10/08/2026
Forse fa ve**re il cancro, ma nel dubbio continuiamo a usarlo. 🧪
Questo sembra essere il surreale enunciato dietro la sentenza di qualche settimana fa, in Missouri, Usa, in merito al Glifosate: un erbicida “totale”, ovvero che elimina quasi ogni specie vegetale (tranne ciò che è stato selezionato o trasformato per resistergli). ☠
🏷Uno dei terreni di battaglia è il riquadro dell’etichetta: spazio cruciale per allertare gli utilizzatori o tacere il rischio. Infatti, tale principio attivo è al centro di decine di migliaia di cause legali contro la multinazionale Bayer: i querelanti accusano l’erbicida di aver causato il linfoma non-Hodgkin e molti altri gravi problemi di salute dopo utilizzi ed esposizioni prolungate.
🇪🇺Una posizione molto simile d’altronde è stata assunta anche in Europa, dove, nonostante gli alti rischi legali e le pressioni ambientaliste per la messa al bando, gli enti regolatori hanno atteggiamenti rassicuranti e infatti l’Unione Europea ha rinnovato l’autorizzazione all’uso del glifosato fino alla fine del 2033.
Il caso è un chiaro esempio dell’incommensurabile influenza che interessi specifici, privati, facilmente identificabili, hanno sulla politica e sulle leggi.
Il bene comune della società civile deve tornare al centro delle agende politiche: le istituzioni esistono per garantire la tutela degli individui e della collettività.
Leggi l'articolo completo pubblicato su Il Fatto Quotidiano a firma di Barbara Nappini 👉
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/07/glifosato-bayer-cancro-autorizzazione-notizie/8468905/