Famiglia Alpinistica

Famiglia Alpinistica Siamo una sottosezione del CAI di Verona e siamo presenti dal 15 settembre 1958 !!!

04/06/2026
La terza giornata ci vede ad Arezzo, esattamente dove abbiamo l’hotel, e così possiamo tranquillamente raggiungere a pie...
23/05/2026

La terza giornata ci vede ad Arezzo, esattamente dove abbiamo l’hotel, e così possiamo tranquillamente raggiungere a piedi la guida Luca, mentre lasciamo a riposo i cavalli che nel pomeriggio avranno da correre per rientrare a Verona. Spesso si sente parlare di Siena tra le città turistiche, ma di certo Cortona, e oggi Arezzo, non sono da meno. Arezzo con le sue chiese che non appena entri sembrano così “povere, spoglie” ma basta alzare lo sguardo al cielo o semplicemente sulle pareti che, invece, si vedono quanto sono ricche di affreschi, di sculture dalle forme più o meno grandi.
Sono talmente tanti gli artisti che dovrei citare e dei quali abbiamo conosciuto le loro opere in questi tre giorni, che, se possibile, consiglio di andarli a scoprire di persona e farsi cogliere dallo stupore della loro passione.
L’Italia è conosciuta al mondo per la sua storia, i suoi monumenti, le sculture, pitture, affreschi, ecc. e magari taluni c’invidiano per tutto questo e non solo. Anche la cucina è un punto a nostro favore e di certo non si poteva fare a meno di assaporare un buon pranzo al Covo dei Briganti; bella, caratteristica, ospitale taverna che non ha tradito le nostre aspettative.
Nel tardo pomeriggio abbiamo salutato e ringraziato ancora la guida Luca che ci ha incantato con la sua semplice, allegra, intrigante passione e, ripresi i cavalli ben guidati dal nostro addestratore o meglio autista siamo tornati nella nostra bella città.
Quanta bellezza abbiamo visto in questi tre giorni in Toscana, quanti sapori e piatti tipici abbiamo gustato, quante meravigliose opere ci hanno colpito, quanta luminosa natura abbiamo attraversato, quanta storia, arte, passione abbiamo immagazzinato e quanta pace, serenità, semplicità, allegria ci siamo regalati sia come luoghi che come gruppo che mai tradisce il buonumore, il divertimento, la fatica, la dolcezza, l’affetto, l’amicizia e tanto altro.
Non me ne voglia alcuno se ho usato e scherzato su delle figure importanti per le città toscane e in particolar modo Siena. A loro va tutto il mio rispetto e anche ammirazione per portare avanti certe tradizioni coinvolgendo a vario titolo persone di tutte le età. Si sente così tanto la passione dalle voci delle persone che ci hanno accolto e raccontato il loro vivere, che noi soci CAI della Famiglia Alpinistica abbiamo riscontrato e quindi paragonato i vostri rappresentanti, in particolar modo, riferito alle Contrade, che per tre giorni la Presidente veniva chiamata Priora, i capitani erano i capo-gita Emanuele e Giuseppe, il Fantino la nostra guida ASE Riccardo, l’addestratore, ossia allenatore dei cavalli, l’autista Roberto che di cavalli nel pullman né ha diversi e poi tutti gli altri del gruppo quali Alfieri e Tamburini. A tutti voi vanno i miei ringraziamenti per questa nuova avventura turistico-culturale ed escursionistica, in particolar modo a Riccardo per aver guidato i nostri passi in mezzo alla natura, a Giuseppe per aver ideato e pensato per noi anche a delle uscite turistiche-culturali e ad Emanuele che, nella sua prima esperienza di capo-gita, è come si suol dire, partito con il “botto” e un “magnifico botto”. Ciaooo….alla prossima avventura.🥳🥳🥳

La notte ci ha regalato energia e ora una ricca colazione ci accoglie. Ma cosa sta succedendo? In questa grande sala si ...
23/05/2026

La notte ci ha regalato energia e ora una ricca colazione ci accoglie. Ma cosa sta succedendo? In questa grande sala si vedono arrivare dei fantini, alcuni dai volti sconosciuti, ma tra questi sfilano dei fisici asciutti, atletici come Fiorenzo, Stefano, Dante, Roberto pronti a farsi reclutare da una o l’altra contrada per partecipare al Palio. Ma per loro non c’è nulla da fare, la Contrada Famiglia Alpinistica e in particolar modo il capitano Emanuele, ha proprio ieri adocchiato, studiato e contrattato con un abile e professionale Fantino, convinto che con lui sarebbe stata una vittoria sicura. Ed è proprio lui, Riccardo, che prese le redini in mano porta al galoppo una buona parte del gruppo da S**o all’Eremo Francescano “Le Celle”, dove si respira tutta la ricchezza di semplicità, pace, serenità di San Francesco, in mezzo ad una spettacolare natura e poi via verso il Santuario di Santa Margherita attraverso boschi, sterrati, borghi, vedute. E qui troviamo Luca, una guida locale che ci fa assaporare, attraverso la sua effervescente passione tra storia, arte e religione quanto di magnifico hanno realizzato i nostri avi. E non finisce qui, perché chi ha indossato le scarpe da trekking prosegue scendendo a valle. Una lunga e bella discesa della durata di 20 minuti, che si trasformano ben presto in 60 per colpa di due piccole chiese che ci rapiscono. Ma come perdere certe bellezze…chissà se mai ci torneremo da queste parti…siamo circondati da tanta storia, cultura, arte e meraviglia che non ci basta una vita per poterne gioire. Si arriva quindi nel centro di Cortona con le sue piazze, il palazzo comunale e la Cattedrale di Santa Maria. E’ stata una bella galoppata, ma n’è valsa la pena. E poi lo splendore del sole non ci ha mai abbandonato, illuminando tutto il nostro percorso e regalandoci i meravigliosi colori della natura. Bene, ripresi i nostri cavalli ben accuditi dall’addestratore, torniamo in albergo per una rilassante cena e un rigenerante riposo notturno. 😎

Correva l’anno 2026…e corre ancora…in quel di aprile, nel venerdì 10, subito dopo Pasqua, quando alle 5.30 l’addestrator...
23/05/2026

Correva l’anno 2026…e corre ancora…in quel di aprile, nel venerdì 10, subito dopo Pasqua, quando alle 5.30 l’addestratore di cavalli della Ugolini Viaggi inizia il suo viaggio da Fumane, passando da Verona per accompagnare i Tamburini e gli Alfieri nella bella Siena, dove s’incontrano con la guida Serena.
Non ci volle molto per capire la maestosità di questa città, con ricchissime chiese, con opere d’arte realizzate da straordinari personaggi, che nonostante i pochi materiali, le semplici attrezzature, unite magari alle umili origini, ma estremamente ricchi di passione, crearono quei meravigliosi tasselli di un puzzle italiano che tutto il mondo ci invidia e che ancor oggi dopo diversi decenni rapiscono il nostro sguardo. Talvolta sono così belle e incredibilmente fantastiche le loro creazioni, che non ti resta che trattenere il cuore e ringraziare loro per il coraggio di aver lasciato questa eredità, come il duomo di Siena, la Piazza del Campo, il Santuario Casa di Santa Caterina da Siena e il fascino di tutti gli edifici e vicoli che formano la città.
Bene, ormai ci siamo ed entriamo nel vivo del celeberrimo e riconosciuto in tutto il mondo qual è il Palio di Siena. Ecco i Tamburini e gli Alfieri che sfilano lungo i vicoli delle Contrade, in particolar modo si addentrano in quella che è la “Contrada La Selva”. Qui la storia e la passione, piuttosto ardente in tutti i cittadini, a partire dai piccolissimi, è incredibile, ed è così viva che, scopriamo solo oggi, come i soci Elisa e Ivo, essere di due Contrade diverse, tantoché per queste tre giornate (effettivamente sono quattro quelle dedicate al Palio di luglio e agosto), ma soprattutto in questa prima, rimangono divisi, sono in due gruppi distinti di visita insomma vengono riconosciuti quali avversari fra loro. E’ talmente tutto così evidente dalle innumerevoli domande rivolte da Ivo alla guida, che la scrivente Priora cerca di trovare delle soluzioni per gestire tale situazione di coppia. Basta un semplice aperitivo predisposto da coloro che ci ospitano, che i due riescono a riavvicinarsi per gustarsi un pranzo in compagnia dei restanti contradaioli veronesi. Rifocillati i nostri corpi e le nostre menti, i Capitani Emanuele e Giuseppe con oculate e immediate decisioni riprendono le redini per proseguire il viaggio nella città di Siena. Raggiunto, nel tardo pomeriggio, il nostro addestratore, ci portiamo alle scuderie di Arezzo per il riposo notturno dei cavalli, del loro allenatore, degli Alfieri, Tamburini, Priora e Capitani.😴

La Nago Mori con il …SoleMetti un gruppo di una cinquantina di persone, metti una manciata di buonumore, aggiungi un piz...
06/05/2026

La Nago Mori con il …Sole
Metti un gruppo di una cinquantina di persone, metti una manciata di buonumore, aggiungi un pizzico di storia, mescola con un grandioso panorama e porta a cottura con un gran sole. Ecco la nostra avventura sulla ormai famosa Nago Mori si può riassumere così.
Siamo alle solite, il pullman della Brec ci raccoglie e partiamo, stavolta abbiamo il pienone e il motivo è semplice, siamo 2 sezioni del Cai che si sono accordate per fare una escursione assieme, con la stessa passione per la montagna, con gli stessi interessi e la stessa curiosità.
Conosco ed ho fiducia del capo-gita Denis della sezione Cesare Battisti che resterà sempre in coda al gruppo a sorvegliare i ritardatari.
Il viaggio verso il lago scorre veloce ed in un lampo siamo al parcheggio di Nago, calziamo gli scarponi e via, ci arrampichiamo sul sentiero militare dove, oltre 100 anni fa, passavano i rifornimenti per le truppe austriache. A me fa pensare quanta fatica è costata le sua realizzazione e la sua tragica utilità. Adesso però ci consente di raggiungere Malga Zures dove ci fermiamo per la pausa “banana” non prima però di essere saliti al punto panoramico, dove si gode di un panorama unico.
La vista spazia da Pregasina, alla Ponale a Riva del Garda, al Monte Brione, alla foce del Sarca, al Monte Stivo, alla Val di Gresta, al monte Baiena e oltre.
Poi proseguiamo verso Sportel Sasso Sega che con i suoi quasi 770 m slm è la cima Coppi del nostro giro per arrivare a Dosso Alto di Nago. Dosso Alto che adesso appare insignificante ma il cui possesso è stato a lungo conteso dai due contendenti. Tutto intorno sono presenti avvallamenti che, seppur mitigati dal tempo trascorso, ci ricordano che li si è combattuto molto pesantemente.
Li ci fermiamo per il pranzo al sacco, sarà stata la temperatura, la brezza, la compagnia, ma a me è piaciuto molto.
Ripartiamo per La Caverna Rossi, Bordina Bassa, Maso Pallotta e finalmente il paesino di Sano dove ci concediamo una meritata sosta. Fino a qui abbiamo attraversato trincee e stradine, sentieri a volte scassati e strade cementate, per finire con il ritorno nella civiltà dell’asfalto.
Adesso indugiamo, la stanchezza inizia a farsi sentire il posto è bello e c’è anche un fontana con l’acqua che scorre, siamo in Trentino.
Si riparte per l’ultima tappa, vediamo il pullman che si porta al parcheggio del Market La Botte, punto di ritrovo concordato, dove abbiamo la possibilità di ristorarci prima intraprendere il viaggio di ritorno. Un doveroso ringraziamento a tutti i partecipanti e un arrivederci alla prossima iniziativa che coinvolga sezioni diverse del CAI.😎🥳
CAI Verona CAI Cesare Battisti Verona

11/04/2026

22.03.2026 - Rovereto: il Fungo di Albaredo e le Piste dei Dinosauri

C'era una volta...forse non è proprio una favola, ma C'era una volta è proprio l'inizio perfetto della nostra storia.
È l'alba del Giurassico, quando 32 dinosauri tra carnivori, erbivori, alcolizzati, astemi, lavoratori, pensionati si portano a Rovereto, ma non con le proprie zampe, bensì con l'ausilio e supporto del rosso fiammante pullman della Ugolini Viaggi.
Con passi fermi e ben decisi si percorre il Sentiero della Pace per poi mimetizzarsi silenziosamente nell’ampia boscaglia…se non fosse che siamo dinosauri e con una parlantina alquanto vivace…
Con la salita e poi discesa, tra bellissimi boschi e ampie vedute, con la galleria Damiano Chiesa e il suo cannone della Prima Guerra Mondiale, con la lussureggiante primavera in fiore, i dinosauri iniziano a sentire un certo languorino, anzi, i loro musi si allungano sempre più, perché sentono il profumo di un buon risotto con i funghi. Beh, ci può anche stare, senonché manca il risotto, mentre un grandissimo fungo si staglia fronte ai nostri occhi. Ma niente paura, le provviste le abbiamo, i sorrisi e gli sguardi felici altrettanto, giacché un ritratto di gruppo con il famoso Fungo di Albaredo non può mancare.
Una lieve brezza ridesta tutti noi, e con fare tranquillo ci rimettiamo in cammino per tornare al punto di partenza attraverso un altro sentiero dove intendiamo lasciare le nostre impronte e quindi ancora un’ultima salita verso le Piste dei Dinosauri.
Un’ampia area di fango raccoglie le nostre zampe; come in una passerella d’alta moda sfiliamo lungo la lunga scalinata, guardando a destra e a sinistra, in basso e poi in alto, allungando i nostri colli su quelle lastre di roccia dove si è fossilizzato il nostro passaggio…insomma siamo divenuti famosi, la nostra presenza non è passata inosservata, il Sentiero delle Orme è il nostro segno indelebile.
Certo ci vedranno come semplici carnivori o erbivori, con zampe grandi, colli lunghi, corpi immensi, ci daranno dei nomi, ma non sapranno mai che tra questi ci sono i famosi capo-branco Santosauro Diego e Divagasauro Riccardo a guidare Brontosauri, Velociraptor, Calmaraptor, T-rex, Spinosauri, Gotosauri, Nonnisauri, Allegrisauri e tanti altri.
Nella loro immensità, nella loro istintiva ferocia di sopravvivenza, i dinosauri possono far paura, ma, purtroppo, l'uomo riesce a superarli con la sua cattiveria, ferocia, egoismo, crudeltà, soprattutto perché qui non è l'istinto, ma è frutto della sua volontà di violentare, uccidere, massacrare altri simili, così come ci testimonia il Sacrario di Rovereto, doverosa visita prima di salire in pullman, con all'esterno i cannoni a difesa di coloro che vengono ricordati, nero su bianco, all'interno di questo mausoleo.
Una storia crudele, che continua a ripetersi, e purtroppo noi umani non ci siamo estinti come i dinosauri, ma nemmeno evoluti con il cuore.
Nonostante tutto questo male, ci sono persone che fanno del bene e, posso affermalo con tutta franchezza, entusiasmo e gratitudine che i dinosauri presenti nell'escursione del 22 marzo 2026 sono dei bei e pacifici soci, nonché divertenti e amanti della storia, cultura, amicizia, gioia, divertimento, serenità, aiuto reciproco e tanto altro di positivo.
Ci vuole tanto coraggio per essere così come siamo, mentre è facile, banale, codardi creare odio.
Grazie a tutti i miei soci “dinosauri”, ognuno con il proprio essere unico e bello....anche noi ci estingueremo, ma mi piace pensare che, come loro, lasceremo le nostre impronte, dei segnali positivi, dei piacevoli, scherzosi, divertenti ricordi ricchi di gioia, condivisione e amore🥰

05/04/2026
Domenica 8 marzo ci vede percorrere le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.Accompagnati dal nostro autist...
29/03/2026

Domenica 8 marzo ci vede percorrere le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
Accompagnati dal nostro autista di fiducia della Ugolini Viaggi la giornata inizia con un omaggio floreale e una delizia a tema gentilmente offerta a tutte le donne per la loro festa dal socio Antonio e dal capo-gita Fiorenzo.
Sorpresa davvero molto gradita.
La nostra escursione inizia dal sito del Molinetto della Croda, ci vede percorrere con un leggero sali scendi le colline della valle baciate da una bellissima giornata di sole che quasi ci regala un inizio di estate.
Lungo il cammino ammiriamo lo splendido paesaggio che ci circonda con tutti i suoi vigneti disposti in modo ordinato e armonico.
Il percorso ad anello ci riconduce al punto di partenza, dove sostiamo per il pranzo al sacco.
Non manca il tempo per la visita al Molinetto, luogo molto suggestivo e ben curato, certamente adatto a qualche foto ricordo che non ci siamo fatti mancare.
Dopo la pausa dolce e caffè l’allegra comitiva riparte per l’ultima tappa prevista per la giornata: la visita guidata alla cantina Fasol Menin con degustazione per chi ha gradito 🥂.
Tutto ben organizzato come sempre e come sempre bella giornata tra amici.🥰
Grazie al capo-gita Fiorenzo per la scelta della meta, al capo-banda Silvano per la gioia dell’escursione, alla direttrice dei calici Giuliana per aver seguito gli escursionisti e concluso la giornata con l’allegria di un brindisi in cantina….Grazie a tutti e a presto😎 …..

Wow che meraviglia, una bella domenica sta per prendere vita e meglio di come è iniziata oggi non si può immaginare. L'a...
09/03/2026

Wow che meraviglia, una bella domenica sta per prendere vita e meglio di come è iniziata oggi non si può immaginare.
L'autista di Ugolini Viaggi, dopo una brevissima percorrenza in autostrada e diverse curve, si ferma davanti al lago per regalarci una sorprendente giornata romantica🥰.
Si vede il sole rispecchiarsi e illuminare il paesaggio circostante di bellissimi colori, i cigni che si fanno belli prima di iniziare a sfilare sul tranquillo specchio d'acqua, gli alberi che s’innalzano per cercare di rubare la scena ai compagni nel riflettersi sul lago, il tutto racchiuso in una cornice di vapore acqueo che aleggia quasi a donarci un sogno.
Una meravigliosa atmosfera, una primavera che inizia a stiracchiarsi per pian piano prepararsi a risvegliarsi. Dei sospiri ci vengono dal cuore tanto è incantevole, meraviglioso e romantico questo paesaggio, che non può essere che catturato dalla fotocamera.
Ma ecco, mi giro per un altro scatto fotografico e appaiono loro, coloro che in pochissimo tempo riescono a far svanire questo momento carico di relax, magia e sogno. Sono il nostro trio, Riccardo, Fabio e Diego, che si è preparato per farci assaporare una bella traversata a allora via a prepararci, ad indossare tutta l'attrezzatura necessaria compresi gli occhiali e le pinne, ops gli scarponi perché oggi esploriamo i Colli Berici dal Lago di Fimon a Brendola.
E mentre ci incamminiamo, l'autista, con la sua carrozza, se ne va, desolato e solitario, al punto del nostro arrivo.
La giornata è spettacolare, il sole inizia ad emanare il suo calore, l’acqua scorre fresca per incantarci lo sguardo, le salite si fanno avanti, e così noi 48 escursionisti riponiamo qualche indumento nello zaino.
Le piante si mostrano con qualche giovane germoglio, i colori dei fiori primaverili sfoggiano la loro bellezza sul verde non calpestato, le foglie che ricoprono il nostro percorso nel sottobosco, le radici e le rocce piuttosto umide con tratti di fango, ci invitano a tenere alta l'attenzione per non rimetterci le caviglie. Ma i bastoncini ci aiutano, il vibran ci tiene saldi e i compagni d'avventura si sorreggono l’un con l’altro.
E poi, con quegli stessi soci CAI ci si siede a pranzare, ognuno ai piedi di un albero, condividendo quanto lo zaino offre. Mi sembra un bellissimo mercato con tanti prodotti, risate, convivialità...beh non si può dire altro che “un bel pranzo con i fiocchi”.
Si riparte, altre discese e altre salite, perché come tutte le montagne che si rispettano, il pianeggiante dura poco e il fiato e le gambe sono messe e fanno un buon allenamento con il cuore.
Quanti campanili abbiamo visto, addirittura anche la chiesa con il doppio campanile, la Rocca dei Vescovi e, per chiudere, la Chiesa Incompiuta.
Romanticismo, sogno, fatica, gioia, sorprese, meraviglia, bellezza, amicizia, divertimento e tanto altro abbiamo anche oggi ricevuto in regalo dalla vita, che, se vissuta appieno, ci dona emozioni in ogni istante. Cogliamole, ricordiamole e regaliamole a chi ci sta accanto sia fisicamente che virtualmente, perché tutto questo è amore che non può rimanere racchiuso in noi stessi ma doniamolo, senza nulla chiedere in cambio, perché solo così il mondo può positivamente cambiare.♥️
Grazie alle nostre mitiche guide A.S.E., Riccardo, Fabio e Diego, che con la loro serietà, professionalità e divertimento ci regalo sempre nuove ed entusiasmanti esperienze, grazie all’autista che ci ha dato il via ad una bella giornata per poi chiuderla con tanta altra gioia e grazie a tutti i soci che hanno partecipato e vissuto emozioni sui Colli Berici.🥳🥳🥳

Indirizzo

Via Ottavio Caccia N° 4
Verona
37136

Orario di apertura

20:30 - 22:00

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