Associazione Popolo Veneto

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Nei giorni scorsi, presso la Sala Futurista del ristorante L'Olivo in piazza Bra, si è tenuta la conferenza stampa dei p...
15/06/2026

Nei giorni scorsi, presso la Sala Futurista del ristorante L'Olivo in piazza Bra, si è tenuta la conferenza stampa dei promotori del corteo "Ritorno al Reale" che si terrà sabato 27 giugno, con ritrovo alle 14:00 presso l'Arco dei Gavi a Verona. Daniela Baldoria e Giovanni Rubini hanno esposto le motivazioni dell'iniziativa sottolineando che la manifestazione non ha una matrice né politica né ideologica. In primis precisano che l'idea nasce dalle numerosissime richieste di famiglie e cittadini che chiedono una tutela della loro dignità nei confronti di iniziative che ledono l'unione complementare e naturale tra uomo e donna, in particolare la preoccupazione è rivolta alla tutela dei minori, fuorvianti da esempi di unioni civili devianti rispetto al diritto naturale di avere la propria mamma e il proprio papà. A dimostrazione di tali posizioni sono state esposte immagini dei precedenti gay-pride, dove i partecipanti hanno sfoggiato le loro nudità al cospetto di minori, colpevolmente coinvolti dai propri genitori, venendo meno a basilari comportamenti di decoro e buonsenso, oltre a violare le norme sulle oscenità in pubblico, ribadendo che anche in questi casi le principali vittime indifese sono i bambini. Oltre all’aspetto etico si è accennato a quello religioso, dove durante le sfilate omosessualiste vengono inscenati in modo blasfemo e denigratorio i riferimenti biblici più sacri, dimostrando quanto la richiesta di supposti diritti sia vettore impunito di vilipendio alla nostra religione. Questi casi dimostrano come dietro al vittimismo del mondo arcobaleno si celi un marcato odio nei confronti di chi non si omologa alla dottrina del pensiero unico. In conclusione gli esponenti di questa libera iniziativa rimarcano le finalità della manifestazione, ossia non è una presa di posizione contro chi ha un concetto inusuale di coppia, ma è una ferma presa di posizione a tutela dei minori, in difesa della famiglia e per il rispetto della sensibilità e dei sentimenti religiosi della società civile. Durante il saluto finale alla platea e agli spettatori collegati in streaming, gli organizzatori hanno rinnovato l’invito alla partecipazione all’iniziativa, richiesta indirizzata soprattutto alla componente cattolica che non si sente rappresentata da quelle istituzioni, specie religiose, che solidarizzano con chi ha un concetto diverso di coppia.

13/06/2026
Prosegue l'iniziativa di ascolto e confronto dei militanti del Popolo Veneto con i cittadini veronesi, che sabato mattin...
09/06/2026

Prosegue l'iniziativa di ascolto e confronto dei militanti del Popolo Veneto con i cittadini veronesi, che sabato mattina erano presenti al gazebo al mercato di Borgo Roma (Verona).

L'associazione Popolo Veneto assieme ai tradizionalisti cattolici hanno portato la loro protesta contro la deriva pro id...
06/06/2026

L'associazione Popolo Veneto assieme ai tradizionalisti cattolici hanno portato la loro protesta contro la deriva pro ideologia Lgbtq del "Vescovo di Verona" Domenico Pompili, che giovedì sera ha partecipato ad una "Veglia per il superamento dell'omotransfobia". Presenti anche un gruppo di fedeli che hanno recitato un rosario riparatorio. La buona battaglia per la Vera Fede e la Vera Chiesa continua. Viva San Marco, Viva Cristo Re! 💪🙏🏻🦁✝️

L''associazione Popolo Veneto ieri mattina ha dato il via ad una raccolta di questionari tra i cittadini veronesi. L'ini...
05/06/2026

L''associazione Popolo Veneto ieri mattina ha dato il via ad una raccolta di questionari tra i cittadini veronesi. L'iniziativa denominata "Scoltemo i veronesi" ha avuto inizio al mercato di Madonna di Campagna, dove era presente il gazebo di Popolo Veneto con il suo presidente Vito Comencini ed alcuni militanti, tra cui il rappresentante della Sezione Settima Giovanni Bottura. Diversi cittadini si sono fermati ed hanno compilato il questionario di circa venti domande, con cui l'associazione chiede alle persone na valutazione su temi inerenti la situazione nei quartieri: sicurezza, stato di manutenzione di strade, marciapiedi, verde pubblico, scuole, servizi pubblici come il trasporto e la raccolta rifiuti. I residenti della Settima Circoscrizione hanno segnalato diverse criticità inerenti soprattutto il cattivo stato di alcune strade e marciapiedi, ma anche la presenza di criminalità ed il grave abbandono di rifiuti. Il sondaggio e la raccolta di segnalazioni proseguirà per tutto il mese di giugno e già questo fine settimana il gazebo del Popolo Veneto sarà presente in altri mercati, come quello dello stadio e di Borgo Roma in via bengasi. L'intento è quello di porsi in ascolto della gente che vive nei quartieri, soprattutto più limitrofi, che si sentono spesso trascurati ed ignorati, ma anche per cercare di portare avanti proposte risolutive.

30/05/2026

Giovanni Rubini e Flaminio Cabrini, militanti dell’associazione Popolo Veneto, hanno effettuato un sopralluogo a Porta Vescovo documentando con immagini e testimonianze lo stato di abbandono e insicurezza che da mesi affligge il quartiere. La situazione, già al centro delle proteste dei residenti, è oggi il simbolo del fallimento della Giunta Tommasi: sporcizia, incuria e degrado rendono invivibile uno dei luoghi storici della città.
Popolo Veneto denuncia con forza questa condizione e chiede interventi immediati e concreti, non più promesse disattese. Porta Vescovo non può restare ostaggio dell’indifferenza amministrativa: i cittadini meritano rispetto e sicurezza.

Il futuro di Venezia deve tornare nelle mani dei veneziani.Per questo, come Associazione Popolo Veneto, pronunciamo il n...
14/05/2026

Il futuro di Venezia deve tornare nelle mani dei veneziani.

Per questo, come Associazione Popolo Veneto, pronunciamo il nostro sostegno alla lista Resistere Veneto con Szumski, la quale esprime la candidatura a Sindaco di Roberto Agirmo per le elezioni amministrative di Venezia 2026, che si terranno domenica 24 e lunedì 25 maggio prossimi!

In un momento storico in cui identità, sicurezza, servizi e qualità della vita vengono sacrificati agli interessi dei grandi potentati d'ogni tipo e del turismo di massa incontrollato, serve una voce chiara e radicata nel territorio.

Resistere Veneto rappresenta una scelta coerente per chi crede:
- in Venezia considerata non un parco divertimenti a cielo aperto ma la capitale di quello che fu uno stato indipendente millenario;
- nella difesa della cultura locale;
- nella tutela in primis dei residenti;
- nel rilancio economico di prossimità;
- ma soprattutto in una politica vicina al popolo e lontana dai partiti romani!

Venezia non è in vendita. Venezia appartiene alla sua gente.

E Popolo Veneto sarà al fianco di chi vuole restituirle dignità, sicurezza e futuro!

Venezia, Piazza San Marco, notte tra l'8 e il 9 maggio 1997: ha inizio la prima fase di quello che, a quanto si legge ne...
09/05/2026

Venezia, Piazza San Marco, notte tra l'8 e il 9 maggio 1997: ha inizio la prima fase di quello che, a quanto si legge nella sentenza di condanna emessa in primo grado dalla Corte d'Assise di Venezia (il 9 luglio 1997), nei "messaggi in codice" tra gli "eversivi" era identificato con la sigla P.E.R.L. (Piano d'Emergenza Risveglio del Leone). Quello stesso che i mass-media nazionali presentarono come un "assalto" (cosa che pure, dal punto di vista dell'atto in sé, è effettivamente stato, per quanto i succitati mass-media avessero, con l'utilizzo di quel preciso termine, l'idea di negativizzarlo) ma che la maggior parte dei veneti - anche quelli neppure troppo coinvolti nelle questioni indipendentistico-autonomiste che rappresentarono le radici più profonde dell'azione - preferisce definire impresa!

"Non si poteva accettare che il duecentesimo anno della caduta della Serenissima Repubblica passasse quasi inosservato, o peggio ancora con le solite frasi di circostanza" afferma Fausto Faccia, uno dei membri del "commando" di Serenissimi che riuscì nell'impresa - incruenta! - di far garrire nuovamente, per qualche ora, la bandiera col Leone marciano dalla cella campanaria della Basilica di San Marco! Loro idea iniziale era quella di rimanervi asserragliati almeno fino al 12 maggio, anniversario della fine della millenaria Repubblica (suggellata qualche mese dopo, il 17 ottobre 1797, dall'infausto Trattato di Campoformido, col quale Bonaparte svendette Venezia e diverse terre ex serenissime all'Austria - annessione che poi, alla prova dei fatti, rappresentò il male minore in cui quei territori potessero incappare), ma non vi riuscirono.

Ne seguì un iter giudiziario oltremodo lungo (1997-2011, quattordici anni), quando, tra sentenze di primo grado passate in Appello o cadute in prescrizione, gli otto Serenissimi, fermi restando gli attacchi subiti dalla maggior parte delle autorità nazionali (italiane), iniziarono a raccogliere se non proprio l'approvazione comunque la simpatia di persone residenti ben oltre i confini della Regione Veneto (e anche di quelli che erano compresi un tempo nella cosiddetta "Terraferma veneziana"), riuscendo a rendere momentaneamente - come Francesco Mario Agnoli, magistrato e storico, cesella le Conclusioni del testo in esame - la "Serenissima Repubblica del Leone la patria ideale non solo dei Veneti, ma anche di chi, non Veneto ma ugualmente scontento dell'Italia, non vuole tuttavia per questo farsi svizzero o tedesco".

Giustamente "Dal campanile al cielo" (Il Cerchio iniziative editoriali, 2013) è sottotitolato "Sogni, lotte, processi e vittorie dei Serenissimi": su quali fossero (e siano tuttora) i loro sogni - di chi è ancora tra noi e di coloro che hanno raccolto il testimone di chi non c'è più; e qui non può mancare un commosso ricordo di Giuseppe "Bepin" Segato, l'ideologo del gruppo, che in Piazza San Marco non mise piede, nonché l'indicato "ambasciatore" che, in caso di riuscita della prima fase del Piano, avrebbe dovuto intavolare le successive trattative fra Serenissimi e "autorità occupanti" italiane: tradotto in carcere il 9 maggio del 1997, vi rimase fino al 23 ottobre dello stesso anno, completando quella prima detenzione, fino al 10 gennaio 1998, agli arresti domiciliari. Ridottagli la condanna a 3 anni e 7 mesi in Appello nel dicembre 1999, il 2 febbraio 2000 rifece ingresso nelle patrie galere, rimanendovi all'incirca per un mese; dopodiché, non accolta la richiesta dei suoi legali di pene alternative, rimase incarcerato per quasi un altro anno, alcuni mesi dei quali in regime di isolamento, come il peggiore dei terroristi o il più bestiale dei mafiosi, e quindi affidato ai servizi sociali per un altro anno e mezzo. Morirà di crepacuore nella notte tra il 24 e il 25 marzo del 2006, nella sua abitazione di Borgoricco, in provincia di Padova - non è nemmeno necessario soffermarsi, così come sulla loro indefessa lotta, nonviolenta per partito preso. Per quanto riguarda le vittorie esse non sono state poche, ad ogni modo più le morali che le giudiziarie e le politiche. Per la cronistoria dei processi non possiamo fare altro che rimandarvi alla lettura del primo capitolo (pagg. 7-15), ricostruzione precisa e puntuale de "L'odissea giudiziaria" che subirono i nostri vergata da Angelica Ceoldo.

Un libro da gustarsi con ben chiaro in testa un monito (sovente ripetuto da Renzo Fogliata, nominato, assieme ad Alessio Morosin, in occasione del surreale filone processuale veronese della vicenda, ottobre 1998-luglio 2001, avvocato difensore dei Contin - Flavio e Severino, fratelli gemelli, e Christian, figlio del secondo e autista del tanko): che nessuna sconfitta di ieri (o di oggi) può pregiudicare una vittoria futura!

Indirizzo

Piazza Bra, 12
Verona
37121

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