20/04/2026
Oggi cade un edificio.
Cadono muri, stanze, corridoi che abbiamo abitato.
Fa male, inutile girarci intorno.
Perché lì dentro non c’erano solo spazi: lì dentro ci siamo stati noi.
Con le nostre fatiche, le nostre incazzature, le delusioni… e quella testardaggine che non ci ha mai fatto mollare.
Nel dicembre 2019 quel posto era solo un asilo notturno, un luogo difficile, pieno di sofferenze e ingiustizie.
Lo abbiamo abitato, non ci piaceva.
A volte abbiamo anche desiderato scappare…
Ma allo stesso tempo abbiamo sperato che qualcosa si potesse fare.
È da lì che è partito il desiderio di trasformarlo in un luogo di vera accoglienza, capace di offrire non solo un letto, ma una possibilità concreta di cambiamento.
Ci abbiamo creduto.
Ci abbiamo provato con tutte le nostre forze.
Abbiamo fatto errori di cui ci siamo pentiti.
Abbiamo preso pugni nello stomaco che non si dimenticano.
Ma siamo rimasti.
Abbiamo continuato.
In questi anni abbiamo fatto qualcosa che nessuna demolizione potrà mai cancellare:
abbiamo offerto a molte persone una possibilità.
Non solo assistenza, ma dignità.
Non solo un riparo, ma valore.
Non solo un posto dove stare, ma un’occasione per rimettersi in piedi.
Oggi cadono dei mattoni.
Ma non può cadere ciò che abbiamo costruito insieme.
Ci sono persone che oggi stanno in piedi anche grazie a quello che abbiamo saputo offrire.
Alla presenza,
alla fatica quotidiana, spesso silenziosa.
Questo resta.
Questo conta.
Gli edifici si abbattono.
Il senso di quello che abbiamo fatto, no.
Non erano i muri a fare quel posto.
Eravamo noi.
E quello che siamo stati capaci di fare lì,
possiamo rifarlo ovunque.
La forza che ci anima, quella non può essere abbattuta!!!
Messaggio del direttore dell'albergo cittadino di Vicenza, Roger Bonin, agli operatori che in questi anni hanno gestito l'asilo notturno di via Giordano, abbattuto venerdì 17 aprile per il passaggio della TAV.