ANC Pistoia

ANC Pistoia Associazione Nazionale Commercialisti PISTOIA

17/12/2025

Care colleghe e cari colleghi,

dopo l’allarme lanciato il 1 novembre dalle pagine del quotidiano Italia Oggi sul trend negativo del bilancio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, siamo costretti a tornare sulla questione, preoccupati di ciò che sta avvenendo.

Con la pubblicazione del bilancio preventivo 2026, emerge infatti che è stato effettuato un aggiornamento al preventivo 2025, che chiude con un disavanzo economico di € 𝟰.𝟯𝟬𝟳.𝟵𝟵𝟳,𝟯𝟳 rispetto agli originari preventivati € 2.587.200,00 e, anche per il 2026, il disavanzo economico viene ipotizzato di € 𝟮.𝟱𝟳𝟰.𝟮𝟬𝟬,𝟬𝟬, a dimostrazione del fatto che l’obiettivo di pareggio, priorità di un ente pubblico non economico, non è tra le finalità dell’attuale dirigenza. Una situazione che a nostro avviso continua a sollevare molti interrogativi non solo contabili, ma politici e di governance.

Già dal 2023 è emersa una controtendenza rispetto al passato, si registra infatti una differenza tra valore e costi della produzione di € -448.019,70 nel conto economico, e il relativo avanzo economico si mostra estremamente contratto, rispetto all’abituale, di € 332.510,95, controtendenza esplosa nel 2024 con un disavanzo economico di € 𝟵𝟱𝟲.𝟰𝟭𝟭,𝟬𝟬, cristallizzata con i due preventivi relativi al 2025 e 2026 sopra citati.

𝗗𝗜𝗦𝗔𝗩𝗔𝗡𝗭𝗢 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗢

Disavanzo Economico 2024 € 𝟵𝟱𝟲.𝟰𝟭𝟭,𝟬𝟬
Disavanzo Economico 2025 € 𝟰.𝟯𝟬𝟳.𝟵𝟵𝟳,𝟯𝟳
Disavanzo Economico 2026 € 𝟮.𝟱𝟳𝟰.𝟮𝟬𝟬,𝟬𝟬

È palese che non siamo di fronte ad un incidente di percorso ma a un trend strutturale, effetto di scelte politiche finalizzate all’aumento esponenziale delle spese correnti, in particolare per gli organi dell’ente.

Gli aumenti dei costi non possono essere ricondotti principalmente agli importi erogati agli ordini come trasferimento straordinario di 7,7 milioni in tre anni, sterilizzati dalle maggiori entrate di pari importo, per effetto del maggior contributo richiesto alla base, con l’aumento delle quote; nemmeno ai congressi di categoria o campagne pubblicitarie, facilmente prevedibili ed effettuate ciclicamente. Tali aumenti vanno attribuiti pertanto al maggior costo degli organi dell’ente, passato complessivamente da € 𝟭.𝟱𝟲𝟰.𝟬𝟭𝟲,𝟬𝟬 del 2022 a € 𝟮.𝟵𝟮𝟵.𝟱𝟯𝟴,𝟬𝟬 del 2024 (ultimo consuntivo), per arrivare ad € 𝟯.𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬 preventivati per il 2026, il tutto nel massimo silenzio, senza una nota di giustificazione.

𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗡𝗧𝗘

Anno 2022 € 𝟭.𝟱𝟲𝟰.𝟬𝟭𝟲,𝟬𝟬
Anno 2023 € 𝟮.𝟱𝟱𝟯.𝟬𝟱𝟬,𝟬𝟬
Anno 2024 € 𝟮.𝟵𝟮𝟵.𝟱𝟯𝟴,𝟬𝟬
Anno 2025 € 𝟯.𝟭𝟵𝟵.𝟭𝟬𝟬,𝟬𝟬
Anno 2026 € 𝟯.𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬

È un paradosso: gli iscritti pagano di più, ma l’Ente produce disavanzi economici sempre maggiori.

È vero, abbiamo un avanzo degli anni precedenti tale da permetterci di coprire le perdite economiche prodotte, ma il patrimonio netto dell’ente si sta inesorabilmente depauperando, dovendo coprire i disavanzi del 2024-2025-2026, complessivamente di poco meno di € 𝟴.𝟬𝟬𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬. Di questo passo, nell’arco dei prossimi 5 anni, il patrimonio sarà totalmente azzerato.

𝗣𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗡𝗘𝗧𝗧𝗢

Patrimonio Netto 2023 € 𝟮𝟭.𝟱𝟴𝟲.𝟯𝟱𝟭,𝟮𝟳
Patrimonio Netto 2024 € 𝟮𝟬.𝟲𝟮𝟵.𝟵𝟰𝟬,𝟰𝟰
Patrimonio Netto 2025 € 𝟭𝟲.𝟯𝟮𝟭.𝟵𝟰𝟯,𝟬𝟳
Patrimonio Netto 2026 € 𝟭𝟯.𝟳𝟰𝟳.𝟳𝟰𝟯,𝟬𝟳

Manca una visione complessiva, manca trasparenza nei criteri di programmazione e soprattutto manca condivisione. La categoria è di tutti e il CN la casa di ogni Collega, forse è bene ricordarlo!

Il nostro auspicio è che queste osservazioni siano oggetto di riflessione e di confronto all’interno dell’Assemblea degli Ordini che si terrà domani, occasione di incontro dalla quale, come sempre, le Associazioni saranno escluse.

Da ultimo, permettete un riferimento all’Informativa n. 159/2025 del Presidente del CNDCEC, rispetto alla quale si ritiene utile, nonché doveroso, fornire alcune puntualizzazioni di merito e di metodo. Informativa appresa dai social, pubblicata da qualche Consigliere nazionale, e mai ricevuta dall’Associazione o dal suo Presidente.

Sul piano istituzionale, esprimiamo non poca sorpresa per il tono e per il contenuto di una comunicazione che travalica il perimetro dell’informazione interna, per assumere carattere apertamente polemico e personale nei confronti del Presidente di un’Associazione.

Non è accettabile che un’informativa ufficiale di un ente pubblico venga utilizzata per stigmatizzare, lanciare accuse affrettate, se non scomposte e ipotizzare azioni di tutela rispetto alle valutazioni espresse da un’organizzazione sindacale rappresentativa, nell’esercizio della propria funzione di analisi e critica.

Il pluralismo e la libertà di espressione del pensiero sono valori costituzionalmente garantiti e tutelati e, di converso, il Codice Deontologico, impropriamente citato nel documento informativo in parola, impone ai vertici istituzionali di mantenere un comportamento improntato al rispetto reciproco e al confronto leale, anche di fronte a posizioni non coincidenti.

L’Informativa n. 159/2025, per formulazione e contenuto, presenta profili che ne evidenziano la natura impropriamente intimidatoria.

L’utilizzo di frasi quali: “non sarà accettato che si pongano dubbi infondati … interesse che sarà tutelato in tutte le sedi competenti”, è tipico di un linguaggio minaccioso. Dette frasi contengono un tono di diffida incompatibile con la neutralità istituzionale; termini quali “capzioso”, “fazioso”, “artatamente allarmistico”, non si limitano a voler confutare un dato, ma mettono in discussione la correttezza professionale e la buona fede del Presidente ANC.

In un contesto istituzionale, tali formule equivalgono a un abuso del canale comunicativo pubblico e rappresentano un tentativo di esercitare pressione, anche psicologica, nei riceventi e provocano un danno reputazionale nei confronti di un legittimo interlocutore.

Si tratta di un precedente pericoloso, che rischia di minare il principio stesso della naturale dialettica democratica nella rappresentanza della professione.

Sul piano dei risultati contabili, le dichiarazioni rese dall’ANC, in sede di intervista, si fondano su dati tratti dai documenti ufficiali del CNDCEC, non su illazioni.

Resta pertanto del tutto legittimo, se non doveroso, interrogarsi sui dati espressi nel Conto Economico, riconciliati con l’avanzo espresso sul Rendiconto Finanziario.

È utile ricordare che lo stesso D.P.R. 97/2003 prevede la tenuta contestuale della contabilità finanziaria e di quella economico-patrimoniale. Non può dunque essere definita come “fuorviante” un’analisi condotta su dati che la stessa normativa impone di rilevare e pubblicare.

Sul piano del confronto, si registra l’ennesimo rifiuto del Consiglio Nazionale, quale ente di vertice della professione, di adempiere al dovere di rispondere alle legittime domande della categoria con dati, non con diffide.

Attribuire carattere “capzioso” o “artatamente allarmistico” a un legittimo esercizio di critica, significa confondere la tutela dell’immagine con la negazione del confronto democratico.

L’ANC, malgrado il tentativo fortemente intimidatorio, sottolinea di non avere alcun interesse a generare allarmismi, ma rivendica con forza il diritto e il dovere di vigilare sull’uso delle risorse derivanti dai contributi obbligatori degli iscritti.

Il rispetto delle opinioni diverse non è un atto di cortesia, è una condizione fondante di qualsiasi rappresentanza.

L’ANC auspica, pertanto, che il Consiglio Nazionale voglia riportare la dialettica tra istituzioni e rappresentanza sindacale nel solco della reciprocità, della trasparenza e della responsabilità, evitando derive personalistiche o intimidatorie che nulla hanno a che vedere con la dignità della professione e l’esclusione selettiva da eventi di categoria o dinieghi di patrocinio a convegni tradizionalmente di alto profilo e di rilevanza nazionale.

Nel frattempo, l’Associazione proseguirà nel proprio ruolo di presidio critico e costruttivo.

Ritenendo di avere contribuito ad una visione più equilibrata, rispetto all’unica narrazione che avete avuto occasione di conoscere, auguro a tutte e a tutti di trascorrere Feste serene.

Marco Cuchel
Presidente ANC

06/12/2025
27/11/2025
18/11/2025

📣 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀 – 𝐀𝐒𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐌𝐄𝐑𝐂𝐈𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐈

𝐑𝐀𝐓𝐄𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐓𝐄: 𝐔𝐍𝐀 𝐌𝐈𝐒𝐔𝐑𝐀 𝐃𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐄𝐑𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐄 𝐃𝐀 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐒𝐓𝐑𝐔𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀𝐋𝐄

𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟏𝟏 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓

Introdotta per la prima volta nel 2023 e riconfermata nel 2024, la rateizzazione del secondo acconto IRPEF in scadenza a novembre, per i titolari di partita Iva, ha rappresentato una misura di assoluto buon senso, da tempo invocata, fondamentale per preservare la liquidità delle imprese.

“Fin dal principio, l’auspicio dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che da molti anni sostiene l’opportunità di questa soluzione – spiega il Presidente Marco Cuchel – è stato quello che il provvedimento potesse diventare strutturale, permettendo così a imprese e professionisti di pagare le imposte solo a reddito conseguito, senza dover sostenere esborsi in anticipo.”

Nel recente question time alla Camera del 22 ottobre scorso, il Ministro dell’Economia Giorgetti ha espresso l’impossibilità, stando alle attuali condizioni, di prevedere per il 2025 la rateizzazione, non escludendo tuttavia la possibilità, a fronte di opportune verifiche della sostenibilità rispetto al gettito.

L’ANC rivolge al Governo la richiesta di confermare la misura della rateizzazione anche per il 2025, in forza della quale sia consentito lo slittamento dei versamenti a partire dal mese di gennaio, auspicando altresì che il provvedimento possa, il prima possibile, essere introdotto stabilmente nella legislazione fiscale.

05/11/2025

📑 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨: 𝐛𝐞𝐧𝐞, 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐞𝐧𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨

Nell’ultimo numero di Economy Magazine, il presidente ANC Marco Cuchel analizza la Legge di Bilancio 2026, riconoscendo alcuni segnali positivi ma ribadendo la distanza da una vera riforma organica del sistema fiscale.

➡️ 𝑀𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑙𝑖𝑞𝑢𝑜𝑡𝑎 𝐼𝑟𝑝𝑒𝑓 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑟𝑒𝑑𝑑𝑖𝑡𝑖 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑜-𝑏𝑎𝑠𝑠𝑖 𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜.

➡️ 𝐿𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑒 𝑙’𝑒𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑑𝑒𝑚𝑝𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑝𝑒𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑢 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒, 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑟𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑒 𝑓𝑟𝑒𝑛𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑖𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀.

➡️ 𝐶𝑢𝑐ℎ𝑒𝑙 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖𝑛𝑒𝑎 𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎, 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑖𝑢𝑔𝑎𝑟𝑒 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑡𝑎̀, 𝑑𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎, 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑏𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖.

💬 «𝑺𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒖𝒏 𝒇𝒊𝒔𝒄𝒐 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂, 𝒑𝒓𝒆𝒗𝒆𝒅𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒂𝒃𝒐𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆», 𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒎𝒂 𝑪𝒖𝒄𝒉𝒆𝒍, 𝒊𝒏𝒗𝒊𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒍 𝒍𝒆𝒈𝒊𝒔𝒍𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒂 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒕𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒂𝒍 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.➡️ 𝑪𝒖𝒄𝒉𝒆𝒍 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐𝒍𝒊𝒏𝒆𝒂 𝒍𝒂 𝒏𝒆𝒄𝒆𝒔𝒔𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒊𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒂, 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒊𝒖𝒈𝒂𝒓𝒆 𝒆𝒒𝒖𝒊𝒕𝒂̀, 𝒅𝒊𝒈𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒏𝒐𝒓𝒎𝒂𝒕𝒊𝒗𝒂, 𝒈𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒖𝒏 𝒓𝒂𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒆𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒃𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝑺𝒕𝒂𝒕𝒐, 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊𝒃𝒖𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊𝒔𝒕𝒊.

Evento importante per i temi trattati e per la numerosa partecipazione. Il direttivo di Anc Pistoia ringrazia gli Eccell...
28/10/2025

Evento importante per i temi trattati e per la numerosa partecipazione. Il direttivo di Anc Pistoia ringrazia gli Eccellenti Relatori, il Presidente Anc Marco Cuchel, l'Odcec di Pistoia e il moderatore Roberto Neri per avere regalato il loro prezioso tempo a favore della nostra categoria.
Chiudiamo con un invito ad i Colleghi ad associarsi ad Anc. Se è vero che ognuno di noi vale, uniti possiamo diventare una vera forza a tutela della nostra professione.

17/10/2025

📢 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐀 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀

🗓️ 𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟏𝟔 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓

𝐂𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐍𝐂 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐢𝐨𝐧𝐟𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞 𝐍𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨:
“𝐃𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚”

In un’intervista pubblicata su Fortune Italia, il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, delinea un quadro trionfalistico della propria gestione, parlando di “missione compiuta”, di un “modello di rappresentanza nuovo ed efficace” e di risultati storici in materia fiscale e ordinamentale.

Viene spontaneo chiedersi: in quale realtà vive ed opera professionalmente il presidente del nostro Consiglio Nazionale?
Perché la realtà quotidiana vissuta dagli studi professionali italiani è molto diversa da quella raccontata nell’intervista.

Mentre si celebrano presunte conquiste istituzionali, migliaia di professionisti affrontano ogni giorno difficoltà crescenti, a partire dall’impossibilità di ottenere risposte o appuntamenti in presenza con gli uffici della Pubblica Amministrazione, per non parlare della continua proliferazioni di albi esterni alla nostra categoria (almeno 2 in questa legislatura) che determinano ancor di più l’inutilità dell’iscrizione all’albo professionale, con il disorientamento dei colleghi in rifermento alla relativa formazione obbligatoria.

La distanza tra vertice nazionale e base professionale è profonda e tangibile: la pretesa di autorevolezza non trova riscontro nella vita reale degli iscritti.

I risultati rivendicati dal presidente non hanno alcun impatto concreto per la stragrande maggioranza dei commercialisti.
Le attività “strategiche” citate sono rimaste confinate a una ristretta cerchia di soggetti, scelti dal vertice stesso, senza alcun beneficio per gli studi che ogni giorno operano sul territorio.

Gli interventi sulla riforma fiscale, che nell’intervista vengono descritti come passi avanti, non sono minimamente percepibili da chi si misura quotidianamente con una burocrazia sempre più complessa e con adempimenti che aumentano invece di ridursi.
Parlare di semplificazione e di un sistema “più efficiente e trasparente” appare una rappresentazione lontana dalla realtà, le scadenze e gli adempimenti sono aumentati nell’ultimo periodo.

Il presidente rivendica un “dialogo costante” con le istituzioni e con gli Ordini territoriali.
Ma quel dialogo, ammesso che ci sia stato, non ha prodotto risultati concreti.
Né i provvedimenti fiscali né le misure di semplificazione hanno migliorato le condizioni operative degli studi.

Quanto agli Ordini territoriali, parlare di partecipazione e coinvolgimento è semplicemente fuorviante: la distanza tra vertice e base è aumentata come mai prima, con fratture interne senza precedenti.
Per non parlare del rapporto con le Associazioni Sindacali che ha raggiunto un livello così basso, mai verificatosi in precedenza nella nostra categoria.

Il Consiglio Nazionale viene descritto come “motore di proposte legislative”.
Se così fosse, ci si aspetterebbero norme operative e realmente fruibili da parte degli iscritti.
Ma di questo non vi è traccia.

Sulla riforma del D.Lgs. 139/2005, poi, si tocca l’apice dell’opacità: il processo è stato gestito in modo chiuso e autoreferenziale, senza confronto né trasparenza.
Gli Ordini territoriali e perfino alcuni Consiglieri nazionali — costretti a rivolgersi al TAR per ottenere atti del Consiglio stesso — sono stati esclusi dal dibattito.

L’inserimento, nella legge delega, del riferimento alla L. 4/2013 sulle professioni non ordinistiche, oltre alla presentazione di 4 emendamenti al decreto concorrenza finalizzati ad attribuire nostre competenze specifiche e riservate ad altri lavoratori autonomi, nel totale silenzio, rappresenta un errore grave, che rischia di snaturare ulteriormente la professione e di confondere ruoli e competenze.

L’immagine di efficienza e centralità costruita dal presidente de Nuccio è, in definitiva, una narrazione autoreferenziale, distante dalla realtà concreta degli studi.

I commercialisti non chiedono proclami, ma risposte: semplificazione reale, interlocuzione efficace con la PA, riforme condivise e strumenti che migliorino davvero la vita professionale.

Fino a quando questa distanza non sarà colmata, parlare di “missione compiuta” significherà solo distorcere la realtà e alimentare un racconto utile al vertice, ma inutile alla categoria.

✍️ Marco Cuchel
Presidente ANC

08/10/2025

📢 LETTERA APERTA ALLA CATEGORIA

🗓️ Roma, 8 ottobre 2025

Colleghe, Colleghi,

oggi sento il dovere di parlare con chiarezza. Non per alimentare polemiche, ma per difendere un principio fondante della nostra professione: il rispetto delle regole e la neutralità delle istituzioni che ci rappresentano.

La notizia dell’alleanza tra il Presidente del Consiglio Nazionale, Elbano de Nuccio, e l’ex candidato Vincenzo Moretta è stata rilanciata con toni propagandistici, senza contraddittorio, e subito amplificata dai canali ufficiali del Consiglio. Un messaggio costruito sulla contrapposizione tra “chi costruisce risultati” e “chi urla promesse”: parole che nulla hanno a che fare con il linguaggio istituzionale.

Colleghi, questo non è un incidente di percorso. È l’ennesima conferma di una strategia che punta a piegare le istituzioni a logiche di parte, svilendo il ruolo di garanzia che il vertice nazionale dovrebbe esercitare.

Non possiamo tacere. Perché quando le istituzioni si trasformano in megafoni elettorali, viene meno la fiducia, si inquina il confronto e si avvelena il clima professionale.

Già nei mesi scorsi, il Presidente aveva sostenuto pubblicamente un candidato in una competizione territoriale cruciale. Anche allora, nessun rispetto della distanza, nessun senso del limite. Una visione politicizzata della rappresentanza, incompatibile con la nostra deontologia.

Il nostro Codice Etico è chiaro: integrità, trasparenza, imparzialità. Chi ricopre incarichi istituzionali deve essere esempio, non eccezione.

L’ANC richiama con forza:

• la netta separazione tra ruoli istituzionali e attività elettorali;
• la cessazione dell’uso dei canali ufficiali per fini di parte;
• il rispetto del pluralismo e della dignità della nostra comunità professionale.

Chi rappresenta ha una responsabilità in più, non un privilegio in più. Perché rappresentare è un onore, non una leva di potere.

Oggi, con orgoglio e determinazione, alziamo la voce. Non per dividere, ma per difendere ciò che ci unisce: l’etica, la correttezza, la credibilità.

✍️ Marco Cuchel
Presidente ANC

Indirizzo

Corso Porta Nuova, 96
Verona
37122

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