02/10/2026
Oggi è la Festa dei Nonni! Il nostro gruppo di volontari continua a rallegrare i nostri nonni nelle RSA. ☺️
Ecco a voi una riflessione di una nostra volontaria:
"Anche stamattina avevamo davanti a noi, volontari della Compagnia Gino Franzi, più di cinquanta persone, quasi tutte anziane, molto anziane, e abbiamo cercato di cantare i loro anni migliori - stavolta gli anni ’50 – e le loro canzoni. Si penserà, e l’ho pensato anch’io, che sia un pubblico distratto e dall’udito debole (e in fondo mi piaceva pensarlo perché mi ha dato il coraggio di esibirmi), un pubblico triste insomma.
Mi ritrovo invece ora a pensare che non ci sia un pubblico migliore.
In prima fila ci sono sempre le signore più attente, quelle che seguono tutto sorridendo e non si perdono una parola, grate di questo momento di leggerezza.
C’era la signora che fra una canzone e l’altra si è ritoccata il trucco, quella che era bravissima a ballare e ogni tanto, se c’è un po’ di posto, balla ancora, quella che alla fine di una canzone romantica ha dato un bacetto al compagno incontrato lì.
C’era la lettrice che mi ha raccontato del nuovo romanzo che aveva tra le mani e che mi ha raccomandato di dire agli altri del gruppo che abbiamo regalato loro una mattinata piena, ricca di ricordi e di emozioni. L'abbiamo vista commuoversi infatti, lei e anche la sua amica seduta a fianco. E dobbiamo stare attenti, perché se viene il groppo in gola anche a noi poi la voce s'inceppa.
C’era quella che per tutto il tempo canticchiava e aveva lo sguardo di chi ad ogni minuto scopre dieci belle sorprese e che, senza aspettare la fine, è corsa a salutare ed abbracciare il nostro Emilio, oggi ancor più elegante del solito, impeccabile con cilindro e frak: perfetto per cantare il “Vecchio frak” di Modugno.
C’era anche, sì, quella meno simpatica, che vuol solo canzoni e non ha la pazienza di ascoltare i racconti, le poesie e le presentazioni preparate con tanta cura, che però probabilmente lei non arriva più a capire. E allora strepita sulle voci di Carla, Laura e Paola... ma poi, grazie alla presenza costante e gentile di un educatore al suo fianco, si tranquillizza.
Non era la sola per la verità a far chiasso: all’inizio dello spettacolo sembrava di star di fronte ad una scolaresca indisciplinata. Ma pochi minuti dopo l’intreccio di musica e parole ha mostrato ancora una volta il suo magico potere calmante. E tutto il nostro pubblico si è mostrato finalmente attento e pronto a cantare con noi i ritornelli, con la “ballerina" che cantava anche “Only you”, in inglese!
Ma oltre alle prime file, certo, c’è chi sta meno bene. A metà sala vedo un uomo che pare non muoversi e non reagire, fermo sulla sedia a rotelle, con la testa di lato e gli occhi chiusi. Non so quanto veda, credo che non riesca più a parlare e chissà se ci sente: proprio come la signora che c’era una settimana fa in un’altra casa di riposo. Ma, proprio come quella donna, se mi fermo ad osservarlo vedo che segue benissimo la canzone, tiene il ritmo e muove le labbra canticchiandola tra sé, restituendomi la sensazione che varrebbe la pena di ve**re qui a cantare anche solo per lui.
E allora via, Nico e Max suonando chitarra e clarinetto mi mettono le ali e per un’ora si vola lontano, sopra tutte le storture del mondo. Lo facciamo per far contenti loro? Si, anche, e mi pare che ci riusciamo. Ma è evidente che quella che si diverte di più qui sono io!"