Famiglia Alpinistica

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Famiglia Alpinistica Siamo una sottosezione del CAI di Verona e siamo presenti dal 15 settembre 1958 !!!

Ed ecco l’autista riprende servizio caricare bagagli è diventato un suo vizio.Certo i soci sono un po' distratti e i bag...
18/09/2026

Ed ecco l’autista riprende servizio
caricare bagagli è diventato un suo vizio.
Certo i soci sono un po' distratti
e i bagagli alla rinfusa li han caricati.
Ma tranquilli, il giovane autista, brillante di fantasia
con la bacchetta da Harry Potter ha compiuto una magia.🧙‍♂️
Tutto in ordine si è trasformato
e ben presto il viaggio si è cominciato.
Casere ci vede scendere dal pullman e, dopo aver recuperato dalle bagagliere le attrezzature di rito, il capo-gita Fiorenzo illustra dettagliatamente le due opzioni d’escursione al fine che ognuno di noi, pensando alle proprie capacità e alle condizioni fisiche del momento, possa scegliere la soluzione migliore per trascorrere in compagnia una bella giornata. Tutto il gruppo si avvia. Con Emanuele davanti raggiungiamo una prima malga…ma niente, non possiamo fermarci perché alla seconda dobbiamo arrivare quanto prima. La strada sterrata ci fa compagnia per buona parte del tragitto, come l’acqua che scorre briosa e piena d’allegria fino a condurci alla Malga Kehrer. Qui, i 35 escursionisti che intendono proseguire sorseggiano velocemente un caffè e di corsa fanno un passaggio alla toilette per poi seguire il capo-gita Emanuele in una bella salita. Rocce, pietre, gradoni, salite, piccole cascate d’acqua e in men che non si dica prendiamo quota. La malga diventa sempre più piccola e gli altri soci con il condottiero Fiorenzo sembrano sempre più delle formichine ai nostri occhi.
Il sole splendente non ci toglie il fiato
ma un’immensa gioia ci ha regalato.
Le montagne sembra aver disegnato
in quel ciel limpido e azzurro si è rivelato.
Ed è proprio così, il Rifugio Brigata Tridentina ora lo si vede. E’ talmente in alto, così piccolo, ma ben chiaro alla vista, che anche lo stesso sentiero che dovremmo affrontare sembra perfettamente disegnato, nitido da sembrare tratteggiato da uno scrittore. Tutto il vasto pianoro che stiamo attraversando, capeggiato dalla Malga Lahner, la fresca acqua che scorre dividendolo in due, le piccole cascate che scendono gioiose di raggiungere e rinfrescare i prati, i piccoli ghiacciai che si stagliano sulle alte montagne, le vette che si impongono su noi piccoli escursionisti, le tante rocce che rallegrano il terreno….è semplicemente un meraviglioso e grandioso spettacolo. Ogni passo che facciamo per attraversare questa stupenda valle, ci permette di recuperare l’energia e il fiato per accingersi alla lunga e continua salita. Non ci sono alberi a darci ristoro, ma solo il continuo zigzagare, quella ripida serpentina fatta di gradini e/o lastre in pietra o roccia che mettono a dura prova chi il fiato e chi le gambe in questi ultimi 400 mt di dislivello. In 30 hanno raggiunto il Rifugio Brigata Tridentina; altri, invece, arrivati al pianoro, hanno scelto di tornare indietro dall’altro gruppo, orgogliosi di essere giunti fin qua; mentre in due, dopo aver percorso i tre quarti dell’impegnativa serpentina, magari con un po’ di rammarico, ma con la consapevolezza e la gioia di aver dato il massimo e soprattutto di non voler trasformare il trekking in un brutto ricordo per noi stessi e per gli altri, con i bastoncini alle mani, gli occhiali da sole e con lo sguardo ben attento sui passi da compiere, prendiamo la via della discesa per andar ad “affogare” deliziosamente i piedi nell’acqua gelida. Nel frattempo gli altri hanno proseguito e il Rifugio l’han conquistato. E qui una buona birra è d’obbligo, quale brindisi all’obiettivo raggiuto, al cielo splendente, al magnifico paesaggio e alla bella compagnia di soci; quindi una meritata pausa pranzo e per finire una veloce ricarica delle batterie al fine di recuperare tutte le forze sulle gambe, necessarie per ripercorrere tutti gli 850 mt circa di dislivello. Mentre sono qua con i miei piedi nell’acqua, avvolta dai dolci suoni della natura, serena, tranquilla, rilassata, con la gamba ormai non più dolorante, con lo sguardo verso il Rifugio, vedo la serpentina prendere vita con tanti colori sgargianti. Sono loro, i miei soci di scorribande con Gabriella a chiudere le fila, alla quale un doveroso e grande grazie desidero fare per tutto il supporto fisico e morale che ha saputo infondere soprattutto a chi era in difficoltà. La bellezza di vedere i loro visi sorridenti e luminosi, che mi vengono incontro, mi caricano di ulteriore gioia ed energia. Proprio quella carica che serve a tutti per ripercorrere il sentiero a ritroso, raggiungere e raccogliere i soci del 2° gruppo alla Malga Kehrer e ritornare al pullman dove il nostro autista Giovanni ci accoglie a “braccia aperte“ ops con le bagagliere aperte per riporre i nostri allegri zaini e accaldati scarponi.
Ora noi stanchi un po’ lo siamo
e in pullman seduti ci rilassiamo. 😉
A Giovanni un plauso dobbiam fare
con patente e guida ci sa fare.🚌
Emanuele e Fiorenzo ci han fatto soffrire
ma un grande grazie desideriamo offrire. 👏
Carissimi soci di varie sezioni
abbiamo vissuto diverse emozioni.🥳
Il nostro trekking è qui terminato
e ognuno di voi va ringraziato.🥰

In 45 soci ci siamo attrezzatiin Valle Aurina siamo andati.Valige e bastoncini li abbiam portaticon scarponi e zaini si ...
18/09/2026

In 45 soci ci siamo attrezzati
in Valle Aurina siamo andati.
Valige e bastoncini li abbiam portati
con scarponi e zaini si son caricati.
Il pullman Ugolini ci ha trasportati
e Giovanni l’autista ci ha accompagnati.
Col sorriso conquista ogni tracciato
curve e rettilinei si è conquistato.
Ebbene sì, qui inizia il nostro nuovo viaggio, con un giovane autista dalla guida sprintosa, serena e tranquilla. Tanti si chiedono se ha la patente. Chissà!?! E poi…cosa serve quella tesserina se non si sa guidare? Tranquilli ragazzi…è un nostro socio…non ci può tradire…comunque in questi due giorni lo mettiamo alla prova, lo teniamo d’occhio e vediamo se ha tutti i requisiti per viaggiare con il pullman di Ugolini Viaggi e Famiglia Alpinistica. Niente paura…tutto andrà bene…….forse!!!!!!!
Arrivati a Lappago
Con zaini e scarponi ci ha abbandonati
coi bastoncini alle mani ci siamo avviati.
Con la radio sul petto, lo sguardo severo
s’incammina Emanuele il nostro condottiero.
Da subito il paesaggio che ci circonda ci dona una carica ed energia utile per intraprendere un’escursione in lieve salita. Si muovono i primi passi sull’asfalto per poi addentrarsi in verdi boschi, percorrere sterrati, sentieri, con il dolce suono dell’acqua che scorre sulle rocce sotto un cielo coperto di nuvole che non sembrano minacciose, anzi talvolta si aprono per mostrarci l’azzurro che nascondono. Una tranquilla escursione che ci porta al Lago di Neves. Uno smeraldo incastonato tra le alte montagne che prende ancor più splendore quando finalmente i raggi solari regalano tutta la loro luminosità ed energia alla natura sottostante. Proprio qui, al Lago, ci rilassiamo in una buona e bella pausa pranzo: chi seduto ai tavoli del rifugio, chi sulle panchine dei prati circostanti, chi sulle calde rocce. Ogni socio può inebriarsi e godere dello spettacolo che più gradisce. Ed ecco Fiorenzo, l’altro condottiero di questa avventura, che raduna i soci per riprendere il cammino se non dopo imprimere un bel ricordo con uno scatto fotografico di gruppo. Va beh…più scatti fotografici…ma quanto belli sono i soci in posa che aspettano con rispettosa pazienza, magari inginocchiati o semi-piegati per far sì che tutti i visi siano in primo piano ed io con calma mi godo le loro piccole smorfie e i loro raggianti colori sullo splendido sfondo del lago…per poi dire “è da tanto che ho finito!!!”. Ora ci ritroviamo a seguire il sentiero, intorno al lago, per un rientro luminoso e gioioso. Un passo dopo l’altro ripercorriamo, chi il bosco, chi la strada asfaltata per ritrovarci al pullman.
A proposito
Con occhio guardingo l’autista ci ha scortato
e col far assai scherzoso il pullman ci ha girato.
Pronto sì a partir, verso l’hotel ci ha portato
se non dopo il cambio scarpe, qui, abbiam fatto.
Giunti in albergo ci siam rilassati
e una cena insieme ci siam gustati.
Morfeo ci ha chiamato al suo cospetto
per abbandonarci il giorno dopo con rispetto. 😴😎

Un’altra bella giornata si apre ai nostri occhi😎. La notte ci ha ben ricaricati, tantoché dopo una buona colazione ripre...
02/07/2026

Un’altra bella giornata si apre ai nostri occhi😎. La notte ci ha ben ricaricati, tantoché dopo una buona colazione riprendiamo i cavalli rossi che ci portano in Val di Luce e più precisamente al piazzale degli impianti di risalita dove prendiamo un tranquillo sentiero che, passo dopo passo, in lieve e continua salita sotto la frescura del bosco ci porta in prossimità del rifugio Le Terrazze.
Qui, la macchina del tempo, ci teletrasporta nel 1859, in piena seconda guerra d’indipendenza, dove i soci, sono i ribelli che si sollevano per annettersi al Regno di Sardegna, contro gli attuali Granducato di Toscana, Ducato di Modena e Ducato di Lucca ossia le Tre Potenze che governano e danno il nome alla cima “Alpe Tre Potenze”, confine dei 3 stati.
Ed ecco un piccolo gruppo di ribelli prendere un sentiero più breve. Sembra facile, ma alcuni tratti di salita ripida ci danno da pensare. Senonché il rigoglioso verde che ci circonda, l’espressione radiosa del sole e la vista del Lago Nero, nostra attuale meta, ci dona l’energia e la gioia di attraversare con il sorriso ogni ostacolo.
Nel frattempo, i restanti ribelli, piegati sotto il sole in una lunga e piuttosto pendente salita e talvolta contro la forza ostile di Eolo, arrivano al valico del Passo di Annibale. La bellezza del panorama e la forza di vincere la battaglia, portano questi ribelli a conquistare la vetta dell’Alpe Tre Potenze per una strepitosa visione a 360° sul mondo.
La vittoria è ormai vicina e, con i plebisciti del 1860, i ribelli riescono nell’intento per poi arrivare al 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia.
Per festeggiare tutti insieme, ci ritroviamo a pranzare al Lago Nero, magari un po’ stanchi, ma con il sorriso sulle labbra; e tra un panino, un frutto, un dolcetto, un bicchiere di vino, i ribelli ritornano ad essere i soci CAI del 2026.
Il giro ad anello prosegue per un ripido bosco, tutto in discesa. Con il corso d’acqua che ogni tanto troviamo anche sotto i nostri scarponi; i maggiociondoli che ci colorano la vista e la straordinarietà dei tronchi d’albero di creare forme elaborate, arriviamo a Le Regine. Ora gli scarponi vengono sfilati dai piedi per prendere posto nelle bagagliere del pullman insieme agli zaini e indossate le scarpe leggere ci portiamo a salutare l’Abetone con una fresca birra, un succo, un gelato, un dolcetto per poi fare ritorno a Verona🍻

Tutta questa bellezza, i percorsi, i panorami, la storia non si potrebbero vivere se non grazie alla passione, all’entusiasmo, energia e fatica dei nostri direttori d’escursione Diego e Fabio, agli assistenti capi-gita Silvano, Paola, Stefano e Riccardo e all’allegria, il divertimento, l’amicizia di tutti voi soci CAI, siano essi della nostra Famiglia Alpinistica sottosezione CAI Verona e della stessa sezione CAI Verona, che gli storici, che spesso ci accompagnano, del CAI San Pietro in Cariano e Caprino V.se e dei nuovi i quali ci hanno regalato ulteriore energia per nuove avventure e una gioiosa e grata vita. Grazie ragazzi…ciaoooo 🥰

Gli Appennini sono una tappa annuale della Famiglia Alpinistica e anche quest’anno il 13 e 14 giugno ci hanno visti in 3...
01/07/2026

Gli Appennini sono una tappa annuale della Famiglia Alpinistica e anche quest’anno il 13 e 14 giugno ci hanno visti in 36 in quel dell’Abetone.
Con la freschezza della giornata, l’effervescenza degli escursionisti e la destrezza dell’autista del pullman si giunge al Passo dell’Abetone per iniziare a sgranchire le gambe…queste, a dire il vero, sono ancora convinte di essere dormienti sul letto di casa.
E quindi via, si inizia a salire su un sentiero in mezzo a un luminoso bosco, con i faggi carichi di foglie che sembrano delle splendide lucine di Natale da quanto sono lucenti; con le orchidee nella loro rigogliosa freschezza; con il profumo di una natura che si apre all’estate; e con le goccioline che si formano sui nostri visi per scendere ad irrigare il terreno.
Il percorso ci porta al Rifugio Selletta, che, come tutti quelli che abbiamo incontrato in questi 2 giorni, è chiuso; ma d’altra parte stanno prendendo un po’ di fiato dopo la stagione invernale, molto intensa, per la zona prettamente sciistica.
Ora l’esplosione del sole inizia a colpirci, per colorarci di quell’abbronzatura da “maglietta”, con un cielo che ci sovrasta e circonda di quell’azzurro che sembra dipinto da un gioioso pittore.
E la salita continua, così come gli alberi diventano arbusti, prati e poi roccia e quindi l’arrivo alla grande Croce del Gomito dove tutti noi in formazione “gruppo” ci scattiamo un bellissimo, luminoso, solare ricordo.
Da qui tutto in ripida discesa verso la nostra pausa pranzo. Non c’è bisogno di correre per accaparrarsi un angolo d’ombra, perché il rifugio è grande e offre una bella tettoia tutt’intorno da regalare ad ognuno di noi una siesta rigenerante.
E’ talmente tale la ricarica delle nostre batterie, che prima di riprendere il cammino, salutiamo il rifugio Pulicchio con una bella “ola” (una divertente, giocosa idea del nostro Paolo).
Si prosegue con le discese, intervallate da qualche salita così da permettere ai dischi dei freni di raffreddarsi; e pian piano gli alberi iniziano a crescere e i boschi si fanno più ampi, la pelle si rilassa e si raffresca quel tanto da arrivare, come richiesto da molti ribelli escursionisti, al premio della giornata, la birra, al bar in piazza ad Abetone.
Rinfrescate le gole, ricaricati i corpi, rigenerate le gambe si riprende il rosso fiammante della Ugolini Viaggi per portarci all’Hotel K2 per una doccia di freschezza, gustosa cena, tanta allegria e poi un dolce riposo nelle proprie camere 😴

Recoaro Mille ci ha visti arrivarecon zaini e scarponi per camminare.Il Sentiero dei Grandi Alberi vogliamo esploraree d...
07/06/2026

Recoaro Mille ci ha visti arrivare
con zaini e scarponi per camminare.
Il Sentiero dei Grandi Alberi vogliamo esplorare
e dai capo-gita, Silvano e Stefano, ci facciamo guidare.

Le salite non mancano e neppur le discese
così ci si allena in questo fine mese.
Colori, profumi eppure canzoni
le rane ci accompagnano con i loro suoni.

Sterrato, sottobosco e sassi franati
ci portano al Battisti un po' sudati.
Evviva al rifugio noi siam arrivati
e una pausa pranzo ci siamo gustati.

Senti dall'alto chi si fa sentire
il cielo un po' scuro ci fa capire
è ora di alzarsi, di camminare
dal temporale non vogliamo farci bagnare.

Con fare guardingo ma anche tranquillo
il sentiero facciamo ma senza assillo.
Un giro ad anello ci han preparato
per alberi e laghetti il ritorno abbiam fatto.

Quanta bellezza ci offre la natura
fiori e alberi di ogni statura.
Foglie lucenti in questa fresca natura
fusti immensi per ogni creatura.

Che bella giornata abbiamo trascorso
in amicizia e allegria abbiamo percorso.
Il cielo e il sole c’hanno ammagliato
e l’impetuoso temporale ci ha solo sfiorato.

Una bella escursione ci han regalato
i capo-gita un plauso di certo han meritato.
E non dimentichiamo l'infortunata capo-gita
Giuliana c’ha organizzato una colazione assai gradita.

Tranquilli, lei da casa ci ha supportati
e, non solo, con piacere ci ha ascoltati.
Un inno a lei abbiamo dedicato
e il suo cuore a noi ha regalato.

Con risa e passi assai gioiosi
sempre voi soci siete strepitosi.
Un grazie a voi tutti voglio dedicare
e alla prossima avventura rimandare😎.

04/06/2026
La terza giornata ci vede ad Arezzo, esattamente dove abbiamo l’hotel, e così possiamo tranquillamente raggiungere a pie...
23/05/2026

La terza giornata ci vede ad Arezzo, esattamente dove abbiamo l’hotel, e così possiamo tranquillamente raggiungere a piedi la guida Luca, mentre lasciamo a riposo i cavalli che nel pomeriggio avranno da correre per rientrare a Verona. Spesso si sente parlare di Siena tra le città turistiche, ma di certo Cortona, e oggi Arezzo, non sono da meno. Arezzo con le sue chiese che non appena entri sembrano così “povere, spoglie” ma basta alzare lo sguardo al cielo o semplicemente sulle pareti che, invece, si vedono quanto sono ricche di affreschi, di sculture dalle forme più o meno grandi.
Sono talmente tanti gli artisti che dovrei citare e dei quali abbiamo conosciuto le loro opere in questi tre giorni, che, se possibile, consiglio di andarli a scoprire di persona e farsi cogliere dallo stupore della loro passione.
L’Italia è conosciuta al mondo per la sua storia, i suoi monumenti, le sculture, pitture, affreschi, ecc. e magari taluni c’invidiano per tutto questo e non solo. Anche la cucina è un punto a nostro favore e di certo non si poteva fare a meno di assaporare un buon pranzo al Covo dei Briganti; bella, caratteristica, ospitale taverna che non ha tradito le nostre aspettative.
Nel tardo pomeriggio abbiamo salutato e ringraziato ancora la guida Luca che ci ha incantato con la sua semplice, allegra, intrigante passione e, ripresi i cavalli ben guidati dal nostro addestratore o meglio autista siamo tornati nella nostra bella città.
Quanta bellezza abbiamo visto in questi tre giorni in Toscana, quanti sapori e piatti tipici abbiamo gustato, quante meravigliose opere ci hanno colpito, quanta luminosa natura abbiamo attraversato, quanta storia, arte, passione abbiamo immagazzinato e quanta pace, serenità, semplicità, allegria ci siamo regalati sia come luoghi che come gruppo che mai tradisce il buonumore, il divertimento, la fatica, la dolcezza, l’affetto, l’amicizia e tanto altro.
Non me ne voglia alcuno se ho usato e scherzato su delle figure importanti per le città toscane e in particolar modo Siena. A loro va tutto il mio rispetto e anche ammirazione per portare avanti certe tradizioni coinvolgendo a vario titolo persone di tutte le età. Si sente così tanto la passione dalle voci delle persone che ci hanno accolto e raccontato il loro vivere, che noi soci CAI della Famiglia Alpinistica abbiamo riscontrato e quindi paragonato i vostri rappresentanti, in particolar modo, riferito alle Contrade, che per tre giorni la Presidente veniva chiamata Priora, i capitani erano i capo-gita Emanuele e Giuseppe, il Fantino la nostra guida ASE Riccardo, l’addestratore, ossia allenatore dei cavalli, l’autista Roberto che di cavalli nel pullman né ha diversi e poi tutti gli altri del gruppo quali Alfieri e Tamburini. A tutti voi vanno i miei ringraziamenti per questa nuova avventura turistico-culturale ed escursionistica, in particolar modo a Riccardo per aver guidato i nostri passi in mezzo alla natura, a Giuseppe per aver ideato e pensato per noi anche a delle uscite turistiche-culturali e ad Emanuele che, nella sua prima esperienza di capo-gita, è come si suol dire, partito con il “botto” e un “magnifico botto”. Ciaooo….alla prossima avventura.🥳🥳🥳

La notte ci ha regalato energia e ora una ricca colazione ci accoglie. Ma cosa sta succedendo? In questa grande sala si ...
23/05/2026

La notte ci ha regalato energia e ora una ricca colazione ci accoglie. Ma cosa sta succedendo? In questa grande sala si vedono arrivare dei fantini, alcuni dai volti sconosciuti, ma tra questi sfilano dei fisici asciutti, atletici come Fiorenzo, Stefano, Dante, Roberto pronti a farsi reclutare da una o l’altra contrada per partecipare al Palio. Ma per loro non c’è nulla da fare, la Contrada Famiglia Alpinistica e in particolar modo il capitano Emanuele, ha proprio ieri adocchiato, studiato e contrattato con un abile e professionale Fantino, convinto che con lui sarebbe stata una vittoria sicura. Ed è proprio lui, Riccardo, che prese le redini in mano porta al galoppo una buona parte del gruppo da S**o all’Eremo Francescano “Le Celle”, dove si respira tutta la ricchezza di semplicità, pace, serenità di San Francesco, in mezzo ad una spettacolare natura e poi via verso il Santuario di Santa Margherita attraverso boschi, sterrati, borghi, vedute. E qui troviamo Luca, una guida locale che ci fa assaporare, attraverso la sua effervescente passione tra storia, arte e religione quanto di magnifico hanno realizzato i nostri avi. E non finisce qui, perché chi ha indossato le scarpe da trekking prosegue scendendo a valle. Una lunga e bella discesa della durata di 20 minuti, che si trasformano ben presto in 60 per colpa di due piccole chiese che ci rapiscono. Ma come perdere certe bellezze…chissà se mai ci torneremo da queste parti…siamo circondati da tanta storia, cultura, arte e meraviglia che non ci basta una vita per poterne gioire. Si arriva quindi nel centro di Cortona con le sue piazze, il palazzo comunale e la Cattedrale di Santa Maria. E’ stata una bella galoppata, ma n’è valsa la pena. E poi lo splendore del sole non ci ha mai abbandonato, illuminando tutto il nostro percorso e regalandoci i meravigliosi colori della natura. Bene, ripresi i nostri cavalli ben accuditi dall’addestratore, torniamo in albergo per una rilassante cena e un rigenerante riposo notturno. 😎

Correva l’anno 2026…e corre ancora…in quel di aprile, nel venerdì 10, subito dopo Pasqua, quando alle 5.30 l’addestrator...
23/05/2026

Correva l’anno 2026…e corre ancora…in quel di aprile, nel venerdì 10, subito dopo Pasqua, quando alle 5.30 l’addestratore di cavalli della Ugolini Viaggi inizia il suo viaggio da Fumane, passando da Verona per accompagnare i Tamburini e gli Alfieri nella bella Siena, dove s’incontrano con la guida Serena.
Non ci volle molto per capire la maestosità di questa città, con ricchissime chiese, con opere d’arte realizzate da straordinari personaggi, che nonostante i pochi materiali, le semplici attrezzature, unite magari alle umili origini, ma estremamente ricchi di passione, crearono quei meravigliosi tasselli di un puzzle italiano che tutto il mondo ci invidia e che ancor oggi dopo diversi decenni rapiscono il nostro sguardo. Talvolta sono così belle e incredibilmente fantastiche le loro creazioni, che non ti resta che trattenere il cuore e ringraziare loro per il coraggio di aver lasciato questa eredità, come il duomo di Siena, la Piazza del Campo, il Santuario Casa di Santa Caterina da Siena e il fascino di tutti gli edifici e vicoli che formano la città.
Bene, ormai ci siamo ed entriamo nel vivo del celeberrimo e riconosciuto in tutto il mondo qual è il Palio di Siena. Ecco i Tamburini e gli Alfieri che sfilano lungo i vicoli delle Contrade, in particolar modo si addentrano in quella che è la “Contrada La Selva”. Qui la storia e la passione, piuttosto ardente in tutti i cittadini, a partire dai piccolissimi, è incredibile, ed è così viva che, scopriamo solo oggi, come i soci Elisa e Ivo, essere di due Contrade diverse, tantoché per queste tre giornate (effettivamente sono quattro quelle dedicate al Palio di luglio e agosto), ma soprattutto in questa prima, rimangono divisi, sono in due gruppi distinti di visita insomma vengono riconosciuti quali avversari fra loro. E’ talmente tutto così evidente dalle innumerevoli domande rivolte da Ivo alla guida, che la scrivente Priora cerca di trovare delle soluzioni per gestire tale situazione di coppia. Basta un semplice aperitivo predisposto da coloro che ci ospitano, che i due riescono a riavvicinarsi per gustarsi un pranzo in compagnia dei restanti contradaioli veronesi. Rifocillati i nostri corpi e le nostre menti, i Capitani Emanuele e Giuseppe con oculate e immediate decisioni riprendono le redini per proseguire il viaggio nella città di Siena. Raggiunto, nel tardo pomeriggio, il nostro addestratore, ci portiamo alle scuderie di Arezzo per il riposo notturno dei cavalli, del loro allenatore, degli Alfieri, Tamburini, Priora e Capitani.😴

La Nago Mori con il …SoleMetti un gruppo di una cinquantina di persone, metti una manciata di buonumore, aggiungi un piz...
06/05/2026

La Nago Mori con il …Sole
Metti un gruppo di una cinquantina di persone, metti una manciata di buonumore, aggiungi un pizzico di storia, mescola con un grandioso panorama e porta a cottura con un gran sole. Ecco la nostra avventura sulla ormai famosa Nago Mori si può riassumere così.
Siamo alle solite, il pullman della Brec ci raccoglie e partiamo, stavolta abbiamo il pienone e il motivo è semplice, siamo 2 sezioni del Cai che si sono accordate per fare una escursione assieme, con la stessa passione per la montagna, con gli stessi interessi e la stessa curiosità.
Conosco ed ho fiducia del capo-gita Denis della sezione Cesare Battisti che resterà sempre in coda al gruppo a sorvegliare i ritardatari.
Il viaggio verso il lago scorre veloce ed in un lampo siamo al parcheggio di Nago, calziamo gli scarponi e via, ci arrampichiamo sul sentiero militare dove, oltre 100 anni fa, passavano i rifornimenti per le truppe austriache. A me fa pensare quanta fatica è costata le sua realizzazione e la sua tragica utilità. Adesso però ci consente di raggiungere Malga Zures dove ci fermiamo per la pausa “banana” non prima però di essere saliti al punto panoramico, dove si gode di un panorama unico.
La vista spazia da Pregasina, alla Ponale a Riva del Garda, al Monte Brione, alla foce del Sarca, al Monte Stivo, alla Val di Gresta, al monte Baiena e oltre.
Poi proseguiamo verso Sportel Sasso Sega che con i suoi quasi 770 m slm è la cima Coppi del nostro giro per arrivare a Dosso Alto di Nago. Dosso Alto che adesso appare insignificante ma il cui possesso è stato a lungo conteso dai due contendenti. Tutto intorno sono presenti avvallamenti che, seppur mitigati dal tempo trascorso, ci ricordano che li si è combattuto molto pesantemente.
Li ci fermiamo per il pranzo al sacco, sarà stata la temperatura, la brezza, la compagnia, ma a me è piaciuto molto.
Ripartiamo per La Caverna Rossi, Bordina Bassa, Maso Pallotta e finalmente il paesino di Sano dove ci concediamo una meritata sosta. Fino a qui abbiamo attraversato trincee e stradine, sentieri a volte scassati e strade cementate, per finire con il ritorno nella civiltà dell’asfalto.
Adesso indugiamo, la stanchezza inizia a farsi sentire il posto è bello e c’è anche un fontana con l’acqua che scorre, siamo in Trentino.
Si riparte per l’ultima tappa, vediamo il pullman che si porta al parcheggio del Market La Botte, punto di ritrovo concordato, dove abbiamo la possibilità di ristorarci prima intraprendere il viaggio di ritorno. Un doveroso ringraziamento a tutti i partecipanti e un arrivederci alla prossima iniziativa che coinvolga sezioni diverse del CAI.😎🥳
CAI Verona CAI Cesare Battisti Verona

Indirizzo

Via Ottavio Caccia N° 4
Verona
37136

Orario di apertura

20:30 - 22:00

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