02/07/2026
Un’altra bella giornata si apre ai nostri occhi😎. La notte ci ha ben ricaricati, tantoché dopo una buona colazione riprendiamo i cavalli rossi che ci portano in Val di Luce e più precisamente al piazzale degli impianti di risalita dove prendiamo un tranquillo sentiero che, passo dopo passo, in lieve e continua salita sotto la frescura del bosco ci porta in prossimità del rifugio Le Terrazze.
Qui, la macchina del tempo, ci teletrasporta nel 1859, in piena seconda guerra d’indipendenza, dove i soci, sono i ribelli che si sollevano per annettersi al Regno di Sardegna, contro gli attuali Granducato di Toscana, Ducato di Modena e Ducato di Lucca ossia le Tre Potenze che governano e danno il nome alla cima “Alpe Tre Potenze”, confine dei 3 stati.
Ed ecco un piccolo gruppo di ribelli prendere un sentiero più breve. Sembra facile, ma alcuni tratti di salita ripida ci danno da pensare. Senonché il rigoglioso verde che ci circonda, l’espressione radiosa del sole e la vista del Lago Nero, nostra attuale meta, ci dona l’energia e la gioia di attraversare con il sorriso ogni ostacolo.
Nel frattempo, i restanti ribelli, piegati sotto il sole in una lunga e piuttosto pendente salita e talvolta contro la forza ostile di Eolo, arrivano al valico del Passo di Annibale. La bellezza del panorama e la forza di vincere la battaglia, portano questi ribelli a conquistare la vetta dell’Alpe Tre Potenze per una strepitosa visione a 360° sul mondo.
La vittoria è ormai vicina e, con i plebisciti del 1860, i ribelli riescono nell’intento per poi arrivare al 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia.
Per festeggiare tutti insieme, ci ritroviamo a pranzare al Lago Nero, magari un po’ stanchi, ma con il sorriso sulle labbra; e tra un panino, un frutto, un dolcetto, un bicchiere di vino, i ribelli ritornano ad essere i soci CAI del 2026.
Il giro ad anello prosegue per un ripido bosco, tutto in discesa. Con il corso d’acqua che ogni tanto troviamo anche sotto i nostri scarponi; i maggiociondoli che ci colorano la vista e la straordinarietà dei tronchi d’albero di creare forme elaborate, arriviamo a Le Regine. Ora gli scarponi vengono sfilati dai piedi per prendere posto nelle bagagliere del pullman insieme agli zaini e indossate le scarpe leggere ci portiamo a salutare l’Abetone con una fresca birra, un succo, un gelato, un dolcetto per poi fare ritorno a Verona🍻
Tutta questa bellezza, i percorsi, i panorami, la storia non si potrebbero vivere se non grazie alla passione, all’entusiasmo, energia e fatica dei nostri direttori d’escursione Diego e Fabio, agli assistenti capi-gita Silvano, Paola, Stefano e Riccardo e all’allegria, il divertimento, l’amicizia di tutti voi soci CAI, siano essi della nostra Famiglia Alpinistica sottosezione CAI Verona e della stessa sezione CAI Verona, che gli storici, che spesso ci accompagnano, del CAI San Pietro in Cariano e Caprino V.se e dei nuovi i quali ci hanno regalato ulteriore energia per nuove avventure e una gioiosa e grata vita. Grazie ragazzi…ciaoooo 🥰