Donna chiama Donna

Donna chiama Donna Centro di ascolto e di orientamento per donne in difficoltà. "Quando trovi il coraggio di raccontarla, la tua storia, tutto cambia.

Perché nel momento stesso in cui la vita si fa racconto, il buio si fa luce e la luce ti indica la strada." -F. Özpetek

📖 “E i figli dopo di loro” di Nicolas Mathieu è stato il protagonista del nostro ultimo incontro di lettura.Un romanzo i...
28/05/2026

📖 “E i figli dopo di loro” di Nicolas Mathieu è stato il protagonista del nostro ultimo incontro di lettura.

Un romanzo intenso, malinconico e profondamente umano, ambientato nella Francia postindustriale degli anni Novanta, dove i sogni adolescenziali si scontrano con le disuguaglianze sociali, la precarietà e il peso dell’eredità familiare.

Abbiamo riflettuto insieme su temi ancora molto attuali:

✨ adolescenza e ricerca di identità
✨ povertà educativa e sociale
✨ esclusione e razzismo
✨ desiderio di emancipazione
✨ fragilità delle periferie
✨ relazioni e differenze di classe

Mathieu ci ricorda quanto il contesto in cui cresciamo possa influenzare il nostro sguardo sul futuro e le possibilità che immaginiamo per noi stessi.

Un libro che non offre facili riscatti, ma invita a osservare con lucidità le fragilità della nostra società e, allo stesso tempo, la forza con cui le persone continuano a cercare amore, dignità e appartenenza.

💬 E voi lo avete letto? Quale personaggio vi ha colpito di più?
👉 link al primo commento

20/05/2026

A seguito dell'importante convegno svoltosi nel Comune di Pojana Maggiore e organizzato dalla Banca di Credito Cooperativo sul tema della violenza di genere — nel corso del quale è stato presentato il progetto delle “Cassette Rosse” — desideriamo esprimere una nostra riflessione, accogliendo anche l'invito a offrire un'opinione e un'analisi in merito a tale progetto.

𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚
𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 “𝐜𝐚𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐫𝐨𝐬𝐬𝐞” 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚

L’associazione Donna chiama Donna esprime apprezzamento per tutte le iniziative che intendono mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema della violenza contro le donne. La sensibilizzazione della cittadinanza rappresenta infatti un elemento fondamentale nel contrasto alla violenza di genere.

Allo stesso tempo, riteniamo importante evidenziare alcune criticità emerse rispetto all’iniziativa delle cosiddette “cassette rosse”. Pur riconoscendone le finalità positive, osserviamo che il sistema previsto può presentare aspetti problematici sotto il profilo della tutela della privacy e della corretta gestione delle richieste di aiuto.

Le cassette, essendo collocate in spazi esterni e ben visibili, potrebbero non garantire adeguatamente la riservatezza e la sicurezza delle donne che decidono di utilizzarle. Inoltre, il fatto che eventuali segnalazioni o richieste vengano lette e gestite direttamente potrebbe comportare modalità operative non pienamente coerenti con i protocolli previsti dai servizi specializzati antiviolenza, che richiedono competenze specifiche, tutela dei dati personali e procedure strutturate di presa in carico.

Per questo motivo proponiamo che su ogni cassetta venga applicato in modo ben visibile un adesivo con il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, servizio gratuito e attivo 24 ore su 24, accessibile anche via chat. In questo modo il messaggio simbolico potrebbe trasformarsi anche in un’opportunità concreta di aiuto e orientamento, permettendo alle donne di entrare direttamente in contatto con personale specializzato, nel rispetto della riservatezza e dei protocolli previsti.

Nei casi di emergenza immediata, resta fondamentale contattare direttamente le Forze dell’Ordine attraverso il numero 112, affinché sia possibile garantire un intervento tempestivo e adeguato.

Crediamo che ogni azione pubblica sul tema debba unire sensibilizzazione, informazione, tutela della privacy e reale accessibilità ai servizi qualificati, mettendo sempre al centro la sicurezza e la volontà delle donne.

Donna chiama Donna, che gestisce da anni il Centro antiviolenza comunale e gli sportelli nei comuni di Arzignano e Pojana Maggiore, resta disponibile al confronto con istituzioni, associazioni e realtà del territorio per migliorare insieme l’efficacia delle iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza di genere con l'interesse di tutelare le donne vittime di violenza seguendo i protocolli regionali e nazionali dei centri antiviolenza.

🌍 UNIDAS4EU – Cooperazione europea per rafforzare le reti antiviolenzaIl 29 e 30 aprile si è svolto a Felgueiras, nella ...
16/05/2026

🌍 UNIDAS4EU – Cooperazione europea per rafforzare le reti antiviolenza

Il 29 e 30 aprile si è svolto a Felgueiras, nella regione di Tâmega e Sousa (Portogallo), il Kick Off Meeting del progetto europeo UNIDAS4EU, cofinanziato dal programma URBACT.

L’Associazione Donna chiama Donna, in qualità di ente gestore del Centro Antiviolenza per conto del Comune di Vicenza, partecipa al progetto contribuendo a un percorso di scambio e crescita tra servizi europei impegnati nel contrasto alla violenza di genere.

🎯 L’obiettivo dell’iniziativa è conoscere e trasferire le buone pratiche sviluppate in Portogallo nella gestione coordinata dei casi di violenza, per rafforzare i modelli territoriali e migliorare la capacità di risposta dei servizi.

Questo confronto internazionale rappresenta un passaggio strategico: non solo condivisione di esperienze, ma costruzione di sistemi sempre più integrati, efficaci e sostenibili.

✨ In prospettiva, il valore aggiunto sarà duplice:

🧭 maggiore qualità nei processi di presa in carico
🤝 rafforzamento delle reti multidisciplinari e transnazionali

Un lavoro che, con un pizzico di ironia professionale, potremmo sintetizzare così: quando i sistemi dialogano tra loro, le risposte smettono di essere “a compartimenti stagni” e iniziano a diventare davvero generative.

🤝 Il cambiamento, ancora una volta, passa dalla capacità di apprendere insieme, oltre i confini.

📚 Il nostro appuntamento mensile con la letturaOgni secondo martedì del mese torna la rubrica  , in collaborazione con l...
12/05/2026

📚 Il nostro appuntamento mensile con la lettura

Ogni secondo martedì del mese torna la rubrica , in collaborazione con la Biblioteca Civica Bertoliana 💛

Questo mese vi proponiamo:
“Come chiedere l’aumento” di Azzurra Rinaldi

Un libro che parla di valore, lavoro e consapevolezza.
Perché chiedere il giusto riconoscimento non è solo una questione economica… ma anche culturale.

Quante volte ci si trattiene?
Quante volte si mette in dubbio il proprio valore?

Questo testo aiuta a guardare in modo nuovo a queste domande, offrendo spunti concreti e riflessioni profonde.

📖 Una lettura che invita a crescere, dentro e fuori dal lavoro.

👉 ecco il link per leggere la proposta:
https://open.substack.com/pub/donnachiamadonna/p/donnachiamadonnaconsiglia-ad4?r=5c2gd8&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true




📩 È uscita l’ottava edizione di Matilda, la newsletter di Donna Chiama DonnaCi sono forme di violenza che non lasciano l...
09/05/2026

📩 È uscita l’ottava edizione di Matilda, la newsletter di Donna Chiama Donna

Ci sono forme di violenza che non lasciano lividi.
E proprio per questo sono più difficili da riconoscere.

Parliamo di violenza economica: un controllo silenzioso che passa attraverso il denaro, il lavoro, l’accesso alle risorse.
Una forma di abuso che limita la libertà, crea dipendenza e rende difficile immaginare un’alternativa.

💬 Nella nuova edizione di Matilda approfondiamo:

cos’è la violenza economica e come si manifesta
perché è ancora così invisibile
quali sono le sue radici culturali e strutturali
come riconoscerla, anche quando si presenta in modo sottile
quali strumenti possono aiutare a costruire autonomia

📊 I numeri parlano chiaro: in Italia milioni di donne hanno vissuto o vivono situazioni di controllo economico. E spesso, anche dopo una separazione, questa forma di violenza continua.

👉 Ma c’è anche un altro messaggio, fondamentale:
l’indipendenza economica è libertà.

Come associazione, lo vediamo ogni giorno nei nostri sportelli: senza autonomia economica, anche le scelte più importanti diventano difficili.

Per questo continuiamo a lavorare su:

✔ educazione finanziaria
✔ supporto legale
✔ percorsi di autonomia
✔ ascolto e accoglienza

📖 Leggi l’ottava edizione di Matilda e aiutaci a diffondere consapevolezza.
Perché ciò che si riconosce, può iniziare a cambiare.

❤️ Donna Chiama Donna c’è. Ogni giorno.

👉 Ecco il link per leggerla: https://open.substack.com/pub/donnachiamadonna/p/matilda-newsletter-bimestrale-8?r=5c2gd8&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true

📖 Riflessioni dal Gruppo di Lettura DCD |  Proposta del meseCi sono libri che si leggono… e libri che continuano a lavor...
07/05/2026

📖 Riflessioni dal Gruppo di Lettura DCD | Proposta del mese

Ci sono libri che si leggono… e libri che continuano a lavorare dentro di noi, anche dopo averli chiusi.

Ogni giorno è un buon giorno di Morish*ta Noriko è uno di questi.
Un racconto fatto di piccoli gesti, tempo lento e trasformazioni interiori, che ci ha portato a riflettere sul valore della presenza, della ripetizione e delle cose semplici.

Abbiamo raccolto le nostre riflessioni in un testo condiviso.
Se ti va di prenderti qualche minuto per te, puoi leggerlo qui 👇

🔗 https://open.substack.com/pub/donnachiamadonna/p/riflessioni-dal-gruppo-di-lettura-32c?r=5c2gd8&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=true

Perché, forse, il punto non è capire tutto subito… ma dare tempo alle cose di maturare.

🌹 25 Aprile: Liberazione e voce delle donneOggi celebriamo la Festa della Liberazione, una data che segna la fine dell’o...
25/04/2026

🌹 25 Aprile: Liberazione e voce delle donne

Oggi celebriamo la Festa della Liberazione, una data che segna la fine dell’oppressione e l’inizio della nostra democrazia.

Ma il 25 aprile è anche una storia di donne.
Donne che hanno resistito, lottato, scelto. Donne che hanno costruito, con determinazione, le fondamenta della nostra Costituzione italiana.

Tra loro, le Madri Costituenti: Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Mattei, Maria Federici, Angela Gotelli e molte altre.
A loro dobbiamo l’ingresso, nella Carta, di parole che oggi diamo per scontate: uguaglianza, dignità, diritti.

Per noi, ricordarle non è solo memoria.
È responsabilità.

È continuare a dare voce a chi non riesce a farsi ascoltare.
È contrastare ogni forma di violenza, anche quella più sottile e invisibile.
È trasformare ogni ascolto in possibilità, ogni fragilità in percorso.

*La libertà conquistata il 25 aprile vive nelle scelte quotidiane.
E nella forza di ogni donna che decide di non restare in silenzio.*

🌹 Buon 25 aprile a tutte e a tutti.

20/04/2026

📢 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀

𝐕𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚: a Noventa Vicentina il convegno che chiede più tutele e un cambio culturale

Noventa Vicentina, 20 aprile 2026 – Una violenza spesso invisibile, ma profondamente diffusa e radicata.

È la violenza economica, al centro del convegno ““𝐂𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐝𝐢 𝐦𝐞: 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐞, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐫𝐨. 𝐓𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚”, svoltosi il 18 aprile a Noventa Vicentina. Un fenomeno che in Italia riguarda circa il 40% delle donne, percentuale che sale fino al 67% tra le donne separate.

L’incontro ha evidenziato come la violenza economica non coincida con la semplice mancanza di risorse, ma rappresenti una forma di controllo che limita autonomia, libertà e possibilità di scelta, incidendo profondamente sui percorsi di vita delle donne.

La 𝐃𝐨𝐭𝐭.𝐬𝐬𝐚 𝐒𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐁𝐚𝐫𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚, psichiatra, volontaria di Donna Chiama Donna, ha illustrato le principali modalità con cui si manifesta: dalla privazione del denaro al controllo delle spese, dall’ostacolo all’attività lavorativa fino allo sfruttamento in ambito familiare. Tali condotte possono generare isolamento, dipendenza e gravi conseguenze psicologiche e sociali, tra cui ansia, depressione e disturbo post-traumatico da stress.

A confermare la diffusione del fenomeno sono i dati presentati dalla 𝐃𝐨𝐭𝐭.𝐬𝐬𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐃𝐨𝐝𝐚𝐫𝐨, ricercatrice Università di Padova, secondo i quali nei centri antiviolenza del Veneto circa il 39,7% delle donne segnala anche violenza economica, percentuale che sale al 47% tra le over 60. Il 76% delle donne vive una condizione di non autonomia economica, spesso legata a precarietà lavorativa, bassi redditi o assenza di occupazione stabile.

Tra i fattori che contribuiscono a questa condizione sono stati evidenziati il sabotaggio lavorativo da parte del partner o dell’ambiente familiare, dimissioni forzate, perdita del lavoro in caso di contratti a termine, fino a forme di controllo personale come il divieto di conseguire la patente o la limitazione della mobilità. La violenza economica si manifesta inoltre attraverso la mancata equa suddivisione delle spese familiari, il lavoro non retribuito nelle imprese di famiglia, la gestione esclusiva del denaro da parte del partner, l’accredito dello stipendio su conti cointestati e il controllo costante delle spese.

Particolarmente critiche risultano le situazioni post-separazione, quando il mancato versamento dell’assegno di mantenimento per i figli o per la donna stessa diventa un ulteriore strumento di pressione economica. È stato ribadito il ruolo fondamentale dei centri antiviolenza nel supportare le donne nella conoscenza dei propri diritti e nei percorsi di autonomia, in un fenomeno che affonda le sue radici sia in dimensioni socio-culturali che strutturali.

Ampio spazio è stato dedicato anche al quadro normativo. L’𝐀𝐯𝐯. 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐮𝐚𝐧𝐨 ha richiamato la recente relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, approvata all’unanimità il 16 aprile, sottolineando la necessità di distinguere tra disuguaglianza economica e violenza economica. La relazione propone l’introduzione del reato di controllo coercitivo, individuato come possibile strumento per colmare un vuoto normativo e rafforzare la tutela delle vittime.

È stato inoltre ricordato come la violenza economica sia riconosciuta come forma di violenza di genere dalla Convenzione di Istanbul, pur non essendo ancora configurata come reato autonomo nell’ordinamento italiano. Attualmente lo Stato interviene attraverso fattispecie già esistenti, come il reato di maltrattamenti in famiglia, mentre resta centrale il tema della prevenzione e del cambiamento culturale, necessario anche per superare stereotipi ancora diffusi nella società.

Il 𝐃𝐨𝐭𝐭. 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐥𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐂𝐨𝐥𝐭𝐫𝐢, formatore finanziario volontario Unigens, ha posto l’attenzione sull’importanza dell’educazione finanziaria, evidenziando come una quota significativa di donne non disponga di un conto corrente personale e come il livello di consapevolezza economica resti ancora basso. Secondo i dati della Banca d’Italia, tra il 31,2% e il 40% delle donne non ha un conto intestato a proprio nome e circa il 31,2% dipende economicamente dal partner o da altri familiari. Il 71% delle donne, inoltre, dichiara di non sentirsi sufficientemente preparata in materia finanziaria, nonostante il diritto all’autonomia bancaria sia riconosciuto dal 1975. Tra le criticità evidenziate anche la firma inconsapevole di fideiussioni e la gestione di conti cointestati senza reale autonomia.

Infine, il 𝐃𝐨𝐭𝐭. 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐃𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢 (INPS Vicenza) ha illustrato gli strumenti di sostegno per le donne vittime di violenza, come il reddito di libertà e il congedo dedicato alle donne seguite da centri antiviolenza, soffermandosi anche sulle opportunità e criticità dell’assegno unico. È stato ricordato come eventuali variazioni nelle condizioni familiari stabilite dal giudice debbano essere comunicate all’INPS per il corretto aggiornamento delle prestazioni.

Il convegno si è concluso ribadendo un messaggio chiaro: 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 Riconoscere i segnali della violenza economica è il primo passo per contrastarla e costruire percorsi di autonomia.

È emersa la necessità di un approccio integrato che unisca intervento normativo, prevenzione e cambiamento culturale, coinvolgendo l’intera società, a partire dai modelli educativi e dai luoghi di lavoro. In questa direzione, politiche come il rafforzamento dei congedi parentali per i padri e una maggiore flessibilità lavorativa per entrambi i genitori sono state indicate come strumenti fondamentali per favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro e ridurre le disuguaglianze strutturali.

🙏 Un sincero ringraziamento a tutte le relatrici e a tutti i relatori per la disponibilità e il prezioso contributo offerto.
Grazie agli interventi è stato possibile offrire ai partecipanti strumenti di riflessione concreti e una maggiore consapevolezza su un fenomeno ancora troppo spesso invisibile.

Convegno in corso...Conto su di me: tra indipendenza e violenza economica.Vi aggiorneremo a breve con un comunicato...
18/04/2026

Convegno in corso...

Conto su di me: tra indipendenza e violenza economica.

Vi aggiorneremo a breve con un comunicato...

📢 NEWSApprovata all’unanimità dalla Commissione Femminicidio la relazione sulla violenza economica: un passo importante ...
16/04/2026

📢 NEWS

Approvata all’unanimità dalla Commissione Femminicidio la relazione sulla violenza economica: un passo importante verso il riconoscimento di una forma di abuso ancora troppo spesso sottovalutata, anche nei tribunali.

Come evidenziato oggi da diverse testate, la violenza economica è tra le forme più diffuse e meno riconosciute. Spesso invisibile, limita profondamente l’autonomia delle donne.

Anche AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori) ha sottolineato l’importanza di questo risultato, ribadendo la necessità di strumenti giuridici più efficaci per prevenire e contrastare il fenomeno.

📍 Ne parleremo sabato 18 aprile, dalle 9:30 alle 12:00, al convegno CONTO SU DI ME, Donne, lavoro e gestione del denaro: tra indipendenza e violenza economica, a Noventa Vicentina organizzato da Donna Chiama Donna, insieme all’avvocata Alessandra Capuano, consulente della Commissione.

Interverranno anche altri esperti del settore e un responsabile degli ammortizzatori sociali dell’INPS di Vicenza.

Un’occasione per approfondire, confrontarsi e dare voce a un tema che merita maggiore attenzione.

Inserire nel codice penale, in particolare nella formulazione del reato 572 del codice penale, maltrattamenti in famiglia, il concetto di "violenza economica" quale modalità di integrazione del reato, codificando un indirizzo della giurisprudenza di legitt... (ANSA)

MANCANO 3 GIORNIComprendere la violenza economica significa riconoscere uno degli ostacoli più profondi alla libertà e a...
15/04/2026

MANCANO 3 GIORNI

Comprendere la violenza economica significa riconoscere uno degli ostacoli più profondi alla libertà e all’autodeterminazione delle donne.

Per questo, il convegno promosso dall’Associazione Donna Chiama Donna rappresenta un’importante occasione di approfondimento.

📊 Durante l’incontro:
✔️ verranno presentati dati aggiornati dal territorio
✔️ saranno condivise esperienze dei centri antiviolenza
✔️ si rifletterà su strumenti concreti per promuovere autonomia

🎓 Tra gli interventi, una ricercatrice dell’Università di Padova offrirà un quadro attuale del fenomeno della violenza economica in Veneto e il responsabile del settore ammortizzatori sociali dell'INPS di Vicenza.

📅 Sabato 18 aprile
🕘 9.30 – 12.00
📍 Noventa Vicentina

👉 La partecipazione è aperta a tutte e tutti.

Perché l’autonomia economica non è un privilegio.
È un diritto.

Indirizzo

Via VACCARI 113/117
Vicenza
36100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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