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Pietas AVT Pietas Associazione Vittime del Terrorismo, promuove la cultura del rispetto e la lealtà, valori che vanno al di là delle regole e delle convenzioni sociali.

Felice Maritano. I colleghi erano molto più giovani, ma nelle lunghe notti del nucleo antiterrorismo era spesso lui a te...
15/10/2026

Felice Maritano. I colleghi erano molto più giovani, ma nelle lunghe notti del nucleo antiterrorismo era spesso lui a tenerli svegli. Aveva 55 anni, una lunga carriera nell’Arma e sempre grande entusiasmo. Quando Carlo Alberto dalla Chiesa cercò uomini disposti a rischiare in prima linea contro le Brigate Rosse, chiese di unirsi a loro, benché fosse prossimo alla pensione. Il 15 ottobre 1974, durante un appostamento a Robbiano di Mediglia, venne colpito a morte mentre affrontava un terrorista in fuga. Gravemente ferito, incitò i colleghi a portare a termine l’arresto.

1 ottobre 1977 a Torino c’era il bar Angelo Azzurro. Era un bar prevalentemente frequentato da giovani ragazzi, alcuni d...
03/10/2026

1 ottobre 1977 a Torino c’era il bar Angelo Azzurro. Era un bar prevalentemente frequentato da giovani ragazzi, alcuni di loro schierati a destra in sostegno del MSI. In quei giorni d’autunno ebbe luogo una manifestazione di Lotta Continua che procedeva in modo disordinato facendo danni ovunque passasse. Fu proprio nel frangente in cui la manifestazione passava nei pressi del bar Angelo Azzurro che alcuni teppisti rossi si staccarono e assaltarono il locale . Ruppero le vetrine e lanciarono delle molotov incendiarie. Lo studente universitario Roberto Crescenzi di appena 22 anni fu investito dal liquido incendiario e dalle fiamme che avvolsero in breve tempo il suo corpo. Non fu possibile salvarlo, la sua carne si era fusa con quello che rimaneva dei suoi vestiti. Quando riuscirono a spegnere le fiamme Roberto era ancora vivo, fu adagiato su una sedia in attesa dei soccorsi. Spirò poco dopo proprio su quella sedia dove esalò il suo ultimo respiro. Roberto non aveva fatto male a nessuno, la pensava solo diversamente da altri ma il solo fatto di pensarla diversamente lo classificava come un fascista non meritevole di vivere .

Il 21 agosto è la Giornata internazionale di commemorazione e omaggio alle vittime del terrorismo, istituita dall'Assemb...
21/08/2026

Il 21 agosto è la Giornata internazionale di commemorazione e omaggio alle vittime del terrorismo, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per onorare e sostenere le vittime e i sopravvissuti al terrorismo e per promuovere e proteggere il pieno godimento dei loro diritti umani e delle libertà fondamentali.
In questa occasione, dobbiamo ricordare i Carabinieri, i poliziotti, i finanziari, i militari e tutte le persone vittime di atti di terrorismo al fine di non dimenticare le loro storie.

Il 13 luglio 1979 le Brigate Rosse uccidono il colonnello dei carabinieri Antonio Varisco, in un attentato terroristico
13/07/2026

Il 13 luglio 1979 le Brigate Rosse uccidono il colonnello dei carabinieri Antonio Varisco, in un attentato terroristico

È la festa della Repubblica. lo la celebro ricevendo nelle gambe quattro pallottole di rivoltella, calibro 9. Me le spar...
02/06/2026

È la festa della Repubblica. lo la celebro ricevendo nelle gambe quattro pallottole di rivoltella, calibro 9. Me le sparano alle 10.10, appena uscito dall’albergo Manin, alle spalle.
Faccio a tempo, voltandomi, a vedere uno dei due killer che seguita a sparare da una distanza di 4-5 metri. Ma sono talmente sorpreso e frastornato che non riesco a fissarne nella memoria il volto.
Aggrappandomi all’inferriata dei giardini pubblici, penso: «Devo morire in piedi!». Questo pensiero stupido, retaggio sicuramente del Ventennio, è forse quello che mi salva: cadendo, avrei probabilmente preso l’ultima scarica nell’addome. Solo quando il killer ha finito, cedo al languore che m’invade e scivolo a terra.
Potrei comodamente uccidere con la mia pi***la l’uomo che ora mi volta le spalle per fuggire. Ma ce n’è un altro che lo protegge con l’arma in pugno. Mi limito a gridargli: «Vigliacchi!». Un cane lupo, dall’altra parte dell’inferriata, sporge la lingua fra le sbarre e si mette a leccarmi la faccia. La donna, che lo tiene a guinzaglio, è terrea. Le sorrido, e dico: «Non si spaventi!».

📖Da «Diario», Milano, 2 giugno 1977.
📸Foto 1:Milano, 2 giugno 1977. Le Brigate Rosse gambizzano Indro Montanelli.

La condanna è stata eseguita. La ferocia e la freddezza dell’assassinio dimostrano che la «battaglia» iniziata il 16 mar...
09/05/2026

La condanna è stata eseguita. La ferocia e la freddezza dell’assassinio dimostrano che la «battaglia» iniziata il 16 marzo non poteva avere, per le Brigate rosse, altro epilogo. Il ca****re di Aldo Moro doveva essere buttato nel centro di Roma in segno di sfida allo Stato, alla società, al «sistema». Ogni mossa dei sanguinari «ultrà» ha obbedito a un rituale barbarico nel quale il presidente della Democrazia cristiana era la vittima sacrificale. La sorte di Moro era dunque decisa già all’inizio […].
La fine di Aldo Moro ci rende sgomenti, il fanatismo di chi lo ha ucciso lentamente, togliendogli la speranza prima di togliergli la vita, ci riempie di orrore. Speriamo ancora che la tracotanza dei criminali sia un giorno punita. L’importante, adesso, è che il Paese, proprio per rendere omaggio a Moro, e proprio in memoria di lui, sappia trarre da questa tragedia l’amara lezione che essa comporta.
La democrazia non deve, anzi non può essere debole. La libertà, che la rende superiore a qualsiasi altro regime, ma anche più vulnerabile, non va confusa con l’indulgenza verso i nemici, l’imprevidenza, la leggerezza. Lo Stato italiano ha superato con onore questa prova difficile, ma la Magistratura e gli organi di polizia hanno denunciato, nella loro azione, una desolante inefficienza, che ha permesso alle Brigate rosse di operare con irridente spavalderia. Ne va data colpa non tanto alle Forze dell’ordine quanto a chi ha voluto, per demagogia, per compiacere le sinistre, per acquistare facile popolarità, smobilitare i servizi segreti, rimuovere i funzionari più ligi al dovere, trasformare le carceri in alloggi con libera uscita quotidiana […].
La scomparsa di Aldo Moro segna la fine di un capitolo della storia del dopoguerra. Il suo ca****re, come quello di Matteotti, traccia una tragica linea divisoria. Alla classe politica si chiede, in questo momento, oltre alla fermezza - e l’onorevole Andreotti dà, dopo il suo comportamento nelle scorse settimane, buone garanzie in proposito - anche un esame di coscienza. La vita continua. Ma non può continuare, dopo una tragedia come quella di Aldo Moro, come prima.

Primo maggio 1970 muore a Genova Ugo Venturini dei Volontari Nazionali e iscritto alla Cisnal, era stato colpito mentre ...
02/05/2026

Primo maggio 1970 muore a Genova Ugo Venturini dei Volontari Nazionali e iscritto alla Cisnal, era stato colpito mentre difendeva il palco di un comizio del Movimento Sociale dall'assalto dei rossi.
Era un operaio, iscritto ad un sindacato, ma nel giorno della festa dei lavoratori nessuno si ricorda di lui.
È stato il primo caduto degli anni di piombo di una parte politica che è stata discriminata ed utilizzata come bersaglio, prima con slogan minacciosi poi concretizzatisi nei fatti. All'omicidio di Ugo Venturini ne sono seguiti molti altri in una lunga lista di assalti e agguati che si sono susseguiti negli anni, senza dimenticare quanti per reazione hanno scelto la strada dell'autodifesa, evolutasi, poi, in un tragico epilogo.
La mano omicida si è alternata tra esponenti di diverse formazioni della sinistra parlamentare ed extraparlamentare, polizia, carabinieri e servizi segreti: puntualmente i colpevoli sono riusciti a restare sconosciuti, latitanti grazie alle connivenze e complicità come nel caso della strage di Primavalle o condannati a pene di lieve entità.
Ancora oggi permane una discriminazione, da parte della stessa fazione politica degli assassini di un tempo, con la sponda di certe istituzioni, di certa politica e di certi giornalisti. Le polemiche che montano ogni anno in occasione degli anniversari dei nostri caduti sono l'ennesima dimostrazione che c'è ancora oggi chi vorrebbe che non si possano ricordare certi morti: pennivendoli, istituzioni, politicanti più o meno rampanti ed i soliti antifascisti di professione.
Primo maggio 1970 muore a Genova Ugo Venturini dei Volontari Nazionali e iscritto alla Cisnal, era stato colpito mentre difendeva il palco di un comizio del Movimento Sociale dall'assalto dei rossi.

"Ho dovuto ricordarla tante volte  quella mattina del 13 marzo 1975.Ero uscita di casa poco dopo mezzogiorno per andare ...
29/04/2026

"Ho dovuto ricordarla tante volte quella mattina del 13 marzo 1975.
Ero uscita di casa poco dopo mezzogiorno per andare a prendere la bambina alla scuola in viale Romagna.
Quando sono tornata, verso l'una e un quarto, la prima cosa che ho visto era il Ciao di Sergio a terra, un capannello di gente, una gran confusione....una vicina di casa mi ha strappato di mano la bambina gridando: "Simona resta con me!"
Anita Ramelli,1997.
Ciao Sergio, non te ne sei mai andato.

Oggi su Libero in edicola straordinaria pagina dedicata al ricordo di Enrico Pedenovi e al libro "Enrico Pedenovi: testi...
27/04/2026

Oggi su Libero in edicola straordinaria pagina dedicata al ricordo di Enrico Pedenovi e al libro "Enrico Pedenovi: testimone di libertà".

Il 21 aprile 1977, esattamente 49 anni fa, a Roma, Settimio PASSAMONTI, un allievo sottufficiale del corpo di pubblica s...
21/04/2026

Il 21 aprile 1977, esattamente 49 anni fa, a Roma, Settimio PASSAMONTI, un allievo sottufficiale del corpo di pubblica sicurezza (l'odierna Polizia di Stato), fu vilmente ucciso durante un servizio di ordine pubblico. Le Forze di Polizia stavano sgomberando legittimamente l'Università di Roma "La Sapienza", occupata da studenti dell'area dell'Autonomia. Nel pomeriggio appartenenti all'area degli autonomi reagirono con bottiglie Molotov e armi da fuoco. Nella zona di San Lorenzo, un gruppo di manifestanti aprì il fuoco contro le FF.PP. . Settimio Passamonti, raggiunto da due colpi di pi***la, cadde ucciso. Tre agenti e un carabiniere furono feriti, ma si salvarono. Rimase ferita anche una giornalista.

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