11/06/2026
Cosa significa davvero custodire un Bene FAI.
Custodire un Bene FAI è molto più che occuparsi della sua manutenzione, vuol dire conoscerne la storia, rispettarne l’identità, ascoltare le voci che lo hanno abitato e immaginare il futuro che può ancora raccontare.
Lo abbiamo sentito nelle parole del Responsabile Beni FAI del Nord Est Alessandro Armani e della Presidente Regionale Veneto Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi, mentre raccontavano le realtà che seguono ogni giorno, da Villa dei Vescovi al Memoriale Brion, insieme agli altri beni FAI distribuiti tra il Trentino e il Veneto, che nel complesso sono dieci.
È un lavoro che cambia forma ogni giorno: dalla cura degli affreschi del Castello di Avio, alla gestione delle vacche in alpeggio alla malga Fontana Secca sul Monte Grappa; dall’acquisto delle reti antilupo per proteggere il bestiame, all’organizzazione di eventi che valorizzano il territorio, i suoi prodotti e che garantiscono il sostegno economico necessario alla tutela dei luoghi.
Custodire significa anche riconoscere l’amore e il rispetto che meritano architetture come il Memoriale Brion o il Negozio Olivetti, capolavori di Carlo Scarpa, e le storie delle famiglie che hanno abitato castelli, ville, paesaggi agricoli e montani.
È un impegno fatto di mani, di memoria e di visione: un modo per tenere vivi i luoghi e far sì che continuino a parlare a chi li ammira oggi e a chi li visiterà domani.
Un grazie speciale alla nostra volontaria Elena, che prima dell’incontro ci ha accompagnato alla scoperta del Circolo degli Ufficiali di Castelvecchio, con uno sguardo attento e delicato ha ripercorso la storia dell’intero complesso, dagli Scaligeri fino agli usi di oggi.
E grazie a tutti quelli che hanno partecipato!