24/08/2026
Un diritto che c'è, ma non si può ancora esercitare. Perché manca la sua casa…
Gli articoli 11 e 52 della Costituzione aprono la strada a una difesa diversa: non armata, nonviolenta, civile. E non è solo teoria. La battaglia degli obiettori di coscienza (cominciata con Pietro Pinna, che pagò con tre anni di carcere militare il suo rifiuto delle armi) ha portato la Corte Costituzionale a riconoscere, con la sentenza n. 164 del 1985, l'esistenza di modalità «civili» di difesa della Patria: un dovere «sacro» che si può assolvere anche senza divisa e senza arma, sullo stesso piano della difesa militare.
Eppure oggi manca la cosa più importante: un luogo istituzionale dove questo diritto possa essere esercitato. Niente Corpi civili di pace strutturati, niente Dipartimento dedicato, niente Istituto di ricerca su pace e disarmo con una casa vera.
È proprio questo che la proposta di legge di iniziativa popolare vuole costruire. E intanto le spese militari continuano a crescere.
Diamo finalmente gambe a un diritto conquistato con anni di lotte. Bastano SPID o CIE, e due minuti del tuo tempo 👉 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
Firma e condividi. La Costituzione l'ha scritto, la Corte l'ha confermato: tocca a noi renderlo realtà.