04/08/2026
Portare il nostro Fornello Resistente nella Piazza del Mondo ci ha insegnato che, se è vero che i dolci non sono necessari alla sopravvivenza, è altrettanto vero che lo sono per un po’ di felicità, per ricordare i luoghi, le case, l’infanzia.
I dolci aiutano a far superare i momenti tristi, «quando par che il mondo si afflosci» diceva l’antropologo E. De Martino.
I dolci riescono a farti risorgere per un attimo, nonostante, quando parliamo di migrazione, l’angoscia di un domani immobile e terribile. Ecco allora che davanti alla felicità provocata da una brioche, ci tornano in mente le parole di Marcel Proust in Alla ricerca del tempo perduto: “Ma nell’istante stesso in cui la sorsata mescolata di briciole del dolce toccò il mio palato, trasalii, rendendomi attento a ciò che avveniva in me. Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza la nozione della sua causa. Esso mi aveva reso le vicende della vita indifferenti, i suoi disastri inoffensivi, la sua brevità illusoria, allo stesso modo in cui opera l’amore, riempiendomi di una essenza preziosa: o piuttosto questa essenza non era in me, era me.”.
Grazie alla Pasticceria Bolzani per nutrire un attimo di felicità degli esuli della Rotta Balcanica.