PAT Vicenza Fondazione Michele Scarponi

PAT Vicenza Fondazione Michele Scarponi PAT è il gruppo locale di Vicenza PIEDE A TERRA gruppo di appassionati cicloamatori che si impegna La strada è di tutti, a partire dal più fragile.

PAT Vicenza nasce per promuovere e divulgare il principio fondamentale dello statuto della Fondazione Michele Scarponi: “ l’eredità di Michele costituita da valori umani, civili e sportivi, vissuti intensamente giorno dopo giorno, con il sorriso, l'allegria, la fatica e la fiducia in un futuro migliore, non vada mai perduta”
PAT Vicenza rappresenta un centro di riferimento in Veneto per far conos

cere la Fondazione Michele Scarponi, farla crescere e trasmetterne i valori. Il Piede a Terra, rappresentato nel logo della fondazione è il simbolo della generosità di Michele che nel Giro d’Italia 2016 rinunciò ad una prestigiosa vittoria di tappa con la Cima Coppi per aspettare il suo compagno di squadra Vincenzo Nibali e portarlo alla vittoria finale della corsa rosa. Piede a Terra significa anche e soprattutto:
- impegnarsi nella lotta contro la violenza stradale
- promuovere i principi della sicurezza stradale
- promuovere la mobilità sostenibile
- saper aspettare il prossimo, il più debole, il meno fortunato, dedicandogli tempo e saperlo ascoltare.
- fermarsi e gustarsi il panorama durante una salita per osservare la bellezza del creato, ascoltare i suoni della natura e odorare i profumi della stessa.
- fermarsi per sorridere e condividere delle emozioni con il compagno di pedalata.
- girare l’Italia soffermandosi sulle tradizioni locali e sulle bellezze del nostro magnifico paese, scoprendo luoghi e persone che arricchiscono cuore e anima. Con la nascita dei Pat locali la Fondazione Michele Scarponi si prefigge l’obiettivo di dare il via a dei centri di aggregazione locali su tutto il territorio italiano. Se vuoi creare un Pat nella tua città scrivi alla Fondazione Michele Scarponi [email protected].

Spunti di riflessione:"La soluzione non sta nella multa al ciclista che sceglie la strada, ma in infrastrutture davvero ...
25/05/2026

Spunti di riflessione:

"La soluzione non sta nella multa al ciclista che sceglie la strada, ma in infrastrutture davvero progettate per essere utilizzate. Costruire una striscia di asfalto sgangherata sul marciapiede, infilarci il cartello blu e aspettarsi che tutti la usino non è politica della mobilità: è un modo per scaricare la responsabilità sull'utente più vulnerabile della strada. Finché le piste ciclabili italiane rimarranno spesso inadeguate, discontinue e mal mantenute, il conflitto tra automobilisti e ciclisti continuerà ad alimentarsi di incomprensioni e occasioni mancate. Il problema non è il ciclista che pedala in strada: è un Paese che non ha ancora deciso davvero di investire nella sicurezza di chi va in bicicletta."

𝗜𝗹 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝘁𝗼: 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼

Quante volte un automobilista ha stretto il volante con irritazione vedendo un ciclista pedalare in carreggiata con una pista a fianco apparentemente vuota? È uno dei malintesi più diffusi sulle strade italiane e nasce da un equivoco che il Codice della Strada non aiuta a chiarire con semplicità. L'articolo 182, comma 9, stabilisce che i velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, e l'obbligo è reale. La parola chiave, però, è riservate: l'obbligo scatta solo per le piste ciclabili esclusive, segnalate dal cartello circolare blu con la sola bicicletta bianca. Le cosiddette piste ciclopedonali promiscue, dove ciclisti e pedoni condividono lo stesso spazio segnalato dal cartello con pedone e bicicletta sovrapposti, non generano alcun obbligo di utilizzo. In Italia, la stragrande maggioranza di ciò che chiamiamo pista ciclabile è in realtà un percorso promiscuo: da qui nasce quasi tutta la confusione.

Ma anche dove l'obbligo esiste formalmente, la realtà delle infrastrutture racconta spesso una storia diversa. Fondi dissestati, radici di alberi che sollevano il manto, incroci ravvicinati con strade secondarie, larghezze insufficienti per il sorpasso in sicurezza: una pista ciclabile in queste condizioni non garantisce protezione, e in alcuni casi espone il ciclista a rischi maggiori rispetto alla carreggiata. La legge stessa prevede esimenti esplicite all'obbligo in presenza di scarsa manutenzione, visibilità insufficiente o pericoli sulla pista, ragioni che un tribunale può riconoscere come valide in caso di contestazione della multa. Un ciclista che pedala a 35 chilometri orari su un percorso pensato per chi passeggia a 10 non è un trasgressore arrogante: è qualcuno che ha valutato, spesso a ragione, che quella pista non è adatta al suo tipo di utilizzo.

La soluzione non sta nella multa al ciclista che sceglie la strada, ma in infrastrutture davvero progettate per essere utilizzate. Costruire una striscia di asfalto sgangherata sul marciapiede, infilarci il cartello blu e aspettarsi che tutti la usino non è politica della mobilità: è un modo per scaricare la responsabilità sull'utente più vulnerabile della strada. Finché le piste ciclabili italiane rimarranno spesso inadeguate, discontinue e mal mantenute, il conflitto tra automobilisti e ciclisti continuerà ad alimentarsi di incomprensioni e occasioni mancate. Il problema non è il ciclista che pedala in strada: è un Paese che non ha ancora deciso davvero di investire nella sicurezza di chi va in bicicletta.

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22/04/2026

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USCI' PRIMA CHE SI SVEGLIASSERO, SENZA FAR RUMORE

«Appena sveglio andò in garage, prese la bici appoggiata alla parete che Giacomo e Tommaso avevano decorato per lui con le loro impronte colorate. Uscì prima che loro si svegliassero, senza far rumore». Finisce così il libro «Michele Scarponi - Profondo come una salita». Poche righe appena sulla mattina di sabato 22 aprile 2017, nove anni oggi.

Pochi minuti più tardi, erano appena passate le 8, Michele è stato ucciso in sella alla sua bicicletta all’incrocio tra la strada provinciale 362 e via dell’Industria, a Filottrano. Da Peppe Giacconi, un compaesano, alla guida di un furgone: quella mattina Peppe ha svoltato a sinistra senza dare la precedenza, e Michele, che pedalava in discesa in direzione di Jesi, è stato investito in pieno.

Michele si stava allenando per il Giro d'Italia, che avrebbe corso da capitano dell'Astana. Aveva 37 anni. Era il marito di Anna, il papà di Giacomo e Tommaso, che non avevano neanche 5 anni. Era il figlio di Flavia e di Giacomo, il fratello di Silvia e di Marco. In suo nome la famiglia ha fondato la Fondazione, che è impegnata a costruire una strada giusta, una strada di tutti, a partire dal più fragile. Perché nessuno debba più conoscere un dolore e un'ingiustizia così grandi.

Se vuoi fare parte dell'infinito gruppo della Fondazione, diventa partecipante, qui 👇
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https://www.facebook.com/share/p/19wvL1eBZ2/
25/10/2025

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Il Politecnico di Milano ha sviluppato la più completa mappatura degli incidenti ciclistici in Italia, grazie al lavoro del Competence Centre on Anti-Fragile Territories (CRAFT), coordinato dal prof. Paolo Bozzuto.

Attraverso cinque dashboard interattive e gratuite, basate su dati ISTAT dal 2014 al 2023, è possibile analizzare in dettaglio l’andamento e la distribuzione degli incidenti ciclistici su scala nazionale, regionale, provinciale e comunale.

Le dashboard rappresentano uno strumento utile per cittadini, amministratori e professionisti, con l’obiettivo di supportare interventi concreti per una mobilità più sicura e sostenibile.

Leggi l’articolo completo: https://www.polimi.it/il-politecnico/news/dettaglio-news/atlante-degli-incidenti-ciclistici-il-politecnico-di-milano-mappa-tutta-litalia

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Politecnico di Milano has developed the most comprehensive mapping of cycling accidents in Italy, thanks to the work of the Competence Centre on Anti-Fragile Territories (CRAFT), coordinated by Prof. Paolo Bozzuto.

Through five free interactive dashboards, based on ISTAT data from 2014 to 2023, it is possible to analyze in detail the trends and distribution of cycling accidents at national, regional, provincial, and municipal levels.

The dashboards serve as a valuable tool for citizens, administrators, and professionals, with the goal of supporting concrete actions toward safer and more sustainable mobility.

Read the full article: https://www.polimi.it/en/the-politecnico/news/news-detail/atlante-degli-incidenti-ciclistici-il-politecnico-di-milano-mappa-tutta-litalia

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10/10/2025

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30/08/2025

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📢L’odio corre online, ma insieme possiamo fermarlo sulla strada

Qualche settimana fa abbiamo lanciato la nostra iniziativa contro gli haters dei ciclisti e da allora ci avete sommersi di segnalazioni. Vogliamo dirvelo con forza: grazie, di cuore, a ciascuno di voi.

La quantità di messaggi e contributi che riceviamo quotidianamente è impressionante e ci conferma quanto il tema vi stia a cuore. Purtroppo, è evidente che non possiamo trasformare ogni segnalazione in una denuncia o in una richiesta di rimozione ai gestori delle piattaforme. Sarebbe bellissimo riuscirci, ma i numeri rendono impossibile seguire ogni singolo caso.

👉 Questo, però, non significa che il vostro impegno sia vano. Anzi: ogni segnalazione contribuisce a costruire consapevolezza collettiva. Significa dire a gran voce che anche nel mondo della mobilità, come già accade in altri settori della società, non può e non deve esserci più spazio per chi semina odio. Le parole non sono mai “solo parole”: possono ferire, legittimare violenza, creare un clima di intolleranza. E per questo dobbiamo imparare tutti a non avere tolleranza verso gli odiatori.

🔎 Nei prossimi aggiornamenti vi racconteremo come i nostri legali stanno portando avanti alcune delle segnalazioni più gravi e rilevanti che ci avete inoltrato. Intanto, vi chiediamo di continuare a sostenerci con la stessa energia, seguendo però alcune semplici indicazioni che ci aiutano a lavorare meglio:

📌inviateci sempre segnalazioni corredate dal link diretto al post/commento/contenuto;

📌privilegiate i casi più gravi e più diffusi, ad esempio pubblicazioni su media tradizionali, pagine social particolarmente seguite, account con alta visibilità;

📌Vi preghiamo anche di fare la vostra parte per aiutarci, scrivendo il seguente messaggio sotto al post che individuate "Abbiamo informato la Fondazione Michele Scarponi che questo post incita all'odio contro i ciclisti e rientra nelle ipotesi per cui intendono procedere penalmente e chiedere risarcimenti e danni contro gli haters dei ciclisti (https://fondazionemichelescarponi.com/lodio-corre-online-ma-colpisce-sulla-strada-la-fondazione-contro-gli-haters-dei-ciclisti/), in quanto tali contenuti di odio e scherno rappresentano una evidente istigazione a commettere delitti oltre che diffamazione a mezzo telematico di una intera categoria di persone".

📌evitate, se potete, di mandarci tutto ciò che trovate: altrimenti diventa davvero ingestibile.

💬 Anche se non possiamo rispondere a ciascuno singolarmente, sappiate che leggiamo e valutiamo con attenzione ciò che ci inviate. Ogni vostra azione ci dà forza e ci ricorda che insieme possiamo cambiare il clima culturale che ancora oggi espone i ciclisti a rischi non solo sulla strada, ma anche nella narrazione pubblica.

💙Grazie per essere al nostro fianco, sempre.
Continuiamo questa battaglia di civiltà: per Michele, per ogni ciclista, per una società più giusta e rispettosa.
Fondazione Michele Scarponi ETS

👉Continuate a seguire la nostra rubrica "Difendiamo la strada di tutti" per restare aggiornati (https://fondazionemichelescarponi.com/progetti/difendiamo-la-strada-di-tutti/) e non dimenticate di sostenere la Fondazione anche per portare avanti queste faticose iniziative di civiltà.

👍🏻Rispetto, la strada è di tutti
30/08/2025

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Rispetto, la strada è di tutti

Indirizzo

Viale X Giugno
Vicenza
36100

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