05/06/2026
Ci risiamo. A distanza di un anno dalle nostre denunce di sessismo, sulla passeggiata di Lido di Camaiore è andata in scena la replica di uno spettacolo che speravamo superato.
Il Presidente del Ccn, Carmelo Donzella, ha dimostrato di non aver capito nulla delle perplessità che avevamo mosso la scorsa estate, appoggiate da numerose cittadine e cittadini.
Quest'anno le modelle non erano in bikini succinti ma in abiti da sera e gli organizzatori avranno pensato così di evitare le critiche sull’evento, ma la sostanza non cambia.
Lo ha confermato lo stesso Donzella con le sue ultime dichiarazioni, affermando con disarmante naturalezza che “da che mondo e mondo donna e motori vanno a braccetto”. Ha poi aggiunto che “non c’è volgarità, non c’è n**o, sono solo ragazze che si mettono in mostra volenterose”.
Il Presidente del Ccn ha centrato il punto senza rendersene conto: il problema non è mai stato il centimetro di pelle scoperto o il n**o. Il problema è il ruolo assegnato alla donna. Cambiano gli abiti, ma non la sostanza. Le donne continuano a fare da "cornice" e da accessorio decorativo per valorizzare motori e lusso.
Il corpo femminile è ridotto ancora a mero ornamento, a esca visiva. Sbandierare lo stereotipo del "donne e motori" come giustificazione culturale è la prova lampante di una totale mancanza di sensibilità verso argomentazioni di genere.
Un evento è sessista quando usa le donne come decorazione, mettendole accanto a oggetti per attirare sguardi e vendere un'immagine.
Quando non contano per ciò che dicono o fanno, ma solo per come appaiono, le donne diventano oggetti da mostrare.
Questo è sessismo: ridurre la persona a una posa, a merce da esposizione.
Non dimentichiamo la pioggia di offese e insulti che la nostra Presidente ha ricevuto lo scorso anno per aver osato criticare, inclusa la reazione dello stesso Donzella che liquidò come "gente frustrata" tutti coloro che avevano contestato l'evento (noi comprese). Quel fango mirava a colpire la dignità personale invece di rispondere nel merito. All'epoca, alle tante dimostrazioni di solidarietà nei nostri confronti si unì anche il sindaco Marcello Pierucci.
Ricordiamo con favore che il Comune di Camaiore ha dimostrato grande sensibilità istituzionale sottoscrivendo ufficialmente la Carta Etica contro il sessismo, promossa dalla nostra Casa delle Donne lo scorso anno: un documento fondamentale che a breve verrà inviato dall'ANCI a tutte le sindache e i sindaci della Toscana per guidare la gestione consapevole degli spazi pubblici.
Proprio alla luce di questo importante passo avanti della comunità, l'ostinazione degli organizzatori privati nel riproporre oggi questo schema sulla passeggiata appare in totale controtendenza e dimostra una totale indifferenza rispetto al percorso di civiltà intrapreso dall'Amministrazione. Non si tratta di bigottismo, si tratta di pretendere che chiunque organizzi iniziative sul suolo pubblico si adegui alla coerenza e alla cultura del rispetto che il territorio stesso ha scelto di promuovere.
Noi non faremo un passo indietro: i vecchi stereotipi si smantellano, non si rivestono con un abito più lungo.