, i presenti potranno ascoltare, anche alla luce degli esiti di recentissime ricerche, una serie di approfondimenti su ciò che è contenuto in quell’ambiente e sulla storia dell’edificio ove esso risulta collocato, nonché sulla storia urbanistica e architettonica dell’area in cui si trova tale immobile.
La Casa Natale di Muratori fu dichiarata 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 nel 𝟭𝟵𝟰𝟬, quattro anni dopo essere stata acquistata dal Comune di Vignola. A oggi, è 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮.
Nel 𝟭𝟵𝟱𝟬, in occasione del secondo centenario della morte del nostro grande conterraneo, si procedette a lavori di restauro e di allestimento che resero la Camera Genetliaca grossomodo come la vediamo noi attualmente, e cioè uno 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼𝗹𝗼 arredato con opere d’arte e mobili antichi.
Nel 𝟮𝟬𝟮𝟯 all’immobile che ospita la Stanza Natale è stato assegnato il marchio 𝘾𝙖𝙨𝙚 𝙚 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙡𝙡𝙪𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙢𝙞𝙡𝙞𝙖-𝙍𝙤𝙢𝙖𝙜𝙣𝙖, marchio istituito con legge regionale nell’anno precedente allo scopo di tutelare e valorizzare luoghi di quel genere.

Nell’immagine, Muratori anziano in un’incisione realizzata nel 1751 dall’architetto ducale modenese Pietro Termanini (1709-1795). L’esemplare dell’opera qui fotografato si trova all’interno della Stanza Genetliaca dell’illustre Vignolese.

𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟕𝟎𝟐: 𝐏𝐈𝐄𝐓𝐑𝐎 (o 𝐏𝐢𝐞𝐫) 𝐄𝐑𝐂𝐎𝐋𝐄 𝐁𝐄𝐋𝐋𝐎𝐈 (o 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐨𝐣) morì a Doccia di Savignano (ora Savignano sul Panaro, nel Moden...
14/06/2026

𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟕𝟎𝟐: 𝐏𝐈𝐄𝐓𝐑𝐎 (o 𝐏𝐢𝐞𝐫) 𝐄𝐑𝐂𝐎𝐋𝐄 𝐁𝐄𝐋𝐋𝐎𝐈 (o 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐨𝐣) morì a Doccia di Savignano (ora Savignano sul Panaro, nel Modenese), territorio che al tempo faceva parte del Marchesato di Vignola retto dalla famiglia Boncompagni Ludovisi come subfeudataria dei duchi estensi di Modena. La sepoltura avvenne a Castelnuovo di Vignola, all’interno dell’antico oratorio di San Pietro Martire (abbattuto qualche anno dopo).
Il nostro personaggio nacque il 20 settembre 1634 a Vignola, nell’allora Marchesato omonimo retto dai Boncompagni, vassalli dei duchi estensi. Diciannovenne, egli si addottorò 𝘪𝘯 𝘶𝘵𝘳𝘰𝘲𝘶𝘦 𝘪𝘶𝘳𝘦 all’Università di Bologna. Nel 1655 sposò Maria Giovanna Montacuti (o Montaguti, 1642-1687), dalla quale ebbe i figli 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 (1660-1712), notaio e storico, Giacoma e Giovanna. A lungo esercitò cariche politiche in varie località italiane. Nel 1673 venne iscritto alla cittadinanza felsinea e, da questa data, amò sovente dichiararsi «Bolognese».
Rimasto vedovo nel 1687, Belloi entrò come novizio all’abbazia di Santo Spirito al Morrone, tenuta dai Padri Celestini, presso Sulmona (in Abruzzo, nell’allora borbonico Regno di Napoli), ma ne scappò prima che si concludesse il periodo canonico di probazione. Nel decennio seguente, egli fu più volte a Milano sia in qualità di segretario di membri della nobiltà locale sia alla ricerca di un impiego; dal 1695, nel corso dei suoi soggiorni nella città meneghina, ebbe occasione di frequentare i conterranei 𝐋𝐨𝐝𝐨𝐯𝐢𝐜𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 (1672-1750), nel lustro 1695-1700 dottore della Biblioteca Ambrosiana, e 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐧𝐚𝐫𝐝𝐨𝐧𝐢 (1672-1714), nel 1695-1696 segretario di monsignor Lorenzo Trotti (1633-1700), vescovo di Pavia dal 1672 alla morte.
Nel 1693 Belloi fu ambasciatore straordinario di Carlo II di Spagna (1661-1700, ufficialmente in carica dal 1665) al papa Innocenzo XII (1615-1700, sul soglio di Pietro dal 1691). Due anni più tardi, diventato segretario di monsignor Giovanni Antonio Davia (1660-1740), nunzio apostolico a Colonia dal 1690 al 1696, lo accompagnò in quel luogo e là il Vignolese ottenne le dispense necessarie per prendere gli ordini sacri; tornato in Italia, egli li ricevette a Parma da Giuseppe Olgiati (1660-1736), vescovo della città dal 1694 al 1711.
In seguito, il nostro personaggio esercitò per breve tempo l’incarico di precettore di Lodovico Rangoni (m. 1762), figlio del marchese Filippo (m. 1723), e il 30 agosto 1696 celebrò la sua prima messa a Spilamberto, località che si trova a pochi chilometri dal paese natale e che all’epoca costituiva uno dei territori modenesi amministrati da quella nobile famiglia in qualità di subfeudataria dei duchi d’Este.
Belloi pubblicò apprezzate opere poetiche in lingua latina e dissertazioni, e fu socio di alcune importanti Accademie italiane. Ebbe una certa fama come scacchista.

Nella prima immagine, fotografia recente della facciata della casa natale di Pietro Ercole Belloi (e anche del figlio Domenico); questo edificio è situato nell’odierna Via Giuseppe Garibaldi, di fronte alla chiesa dei Santi Nazario e Celso Martiri. Nella seconda immagine, fotografia recente della lapide apposta sulla facciata dell’immobile.

𝟏𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟒: nacque a Campiglio di Vignola 𝐂𝐀𝐒𝐈𝐌𝐈𝐑𝐎 𝐁𝐄𝐓𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈. Trascorsi i primi anni nell’antica casa “Garavina di so...
12/06/2026

𝟏𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟒: nacque a Campiglio di Vignola 𝐂𝐀𝐒𝐈𝐌𝐈𝐑𝐎 𝐁𝐄𝐓𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈.
Trascorsi i primi anni nell’antica casa “Garavina di sopra”, situata a breve distanza dal cimitero di Campiglio, questo personaggio studiò presso i Seminari di Fiumalbo e di Modena (1940-1947), ricevette l’ordinazione sacerdotale (1948) e fu nominato cappellano prima a San Vito di Spilamberto, in seguito a Fanano e infine a Guiglia (1948-1959).
Nel 1959 don Bettelli – che i più intimi stavano cominciando a chiamare, con accorciamento ipocoristico, don Miro – si trasferì a Modena, dove passò il resto della vita. In quella città, il sacerdote vignolese fu designato assistente all’Istituto “Filippo Neri” e rettore di Santa Maria della Pomposa, la stessa chiesa che aveva visto dal 1716 al 1733 come suo proposto (ossia parroco) 𝐋𝐨𝐝𝐨𝐯𝐢𝐜𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 (1672-1750). Sempre a Modena, don Bettelli insegnò a lungo Religione all’Istituto Tecnico Commerciale “Jacopo Barozzi” e diventò redattore nonché assiduo articolista del settimanale diocesano «Nostro Tempo» (rivista che egli contribuì a fondare nel 1957).
Autore di molte pubblicazioni in poesia e in prosa, il sacerdote vignolese conobbe una certa fama pure al di fuori dell’Emilia specialmente per i suoi versi, che ricevettero anche alcuni premi nazionali.
Importante collezionista specializzato nell’arte del XX secolo, don Bettelli acquistò sul mercato oltre 800 pezzi tra litografie, dipinti, sculture, disegni e xilografie. Quest’ampia e preziosa raccolta passò per intero, insieme con la sua biblioteca e il suo archivio privato, all’Arcidiocesi di Modena-Nonantola; gran parte della collezione risulta oggi affidata, in comodato gratuito, alla Galleria Civica della città geminiana.
Il nostro personaggio rimase sempre molto legato alla comunità d’origine e fu in stretti rapporti d’amicizia con 𝐀𝐮𝐠𝐮𝐬𝐭𝐚 𝐑𝐞𝐝𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐑𝐨𝐟𝐟𝐢 (1922-2010).
Don Bettelli morì nel policlinico della sua città d’adozione nella notte fra l’8 e il 9 agosto 1998. Fu sepolto nel cimitero di Campiglio.

Per saperne di più su quest’interessante figura, vedi https://sarascaglioni.github.io/Celebri-Vignolesi/Bettelli.html

Nell’immagine, prima di copertina di una delle più significative opere in prosa del celebre personaggio, 𝘐 𝘱𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘶𝘤𝘤𝘪𝘴𝘪, Modena, TEIC, 1985 (fonte: Biblioteca Comunale “Francesco Selmi” di Vignola); il dipinto lì raffigurato è un acquarello che Mario Venturelli (1925-1999) ha eseguito in quello stesso 1985 e che reca il titolo di 𝘚𝘢𝘯𝘨𝘶𝘦 𝘴𝘶𝘭𝘭’𝘈𝘱𝘱𝘦𝘯𝘯𝘪𝘯𝘰 (quest’artista, amico di don Bettelli, è anche autore nel 1964 di un suo ritratto, a olio su tela, che fa parte della collezione d’arte del nostro insigne conterraneo). Il libro è dedicato ai sacerdoti modenesi ammazzati alla metà degli anni Quaranta del secolo scorso (prima e dopo il Venticinque Aprile), e si apre con una nota di monsignor Santo Quadri (1919-2008), al tempo arcivescovo di Modena e abate di Nonantola, e con un’introduzione di Nelio Bertazzoni (m. 2005), all’epoca scrittore e dirigente dell’𝘈𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘊𝘢𝘵𝘵𝘰𝘭𝘪𝘤𝘢.

Come promesso, ecco il secondo post divulgativo dedicato a 𝐋𝐎𝐃𝐎𝐕𝐈𝐂𝐎 𝐀𝐍𝐓𝐎𝐍𝐈𝐎 𝐌𝐔𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈. Nel primo contributo, uscito due g...
08/06/2026

Come promesso, ecco il secondo post divulgativo dedicato a 𝐋𝐎𝐃𝐎𝐕𝐈𝐂𝐎 𝐀𝐍𝐓𝐎𝐍𝐈𝐎 𝐌𝐔𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈. Nel primo contributo, uscito due giorni fa, abbiamo riferito che quest’insigne uomo di lettere ed ecclesiastico venne al mondo il 21 ottobre 1672 a Vignola. Egli, però, trascorse buona parte della vita presso la Modena estense: vi si trasferì nel 1685, dopo aver concluso il Ginnasio nel paese natale, per frequentare le scuole dei Gesuiti situate fin dal 1614 nel Collegio di San Bartolomeo Apostolo; nell’Università cittadina, poi, si laureò in Filosofia (1692) e 𝑖𝑛 𝑢𝑡𝑟𝑜𝑞𝑢𝑒 𝑖𝑢𝑟𝑒 (1694). Dal 1695 al 1700, il Nostro risiedette nella Milano sp****la, dove accettò l’ufficio di dottore (cioè bibliotecario) della Biblioteca Ambrosiana. Terminata l’esperienza lombarda, il nostro sempre più eminente personaggio tornò nella capitale estense e là ricoprì – dal 1700 al 1749 – le cariche di bibliotecario e archivista dei duchi, svolgendo inoltre – dal 1716 al 1733 – l’attività sacerdotale nella parrocchia di Santa Maria della Pomposa (aveva preso i voti maggiori a Milano nel 1695). Tra il 1700 e la scomparsa, Muratori si allontanò solo per brevi periodi da Modena, tranne che nel biennio 1714-1716, quando alla ricerca di documenti visitò, accompagnato dal discepolo e copista Pietro Ercole Gherardi (1687-1752), molti archivi in Lombardia, Veneto, Liguria e Toscana. Nel 1719 l’illustre Vignolese soffrì per qualche tempo di gravi problemi di salute, a suo giudizio causati dagli effluvi sprigionatisi nel corso dei lavori di ingrandimento, abbellimento e arredamento – che egli pagò di tasca propria – della chiesa di Santa Maria della Pomposa.
Muratori morì a Modena il 23 gennaio 1750 e venne inumato nel suddetto tempio. Essendo stato quest’ultimo nel 1774 sconsacrato e adibito a deposito di legname e fornace per terrecotte, il sepolcro e le ceneri del famoso personaggio furono spostati nella chiesa di Sant’Agostino, sempre a Modena, per poi tornare nel 1922 alla Pomposa (che, dopo molteplici traversie, era stata riconsacrata e, a cura della Confraternita di San Sebastiano, riaperta stabilmente al culto fin dal 1814). Lì, nove anni più tardi, fu inaugurato il monumento funebre del nostro esimio concittadino eseguito su disegno dell’artista milanese Lodovico Pogliaghi (1857-1950).

Nell’immagine, busto di Muratori realizzato nel 1774 dal carrarino Giovanni Antonio Cybei (1706-1784), uno dei più valenti scultori del suo tempo, per la «Ducal Libraria» modenese, che all’epoca si trovava nel Palazzo Ducale della metropoli estense. Trattasi di una statua scolpita in marmo di Carrara, con base in marmo nero Marquina (sulla quale, risulta indicato il nominativo del grande Vignolese), le cui misure sono cm 93x66x36. Quest’opera, esposta con continuità a Modena nelle sedi della Biblioteca Ducale, poi Biblioteca Estense e infine Biblioteca Estense Universitaria, risulta attualmente collocata nell’atrio degli odierni locali della Biblioteca Estense Universitaria, al secondo piano del Palazzo dei Musei (Piazza Sant’Agostino).

Oggi, 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, terremo 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗗𝗢𝗩𝗜𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 (1672-1750), situata ...
06/06/2026

Oggi, 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, terremo 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗗𝗢𝗩𝗜𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 (1672-1750), situata nell’edificio di Via Francesco Selmi 2 a Vignola, e precisamente alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲:𝟯𝟬 e alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳:𝟯𝟬. Le visite, che contempleranno anche la storia urbanistica e architettonica di tale area del Comune, saranno gratuite e le persone interessate non avranno l’obbligo di prenotarsi. Il 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗼 è fissato 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼.
In occasione della suddetta iniziativa culturale, riserviamo il primo di due post divulgativi a quell’eminente personaggio, che è senza dubbio uno dei nostri conterranei più insigni di sempre.
𝐋𝐨𝐝𝐨𝐯𝐢𝐜𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 («Ludovico» è errato, perché si italianizza «Ludovicus», la forma latina del nome di battesimo con la quale egli firmava le proprie opere in latino) venne alla luce il 21 ottobre 1672 a Vignola, all’epoca capitale dell’omonimo Marchesato retto dai Boncompagni (dal 1681 Boncompagni Ludovisi, per le nozze tra Gregorio II Boncompagni [1642-1707], al suo secondo matrimonio dopo la morte della prima moglie Giustina Gallio, e Ippolita [1663-1733] di Nicolò I Ludovisi [1610-1664], erede del Principato di Piombino) come vassalli o subfeudatari dei duchi d’Este di Modena.
Il Nostro fu uno storico, erudito, letterato ed ecclesiastico famosissimo nell’Europa del XVIII secolo, tanto da essere considerato uno dei più autorevoli uomini di cultura del Vecchio Continente e uno degli indiscussi maestri della storiografia in Età Moderna. Dotato di una versatilità non comune e di una memoria prodigiosa, quest’illustre Vignolese approfondì questioni riguardanti i costumi, la giurisprudenza, le istituzioni, l’economia, la filosofia, la religione e la letteratura, facendo uscire a stampa innumerevoli scritti di suo pugno sulle suddette materie; inoltre, egli pubblicò monumentali raccolte di testi (𝑖𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑖𝑠, fonti storiche e giuridiche inedite) risalenti al Medioevo, un periodo che egli riteneva compreso tra gli anni 500 e 1500.
Il padre di Muratori, Francesco Antonio (1645-1698), apparteneva alla medio-piccola borghesia (aveva una bottega da ramaio e si occupava anche dell’allevamento e del commercio di bachi da seta), poteva contare su non estese proprietà terriere nelle Basse di Vignola e, considerato uomo retto e affidabile, esercitò diverse cariche pubbliche in seno alla Comunità; la madre, Giovanna Altimani (1653-1692), proveniva da una ricca famiglia di possidenti, una delle più in vista della Vignola di allora. Di conseguenza, sono del tutto prive di fondamento le diffuse leggende che vogliono il piccolo Lodovico Antonio poverissimo e, per questo, costretto a lavorare fin dalla tenera età senza poter frequentare la scuola prima che un maestro, colpito dalla sua brama di imparare, lo ammettesse gratuitamente alle lezioni.

Il secondo contributo dedicato a tale nostro eminente concittadino uscirà tra due giorni.

Nell’immagine, statua che effigia Muratori in piedi a grandezza naturale e che è attualmente collocata nell’atrio della Villa Tosi Bellucci (da 1916 Residenza Municipale di Vignola). L’opera venne eseguita in gesso nel 1847 da Adeodato Malatesta (1806-1891), celebre artista modenese che fu a lungo direttore dell’Accademia di Belle Arti della città.

𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟖𝟕𝟏: 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐈 𝐕𝐈𝐆𝐍𝐎𝐋𝐀 alla presenza – tra gli altri – dell’allora sindaco del ...
04/06/2026

𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟖𝟕𝟏: 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐈 𝐕𝐈𝐆𝐍𝐎𝐋𝐀 alla presenza – tra gli altri – dell’allora sindaco del Comune, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐏𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢 (1824-1907).
Come sede di quest’istituzione culturale pubblica, fu scelta la Sala dei Tronchi d’Albero, ambiente di 70 metri quadrati che si trova al piano nobile della rocca di Vignola (all’epoca, maestoso edificio di proprietà dei prìncipi Boncompagni Ludovisi e – fra l’altro – Residenza Municipale del Comune). Era previsto il mero servizio di consultazione in loco nei giorni di martedì e sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:30.
Secondo il regolamento, il direttore 𝘥𝘦 𝘪𝘶𝘳𝘦 della Biblioteca Comunale coincideva con il sindaco 𝘱𝘳𝘰 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘦, mentre esercitava il ruolo di direttore 𝘥𝘦 𝘧𝘢𝘤𝘵𝘰 colui che aveva l’ufficio di vicedirettore 𝘥𝘦 𝘪𝘶𝘳𝘦 della stessa (entrambi gli incarichi risultavano onorifici e gratuiti). Questi, di nomina consiliare, era responsabile non solo della custodia dei libri, degli arredi e delle chiavi, ma anche di amministrare la somma stanziata annualmente a bilancio per la Biblioteca e di tenere tutti i registri necessari. Il primo vicedirettore 𝘥𝘦 𝘪𝘶𝘳𝘦 fu don 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐑𝐨𝐝𝐨𝐥𝐟𝐢 (1828-1896), il quale svolse poi quel ruolo con impegno e dedizione per un quarto di secolo, fino alla morte.
Nel novero dei promotori della costituzione della Biblioteca Comunale, si segnalarono particolarmente il già citato 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐏𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢 e l’illustre uomo di scienza e lettere 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐒𝐞𝐥𝐦𝐢 (1817-1881). Quest’ultimo, oltretutto, l’arricchì via via di innumerevoli opere; ciò contribuisce a spiegare perché tale istituzione risulti – dal 1977 – intitolata a lui.
Il nucleo librario più considerevole, per numero e importanza, della Biblioteca Civica proveniva dall’ex convento vignolese dei Cappuccini, edificio risalente ai primissimi del XVIII secolo e da tempo scomparso. Nel 1874 essa poteva contare sulla disponibilità di 2803 volumi.

Per approfondire alcune delle tappe principali dell’intera storia della Biblioteca Comunale di Vignola, vedi https://sarascaglioni.github.io/Celebri-Vignolesi/giugno.html

Nell’immagine, fotografia che risale suppergiù all’anno 1900 e che raffigura la Sala dei Tronchi d’Albero del piano nobile della rocca di Vignola quando era sede della Biblioteca Comunale: seduti, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐏𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢, più volte menzionato nel nostro testo, e il figlio Renato (1878-1954), futuro farmacista in Vignola; s’intravede, in alto, la lapide in ricordo di don Rodolfi, collocata in quel punto nel 1897 e trasferita nel 1916 presso la Villa Tosi Bellucci di Vignola, all’epoca appena diventata sede – insieme – della nuova Residenza Municipale (e lo è tuttora) e della Biblioteca Comunale (e lo rimase per un sessantennio). Fonte: Raccolta famiglia Plessi.

Nell’ambito della festa 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘦̀ 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘭𝘪𝘦𝘨𝘪𝘦, 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 terrà 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖...
01/06/2026

Nell’ambito della festa 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘦̀ 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘭𝘪𝘦𝘨𝘪𝘦, 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 terrà 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗗𝗢𝗩𝗜𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 (1672-1750), situata a Vignola in Via Francesco Selmi, 2; in entrambi i casi, il primo turno è in calendario per le 𝟭𝟲:𝟯𝟬 e il secondo per le 𝟭𝟳:𝟯𝟬. Le visite, che contempleranno anche la storia urbanistica e architettonica dell’area in cui è ubicato l’immobile che la contiene, saranno gratuite e le persone interessate non avranno l’obbligo di prenotarsi. Il 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗼 è fissato 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼.
La Casa Natale di Muratori fu dichiarata dallo Stato 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 nel 𝟭𝟵𝟰𝟬; a oggi, è 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮. Nel 𝟮𝟬𝟮𝟯 è stata inserita nel nuovo registro delle 𝘾𝙖𝙨𝙚 𝙚 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙡𝙡𝙪𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙀𝙢𝙞𝙡𝙞𝙖-𝙍𝙤𝙢𝙖𝙜𝙣𝙖.
Nel 𝟭𝟵𝟱𝟬, in occasione del secondo centenario della morte del nostro grande conterraneo, si procedette a lavori di restauro e di allestimento che resero la Stanza Genetliaca grossomodo come la vediamo noi attualmente, e cioè uno 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼𝗹𝗼 arredato con opere d’arte e mobili antichi.
L’iniziativa può contare sul patrocinio del Comune di Vignola ed è organizzata in collaborazione con 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘵𝘦 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚, 𝘈𝘷𝘪𝘴 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘖𝘋𝘝 e 𝘓𝘢 𝘉𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘛𝘳𝘰𝘵𝘵𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚.

𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟏𝟖𝟖𝟓: nacque a Vignola 𝐋𝐔𝐈𝐆𝐈 𝐁𝐎𝐍𝐃𝐈𝐎𝐋𝐈.Diplomatosi poco più che ventenne tanto in Scultura quanto in Architettu...
28/05/2026

𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟏𝟖𝟖𝟓: nacque a Vignola 𝐋𝐔𝐈𝐆𝐈 𝐁𝐎𝐍𝐃𝐈𝐎𝐋𝐈.
Diplomatosi poco più che ventenne tanto in Scultura quanto in Architettura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, questo personaggio non tardò molto a diventare un apprezzato scultore e architetto, mentre meno fortuna ebbe nella pittura, campo nel quale si dedicò peraltro soprattutto nella tarda maturità.
Nel 1907 Bondioli fu uno dei promotori delle celebrazioni per il quarto centenario della nascita di 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 – o 𝐉𝐚𝐜𝐨𝐩𝐨 – 𝐁𝐚𝐫𝐨𝐳𝐳𝐢 (1507-1573) tenute a Vignola, durante le quali venne realizzata su disegno suo (e dell’allora sindaco del Comune, Pietro Muzzioli) una nuova facciata in stile barozziano delle locali Scuole Elementari (ex convento primosettecentesco dei Cappuccini) ed egli partecipò alla Mostra Artistica – inaugurata il 22 settembre all’interno di ambienti delle Scuole Elementari – che vide l’esposizione di opere di diversi artisti modenesi, tra cui il suo parente Giuseppe Graziosi (1879-1942) e Casimiro Jodi (1886-1948).
Nel paese natale, poi, il Nostro contribuì a fondare l’importante Scuola Bottega Artigiana (1928), ove tenne un corso di disegno applicato all’arte, e insegnò presso la Scuola d’Avviamento al Lavoro, della quale fu anche direttore.
A Vignola, infine, Bondioli eseguì – fra l’altro – il 𝘔𝘰𝘯𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘪 𝘊𝘢𝘥𝘶𝘵𝘪 (1922-1923), posto in origine nel cuore del Parco della Rimembranza (oggi non più esistente), che fu inaugurato il 15 luglio 1923 con lo scopo di onorare i 109 concittadini che persero la vita nella Prima Guerra Mondiale (quest’opera di Bondioli risulta dal 1949 collocata nell’aiuola centrale del giardino della Villa Tosi Bellucci, dal 1916 Residenza Municipale), e il progetto (nonché i due grandi bassorilievi nell’ordine superiore della facciata) del 𝘛𝘦𝘢𝘵𝘳𝘰 𝘕𝘶𝘰𝘷𝘰 dell’allora Viale Umberto I (dal 1943, Viale Giuseppe Mazzini), edificio che venne inaugurato nel 1923 e che prese in seguito diverse denominazioni successive fino all’ultima di 𝘊𝘪𝘯𝘦𝘮𝘢 𝘉𝘢𝘨𝘯𝘰𝘭𝘪 (ormai da un trentennio, quest’immobile vanta altre destinazioni d’uso).
Il nostro personaggio morì nel paese natale il 21 gennaio 1957. La sua tomba si trova nel camposanto cittadino.

Per saperne di più su quest’illustre Vignolese, vedi https://sarascaglioni.github.io/Celebri-Vignolesi/Bondioli.html

Nell’immagine, fotografia scattata quattro mesi fa all’ex 𝘛𝘦𝘢𝘵𝘳𝘰 𝘕𝘶𝘰𝘷𝘰.

Nell’ambito della festa 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘦̀ 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘭𝘪𝘦𝘨𝘪𝘦, sia 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 sia 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 terrà 𝗱...
27/05/2026

Nell’ambito della festa 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘦̀ 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘭𝘪𝘦𝘨𝘪𝘦, sia 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 sia 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 terrà 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗗𝗢𝗩𝗜𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 (1672-1750), situata a Vignola in Via Francesco Selmi, 2; in entrambi i casi, il primo turno è in calendario per le 𝟭𝟲:𝟯𝟬 e il secondo per le 𝟭𝟳:𝟯𝟬. Le visite, che contempleranno anche la storia urbanistica e architettonica dell’area in cui è ubicato l’immobile che la contiene, saranno gratuite e le persone interessate non avranno l’obbligo di prenotarsi. Il 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗼 è fissato 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼.
La Casa Natale di Muratori fu dichiarata dallo Stato 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 nel 𝟭𝟵𝟰𝟬; a oggi, è 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮. Nel 𝟮𝟬𝟮𝟯 è stata inserita nel nuovo registro delle 𝘾𝙖𝙨𝙚 𝙚 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙡𝙡𝙪𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙀𝙢𝙞𝙡𝙞𝙖-𝙍𝙤𝙢𝙖𝙜𝙣𝙖.
Nel 𝟭𝟵𝟱𝟬, in occasione del secondo centenario della morte del nostro grande conterraneo, si procedette a lavori di restauro e di allestimento che resero la Stanza Genetliaca grossomodo come la vediamo noi attualmente, e cioè uno 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼𝗹𝗼 arredato con opere d’arte e mobili antichi.
L’iniziativa può contare sul patrocinio del Comune di Vignola ed è organizzata in collaborazione con 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘵𝘦 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚, 𝘈𝘷𝘪𝘴 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘖𝘋𝘝 e 𝘓𝘢 𝘉𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘛𝘳𝘰𝘵𝘵𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚.

Siamo lieti d’informare che, nell’ambito degli appuntamenti culturali messi in calendario da 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 sul terri...
22/05/2026

Siamo lieti d’informare che, nell’ambito degli appuntamenti culturali messi in calendario da 𝘊𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪 sul territorio, 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟮𝟯 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢, alle 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟳:𝟰𝟱, accompagneremo le persone interessate nella 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗗𝗢𝗩𝗜𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 (1672-1750), situata a Vignola in Via Francesco Selmi, 2. Il 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗼 è fissato 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼. Le visite saranno gratuite e non occorrerà prenotarsi. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘈𝘳𝘵𝘦 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚, 𝘈𝘷𝘪𝘴 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘪𝘨𝘯𝘰𝘭𝘢 𝘖𝘋𝘝 e 𝘓𝘢 𝘉𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘛𝘳𝘰𝘵𝘵𝘰𝘭𝘢 𝘈𝘗𝘚.
Nell’occasione, i presenti potranno ascoltare, anche alla luce degli esiti di recentissime ricerche, una serie di approfondimenti su ciò che è contenuto in quell’ambiente e sulla storia dell’edificio ove esso è collocato, nonché sulla storia urbanistica e architettonica dell’area in cui si trova tale immobile.
La Casa Natale di Muratori fu dichiarata 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 nel 𝟭𝟵𝟰𝟬, quattro anni dopo essere stata acquistata dal Comune di Vignola. A oggi, risulta 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮.
Nel 𝟭𝟵𝟱𝟬, in occasione del secondo centenario della morte del nostro grande conterraneo, si procedette a lavori di restauro e di allestimento che resero la Camera Genetliaca grossomodo come la vediamo noi attualmente, e cioè uno 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼𝗹𝗼 arredato con opere d’arte e mobili antichi.
Nel 𝟮𝟬𝟮𝟯 all’immobile che ospita la Stanza Natale è stato assegnato il marchio 𝘾𝙖𝙨𝙚 𝙚 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙡𝙡𝙪𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙢𝙞𝙡𝙞𝙖-𝙍𝙤𝙢𝙖𝙜𝙣𝙖, marchio istituito con legge regionale l’anno precedente allo scopo di tutelare e valorizzare luoghi di quel genere.

Nell’immagine, lapide che sormonta la porta d’ingresso della Casa Natale di Muratori.

Indirizzo

Via Caduti Sul Lavoro 660
Vignola
41058

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