31/10/2025
DOMENICA 2 NOVEMBRE ALL'INSEGNA DELLA MEMORIA, DELLA STORIA, DELLA BIODIVERSITA' DI QUESTO LUOGO MERAVIGLIOSO CHE NON HA TEMPO
MEMORIA: Le cascate del Fosso Castello oltre che un luogo naturalistico di eccellenza per la sua bellezza e biodiversità sono famose per essere state uno dei set cinematografici più importanti del rinascente cinema italiano del dopoguerra, film come: Il Vangelo secondo Matteo di Pierpaolo Pasolini , L'armata Brancaleone di Mario Monicelli , Casotto di Sergio Citti, Medea di Pierpaolo Pasolini, Delightfull di Matteo Garrone e tanti altri film e serie tv sono passati da qui. E questo luogo fu l'ultima dimora in vita di Pasolini ed il suo stretto legame con la comunità di Chia che Pasolini adottò.
STORIA: Proprio in questi luoghi fu combattuta la battaglia della Sanguetta, una delle battaglie più importanti del Rinascimento da una parte la famiglia Orsini dall'altra il Papa Alessandro VI ( Rodrigo Borgia) l'esercito guidato dal di lui figlio Giovanni Borgia che proprio qui fu ferito gravemente dall'esercito degli Orsini comandato da Bartolomeo d'Alviano, il geferimento di Giovanni Borgia , la fuga dal campo di battaglia di Alessandro Farnese che diverrà Papa con il nome di Papa Paolo III, la cattura di Guido da Montefeltro, altro Comandante in capo dell'esercito della Chiesa , l'annientamento dell'esercito del Papa e l'uccisione, poco tempo dopo, di Giovanni Borgia da parte dei sicari degli Orsini.
La battaglia della Sanguetta i cui esiti produrranno la feroce vendetta di Cesare Boria con la strage di Senigallia: La strage si consumò quando Borgia attirò i suoi rivali a Senigallia con la promessa di una riunione. Una volta lì, li fece catturare e assassinare. I principali protagonisti della strage furono Vitellozzo Vitelli, Paolo e Francesco Orsini, e Oliverotto da Fermo. Sebbene gli Orsini non furono uccisi a Senigallia, furono successivamente assassinati per ordine di Borgia a Città della Pieve.
L'AMBIENTE: Il luogo onirico conserva una considerevole varietà di piante tipiche della foresta mediterranea, la fauna con i carnivori come la Volpe, il Tasso, la Faina, la Donnola, la Martora;tra gli erbivori qui vivono il Cinghiale, lo Scoiattolo nero, l’Istrice, il Riccio, l’Arvicola.Gli animali acquatici che si trovano sono la Rana rossa, il Gambero di fiume, il Vairone.Gli uccelli sono il Rigogolo, il Merlo, l’Upupa, la Ghiandaia, la Tortora, il Picchio rosso maggiore, la Taccola e tra i rapaci, la Poiana, il Gheppio, la Civetta, il Gufo ma qui passano anche i capovaccai delle vere e proprie aquile delle forre e dei dirupi che migrano qui dall'Africa
Ad organizzare la passeggiata racconto il Dominio collettivo dell'Università agraria di Chia che gestisce il turismo delle Cascate del Fosso Castello tramite PromoChia, L'Associazione culturale "il Fascino del passato" con Marco Rossi tra i più grandi studiosi di Pierpaolo Pasolini, il Patrocinio dell'associazione Cooperatori Interforze Ecologia e cultura che sarà presente col suo Presidente Giovanni De Caro che pè al contempo responsabile dell'AIOS Lazio e dell'Associazione Interforze di Protezione civile Nazionale dove ricopre la carica di Dirigente nel Comitato scientifico dell'Associazione , l'Architetto Luigi Rossi esperto di costruzioni medievali e rinascimentali
Un viaggio in quella terra di Tuscia tanto amata dal più grande intellettuale italiano del 900 , piena di storia e di quella ruralità e quell'artigianato che sta sparendo, quel'Italia di una volta la cui scomparsa fu prevista e anticipata da Pasolini "quando spariranno i Borghi i contadini e gli artigiani sparirà l'Italia". Un intellettuale che il 2 Novembre sarà ricordato da chi l'ha conosciuto personalmente in primis la popolazione di Chia ma sarà ricordato per il suo tragico epilogo, ma come “il poeta ,come ne nascono tre o quattro soltanto dentro un secolo” ( disse Alberto Moravia alla sua orazione funebre) Pasolini era un coacervo di contraddizioni, per giunta iper-consapevole di se stesso, ed estremamente ricettivo nei confronti della realtà, delle sue evoluzioni/involuzioni, e degli stimoli esterni. Così come dotato di antipatie e idiosincrasie
Pier Paolo Pasolini era uno studioso sopraffino, ‘leopardiano’, un filologo e di fatto anche uno storico dell’arte: gli scrittori di oggi, invece (così come gran parte dei registi e, mi spiace, dei registi) non leggono e non studiano. PPP era un lettore e uno spettatore vorace.
Questo significa che la sua interdisciplinarità (poesia, narrativa, saggistica, cinema, teatro) è sempre non un semplice vezzo modaiolo ma parte integrante di un progetto, che a sua volta aveva a che fare con la scoperta, con l’esplorazione e l’indagine di una realtà multiforme, e con la conoscenza della verità. Per Pasolini, infatti, l’equivalenza delle opzioni/interpretazioni propria del postmoderno rimane inattingibile, per ragioni meramente cronologiche, certo, ma anche per la sua fede nella consistenza e nella solidità della verità.
Il 2 Novembre sarà ricordato tutto ciò e quanto la Tuscia tutta deve a questo uomo caparbio che ha creduto nella Tuscia che lui considerava "il luogo più bello del Mondo".
ci sono 2 modi per ricordare le persone: in una sala conferenze coi professori che parlano linguaggi comprensibili solo tra loro e c'è il modo del Mondo reale, quello fatto della genuinità di un Mondo rurale che sta sparendo ma che nella Tuscia ha radici profonde
Prer l'ACIEC e l'AIOS -Protezione civile nazionale il 2 novembre sarà presente il Presidente Giovanni De Caro