10/10/2026
Pagine di Coraggio: Storie di Vita e di Legalità
Il valore della legalità in Italia è stato difeso nel tempo da magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine, giornalisti, sacerdoti, imprenditori e cittadini comuni. Ognuno di loro ha scelto di non piegarsi alla criminalità organizzata e alla corruzione, pagando il prezzo più alto.
• Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Simboli indiscussi della lotta alla mafia, crearono il celebre "Pool Antimafia" di Palermo, ideando metodi investigativi innovativi e portando al maxi-processo che inflisse un colpo storico a Cosa Nostra.
• Morirono nel 1992 nelle stragi di Capaci (23 maggio) e di via D'Amelio (19 luglio), insieme alla magistrata Francesca Morvillo e agli agenti delle scorte (Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina).
• Carlo Alberto dalla Chiesa Generale dei Carabinieri prima e Prefetto di Palermo poi, dopo aver combattuto il terrorismo delle Brigate Rosse fu inviato in Sicilia per contrastare la violenza mafiosa. Fu assassinato a Palermo il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente Domenico Russo.
• Rosario Livatino Definito il "giudice ragazzino", operò al Tribunale di Agrigento colpendo i clan della Stidda e di Cosa Nostra attraverso un rigoroso lavoro d'indagine ed un'impeccabile integrità morale. Fu ucciso a soli 38 anni il 21 settembre 1990 ed è stato proclamato beato dalla Chiesa Cattolica nel 2021.
• Rocco Chinnici Ideatore del Pool Antimafia, intuì per primo la necessità di raccordare le indagini dei magistrati e di parlare di legalità nelle scuole. Fu ucciso il 29 luglio 1983 da un'autobomba a Palermo.
• Giancarlo Siani Giovane cronista del quotidiano Il Mattino, raccontò le trame della Camorra e gli intrecci tra criminalità e politica nell'area vesuviana. Venne assassinato a Napoli il 23 settembre 1985, a soli 26 anni.
• Peppino Impastato Attivista e conduttore radiofonico di Radio Aut, dai microfoni della sua emittente denunciava con coraggio e ironia i delitti e i traffici della mafia locale guidata da Tano Badalamenti a Cinisi. Fu assassinato il 9 maggio 1978.
• Giuseppe Fava Scrittore, drammaturgo e giornalista fondatore del giornale I Siciliani, raccontò le infiltrazioni della mafia catanese nell'imprenditoria e nella politica. Fu ucciso a Catania il 5 gennaio 1984.
• Don Pino Puglisi Parroco del quartiere Brancaccio di Palermo, sottrasse decine di bambini e ragazzi alla manovalanza mafiosa attraverso l'educazione e il centro di accoglienza Padre Nostro. Fu ucciso il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno.
• Don Peppe Diana Sacerdote di Casal di Principe, si oppose apertamente alla Camorra diffondendo nelle chiese il celebre documento "Per amore del mio popolo non tacerò". Fu assassinato in chiesa il 19 marzo 1994 mentre si preparava a celebrare la Messa.
• Libero Grassi Imprenditore tessile palermitano, si ribellò pubblicamente al pizzo inviando una celebre lettera aperta al Giornale di Sicilia per spiegare perché non avrebbe mai pagato le estorsioni di Cosa Nostra. Fu ucciso il 29 agosto 1991.
• Lea Garofalo Testimone di giustizia che cercò di affrancare se stessa e la figlia dalla 'Ndrangheta, denunciando gli affari criminali della propria famiglia. Fu sequestrata e uccisa a Milano il 24 novembre 2009.