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La Fondazione Centro Studi Doc svolge attività di ricerca, documentazione, formazione e condivisione per sostenere la dignità del lavoro, con particolare attenzione all’arte, alla creatività, alla cultura, alla conoscenza e alla tecnologia.

È possibile proibire la rabbia di una società senza affrontare le ragioni che la producono?È questa la domanda che emerg...
22/10/2026

È possibile proibire la rabbia di una società senza affrontare le ragioni che la producono?

È questa la domanda che emerge di fronte al nuovo Decreto Sicurezza, varato il 20 ottobre 2026 come risposta del Governo Meloni alle recenti mobilitazioni sociali.

Il provvedimento rafforza gli strumenti penali e preventivi per la gestione dell’ordine pubblico. Tuttavia, le rivendicazioni che hanno portato migliaia di persone a manifestare riguardano problemi economici e sociali sui quali le risposte istituzionali appaiono ancora insufficienti.

La protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del settore degli autotrasporti riguarda l’aumento dei costi del carburante e dei collegamenti marittimi e chiede interventi sulle accise, sui crediti d’imposta e sui costi dei traghetti.

Al centro delle rivendicazioni studentesche ci sono invece il definanziamento denunciato dai movimenti, il deterioramento degli edifici scolastici, il costo dei trasporti e del materiale didattico e le difficoltà di accesso al diritto allo studio. Con lo slogan «Più aule e meno bombe», studentesse e studenti contestano le priorità di spesa del Governo, contrapponendo le necessità dell’istruzione all’aumento degli investimenti militari.

Quando le richieste sociali ricevono prevalentemente risposte coercitive, il rischio è che aumenti la distanza tra cittadinanza e istituzioni. La sicurezza, in questa prospettiva, riguarda anche la fiducia nelle istituzioni, l’effettivo esercizio dei diritti e la possibilità di partecipare alle decisioni collettive. Limitare le manifestazioni del conflitto senza risolverne le cause confonde il mantenimento dell’ordine con la costruzione di una società più sicura.

Dove, invece, una società più sicura si costruisce anche attraverso la qualità del lavoro, l’accesso ai diritti, la partecipazione democratica e la capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni collettivi.

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Perché la cultura non ha ancora un proprio Obiettivo di sviluppo sostenibile nell'Agenda 2030 dell'ONU? Nonostante la su...
14/10/2026

Perché la cultura non ha ancora un proprio Obiettivo di sviluppo sostenibile nell'Agenda 2030 dell'ONU? Nonostante la sua importanza, il contributo della cultura allo sviluppo sostenibile è difficile da misurare e non pienamente visibile nelle politiche pubbliche.

Le Nazioni Unite stanno però facendo passi avanti verso il riconoscimento della cultura come obiettivo di sviluppo sostenibile autonomo: hanno proclamato il 2027-2036 Decennio internazionale della cultura per lo sviluppo sostenibile, aprendo nuove prospettive per il ruolo della cultura nelle politiche globali.

A questo percorso ha contribuito anche il movimento cooperativo internazionale! Rendere la cultura parte dello sviluppo sostenibile significa, infatti, anche chiedersi come viene prodotta, governata e resa accessibile. In questa prospettiva, le cooperative svolgono un ruolo importante, collegando produzione culturale, lavoro dignitoso, partecipazione democratica, diritti culturali e sviluppo delle comunità.

👉 Leggi l’articolo “Cultura e sviluppo sostenibile: le cooperative e il Decennio ONU” sul nostro sito www.centrostudidoc.org al link nei commenti.

Pratiche della cooperazione | Agenda 2030 | Nazioni Unite | cultura e sviluppo sostenibile

La soglia minima che dovrebbe essere corrisposta in Italia per un salario dignitoso è di 12 euro netti l’ora. È questa l...
07/10/2026

La soglia minima che dovrebbe essere corrisposta in Italia per un salario dignitoso è di 12 euro netti l’ora. È questa la stima del report 2026 della Campagna Abiti Puliti. Eppure, tra il 1990 e il 2026 le retribuzioni reali nel settore privato si sono ridotte in media del 6,6%, mentre il rapporto tra la retribuzione media di unə manager e quella di unə operaiə è quasi triplicato.

Se nel 2026 avere un reddito da lavoro non fa più sentire al sicuro davanti all’aumentare del costo della vita, serve interrogarsi su come il nostro sistema economico distribuisce reddito e ricchezza. Per decenni, una parte del dibattito economico ha sostenuto la trickle-down economy o teoria dello sgocciolamento, secondo cui una maggiore disponibilità di risorse nelle mani di imprese e individui più ricchi potesse generare investimenti, crescita e benefici indiretti per il resto della società. Ma funziona davvero?

Davanti alla debolezza delle evidenze empiriche a sostegno di questa teoria, il dibattito economico internazionale sta tornando a interrogarsi sugli strumenti per ridurre le disuguaglianze, come redistribuzione della ricchezza e tassazione dei grandi patrimoni. A portare il tema in primo piano sono la crescita delle disuguaglianze, la pressione sui redditi da lavoro, la crisi climatica e la necessità di finanziare servizi pubblici e politiche sociali.

Quest’anno, per il Decent Work Day, non chiediamoci solamente cosa siano un lavoro e salario dignitoso. Chiediamoci anche che idea di Paese stiamo portando avanti. Che società vogliamo costruire sul lungo periodo? Ma soprattutto, quanto può aumentare la distanza tra chi produce la ricchezza e chi la possiede prima che redistribuirla diventi una necessità economica, oltre che una scelta politica?

👇 Leggi l’articolo “Redistribuzione della ricchezza: chi beneficia della crescita?” sul nostro sito www.centrostudidoc.org al link in nei commenti.

Decent work | Decent Work Day | Redistribuzione della ricchezza | trickle-down economy | salario minimo

Nelle ultime settimane, all’interno delle stesse aziende che stanno sviluppando i sistemi più avanzati di intelligenza a...
02/10/2026

Nelle ultime settimane, all’interno delle stesse aziende che stanno sviluppando i sistemi più avanzati di intelligenza artificiale si è iniziato a interrogarsi pubblicamente sulla necessità di rallentare, paventando potenziali rischi di estinzione dell'umanità.

Al momento, non abbiamo evidenze sufficienti per affermare che gli scenari più catastrofici siano imminenti. Possiamo invece metterci in guardia da quei rischi concreti che i sistemi di AI hanno già dimostrato di portare con sé.

A questo riguardo, ciò che è veramente determinante sono le scelte umane che guidano l’AI e che riguardano scenari politici, economici e organizzativi. Qui il modello cooperativo può aprire nuove possibilità, grazie ai suoi principi di governance e redistribuzione della ricchezza: non si tratta di utilizzare l’intelligenza artificiale, ma di governarla.

👉 Leggi sul nostro sito www.centrostudidoc.org al link nei commenti la riflessione di Francesca Fo Martinelli, direttrice di Fondazione Centro Studi Doc, su potere, dati, formazione e neomutualismo digitale a COOPEVOLUTION 2026.

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Intelligenza artificiale | Sostenibilità e innovazione | Pratiche della cooperazione | modello cooperativo

Le Industrie Culturali e Creative italiane contano oltre 1,5 milioni di occupatə e generano 112,6 miliardi di euro di va...
30/09/2026

Le Industrie Culturali e Creative italiane contano oltre 1,5 milioni di occupatə e generano 112,6 miliardi di euro di valore aggiunto (Io sono cultura, 2025). Allo stesso tempo, il settore presenta una forte presenza di microimprese e lavoro autonomo, una ridotta capacità di investimento e una particolare vulnerabilità delle carriere nei comparti meno strutturati.

Quali sono, in questo panorama, le competenze che servono oggi alle imprese e non trovano una risposta adeguata nel mercato del lavoro? Che cosa deve concretamente saper fare una persona quando entra in un teatro, in un service, in una fiera o in una produzione?

Secondo una ricerca di settore condotta in Lombardia dal progetto EVOCA - Evoluzione, Valorizzazione, Opportunità per la Cultura e le Arti, sono sei le figure professionali più ricercate e al tempo stesso più difficili da reperire: Tecnico della Produzione Teatrale, Direttore di Produzione per eventi sostenibili, Tecnico Audio Video Luci, Professionista Gaming & 3D, Urban Artist e Flower Designer.

Per intercettare questi cambiamenti, EVOCA ha adottato una metodologia che ha incrociato quattro livelli di analisi: letteratura e dati di scenario; dinamiche occupazionali; confronto tra QRSP lombardo, Atlante del Lavoro ed ESCO; ascolto diretto di imprese, cooperative, service, tecnici e altri esperti del settore.

Il progetto si colloca nel Programma Regionale Lombardia – Fondo Sociale Europeo Plus 2021–2027. In particolare, nell’ambito dell’Avviso dedicato ai Patti Territoriali per le Competenze e per l’Occupazione (DDUO n.1485/2024).

👉 Leggi sul nostro sito www.centrostudidoc.org al link nei commenti l’articolo dedicato al progetto EVOCA.

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Arte cultura e spettacolo | Industrie culturali e creative | Regione Lombardia | Tecnico della produzione teatrale | Direttore di produzione per eventi sostenibili | Tecnico Audio Video Luci | Professionista gaming e 3D | Urban Artist | Flower Designer

A un costo della vita sempre più insostenibile, l'Italia risponde ogni anno con nuovi bonus. Per chi ne usufruisce, si t...
24/09/2026

A un costo della vita sempre più insostenibile, l'Italia risponde ogni anno con nuovi bonus. Per chi ne usufruisce, si tratta di sostegni importanti, talvolta indispensabili, ma sono abbastanza?

Queste misure non affrontano il problema alla radice e danno al welfare una funzione prevalentemente riparativa. E se il reddito da lavoro non cresce abbastanza da consentire alle persone di sostenere autonomamente le spese essenziali, aumenta continuamente la necessità di introdurre nuovi strumenti per compensarne l’insufficienza.

Secondo l'ONU, quello che serve è un nuovo modello economico. Un'Economia Sociale e Solidale, che riorganizzi le scelte di sviluppo per concentrarsi sul benessere delle persone più che sull'aumento del PIL. Per questo, all'inizio di quest'anno, ha pubblicato una concreta “Roadmap per l’eliminazione della povertà oltre la crescita”, che mette al centro le questioni ambientali e sociali, la qualità del lavoro, la parità di genere e l’accesso universale a protezione sociale e servizi essenziali.

👇 Leggi l’articolo “Costo della vita in aumento: serve un nuovo modello economico” sul nostro sito www.centrostudidoc.org al link nei commenti.

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Pratiche della cooperazione | Dignità del lavoro | Costo della vita | Italia 2026

21/09/2026

Che cosa scegliamo di proteggere quando parliamo di sicurezza? E come si difende davvero la democrazia?

Il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace istituita dall’ONU, ci invita a interrogarci sul modo in cui i nostri governi e le nostre società costruiscono la pace e la sicurezza delle persone che le abitano. Festeggiamo la pace mentre la spesa militare globale continua a crescere.

Al contrario, noi crediamo che difendere una società significhi proteggere le vite che la compongono, rendere accessibili i diritti fondamentali e costruire condizioni concrete di convivenza. Proteggere le infrastrutture democratiche vuol dire tutelare la protezione sociale, il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro dignitoso, alla casa e alla cultura. Quando queste vengono indebolite, anche la sicurezza delle persone diventa più fragile.

Col simposio di Fondazione Centro Studi Doc “Cooperative costruttrici di pace” del 18 dicembre 2025 abbiamo voluto aprire una riflessione collettiva sulle vie concrete e cooperative alla pace. In questa occasione, abbiamo ascoltato le fondamentali parole, riportate nel video, di Michele Dorigatti, direttore della Fondazione don Lorenzo Guetti, e Giuseppe Guerini, presidente di Cooperatives Europe.

Cooperative costruttrici di pace | Giornata Internazionale della Pace | pratiche della cooperazione

In Italia lavora poco più di una donna su due. Nei primi sette mesi del 2026, il tasso di occupazione femminile è stato ...
18/09/2026

In Italia lavora poco più di una donna su due. Nei primi sette mesi del 2026, il tasso di occupazione femminile è stato del 54,5% (dati ISTAT).

Nel giorno in cui l’ONU celebra la Giornata Internazionale della Parità di Retribuzione è bene avere chiare le ragioni che contribuiscono al Gender Pay Gap: l’accesso diseguale al lavoro, il peso del lavoro domestico e di cura, l’impatto della maternità sulle carriere, la concentrazione delle donne in settori spesso meno pagati e la loro minore presenza nelle posizioni dirigenziali.

A questo si possono aggiungere vere e proprie differenze salariali, che rischiano di restare nascoste nei sistemi di classificazione, nei percorsi di carriera, nei premi, nelle indennità o nelle componenti variabili della retribuzione. Per questo motivo, a giugno 2026 è entrato in vigore un nuovo decreto, che recepisce la direttiva europea sulla trasparenza retributiva. L’obiettivo è chiaro: rendere più semplice individuare e contrastare le discriminazioni salariali, in particolare quelle legate al genere, perché il principio della parità salariale non sia solo un diritto formale, ma diventi un diritto concretamente esercitabile.

Vuoi saperne di più sul decreto sulla trasparenza retributiva? Leggi l’articolo completo sul nostro sito www.centrostudidoc.org al link nei commenti

Decent work | parità di genere | Gender Pay Gap | lavoro dignitoso | trasparenza retributiva | madri lavoratrici

📍 Piazza Lucio Dalla, Bologna⏰ Giovedì 17 settembre h. 18:00🇵🇸 Palestina VIVA! – Diritti, resistenze, accoglienza al tem...
17/09/2026

📍 Piazza Lucio Dalla, Bologna
⏰ Giovedì 17 settembre h. 18:00

🇵🇸 Palestina VIVA! – Diritti, resistenze, accoglienza al tempo del genocidio

Quella di oggi sarà una giornata pubblica di incontri, testimonianze e confronto sulla Palestina.
A partire dalle ore 18:00 fino a sera, sul palco di Piazza Lucio Dalla a Bologna si alterneranno 3 panel, 11 ospiti e 9 artisti. Tra loro saranno presenti voci palestinesi, attivistə, giornalistə, studiosə e rappresentanti della società civile.

L’obiettivo di Voci Per La Palestina e delle realtà le lo promuovono, come Fondazione Centro Studi Doc, è quello di non spegnere la luce su Gaza e ribadire ancora una volta il nostro forte “NO!” al genoc1dio.

L’iniziativa sarà accompagnata da una cena benefit a sostegno delle famiglie gazawi accolte a Bologna, con la partecipazione delle famiglie, delle studentesse e degli studenti di Gaza.

15/09/2026

Chi decide il futuro dell’intelligenza artificiale?

Dei suoi effetti sociali conosciamo ancora solo una parte, ma già sappiamo che la maggior parte dello sviluppo, degli investimenti e delle infrastrutture in questo settore sono concentrati in poche mani. I processi sono spesso opachi e poco partecipati, in un sistema che riproduce sfruttamento e disuguaglianze.

La cooperazione può aprire una strada diversa: mettere insieme dati come bene comune, costruire tecnologie partecipate, orientare l’innovazione alla responsabilità sociale e non lasciare il governo del digitale a soggetti che sfuggono al controllo democratico.

In occasione del simposio 2025 “Cooperative costruttrici di pace”, è stata Francesca Fo Martinelli, direttrice di Fondazione Centro Studi Doc, a chiamare le cooperative di tutto il mondo all’azione e alla responsabilità di lavorare insieme per costruire una tecnologia partecipata, democratica e orientata al bene comune.

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Cooperative costruttrici di pace | sostenibilità e innovazione | intelligenza artificiale | pratiche della cooperazione

Indirizzo

Via Pirandello 31
Verona
37138

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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