11/10/2026
SEGNALI DI GUERRA TRA ETIOPIA ED ERITREA (da Internazionale)
Sul C***o d’Africa segnali di inizio di una nuova guerra nella regione etiope del Tigrai. Il timore principale è che un conflitto prevalentemente interno (le forze del governo di Abiy Ahmed contro una coalizione di gruppi armati, ognuno con una forte connotazione regionale) si trasformi in uno scontro in grado di diffondersi nel resto del C***o d’Africa, coinvolgendo altri paesi, primo tra tutti l’Eritrea.
L’Etiopia, che la settimana scorsa ha rotto i rapporti diplomatici con il paese vicino (che invece era stato un alleato nella precedente guerra in Tigrai del 2020-2022), accusa Asmara di sostenere i ribelli. Del pericolo di un allargamento ha parlato al podcast Il Mondo la corrispondente Reuters in Africa subsahariana, Giulia Paravicini, che di recente ha pubblicato un reportage dall’Eritrea. Oltre a rifare il punto sulle alleanze regionali (ricapitolando: da una parte possiamo mettere Egitto, Sudan, Eritrea, Somalia, che in qualche modo si portano dietro anche Turchia e Qatar; dall’altra, Etiopia, Emirati Arabi Uniti, Forze di supporto rapido sudanesi, Somaliland e in una certa misura anche Israele). Secondo una delle sue fonti Il C***o d’Africa sarebbe diventato “una parte disfunzionale della scena politica del Medio Oriente”.
Infine, per approfondire la politica degli Stati Uniti nella regione, segnalo su Semafor una analisi firmata da Cameron Hudson, secondo cui Washington ha già scelto chi sostenere: l’Etiopia, paese che meglio s’inserisce nella “diplomazia commerciale” del segretario di stato Marco Rubio. Ma, secondo Hudson, è un errore, perché così perde la possibilità di mediare tra il governo e i ribelli.