Fondazione San Zeno

Fondazione San Zeno Immaginiamo il cambiamento. Con progetti di studio, formazione, lavoro. In Italia e nel mondo.

𝗖𝗵𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼
Siamo una fondazione che eroga contributi a enti e associazioni per progetti di educazione e lavoro. Attivi dal 1999 e con sede a Verona, in più di 20 anni abbiamo sostenuto quasi 1500 iniziative in 75 paesi. Credendo fermamente nelle persone come artefici del proprio cambiamento, della propria crescita verso la libertà. Puntiamo su inserimenti lavorativi tailor made, cuciti sulle abilit

à delle singole persone. Crediamo in una scuola che sia luogo di benessere per insegnanti e studenti, fucina di passione e talenti e formatrice dei cittadini di domani. Per questo sosteniamo associazioni in Italia e all'estero in progetti che offrano opportunità concrete. Per migliorare la qualità dello studio, per creare occasioni di lavoro.

Io l'esame di maturità lo farei così.Ti siedi e io ti chiedo.Perché sei venuto al mondo?Se non sai rispondere a questa d...
19/06/2026

Io l'esame di maturità lo farei così.
Ti siedi e io ti chiedo.
Perché sei venuto al mondo?
Se non sai rispondere a questa domanda, non ti posso dare la maturità.
Perché la maturità, come dice il paradigma della parola maturo,
è né acerbo, né marcio.
C'è qualcuno che può nutrire qualcun'altro,
cioè puoi essere raccolto.
Un ragazzo è colto quando può essere raccolto, cioè è maturo.

Ed è maturo quando ha il coraggio di andare incontro al mondo con la sua unicità.
La sua unicità è che lui ha scoperto come lui che nutre il mondo, non come lui lascia scorrere il tempo. Ma come lo ferma.

Pensieri di Alex D'Avenia.

[distanza]Le tragedie cominciano quasi sempre da qualche parte lontano.Poi arrivano le cifre. Le statistiche. I titoli.E...
12/06/2026

[distanza]

Le tragedie cominciano quasi sempre da qualche parte lontano.
Poi arrivano le cifre. Le statistiche. I titoli.
E, poco alla volta, ci abituiamo.

A leggere senza fermarci.
A sapere senza sentire.
A pensare che riguardi qualcun altro.

Finché il dolore diventa geografia.
Un luogo. Un confine. Una notizia.
Qualcosa che succede altrove.

Forse le domande più difficili non riguardano la colpa.
Riguardano la distanza.
Quanto deve essere lontana una persona
perché smettiamo di riconoscerla come nostra simile?

Forse ogni tempo si misura anche così:
dalla distanza che si decide di tenere tra sé e gli altri.

08/06/2026

[giugno]
Illustrazione di Francesca Gastone dal calendario 2026 di

[il primo momento in cui ci siamo sentiti grandi]«Ricordate il vostro esame di quinta elementare? Io lo feci nel 1988. A...
05/06/2026

[il primo momento in cui ci siamo sentiti grandi]

«Ricordate il vostro esame di quinta elementare?
Io lo feci nel 1988. Avevo 10 anni.
E, ancora oggi, se chiudo gli occhi, me lo ricordo tutto.
Ricordo il banco verde, la luce che entrava dalla finestra,
il silenzio strano dell’aula che sembrava più grande del solito.
Ricordo la maestra che ci dettava la traccia del tema di italiano,
le parole che cercavo di mettere in fila una dopo l’altra,
con la paura di sbagliare ma anche con quella strana voglia di “fare bene”,
di dimostrare che ero pronto per qualcosa di nuovo.

All’epoca l’esame di quinta non era una formalità:
c’erano due prove scritte, una di italiano e una di matematica,
e poi l’orale, con le domande su quello che avevi studiato durante l’anno.

Oggi quell’esame non esiste più.
Con la riforma dei primi anni 2000, la scuola primaria e la scuola media sono diventate un unico percorso, e il primo vero esame è rimasto quello di terza media, oggi secondaria di primo grado. Dal punto di vista normativo ha senso.
Dal punto di vista emotivo, però, qualcosa si è perso per strada.
Perché, almeno per me, quell’esame non serviva solo a “valutare”.
Serviva a sentirmi pronto.

A capire che le sfide non arrivano tutte insieme, ma una alla volta.
Che si può avere paura, tremare un po’, e poi — comunque — farcela.
E forse è per questo che, ancora oggi, quando se ne parla sui social, in tanti rispondono con nostalgia.
Non per l’esame in sé, ma per quello che rappresentava:
il primo momento in cui ci siamo sentiti, davvero, un po’ più grandi»

Riflessioni di Alfonso D'Ambrosio
Dirigente Scolastico IC Lozzo Atestino

[una scelta che non arriva]Sulla dichiarazione dei redditi c’è scritto così:“Scelta per la destinazione del 5 per mille”...
29/05/2026

[una scelta che non arriva]
Sulla dichiarazione dei redditi c’è scritto così:
“Scelta per la destinazione del 5 per mille”.
Una parola semplice: scelta.

Eppure, da anni, non tutto ciò che i cittadini scelgono arriva davvero a destinazione.
Anche quest’anno le firme sono aumentate.
Ma è aumentato anche il numero degli esclusi.

Prima del RUNTS erano circa mille ogni anno.
Nel 2022 si è arrivati a un salto improvviso: da 1.633 a 8.291 esclusioni in un solo anno.

Leggi su Vita l'articolo di Sara de Carli. Link in bio
Immagine di Valentina Aufiero.
Così, circa 400 mila persone non hanno visto arrivare la propria scelta.
E circa 15 milioni di euro sono rimasti allo Stato.
Intanto, in otto Paesi europei con un meccanismo simile, non esistono tetti di esclusione. E la Spagna destina risorse comparabili alle nostre.
La domanda resta semplice. E urgente.

[essere visti]Lo spettacolo Din Don Down di Paolo Ruffini continua a riempire teatri e arene.E forse, insieme agli appla...
22/05/2026

[essere visti]

Lo spettacolo Din Don Down di Paolo Ruffini continua a riempire teatri e arene.
E forse, insieme agli applausi, porta anche una domanda che vale la pena tenere aperta. Gli spettatori cosa stanno premiando davvero?

Il teatro, gli attori, il lavoro costruito sul palco oppure il fatto che sul palco ci siano persone con sindrome di Down?
Perché non è la stessa cosa.

C’è una differenza -e non- sottile tra includere qualcuno e continuare a guardarlo attraverso ciò che pensiamo gli manchi.
Se fuori dai riflettori restano barriere, esclusioni, possibilità negate,
allora forse il cambiamento non è ancora arrivato fino in fondo.

L’inclusione vera forse inizia lì: nel momento in cui smettiamo di cercare storie che rassicurano e iniziamo davvero a riconoscere persone.
Con la loro complessità. Le loro competenze.
Il loro diritto di essere viste oltre ogni etichetta.

_
Riflessioni dalla lettura di un articolo di Giovanni Ferrero su Vita

[alleanze]Strade diverse che si incrociano.Persone che provano a stare dentro le stesse domandeper sostenere insieme ciò...
08/05/2026

[alleanze]

Strade diverse che si incrociano.
Persone che provano a stare dentro le stesse domande
per sostenere insieme ciò che da soli si fatica a tenere.

Molti dei progetti che attraversiamo nascono lì.
Nel tempo dato alle relazioni.
Nella fiducia che cresce piano.
Nel continuare a cercare nuovi percorsi anche quando le risposte non sono immediate.

Per questo le “alleanze” attraversano il nostro Bilancio Sociale di quest’anno.
Più che un tema,
un modo di stare dentro le cose.

#2025
Illustrazione di Francesca Gastone

Indirizzo

Corso Cavour 14
Verona
37121

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 13:00
14:00 - 17:00
Martedì 08:30 - 13:00
14:00 - 17:00

Telefono

+390458014825

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