27/04/2026
Anief, il sindacato rappresentativo che da anni si batte per il rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola, torna a far sentire la propria voce sulla questione del sostegno. E lo fa forte di una decisione storica dell’Unione europea, che ha dato ragione alle tesi dell’associazione contro il governo italiano.
Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha lanciato un appello diretto al Ministero dell’istruzione e del merito. “Come associazione sindacale chiediamo al Ministero dell’istruzione e del merito di lanciare una inchiesta sui posti in deroga pluriennale assegnati alle scuole al fine di autorizzarli per i ruoli e permettere a docenti preparati e con molti anni di esperienza alle spalle di essere stabilizzati”, ha dichiarato Pacifico.
La svolta arriva da Bruxelles. Il comitato europeo dei diritti sociali ha infatti accolto il reclamo presentato dall’Anief nel 2021, un iter lungo e complesso che si è trascinato per quattro anni tra risposte e contro-risposte. “Ricordiamo che il comitato europeo dei diritti sociali ha accolto il reclamo presentato da noi nel 2021: sono stati 4 anni di risposte e contro risposte rispetto al governo italiano, con documenti depositati”, ha spiegato il leader del sindacato.
Secondo quanto ricostruito dall’Anief, l’esecutivo italiano ha cercato in tutti i modi di difendere la propria posizione. “Il governo ha cercato di difendersi in maniera documentata, con i corsi Indire, il docente scelto dai genitori. Noi abbiamo risposto punto su punto”, ha aggiunto Pacifico. “Ma arriviamo alla decisione: l’Italia viola la carta dei diritti sociali”.
Il quadro che emerge dal nostro Paese è a dir poco paradossale. Da un lato, ci sono decine di migliaia di docenti specializzati che ogni anno vengono confermati dalle famiglie degli studenti con disabilità. “In Italia abbiamo tantissimi docenti specializzati, 49 mila docenti sono stati confermati dalla famiglia degli studenti con disabilità, ma non basta”, ha precisato Pacifico. “Il problema concreto è che abbiamo più di 120 mila docenti che vengono chiamati come organico in deroga e non possono ottenere il ruolo”.
Proprio su questo punto il verdetto europeo è chiaro. “Per l’Europa questa situazione deve trovare soluzione: non è possibile che l’Italia continui ad avere 120mila docenti di sostegno precari”, ha sottolineato Pacifico. “Per la prima volta l’Europa ci dice che per garantire la continuità didattica si deve assumere docenti specializzati, questa è la risposta al nostro reclamo ed è una risposta importantissima”.
Ora la palla passa al governo italiano, che dovrà adeguarsi entro tempi ben precisi. “Cosa accadrà adesso? C’è da uno mese a tre anni di tempo, entro il 2028 l’Italia si dovrà adeguare: si autorizzino le immissioni in ruolo, almeno 100mila posti, potrebbero essere anche 120mila”, ha concluso il leader dell’Anief.
La partita, insomma, è appena iniziata. Ma per la prima volta un’istituzione europea dice chiaramente che la precarietà cronica dei docenti di sostegno non è più tollerabile. E che la continuità didattica per gli studenti con disabilità passa necessariamente attraverso la stabilizzazione di chi, anno dopo anno, ha dimostrato sul campo la propria preparazione e dedizione.