PD Borgo Venezia

PD Borgo Venezia Circolo del Partito Democratico della Sesta Circoscrizione - Verona Circolo del Partito Democratico, il primo punto dove progettare il progresso dei borghi!

15/06/2026

Case di Comunità a Verona:

“Senza assunzioni si rischia la privatizzazione”

Le nuove Case di Comunità della provincia di Verona rischiano di restare “contenitori vuoti” se alla realizzazione delle strutture non seguirà un adeguato piano di assunzioni nella sanità territoriale. I circa 40 milioni di euro investiti attraverso il PNRR possono rivelarsi insufficienti senza il rafforzamento del personale sanitario e socio assistenziale.
Per garantire servizi efficaci servono medici di medicina generale, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti, assistenti sociali e personale amministrativo. Dal governo della regione Veneto finora solo annunci, ma la piena integrazione dei servizi previsti, basato sul lavoro multidisciplinare e sulla collaborazione tra professionisti e i medici di famiglia, non si è ancora concretizzata. In assenza di nuove assunzioni pubbliche, gli spazi delle Case di Comunità rischiano di essere progressivamente affidati a soggetti privati accreditati. Una prospettiva che potrebbe trasformare gli investimenti pubblici in un ulteriore incentivo alla privatizzazione dell’assistenza territoriale.
La vera sfida non è solo inaugurare le strutture entro le scadenze del PNRR, ma renderle pienamente operative e accessibili. In una provincia come Verona, dove oltre 60 mila anziani vivono condizioni di non autosufficienza, le Case di Comunità devono diventare il fulcro dell’assistenza territoriale e sociosanitaria, evitando di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata.

13/06/2026

Emergenza sfratti a Verona:
rendere pienamente operativa l’Agenzia Sociale per l’Abitare

Le organizzazioni, impegnate a diverso titolo sul tema dell’abitare e da anni collegate in rete per leggere insieme i problemi e sperimentare possibili soluzioni sulla questione casa a Verona, esprimono forte preoccupazione per l’aggravarsi della situazione abitativa nella nostra città e chiedono al Sindaco e all’Amministrazione comunale di Verona un intervento urgente sul tema degli sfratti.
Negli ultimi anni la questione abitativa ha assunto anche nella nostra città caratteri sempre più gravi: aumento dei canoni di locazione, difficoltà crescente di accesso alla casa, presenza di alloggi sfitti, riduzione dell’offerta abitativa accessibile, crescita delle fragilità sociali e difficoltà sempre maggiori per famiglie, giovani, lavoratori e persone sole.
In questo quadro, il tema degli sfratti rappresenta oggi una delle emergenze più urgenti e concrete. Ogni sfratto non è soltanto una procedura amministrativa o giudiziaria, ma riguarda persone, famiglie, proprietari, relazioni sociali e tenuta complessiva della comunità.
I dati nazionali confermano una situazione preoccupante: negli ultimi anni le convalide di sfratto si sono mantenute intorno alle 40 mila all’anno, mentre sono aumentate le richieste di esecuzione. Anche a Verona il fenomeno resta significativo e richiede una forte attenzione da parte delle istituzioni locali.
Il nuovo quadro nazionale, con il Piano Casa e con il parallelo disegno di legge sulle procedure di rilascio degli immobili, rende ancora più urgente l’attivazione di strumenti locali di prevenzione, mediazione e accompagnamento.
Per queste ragioni, le sottoscritte organizzazioni rinnovano la necessità, già rappresentata nel corso di precedenti convegni e momenti di confronto pubblico, di attivare con estrema urgenza l’Agenzia Sociale per l’Abitare, attribuendole il compito prioritario di affrontare il tema degli sfratti, della prevenzione delle situazioni di emergenza abitativa e della riattivazione degli alloggi sfitti e coinvolgendo tutti i soggetti interessati:
• sindacati degli inquilini;
• associazioni della proprietà edilizia;
• fondazioni e soggetti finanziari presenti sul territorio;
• terzo settore;
• AGEC e ATER;
• servizi sociali;
• realtà impegnate nell’accompagnamento abitativo.
L’Agenzia Sociale per l’Abitare dovrebbe essere il luogo operativo attraverso il quale costruire rapidamente un piano cittadino per la prevenzione degli sfratti, la gestione delle situazioni più critiche e la riattivazione del patrimonio abitativo inutilizzato.
In particolare, si propone:
1. La costituzione di un fondo di garanzia cittadino, pubblico/privato, a tutela sia dei proprietari sia degli inquilini, capace di intervenire nei casi di morosità incolpevole, difficoltà temporanea o rischio di perdita dell’alloggio.
2. L’attivazione di strumenti di mediazione preventiva, per evitare che le situazioni di difficoltà si trasformino automaticamente in procedimenti di sfratto.
3. L’accompagnamento degli inquilini verso nuove soluzioni abitative, nei casi in cui il rilascio dell’alloggio non sia evitabile, al fine di prevenire nuove situazioni di marginalità.
4. La riattivazione degli alloggi sfitti, attraverso garanzie, incentivi, canoni sostenibili e il coinvolgimento di soggetti intermediari affidabili (AGEC, enti del terzo settore, organizzazioni degli inquilini e della proprietà edilizia o altri soggetti accreditati), in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta abitativa e accompagnare i percorsi di locazione.
5. Una ricognizione aggiornata del fenomeno sfratti a Verona, per disporre di dati certi su convalide, richieste di esecuzione, sfratti eseguiti, nuclei fragili coinvolti e possibili strumenti di intervento.
La tutela del diritto all’abitare non può essere contrapposta alla tutela dei proprietari. Al contrario, solo costruendo strumenti di garanzia reciproca è possibile rimettere in movimento il mercato della locazione, prevenire le emergenze e creare condizioni di maggiore fiducia.
Verona non può limitarsi a gestire le conseguenze degli sfratti quando l’emergenza è già esplosa. Serve una politica preventiva, fondata sulla collaborazione tra istituzioni, parti sociali, terzo settore, proprietari, fondazioni e soggetti pubblici.
Per questo si chiede al Sindaco Damiano Tommasi di dare concreta attuazione all’Agenzia Sociale per l’Abitare, più volte richiamata nel dibattito cittadino e sostenuta da risorse dedicate, rendendola operativa entro tempi certi e affidandole prioritariamente il compito di affrontare l’emergenza sfratti e la riattivazione degli alloggi sfitti.
La casa non è solo un problema sociale: è una questione di dignità, coesione, sicurezza urbana e futuro della città.
Verona, 12 giugno 2026

18/05/2026

ELEZIONI PROVINCIALI: CON CINQUE CONSIGLIERI ELETTI RETE! SI CONFERMA FORZA ATTIVA SUL TERRITORIO

“La lista civica e di centrosinistra Rete! ha confermato il numero di 5 consiglieri eletti e questo per noi è motivo di soddisfazione, un risultato per nulla scontato che ci spinge a continuare a lavorare in modo pragmatico per garantire i servizi al territorio e ai suoi Comuni. Tale obiettivo, del resto, aveva ispirato la formazione della lista, composta con grande equilibrio di rappresentatività per genere, competenze e territorio”. Così il segretario provinciale Pd Verona Franco Bonfante davanti ai dati definitivi delle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale.

Nel rivolgere i complimenti e gli auguri di buon lavoro ai 5 consiglieri di Rete! eletti: Alberto Mazzurana (Brentino Belluno), Luca Trentini (Nogarole Rocca), Erica Vianini (Caprino Veronese), Matteo Melotti (Villafranca di Verona), Francesco Casella (Verona), Bonfante ringrazia “tutte le consigliere, i consiglieri e i sindaci che hanno dato la propria disponibilità alla candidatura, contribuendo a mantenere alta l’attenzione e la partecipazione a questo importante appuntamento elettorale e consolidando il ruolo e la presenza della nostra Coalizione sul territorio”.

06/05/2026

SULLE DICHIARAZIONI DI FLAVIO TOSI SULLA RACCOLTA RIFIUTI A VERONA

Non sono sorpreso, ma giudico istituzionalmente strampalate ed eticamente inaccettabili le dichiarazioni dell'europarlamentare Flavio Tosi, già Sindaco di Verona, sulla gestione dei rifiuti a Verona.

Da qualche anno a questa parte, Comune di Verona ed Amia stanno rivoluzionando il sistema di raccolta dei rifiuti perchè la raccolta rifiuti fatta negli ultimi 10/15 anni non è più sostenibile, nè dal punto di vista sociale (lavoratori Amia), nè dal punto di vista economico (scarsa efficienza, alti costi), nè dal punto di vista ambientale (mancato raggiungimento obiettivi, costi ambientali che si traducono in penalità e costi monetari).
E' un cambiamento molto impegnativo per il Comune, per l'azienda Amia e per i cittadini, siano essi residenti, siano essi commercianti o lavoratori a Verona. Un cambiamento cui dovremmo essere tutti partecipi, non per fare un piacere al Sindaco o all'Assessore di turno, ma per coscienza civile e senso di comunità, se queste parole ancora le conosciamo.

Problemi ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno.
La gente di buona volontà si chiede: ci diamo tutti una mano, perchè ciascuno può fare qualcosa secondo il suo ruolo? Perchè ognuno ha una responsabilità, ognuno ha diritti e doveri. Il Comune che sovraintende il servizio; Amia che lo eroga; i cittadini che lo utilizzano. E la gente di buona volontà si chiede: ma perchè certi politici soffiano sul fuoco del problema solo per il piacere di farlo? Perchè non lavorate assieme sulle questioni, senza ingigantirle ad arte per ottenere un presunto vantaggio elettorale?

Fermo restando che la stampa veronese, a mio opinabile e modesto giudizio, ne ha dedicato uno spazio notevole ed un'enfasi eccessiva, l'ex Sindaco ritiene che debbano essere ripristinati i vecchi cassonetti della raccolta differenziata senza tessera, da dislocare dappertutto e consiglia ai veronesi di violare la legge, ossia il nuovo divieto di uso dei sacchi neri, giudicandolo sbagliato ed illegittimo, spiegando di aver informato il garante della privacy.
Insomma un bel "ghe pensi mi" che fa tornare in mente il Senatur.

Ma il portafoglio piange e l'ambiente si degrada. Sì, perchè la percentuale di raccolta di Verona è la più bassa dei capoluoghi in Veneto, è rimasta più o meno costante negli ultimi 15 anni (fino al 2023) e questo rappresenta un costo ambientale, sociale ed economico che tutti e l'azienda Amia sta pagando.
Il signor Tosi, sindaco per 10 anni di Verona dal 2007 al 2017, quali indirizzi aziendali e politici ha dato ad Amia per ammodernarsi e affrontare le sfide della gestione dei rifiuti urbani? Si, perchè in quegli anni le altre città si preparano a galoppare e superare Verona, che restava la bella addormenata.

L'azienda Amia ha intrapreso degli investimenti notevoli per mettere in piedi il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, con i cassonetti ad accesso controllato, iniziando ad applicarlo nel 2021.
Il Signor Tosi, pensa veramente di voler tornare indietro ai vecchi cassonetti aperti, buttando via investimenti milionari? Buttando via un sistema che, nella prima fase complicata e delicata, sta comunque dando qualche risultato?

Il signor Tosi sostiene che la cultura della raccolta differenziata a Verona è sviluppata e i nuovi cassonetti non servono. E allora come mai -numeri alla mano e con metodo scientifico- nei cassonetti aperti si differenzia poco il rifiuto e invece nel cassonetto ad accesso controllato si differenzia meglio? Forse la cultura della differenziata a Verona è migliorabile e lo era anche ai tempi di Tosi, solo che egli non si pose il problema e oggi i cittadini veronesi pagano di tasca loro il prezzo di tale inerzia.
Si, perchè l'anno scorso noi abbiamo dovuto pagare 700mila euro di sovrattassa applicata dalla Regione Veneto per il mancato raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta rifiuti; importo che quest'anno sale a 1,5 milioni di euro.

Si, perchè gli obiettivi non si raggiungono dalla sera alla mattina. Servono programmazione e investimenti ed anche volontà politica di fare le cose giuste, anche se inizialmente non popolari. Cose che il signor Tosi non ha fatto e che i cittadini veronesi ricordano.

Michele Bresaola - consigliere comunale Partito Democratico in Comune di Verona

Indirizzo

Via Briolotto 1A
Verona
37131

Orario di apertura

10:30 - 12:00

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