29/05/2026
GIORNATA NAZIONALE DELL’OSS…
Un caloroso GRAZIE a tutti i nostri operatori che ogni giorno, nonostante le non poche difficoltà, si fanno in quattro pur di trasmettere serenità ai ragazzi e favorire il loro benessere…
Vogliamo omaggiarli con questo testo che descrive un po’ la figura dell’OSS, definita molto spesso in gergo: “lavaculi”, ma c’è molto di più dietro a queste persone meravigliose!
Che lavoro fai?
Faccio L'OSS.
Cioè....no...non è corretto scusa....io...non FACCIO l'OSS...io SONO un OSS è diverso...nel senso che il mio non è un lavoro che svolgo, ma è una "professione" che mi colloca nel mondo a cui appartengo. Quello della cura.
All'inizio ti chiedono di OSSERVARE.
Già....
OSSERVARE... e in quel preciso momento ti trasformi in qualcosa che non eri mai stato! SEI IN PRIMA LINEA E NESSUNO COME TE.
I tuoi occhi, le orecchie, le mani, il naso....non sono più parti del tuo corpo ma i tuoi STRUMENTI ...
All'inizio è difficile perchè spesso , (troppo spesso) ciò che vedi...non è gradevole DA OSSERVARE e ciò che senti non è ciò che vorresti sentire....per non parlare di ciò che tocchi....
organi del corpo altrui che mai avresti pensato di dover toccare...i più intimi, i più nascosti ...i più segreti...i più privati...sfiori l'anima, accarezzi la vergogna, il pudore ... SENTI...la resa mista alla fiducia e ti senti trasformata dentro.
In quel momento capisci che hai imparato ad osservare e diventa impossibile tornare indietro ... non si può tornare indietro, quando sei OSS lo sei SEMPRE e per SEMPRE...perchè ormai VEDI, SENTI E PROVI tutto in modo diverso, più profondo, più consapevole e ti rendi conto di aver imparato a non giudicare mai niente e nessuno
Essere un OSS vuol dire spendersi, trasformarsi, crederci.
FINO ALL'ULTIMO RESPIRO.
Non hai più pregiudizi e gli stereotipi diventano improvvisamente barzellette su cui sorridere ma col groppo in gola.
SEI IN PRIMA LINEA... A OSSERVARE.... come se fosse facile... ma poi ecco che ti basta vedere una piega sospetta del sorriso, un'andamento diverso dal solito, un suono gutturale che nemmeno la "donna bionica" ( questa è per pochi) ...c'è un odore..lo senti solo tu e hai già capito cosa sta per succedere. Non vorresti a volte, ma non puoi più far finta, ci sei dentro con tutte le scarpe e sai, ora sai benissimo COSA DEVI FARE.
Sei un OSS quando ti mancano le forze ma le trovi se dalla cantina riconosci il suono di chi stà battendo i pugni sulle sbarre al quinto piano ...quando la sera prima di andare a letto come crema di bellezza ti spalmi il Voltaren, quando senti il campanello suonare anche da casa quando t'incazzi perchè sei di turno tutto il giorno al compleanno di tuo figlio o alla maturità o mentre discute la tesi...alla recita di Natale e t'incazzi ma ci sei e ci sei eccome....
Sei un OSS quando la cosa che ti fà più schifo non è più la "c***a" ma la "contenzione".
Quando ti trascini sotto le coperte e speri che ti riparino da tutto soprattutto dal suono della sveglia del mattino alle 5...ma l'aspetti e sai già che ti alzerai e che dopo quei dieci minuti di rincoglionimento sarai ancora, sempre e per sempre pronta ad essere ciò che sei irrimediabilmente e finalmente diventata.