CUB Veneto

Indicazioni Contatta l'organizzazione

CUB Veneto sindacato di base

Le proteste degli agricoltori snobbate dai media e dalla politica tutta. VERGOGNA !
16/10/2026

Le proteste degli agricoltori snobbate dai media e dalla politica tutta. VERGOGNA !

in Italia gli scioperi aumentano per il caro carburane e la crisi a...

13/10/2026
SVOLTA SULLE FERIE NON GODUTE NELLA PA!Legge 5 ottobre 2026, n. 174 (di conversione del Decreto PA n. 144/2026): il rigi...
10/10/2026

SVOLTA SULLE FERIE NON GODUTE NELLA PA!
Legge 5 ottobre 2026, n. 174 (di conversione del Decreto PA n. 144/2026): il rigido divieto di monetizzare le ferie alla fine del rapporto di lavoro subisce un importante stop.
Cosa cambia concretamente per i dipendenti pubblici (compreso il personale della sanità e della scuola)?
• Indennità alla cessazione: in caso di pensionamento, dimissioni o inidoneità, le ferie maturate e non fruite danno diritto a un'indennità economica sostitutiva.
• Onere della prova alla PA: l'amministrazione deve dimostrare concretamente di aver invitato formalmente il dipendente a smaltire le ferie e di averlo avvisato per tempo della loro perdita. Senza questa prova, l'indennità va pagata.
• Basta penalizzazioni: chi ha dovuto rinunciare al riposo psicofisico a causa delle carenze d'organico non deve subire anche la beffa di perdere le ferie.
Una vittoria che conferma le nostre battaglie!
In questi anni, come CUB Pubblico Impiego, abbiamo portato avanti numerosi ricorsi legali ottenendo giustizia e il pagamento delle ferie residue per i colleghi cessati dal servizio.
Le ferie sono un diritto costituzionale: il lavoro svolto va sempre retribuito. Vigileremo affinché le PA applichino la norma immediatamente e senza ostacoli burocratici.
Hai dubbi sulla tua posizione o sulle ferie arretrate? Contattaci!
CUB PI Milano
Viale Lombardia 20 | ✉️ [email protected]

La scintilla è scoccata a Torino. Qui un collettivo studentesco autonomo, cioè non legato a partiti né a sigle sindacali...
09/10/2026

La scintilla è scoccata a Torino. Qui un collettivo studentesco autonomo, cioè non legato a partiti né a sigle sindacali, ha occupato alcuni istituti. L’obiettivo dichiarato va oltre il singolo edificio: «Espandere la lotta e prendersi lo spazio politico». . Avranno il sostegno della cub

Scuole occupate a Torino e al liceo Cavour di Roma: gli studenti vogliono «fare come in Francia» e chiedono fondi per l'istruzione, non per le armi.

PERCHÉ DICIAMO NO AL WELFARE AZIENDALE E AI BUONI SPESAI "buoni acquisto" e il welfare integrativo sono moneta finta e m...
04/10/2026

PERCHÉ DICIAMO NO AL WELFARE AZIENDALE E AI BUONI SPESA
I "buoni acquisto" e il welfare integrativo sono moneta finta e mance una tantum:
- non creano salario reale: non aumentano lo stipendio tabellare e non recuperano la perdita del potere d'acquisto causata dall'inflazione.
- non creano futuro: non generano contributi previdenziali per la pensione né aumentano il TFR.
- privatizzano i servizi: erogare fringe benefit o finanziare polizze sanitarie private (come previsto dall'art. 1, c. 6) indebolisce il Servizio Sanitario Nazionale e i servizi pubblici a favore di assicurazioni e privati.
- comodo alibi per le Amministrazioni: servono all'Ente e ai sindacati complici per "scambiare" il diritto a veri aumenti salariali con regalie esentasse.
I lavoratori non hanno bisogno di elemosine in voucher, ma di soldi veri in busta paga e aumenti strutturali sul contratto!
UN CAPOLAVORO DI INIQUITÀ E ASSURDITÀ: L'ANALISI DELL'ART. 1 COMMA 4
L’ articolo 1, comma 4 dell'accordo stabilisce paletti per accedere ai 1.000 euro che rasentano la farsa e colpiscono i lavoratori:
1. il cortocircuito sulle assenze tutelate e sul diritto alle ferie. L'accordo subordina l'incasso del buono ad «almeno 30 giorni di effettiva prestazione lavorativa resa nel semestre». Questa dicitura non neutralizza esplicitamente i diritti costituzionali e le tutele di legge come ferie ordinarie, congedi di maternità/paternità obbligatoria, permessi ex Legge 104/92, infortuni sul lavoro e ricoveri per gravi patologie. Se l'Amministrazione dovesse considerare queste assenze come "mancata presenza effettiva", ci troveremmo di fronte a una discriminazione palesemente illegittima e punitiva verso i lavoratori fragili e le donne.
2. la "tagliola" del 1° Luglio e il paradosso del semestre Intero. L'accordo richiede la presenza fissa al 1° luglio 2026 e la copertura dell'intero primo semestre. Le conseguenze sono paradossali:
Un lavoratore assunto il 2 gennaio 2026, pur avendo lavorato quasi 120 giorni effettivi, prende ZERO euro per un solo giorno di calendario.
Chi ha garantito il servizio dal 1° gennaio al 30 giugno e va in pensione il 1° luglio prende ZERO euro.
Chi invece risulta in servizio dal 1° gennaio al 1° luglio e accumula appena 30 giorni di presenza reale (assentandosi per il resto del tempo) incassa i 1.000 euro interi.
3. part-time vs. neoassunti e precari: due pesi e due misure. Mentre il personale in part-time (ad esempio al 50%) incassa i 1.000 € interi senza alcuna decurtazione oraria, l'Amministrazione si è "dimenticata" di applicare il calcolo in dodicesimi (pro-rata) per i neoassunti o per i contratti a termine. Così, un part-time al 50% incassa 1.000 €, mentre un lavoratore full-time a tempo determinato che ha garantito 5 mesi e 20 giorni di servizio viene completamente escluso.
4. la farsa della mancetta "a pioggia" senza ISEE/REDDITO. L'accordo regala 1.000 € indistintamente a tutti, a prescindere dal reddito o dai carichi familiari. Invece di sostenere i salari più bassi, si assegna la stessa somma all'operatore con lo stipendio d'ingresso e al dipendente con incarico di Elevata Qualificazione (EQ) che percepisce indennità di posizione fino a 18.000 € all'anno. Un welfare "cieco" che rifiuta qualsiasi principio di equità sociale e progressività.
LE RIVENDICAZIONI DELLA CUB:
- basta col welfare aziendale: pretendiamo che le risorse del Fondo siano destinate a incrementare in modo fisso e ricorrente le retribuzioni di tutto il personale!
- correzione immediata dell'Art. 1 c. 4: prefiguriamo fin d'ora impugnative se l'Amministrazione non emanerà una Circolare che:
1. Neutralizzi formalmente le assenze tutelate (Ferie, Maternità, Legge 104, Infortuni, Terapie salvavita) dal computo dei 30 giorni;
2. Riconosca il calcolo pro-rata in dodicesimi per tutti i lavoratori assunti o cessati nel corso dell'anno.
In allegato la diffida trasmessa dalla CUB PI alla direzione Risorse Umane e in conoscenza anche alla RSU.
CUB PI - federazione regionale del Veneto
mail [email protected] - www.cub.it

Scuole dell'infanzia a Vicenza: la CUB denuncia il caos orari e la violazione dei regolamenti comunali. “Estensione a co...
25/09/2026

Scuole dell'infanzia a Vicenza: la CUB denuncia il caos orari e la violazione dei regolamenti comunali. “Estensione a costo zero sulla pelle di insegnanti e bambini”.

La CUB (Confederazione Unitaria di Base) di Vicenza ha inviato una formale lettera di contestazione alla Direzione del settore Istruzione del Comune di Vicenza e all'assessore Giovanni Selmo. Al centro della protesta vi è la gestione del prolungamento dell’orario pomeridiano fino alle 17:30 nelle scuole dell'infanzia comunali, deciso dall'Amministrazione in aperta violazione dei regolamenti vigenti e senza alcun confronto con i lavoratori.
In data 11 marzo 2025, il Consiglio Comunale ha approvato con delibera n. 19 il nuovo “Regolamento del sistema integrato di educazione ed istruzione 0-6 anni”. L’articolo 23 stabilisce chiaramente che il servizio chiude alle 16:00 e che l’eventuale prolungamento prevede la sola concessione gratuita degli spazi, lasciando i costi e l'organizzazione a totale carico delle famiglie.
Nonostante questo vincolo, nel corso della scorsa estate la giunta ha annunciato a mezzo stampa il prolungamento gratuito fino alle 17:30. Una decisione presa non solo bypassando il Consiglio Comunale, ma anche calpestando le corrette relazioni sindacali.
Ad oggi nessuna informativa scritta è arrivata alle insegnanti e alle organizzazioni sindacali. Alle lavoratrici è stato comunicato solo verbalmente che il servizio fino alle 17:30 verrà gestito da un’insegnante precaria su richiesta di almeno 6 famiglie. Siamo davanti a una gestione improvvisata e priva di atti formali”.
La CUB definisce irresponsabile questa estensione oraria, specialmente alla luce della cronica e notoria carenza di insegnanti che sguarnisce quotidianamente le sezioni delle scuole comunali.
È impensabile pensare di gestire i servizi educativi con sostituzioni dell'ultimo minuto o slittamenti di turno che tolgono preziose risorse alle classi durante l'orario ordinario; non si può fare propaganda sulla pelle delle lavoratrici e sulla qualità pedagogica offerta ai bambini. Chiediamo chiarimenti immediati: l'Amministrazione ci dica chiaramente con quali insegnanti intende coprire queste ore e perché ha violato il suo stesso regolamento.

La stoccata del sindacato Cub riguarda in primis la modalità con cui è stato esteso il servizio: il numero delle famiglie richiedenti è troppo basso rispetto alla soglia stabilita dal Consiglio comunale di Vicenza. E ora incombe anche lo spettro di una possibile segnalazione alla magistratura per...

20/09/2026
Oggi la CUB a Milano in lotta contro i licenziamenti dei delegati sindacati e a sostegno di Margherita Napoletano coordi...
19/09/2026

Oggi la CUB a Milano in lotta contro i licenziamenti dei delegati sindacati e a sostegno di Margherita Napoletano coordinatore della RSU per la CUB

19/09/2026

Indirizzo

Via Dei Mille N. 173
Vicenza
36100

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Martedì 09:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Giovedì 09:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 18:30

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando CUB Veneto pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a CUB Veneto:

Scelte rapide

Condividi

Categoria