PAT Vicenza Fondazione Michele Scarponi

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PAT Vicenza Fondazione Michele Scarponi PAT è il gruppo locale di Vicenza PIEDE A TERRA gruppo di appassionati cicloamatori che si impegna La strada è di tutti, a partire dal più fragile.

PAT Vicenza nasce per promuovere e divulgare il principio fondamentale dello statuto della Fondazione Michele Scarponi: “ l’eredità di Michele costituita da valori umani, civili e sportivi, vissuti intensamente giorno dopo giorno, con il sorriso, l'allegria, la fatica e la fiducia in un futuro migliore, non vada mai perduta”
PAT Vicenza rappresenta un centro di riferimento in Veneto per far conoscere la Fondazione Michele Scarponi, farla crescere e trasmetterne i valori. Il Piede a Terra, rappresentato nel logo della fondazione è il simbolo della generosità di Michele che nel Giro d’Italia 2016 rinunciò ad una prestigiosa vittoria di tappa con la Cima Coppi per aspettare il suo compagno di squadra Vincenzo Nibali e portarlo alla vittoria finale della corsa rosa. Piede a Terra significa anche e soprattutto:
- impegnarsi nella lotta contro la violenza stradale
- promuovere i principi della sicurezza stradale
- promuovere la mobilità sostenibile
- saper aspettare il prossimo, il più debole, il meno fortunato, dedicandogli tempo e saperlo ascoltare.
- fermarsi e gustarsi il panorama durante una salita per osservare la bellezza del creato, ascoltare i suoni della natura e odorare i profumi della stessa.
- fermarsi per sorridere e condividere delle emozioni con il compagno di pedalata.
- girare l’Italia soffermandosi sulle tradizioni locali e sulle bellezze del nostro magnifico paese, scoprendo luoghi e persone che arricchiscono cuore e anima. Con la nascita dei Pat locali la Fondazione Michele Scarponi si prefigge l’obiettivo di dare il via a dei centri di aggregazione locali su tutto il territorio italiano. Se vuoi creare un Pat nella tua città scrivi alla Fondazione Michele Scarponi [email protected].

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01/10/2026

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🇪🇸 LA SPAGNA CAMBIA PASSO SULLA SICUREZZA DEI CICLISTI: OBBLIGO DI CASCO E CICLISTI AL CENTRO DELLA STRADA! 🚴‍♂️🚗

Dal 1° ottobre entra in vigore in Spagna il Real Decreto 518/2026, un importante aggiornamento del codice della strada pensato per tutelare gli utenti vulnerabili. Se viaggiate spesso oltre i Pirenei per allenarvi o per vacanza, fate molta attenzione a queste tre novità fondamentali:

🔑 LE 3 NOVITÀ PRINCIPALI IN SPAGNA:
1️⃣ Casco SEMPRE obbligatorio fuori dai centri abitati ⛑️
Cancellate tutte le vecchie eccezioni: niente più deroghe per il caldo estivo o per le salite più impegnative. Il casco andrà tenuto allacciato sempre. Per i minori di 16 anni resta l'obbligo anche in città.

2️⃣ In città si pedala al CENTRO della corsia 🛣️
Nei centri urbani, dove non c'è pista ciclabile, i ciclisti sono invitati a occupare il centro della corsia per evitare che le auto tentino sorpassi azzardati e rischiosi. Di contro, gli automobilisti dovranno mantenere una distanza di sicurezza di almeno 5 metri dal ciclista!

3️⃣ Sorpassi più lenti ed extra-spazio 🚘
Fuori dai centri abitati, un'auto che vuole superare un ciclista dovrà rallentare: la manovra andrà eseguita ad almeno 20 km/h al di sotto del limite massimo della strada (es. max 60 km/h su strada da 80 km/h).

❓ E IN ITALIA? QUANDO VEDREMO QUESTE REGOLE?

Da noi il dibattito è sempre acceso 🔥

La situazione attuale nel nostro Codice della Strada:

• 🟢 Distanza di sorpasso: È stata introdotta la regola del 1,5 metri di distanza laterale minima in fase di sorpasso.

• 🟡 Casco in bici: In Italia non c'è ancora un obbligo generalizzato per gli adulti

• 🔴 Posizione in carreggiata: L'art. 182 impone di stare il più possibile vicino al margine destro, contrariamente alla scelta sp****la di occupare il centro corsia per protezione in città.

Cosa ne pensate di queste nuove norme spagnole? Sareste favorevoli a pedalare al centro della corsia in città per evitare i "peli" delle auto o all'obbligo di casco? 💬👇

🫤
28/09/2026

🫤

🔷 21 CICLISTI UCCISI: VENETO TERZA REGIONE PER INCIDENTI MORTALI

Il Veneto è la terza regione italiana per numero di ciclisti uccisi sulla strada. Le associazioni di tutela di pedoni e ciclisti lanciano un appello alla prudenza. 21 ciclisti uccisi sulle strade da inizio anno: il Veneto è la terza regione italiana per numero di indicenti mortali in bici. Nel Vicentino hanno perso a vita 5 ciclisti e tre di loro sono stati investiti da camion. I dati preoccupano le associazioni che tutelano gli utenti deboli della strada. Incidenti come quello che ha visto coinvolto Manuel rischiano di aumentare la percezione di insicurezza: molti rinunciano alla bici e anche per brevi spostamenti scelgono l’auto.
La riviera berica risulta essere tra le strade della provincia con il più elevato numero di incidenti stradali. Tre anni fa, poco distante dal luogo in cui è morto in bici Manuel, p***e la vita una ragazza di 21 anni.
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26/08/2026

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𝗔𝗴𝗴𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗯𝗶𝗰𝗶𝗰𝗹𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝗹𝗳𝗲𝗿𝗶𝗻𝗼, 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗼𝘃𝗮𝗻𝗮

Una pedalata tranquilla nelle campagne mantovane si è trasformata in un incubo per Paola Goldoni, avvocato originaria di Castiglione delle Stiviere e residente a Desenzano del Garda. Lunedì la donna, che frequenta abitualmente in bicicletta le strade tra il lago di Garda e le colline moreniche del Mantovano, stava percorrendo una strada sterrata di Solferino, dissestata e piena di buche, quando un'auto proveniente dalla direzione opposta le è passata accanto accelerando volutamente su una pozzanghera e bagnandola completamente. Lo ha raccontato lei stessa in un'intervista alla Gazzetta di Mantova.

La ciclista ha reagito con un'espressione di rabbia verso l'automobilista, che a bordo aveva altre due persone. Sembrava un episodio isolato, destinato a chiudersi lì, invece la situazione è precipitata pochi secondi dopo. Goldoni ha raccontato di aver sentito l'auto tornare indietro a forte velocità, fare inversione in uno slargo e iniziare a inseguirla lungo la strada sterrata, costringendola ad accelerare nel tentativo di raggiungere una via più trafficata e quindi più sicura.

L'automobilista è però riuscito a raggiungerla e superarla, fermandosi davanti alla bicicletta e scendendo dall'auto per aprire la portiera e impedirle di passare. A quel punto l'uomo le ha chiesto conto delle parole pronunciate poco prima, e alla risposta della donna ha reagito con uno schiaffo. Un episodio che riaccende ancora una volta l'attenzione sulla sicurezza di chi si muove in bicicletta lungo le strade di campagna, spesso strette e prive di vie di fuga in situazioni di pericolo.

Credit foto 📷 Pexels Utopix Pictures

Senza parole...
08/08/2026

Senza parole...

«È TORNATO INDIETRO CON L'AUTO E CI HA TRAVOLTI»

Gravissimo quello che è successo questa mattina a Lanzo, pochi minuti prima delle 10. Un gruppo di sei ciclisti è stato falciato da un automoblista lungo la strada provinciale 22, poco prima del ponte di Coassolo Torinese. Pesante il bilancio: due dei sei ciclisti, apparsi subito in condizioni critiche, sono stati elitrasportati d’urgenza in ospedale con codice di massima gravità. Uno è in prognosi riservata. In tutto i feriti sono quattro.

Ma è quello che ha testimoniato uno dei ciclisti ad agghiacciare. L'automobilista, dopo averli sorpassati suonando il clacson, avrebbe avuto un diverbio con uno di loro che ha alzato un braccio dopo il suo passaggio. L'uomo si è quindi fermato e ha ingranato la retromarcia, travolgendo l'intero gruppo. Poi è scappato.

L'uomo si è poi andato a costituire alla caserma della compagnia dei carabinieri di Venaria. È stato sottoposto a test tossicologico.

Il clima di odio porta a questo. Non ci stancheremo mai di ripetere che cambiare la cultura di questo paese può cambiare anche quello che vediamo succedere ogni giorno sulle nostre strade. Noi lo facciamo «dal basso» portando in tutta Italia il progetto Scuola della Fondazione. Ma l'esempio deve ve**re anche «dall'alto». E non smetteremo di metterci ogni energia, ogni minuto e ognuna delle nostre competenze.

Entra a far parte anche tu del gruppo infinito di Michele e della Fondazione, per una strada di tutti, a partire dal più fragile. Iscriviti qui 👇 https://fondazionemichelescarponi.com/iscriviti/

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22/04/2026

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USCI' PRIMA CHE SI SVEGLIASSERO, SENZA FAR RUMORE

«Appena sveglio andò in garage, prese la bici appoggiata alla parete che Giacomo e Tommaso avevano decorato per lui con le loro impronte colorate. Uscì prima che loro si svegliassero, senza far rumore». Finisce così il libro «Michele Scarponi - Profondo come una salita». Poche righe appena sulla mattina di sabato 22 aprile 2017, nove anni oggi.

Pochi minuti più tardi, erano appena passate le 8, Michele è stato ucciso in sella alla sua bicicletta all’incrocio tra la strada provinciale 362 e via dell’Industria, a Filottrano. Da Peppe Giacconi, un compaesano, alla guida di un furgone: quella mattina Peppe ha svoltato a sinistra senza dare la precedenza, e Michele, che pedalava in discesa in direzione di Jesi, è stato investito in pieno.

Michele si stava allenando per il Giro d'Italia, che avrebbe corso da capitano dell'Astana. Aveva 37 anni. Era il marito di Anna, il papà di Giacomo e Tommaso, che non avevano neanche 5 anni. Era il figlio di Flavia e di Giacomo, il fratello di Silvia e di Marco. In suo nome la famiglia ha fondato la Fondazione, che è impegnata a costruire una strada giusta, una strada di tutti, a partire dal più fragile. Perché nessuno debba più conoscere un dolore e un'ingiustizia così grandi.

Se vuoi fare parte dell'infinito gruppo della Fondazione, diventa partecipante, qui 👇
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Indirizzo

Viale X Giugno
Vicenza
36100

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