11/08/2026
In memoria di Giacinto Auriti
11 agosto 2006 – 11 agosto 2026. A vent’anni dalla sua scomparsa
Oggi, 11 agosto 2026, ricordiamo Giacinto Auriti, giurista, pensatore e strenuo difensore della sovranità del popolo contro l'usura.
Nato a Guardiagrele il 10 ottobre 1923 e spentosi a Roma l’11 agosto 2006, Auriti dedicò decenni della sua vita a una battaglia che resta del tutto isolata nel panorama culturale e politico italiano: restituire al popolo la proprietà della moneta.
La sua tesi, chiara e intransigente, si riassume in poche parole che ancora oggi squarciano il velo delle convenzioni economiche:
«Pagare un debito di moneta con altra moneta emessa a debito è impossibile. A lungo andare si pagherà con i propri beni o con il proprio lavoro non retribuito: quindi, con la schiavitù.»
Auriti non proponeva elemosine, sussidi o “redditi di cittadinanza” elargiti dall’alto come atto di benevolenza del potere. Chiedeva qualcosa di radicalmente diverso e più profondo: il riconoscimento di un diritto originario. La moneta non ha valore perché emessa da una banca centrale o perché stampata su carta o registrata in un computer. Ha valore perché noi, il popolo, la accettiamo come mezzo di scambio e le attribuiamo fiducia. Il valore, dunque, è indotto dalla collettività. E ciò che nasce dal popolo deve restare del popolo!
Nel sistema attuale la moneta nasce come debito. Viene creata e contemporaneamente prestata, generando un vincolo permanente che si trasferisce sullo Stato, sulle imprese e sulle famiglie. È un meccanismo che, per sua natura, non può mai estinguersi senza trasferire ricchezza reale (lavoro, patrimonio, libertà) da chi produce valore a chi controlla l’emissione. Auriti chiamava questo processo con il suo nome: «una forma moderna e legalizzata di usura strutturale.»
La sua proposta resta invece limpida: la moneta, all’atto dell’emissione, deve essere di proprietà del popolo. Non prestata, ma accreditata. Non strumento di controllo, ma strumento di libertà. Solo così la sovranità politica può essere compiuta e reale, senza sovranità monetaria ogni altra sovranità resta incompleta e precaria.
Questa è la battaglia di Giacinto Auriti.
Una battaglia concreta.
La Rete dei Patrioti lo ricorda oggi, a vent’anni dalla sua morte, continuando a tenere viva la sua idea, con la stessa chiarezza e la stessa fermezza.
Perché solo così il popolo italiano potrà davvero dirsi libero.