Famiglia Alpinistica

Famiglia Alpinistica Siamo una sottosezione del CAI di Verona e siamo presenti dal 15 settembre 1958 !!!

Un’altra bella giornata si apre ai nostri occhi😎. La notte ci ha ben ricaricati, tantoché dopo una buona colazione ripre...
02/07/2026

Un’altra bella giornata si apre ai nostri occhi😎. La notte ci ha ben ricaricati, tantoché dopo una buona colazione riprendiamo i cavalli rossi che ci portano in Val di Luce e più precisamente al piazzale degli impianti di risalita dove prendiamo un tranquillo sentiero che, passo dopo passo, in lieve e continua salita sotto la frescura del bosco ci porta in prossimità del rifugio Le Terrazze.
Qui, la macchina del tempo, ci teletrasporta nel 1859, in piena seconda guerra d’indipendenza, dove i soci, sono i ribelli che si sollevano per annettersi al Regno di Sardegna, contro gli attuali Granducato di Toscana, Ducato di Modena e Ducato di Lucca ossia le Tre Potenze che governano e danno il nome alla cima “Alpe Tre Potenze”, confine dei 3 stati.
Ed ecco un piccolo gruppo di ribelli prendere un sentiero più breve. Sembra facile, ma alcuni tratti di salita ripida ci danno da pensare. Senonché il rigoglioso verde che ci circonda, l’espressione radiosa del sole e la vista del Lago Nero, nostra attuale meta, ci dona l’energia e la gioia di attraversare con il sorriso ogni ostacolo.
Nel frattempo, i restanti ribelli, piegati sotto il sole in una lunga e piuttosto pendente salita e talvolta contro la forza ostile di Eolo, arrivano al valico del Passo di Annibale. La bellezza del panorama e la forza di vincere la battaglia, portano questi ribelli a conquistare la vetta dell’Alpe Tre Potenze per una strepitosa visione a 360° sul mondo.
La vittoria è ormai vicina e, con i plebisciti del 1860, i ribelli riescono nell’intento per poi arrivare al 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia.
Per festeggiare tutti insieme, ci ritroviamo a pranzare al Lago Nero, magari un po’ stanchi, ma con il sorriso sulle labbra; e tra un panino, un frutto, un dolcetto, un bicchiere di vino, i ribelli ritornano ad essere i soci CAI del 2026.
Il giro ad anello prosegue per un ripido bosco, tutto in discesa. Con il corso d’acqua che ogni tanto troviamo anche sotto i nostri scarponi; i maggiociondoli che ci colorano la vista e la straordinarietà dei tronchi d’albero di creare forme elaborate, arriviamo a Le Regine. Ora gli scarponi vengono sfilati dai piedi per prendere posto nelle bagagliere del pullman insieme agli zaini e indossate le scarpe leggere ci portiamo a salutare l’Abetone con una fresca birra, un succo, un gelato, un dolcetto per poi fare ritorno a Verona🍻

Tutta questa bellezza, i percorsi, i panorami, la storia non si potrebbero vivere se non grazie alla passione, all’entusiasmo, energia e fatica dei nostri direttori d’escursione Diego e Fabio, agli assistenti capi-gita Silvano, Paola, Stefano e Riccardo e all’allegria, il divertimento, l’amicizia di tutti voi soci CAI, siano essi della nostra Famiglia Alpinistica sottosezione CAI Verona e della stessa sezione CAI Verona, che gli storici, che spesso ci accompagnano, del CAI San Pietro in Cariano e Caprino V.se e dei nuovi i quali ci hanno regalato ulteriore energia per nuove avventure e una gioiosa e grata vita. Grazie ragazzi…ciaoooo 🥰

Gli Appennini sono una tappa annuale della Famiglia Alpinistica e anche quest’anno il 13 e 14 giugno ci hanno visti in 3...
01/07/2026

Gli Appennini sono una tappa annuale della Famiglia Alpinistica e anche quest’anno il 13 e 14 giugno ci hanno visti in 36 in quel dell’Abetone.
Con la freschezza della giornata, l’effervescenza degli escursionisti e la destrezza dell’autista del pullman si giunge al Passo dell’Abetone per iniziare a sgranchire le gambe…queste, a dire il vero, sono ancora convinte di essere dormienti sul letto di casa.
E quindi via, si inizia a salire su un sentiero in mezzo a un luminoso bosco, con i faggi carichi di foglie che sembrano delle splendide lucine di Natale da quanto sono lucenti; con le orchidee nella loro rigogliosa freschezza; con il profumo di una natura che si apre all’estate; e con le goccioline che si formano sui nostri visi per scendere ad irrigare il terreno.
Il percorso ci porta al Rifugio Selletta, che, come tutti quelli che abbiamo incontrato in questi 2 giorni, è chiuso; ma d’altra parte stanno prendendo un po’ di fiato dopo la stagione invernale, molto intensa, per la zona prettamente sciistica.
Ora l’esplosione del sole inizia a colpirci, per colorarci di quell’abbronzatura da “maglietta”, con un cielo che ci sovrasta e circonda di quell’azzurro che sembra dipinto da un gioioso pittore.
E la salita continua, così come gli alberi diventano arbusti, prati e poi roccia e quindi l’arrivo alla grande Croce del Gomito dove tutti noi in formazione “gruppo” ci scattiamo un bellissimo, luminoso, solare ricordo.
Da qui tutto in ripida discesa verso la nostra pausa pranzo. Non c’è bisogno di correre per accaparrarsi un angolo d’ombra, perché il rifugio è grande e offre una bella tettoia tutt’intorno da regalare ad ognuno di noi una siesta rigenerante.
E’ talmente tale la ricarica delle nostre batterie, che prima di riprendere il cammino, salutiamo il rifugio Pulicchio con una bella “ola” (una divertente, giocosa idea del nostro Paolo).
Si prosegue con le discese, intervallate da qualche salita così da permettere ai dischi dei freni di raffreddarsi; e pian piano gli alberi iniziano a crescere e i boschi si fanno più ampi, la pelle si rilassa e si raffresca quel tanto da arrivare, come richiesto da molti ribelli escursionisti, al premio della giornata, la birra, al bar in piazza ad Abetone.
Rinfrescate le gole, ricaricati i corpi, rigenerate le gambe si riprende il rosso fiammante della Ugolini Viaggi per portarci all’Hotel K2 per una doccia di freschezza, gustosa cena, tanta allegria e poi un dolce riposo nelle proprie camere 😴

Recoaro Mille ci ha visti arrivarecon zaini e scarponi per camminare.Il Sentiero dei Grandi Alberi vogliamo esploraree d...
07/06/2026

Recoaro Mille ci ha visti arrivare
con zaini e scarponi per camminare.
Il Sentiero dei Grandi Alberi vogliamo esplorare
e dai capo-gita, Silvano e Stefano, ci facciamo guidare.

Le salite non mancano e neppur le discese
così ci si allena in questo fine mese.
Colori, profumi eppure canzoni
le rane ci accompagnano con i loro suoni.

Sterrato, sottobosco e sassi franati
ci portano al Battisti un po' sudati.
Evviva al rifugio noi siam arrivati
e una pausa pranzo ci siamo gustati.

Senti dall'alto chi si fa sentire
il cielo un po' scuro ci fa capire
è ora di alzarsi, di camminare
dal temporale non vogliamo farci bagnare.

Con fare guardingo ma anche tranquillo
il sentiero facciamo ma senza assillo.
Un giro ad anello ci han preparato
per alberi e laghetti il ritorno abbiam fatto.

Quanta bellezza ci offre la natura
fiori e alberi di ogni statura.
Foglie lucenti in questa fresca natura
fusti immensi per ogni creatura.

Che bella giornata abbiamo trascorso
in amicizia e allegria abbiamo percorso.
Il cielo e il sole c’hanno ammagliato
e l’impetuoso temporale ci ha solo sfiorato.

Una bella escursione ci han regalato
i capo-gita un plauso di certo han meritato.
E non dimentichiamo l'infortunata capo-gita
Giuliana c’ha organizzato una colazione assai gradita.

Tranquilli, lei da casa ci ha supportati
e, non solo, con piacere ci ha ascoltati.
Un inno a lei abbiamo dedicato
e il suo cuore a noi ha regalato.

Con risa e passi assai gioiosi
sempre voi soci siete strepitosi.
Un grazie a voi tutti voglio dedicare
e alla prossima avventura rimandare😎.

04/06/2026
La terza giornata ci vede ad Arezzo, esattamente dove abbiamo l’hotel, e così possiamo tranquillamente raggiungere a pie...
23/05/2026

La terza giornata ci vede ad Arezzo, esattamente dove abbiamo l’hotel, e così possiamo tranquillamente raggiungere a piedi la guida Luca, mentre lasciamo a riposo i cavalli che nel pomeriggio avranno da correre per rientrare a Verona. Spesso si sente parlare di Siena tra le città turistiche, ma di certo Cortona, e oggi Arezzo, non sono da meno. Arezzo con le sue chiese che non appena entri sembrano così “povere, spoglie” ma basta alzare lo sguardo al cielo o semplicemente sulle pareti che, invece, si vedono quanto sono ricche di affreschi, di sculture dalle forme più o meno grandi.
Sono talmente tanti gli artisti che dovrei citare e dei quali abbiamo conosciuto le loro opere in questi tre giorni, che, se possibile, consiglio di andarli a scoprire di persona e farsi cogliere dallo stupore della loro passione.
L’Italia è conosciuta al mondo per la sua storia, i suoi monumenti, le sculture, pitture, affreschi, ecc. e magari taluni c’invidiano per tutto questo e non solo. Anche la cucina è un punto a nostro favore e di certo non si poteva fare a meno di assaporare un buon pranzo al Covo dei Briganti; bella, caratteristica, ospitale taverna che non ha tradito le nostre aspettative.
Nel tardo pomeriggio abbiamo salutato e ringraziato ancora la guida Luca che ci ha incantato con la sua semplice, allegra, intrigante passione e, ripresi i cavalli ben guidati dal nostro addestratore o meglio autista siamo tornati nella nostra bella città.
Quanta bellezza abbiamo visto in questi tre giorni in Toscana, quanti sapori e piatti tipici abbiamo gustato, quante meravigliose opere ci hanno colpito, quanta luminosa natura abbiamo attraversato, quanta storia, arte, passione abbiamo immagazzinato e quanta pace, serenità, semplicità, allegria ci siamo regalati sia come luoghi che come gruppo che mai tradisce il buonumore, il divertimento, la fatica, la dolcezza, l’affetto, l’amicizia e tanto altro.
Non me ne voglia alcuno se ho usato e scherzato su delle figure importanti per le città toscane e in particolar modo Siena. A loro va tutto il mio rispetto e anche ammirazione per portare avanti certe tradizioni coinvolgendo a vario titolo persone di tutte le età. Si sente così tanto la passione dalle voci delle persone che ci hanno accolto e raccontato il loro vivere, che noi soci CAI della Famiglia Alpinistica abbiamo riscontrato e quindi paragonato i vostri rappresentanti, in particolar modo, riferito alle Contrade, che per tre giorni la Presidente veniva chiamata Priora, i capitani erano i capo-gita Emanuele e Giuseppe, il Fantino la nostra guida ASE Riccardo, l’addestratore, ossia allenatore dei cavalli, l’autista Roberto che di cavalli nel pullman né ha diversi e poi tutti gli altri del gruppo quali Alfieri e Tamburini. A tutti voi vanno i miei ringraziamenti per questa nuova avventura turistico-culturale ed escursionistica, in particolar modo a Riccardo per aver guidato i nostri passi in mezzo alla natura, a Giuseppe per aver ideato e pensato per noi anche a delle uscite turistiche-culturali e ad Emanuele che, nella sua prima esperienza di capo-gita, è come si suol dire, partito con il “botto” e un “magnifico botto”. Ciaooo….alla prossima avventura.🥳🥳🥳

La notte ci ha regalato energia e ora una ricca colazione ci accoglie. Ma cosa sta succedendo? In questa grande sala si ...
23/05/2026

La notte ci ha regalato energia e ora una ricca colazione ci accoglie. Ma cosa sta succedendo? In questa grande sala si vedono arrivare dei fantini, alcuni dai volti sconosciuti, ma tra questi sfilano dei fisici asciutti, atletici come Fiorenzo, Stefano, Dante, Roberto pronti a farsi reclutare da una o l’altra contrada per partecipare al Palio. Ma per loro non c’è nulla da fare, la Contrada Famiglia Alpinistica e in particolar modo il capitano Emanuele, ha proprio ieri adocchiato, studiato e contrattato con un abile e professionale Fantino, convinto che con lui sarebbe stata una vittoria sicura. Ed è proprio lui, Riccardo, che prese le redini in mano porta al galoppo una buona parte del gruppo da S**o all’Eremo Francescano “Le Celle”, dove si respira tutta la ricchezza di semplicità, pace, serenità di San Francesco, in mezzo ad una spettacolare natura e poi via verso il Santuario di Santa Margherita attraverso boschi, sterrati, borghi, vedute. E qui troviamo Luca, una guida locale che ci fa assaporare, attraverso la sua effervescente passione tra storia, arte e religione quanto di magnifico hanno realizzato i nostri avi. E non finisce qui, perché chi ha indossato le scarpe da trekking prosegue scendendo a valle. Una lunga e bella discesa della durata di 20 minuti, che si trasformano ben presto in 60 per colpa di due piccole chiese che ci rapiscono. Ma come perdere certe bellezze…chissà se mai ci torneremo da queste parti…siamo circondati da tanta storia, cultura, arte e meraviglia che non ci basta una vita per poterne gioire. Si arriva quindi nel centro di Cortona con le sue piazze, il palazzo comunale e la Cattedrale di Santa Maria. E’ stata una bella galoppata, ma n’è valsa la pena. E poi lo splendore del sole non ci ha mai abbandonato, illuminando tutto il nostro percorso e regalandoci i meravigliosi colori della natura. Bene, ripresi i nostri cavalli ben accuditi dall’addestratore, torniamo in albergo per una rilassante cena e un rigenerante riposo notturno. 😎

Correva l’anno 2026…e corre ancora…in quel di aprile, nel venerdì 10, subito dopo Pasqua, quando alle 5.30 l’addestrator...
23/05/2026

Correva l’anno 2026…e corre ancora…in quel di aprile, nel venerdì 10, subito dopo Pasqua, quando alle 5.30 l’addestratore di cavalli della Ugolini Viaggi inizia il suo viaggio da Fumane, passando da Verona per accompagnare i Tamburini e gli Alfieri nella bella Siena, dove s’incontrano con la guida Serena.
Non ci volle molto per capire la maestosità di questa città, con ricchissime chiese, con opere d’arte realizzate da straordinari personaggi, che nonostante i pochi materiali, le semplici attrezzature, unite magari alle umili origini, ma estremamente ricchi di passione, crearono quei meravigliosi tasselli di un puzzle italiano che tutto il mondo ci invidia e che ancor oggi dopo diversi decenni rapiscono il nostro sguardo. Talvolta sono così belle e incredibilmente fantastiche le loro creazioni, che non ti resta che trattenere il cuore e ringraziare loro per il coraggio di aver lasciato questa eredità, come il duomo di Siena, la Piazza del Campo, il Santuario Casa di Santa Caterina da Siena e il fascino di tutti gli edifici e vicoli che formano la città.
Bene, ormai ci siamo ed entriamo nel vivo del celeberrimo e riconosciuto in tutto il mondo qual è il Palio di Siena. Ecco i Tamburini e gli Alfieri che sfilano lungo i vicoli delle Contrade, in particolar modo si addentrano in quella che è la “Contrada La Selva”. Qui la storia e la passione, piuttosto ardente in tutti i cittadini, a partire dai piccolissimi, è incredibile, ed è così viva che, scopriamo solo oggi, come i soci Elisa e Ivo, essere di due Contrade diverse, tantoché per queste tre giornate (effettivamente sono quattro quelle dedicate al Palio di luglio e agosto), ma soprattutto in questa prima, rimangono divisi, sono in due gruppi distinti di visita insomma vengono riconosciuti quali avversari fra loro. E’ talmente tutto così evidente dalle innumerevoli domande rivolte da Ivo alla guida, che la scrivente Priora cerca di trovare delle soluzioni per gestire tale situazione di coppia. Basta un semplice aperitivo predisposto da coloro che ci ospitano, che i due riescono a riavvicinarsi per gustarsi un pranzo in compagnia dei restanti contradaioli veronesi. Rifocillati i nostri corpi e le nostre menti, i Capitani Emanuele e Giuseppe con oculate e immediate decisioni riprendono le redini per proseguire il viaggio nella città di Siena. Raggiunto, nel tardo pomeriggio, il nostro addestratore, ci portiamo alle scuderie di Arezzo per il riposo notturno dei cavalli, del loro allenatore, degli Alfieri, Tamburini, Priora e Capitani.😴

La Nago Mori con il …SoleMetti un gruppo di una cinquantina di persone, metti una manciata di buonumore, aggiungi un piz...
06/05/2026

La Nago Mori con il …Sole
Metti un gruppo di una cinquantina di persone, metti una manciata di buonumore, aggiungi un pizzico di storia, mescola con un grandioso panorama e porta a cottura con un gran sole. Ecco la nostra avventura sulla ormai famosa Nago Mori si può riassumere così.
Siamo alle solite, il pullman della Brec ci raccoglie e partiamo, stavolta abbiamo il pienone e il motivo è semplice, siamo 2 sezioni del Cai che si sono accordate per fare una escursione assieme, con la stessa passione per la montagna, con gli stessi interessi e la stessa curiosità.
Conosco ed ho fiducia del capo-gita Denis della sezione Cesare Battisti che resterà sempre in coda al gruppo a sorvegliare i ritardatari.
Il viaggio verso il lago scorre veloce ed in un lampo siamo al parcheggio di Nago, calziamo gli scarponi e via, ci arrampichiamo sul sentiero militare dove, oltre 100 anni fa, passavano i rifornimenti per le truppe austriache. A me fa pensare quanta fatica è costata le sua realizzazione e la sua tragica utilità. Adesso però ci consente di raggiungere Malga Zures dove ci fermiamo per la pausa “banana” non prima però di essere saliti al punto panoramico, dove si gode di un panorama unico.
La vista spazia da Pregasina, alla Ponale a Riva del Garda, al Monte Brione, alla foce del Sarca, al Monte Stivo, alla Val di Gresta, al monte Baiena e oltre.
Poi proseguiamo verso Sportel Sasso Sega che con i suoi quasi 770 m slm è la cima Coppi del nostro giro per arrivare a Dosso Alto di Nago. Dosso Alto che adesso appare insignificante ma il cui possesso è stato a lungo conteso dai due contendenti. Tutto intorno sono presenti avvallamenti che, seppur mitigati dal tempo trascorso, ci ricordano che li si è combattuto molto pesantemente.
Li ci fermiamo per il pranzo al sacco, sarà stata la temperatura, la brezza, la compagnia, ma a me è piaciuto molto.
Ripartiamo per La Caverna Rossi, Bordina Bassa, Maso Pallotta e finalmente il paesino di Sano dove ci concediamo una meritata sosta. Fino a qui abbiamo attraversato trincee e stradine, sentieri a volte scassati e strade cementate, per finire con il ritorno nella civiltà dell’asfalto.
Adesso indugiamo, la stanchezza inizia a farsi sentire il posto è bello e c’è anche un fontana con l’acqua che scorre, siamo in Trentino.
Si riparte per l’ultima tappa, vediamo il pullman che si porta al parcheggio del Market La Botte, punto di ritrovo concordato, dove abbiamo la possibilità di ristorarci prima intraprendere il viaggio di ritorno. Un doveroso ringraziamento a tutti i partecipanti e un arrivederci alla prossima iniziativa che coinvolga sezioni diverse del CAI.😎🥳
CAI Verona CAI Cesare Battisti Verona

11/04/2026

22.03.2026 - Rovereto: il Fungo di Albaredo e le Piste dei Dinosauri

C'era una volta...forse non è proprio una favola, ma C'era una volta è proprio l'inizio perfetto della nostra storia.
È l'alba del Giurassico, quando 32 dinosauri tra carnivori, erbivori, alcolizzati, astemi, lavoratori, pensionati si portano a Rovereto, ma non con le proprie zampe, bensì con l'ausilio e supporto del rosso fiammante pullman della Ugolini Viaggi.
Con passi fermi e ben decisi si percorre il Sentiero della Pace per poi mimetizzarsi silenziosamente nell’ampia boscaglia…se non fosse che siamo dinosauri e con una parlantina alquanto vivace…
Con la salita e poi discesa, tra bellissimi boschi e ampie vedute, con la galleria Damiano Chiesa e il suo cannone della Prima Guerra Mondiale, con la lussureggiante primavera in fiore, i dinosauri iniziano a sentire un certo languorino, anzi, i loro musi si allungano sempre più, perché sentono il profumo di un buon risotto con i funghi. Beh, ci può anche stare, senonché manca il risotto, mentre un grandissimo fungo si staglia fronte ai nostri occhi. Ma niente paura, le provviste le abbiamo, i sorrisi e gli sguardi felici altrettanto, giacché un ritratto di gruppo con il famoso Fungo di Albaredo non può mancare.
Una lieve brezza ridesta tutti noi, e con fare tranquillo ci rimettiamo in cammino per tornare al punto di partenza attraverso un altro sentiero dove intendiamo lasciare le nostre impronte e quindi ancora un’ultima salita verso le Piste dei Dinosauri.
Un’ampia area di fango raccoglie le nostre zampe; come in una passerella d’alta moda sfiliamo lungo la lunga scalinata, guardando a destra e a sinistra, in basso e poi in alto, allungando i nostri colli su quelle lastre di roccia dove si è fossilizzato il nostro passaggio…insomma siamo divenuti famosi, la nostra presenza non è passata inosservata, il Sentiero delle Orme è il nostro segno indelebile.
Certo ci vedranno come semplici carnivori o erbivori, con zampe grandi, colli lunghi, corpi immensi, ci daranno dei nomi, ma non sapranno mai che tra questi ci sono i famosi capo-branco Santosauro Diego e Divagasauro Riccardo a guidare Brontosauri, Velociraptor, Calmaraptor, T-rex, Spinosauri, Gotosauri, Nonnisauri, Allegrisauri e tanti altri.
Nella loro immensità, nella loro istintiva ferocia di sopravvivenza, i dinosauri possono far paura, ma, purtroppo, l'uomo riesce a superarli con la sua cattiveria, ferocia, egoismo, crudeltà, soprattutto perché qui non è l'istinto, ma è frutto della sua volontà di violentare, uccidere, massacrare altri simili, così come ci testimonia il Sacrario di Rovereto, doverosa visita prima di salire in pullman, con all'esterno i cannoni a difesa di coloro che vengono ricordati, nero su bianco, all'interno di questo mausoleo.
Una storia crudele, che continua a ripetersi, e purtroppo noi umani non ci siamo estinti come i dinosauri, ma nemmeno evoluti con il cuore.
Nonostante tutto questo male, ci sono persone che fanno del bene e, posso affermalo con tutta franchezza, entusiasmo e gratitudine che i dinosauri presenti nell'escursione del 22 marzo 2026 sono dei bei e pacifici soci, nonché divertenti e amanti della storia, cultura, amicizia, gioia, divertimento, serenità, aiuto reciproco e tanto altro di positivo.
Ci vuole tanto coraggio per essere così come siamo, mentre è facile, banale, codardi creare odio.
Grazie a tutti i miei soci “dinosauri”, ognuno con il proprio essere unico e bello....anche noi ci estingueremo, ma mi piace pensare che, come loro, lasceremo le nostre impronte, dei segnali positivi, dei piacevoli, scherzosi, divertenti ricordi ricchi di gioia, condivisione e amore🥰

05/04/2026

Indirizzo

Via Ottavio Caccia N° 4
Verona
37136

Orario di apertura

20:30 - 22:00

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