24/06/2026
DA UNA BOZZA ARTISTICA NASCE UN SOGNO COLLETTIVO. UN' INFIORATA PER ACCOGLIERE SANT' ANTONIO A VIESTE
Un viale infiorato dedicato al passaggio di Sant’Antonio è il progetto pensato per il prossimo anno, sperimentato quest’anno a Vieste attraverso una bozza artistica realizzata dall’artista Patrizia Porricelli. L’opera nasce come studio preliminare di un’iniziativa più ampia che potrebbe coinvolgere l’intera comunità nelle prossime edizioni della festa.
L’idea prende forma anche dalla lettura del lavoro etnografico di Ludovico Desideri, dal titolo: “Radici locali e influenze globali. L’infiorata di Poggio Moiano fra tradizione e innovazione”, volume che sarà presentato a Vieste il prossimo settembre. Nasce, dunque il desiderio di sperimentare nuove forme di partecipazione alla festa attraverso il linguaggio dell’arte floreale. A Vieste esisteva una tradizione, oggi ormai scomparsa. Il progetto si ispira infatti a una memoria ancora viva nella comunità viestana: le piccole decorazioni floreali che un tempo accoglievano il passaggio della processione del Corpus Domini. Un ricordo che si intende recuperare e reinterpretare, rinnovandone il significato attraverso una nuova esperienza di partecipazione collettiva. La bozza è stata affidata all’artista Patrizia Porricelli, che ha saputo tradurre un disegno originario in un’opera materica di grande impatto visivo. Per la realizzazione sono stati utilizzati tessuto TNT come base, petali di raso irrigiditi di diverse tonalità, alcune create e successivamente sfumate a pennello per ottenere effetti cromatici più delicati e realistici, carta crespa, nastri dorati e una paziente lavorazione con colla a caldo. Il procedimento ha richiesto un lungo lavoro artigianale. L’immagine è stata dapprima riprodotta in scala ingrandita sulla base e successivamente costruita attraverso l’applicazione manuale dei singoli petali. La variazione dei colori, la ricerca delle sfumature e la disposizione accurata degli elementi hanno consentito di creare effetti di profondità e volume, restituendo al volto del Santo una particolare intensità espressiva. L’opera realizzata introduce una novità significativa. Si configura infatti come un segno iconografico itinerante, pensato non soltanto per occupare uno spazio preciso, ma per poter essere accolto e riproposto in contesti diversi. Inoltre, appare doveroso sottolineare che la scelta di utilizzare petali artificiali e materiali di recupero conferisce all’opera una particolare originalità, ponendola all’incrocio tra tradizione devozionale, sostenibilità ambientale e ricerca artistica contemporanea. L’artista viestana Patrizia Porricelli ha reinterpretato il linguaggio tradizionale dell’Infiorata attraverso una composizione trasportabile e riutilizzabile, capace di mantenere intatta la propria forza simbolica. In questo modo, l’immagine di Sant’Antonio non rimane legata a un unico luogo o a un solo momento celebrativo, ma diventa un segno mobile della devozione popolare, in grado di accompagnare eventi, processioni e iniziative culturali. Dal punto di vista antropologico, questa scelta introduce un elemento innovativo: l’opera conserva il valore rituale e comunitario tipico delle Infiorate, ma supera il carattere strettamente effimero della tradizione, grazie all’impiego creativo di materiali riciclati e durevoli. Il risultato è una forma di arte che unisce memoria, sostenibilità e identità locale, trasformando il simbolo religioso in un patrimonio condiviso e potenzialmente itinerante. La bozza realizzata quest’anno guarda già al futuro. L’obiettivo è infatti quello di sviluppare, in occasione delle prossime edizioni della festa di Sant ‘Antonio, un progetto più ambizioso: la creazione di un intero viale decorato con fiori veri e immagini floreali dedicate al Santo, in grado di accogliere il suo passaggio e di coinvolgere attivamente la cittadinanza. L’auspicio è che questa iniziativa possa diventare un patrimonio condiviso, capace di unire associazioni, gruppi culturali, scuole e cittadini di ogni età in un percorso partecipativo. Un lavoro corale che, attraverso l’arte effimera dell’infiorata, possa rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e valorizzare una delle feste della tradizione viestana.
Da antropologa, considero particolarmente significativo il potenziale di questo progetto. Le tradizioni non sono realtà statiche, ma patrimoni vivi che si rigenerano grazie alla creatività delle comunità che le custodiscono. Un dialogo continuo tra passato e presente, tra l’antico e il moderno, dal quale prendono vita nuove forme di espressione culturale senza perdere il legame con la memoria e l’identità del territorio.
La bozza realizzata per la festa di Sant’Antonio di quest’anno, rappresenta dunque molto più di un’opera preparatoria, è il primo passo verso una possibile esperienza collettiva capace di trasformare una strada in un racconto di fede, arte e partecipazione.
Vittoria Salvati