18/09/2026
Ed ecco l’autista riprende servizio
caricare bagagli è diventato un suo vizio.
Certo i soci sono un po' distratti
e i bagagli alla rinfusa li han caricati.
Ma tranquilli, il giovane autista, brillante di fantasia
con la bacchetta da Harry Potter ha compiuto una magia.🧙♂️
Tutto in ordine si è trasformato
e ben presto il viaggio si è cominciato.
Casere ci vede scendere dal pullman e, dopo aver recuperato dalle bagagliere le attrezzature di rito, il capo-gita Fiorenzo illustra dettagliatamente le due opzioni d’escursione al fine che ognuno di noi, pensando alle proprie capacità e alle condizioni fisiche del momento, possa scegliere la soluzione migliore per trascorrere in compagnia una bella giornata. Tutto il gruppo si avvia. Con Emanuele davanti raggiungiamo una prima malga…ma niente, non possiamo fermarci perché alla seconda dobbiamo arrivare quanto prima. La strada sterrata ci fa compagnia per buona parte del tragitto, come l’acqua che scorre briosa e piena d’allegria fino a condurci alla Malga Kehrer. Qui, i 35 escursionisti che intendono proseguire sorseggiano velocemente un caffè e di corsa fanno un passaggio alla toilette per poi seguire il capo-gita Emanuele in una bella salita. Rocce, pietre, gradoni, salite, piccole cascate d’acqua e in men che non si dica prendiamo quota. La malga diventa sempre più piccola e gli altri soci con il condottiero Fiorenzo sembrano sempre più delle formichine ai nostri occhi.
Il sole splendente non ci toglie il fiato
ma un’immensa gioia ci ha regalato.
Le montagne sembra aver disegnato
in quel ciel limpido e azzurro si è rivelato.
Ed è proprio così, il Rifugio Brigata Tridentina ora lo si vede. E’ talmente in alto, così piccolo, ma ben chiaro alla vista, che anche lo stesso sentiero che dovremmo affrontare sembra perfettamente disegnato, nitido da sembrare tratteggiato da uno scrittore. Tutto il vasto pianoro che stiamo attraversando, capeggiato dalla Malga Lahner, la fresca acqua che scorre dividendolo in due, le piccole cascate che scendono gioiose di raggiungere e rinfrescare i prati, i piccoli ghiacciai che si stagliano sulle alte montagne, le vette che si impongono su noi piccoli escursionisti, le tante rocce che rallegrano il terreno….è semplicemente un meraviglioso e grandioso spettacolo. Ogni passo che facciamo per attraversare questa stupenda valle, ci permette di recuperare l’energia e il fiato per accingersi alla lunga e continua salita. Non ci sono alberi a darci ristoro, ma solo il continuo zigzagare, quella ripida serpentina fatta di gradini e/o lastre in pietra o roccia che mettono a dura prova chi il fiato e chi le gambe in questi ultimi 400 mt di dislivello. In 30 hanno raggiunto il Rifugio Brigata Tridentina; altri, invece, arrivati al pianoro, hanno scelto di tornare indietro dall’altro gruppo, orgogliosi di essere giunti fin qua; mentre in due, dopo aver percorso i tre quarti dell’impegnativa serpentina, magari con un po’ di rammarico, ma con la consapevolezza e la gioia di aver dato il massimo e soprattutto di non voler trasformare il trekking in un brutto ricordo per noi stessi e per gli altri, con i bastoncini alle mani, gli occhiali da sole e con lo sguardo ben attento sui passi da compiere, prendiamo la via della discesa per andar ad “affogare” deliziosamente i piedi nell’acqua gelida. Nel frattempo gli altri hanno proseguito e il Rifugio l’han conquistato. E qui una buona birra è d’obbligo, quale brindisi all’obiettivo raggiuto, al cielo splendente, al magnifico paesaggio e alla bella compagnia di soci; quindi una meritata pausa pranzo e per finire una veloce ricarica delle batterie al fine di recuperare tutte le forze sulle gambe, necessarie per ripercorrere tutti gli 850 mt circa di dislivello. Mentre sono qua con i miei piedi nell’acqua, avvolta dai dolci suoni della natura, serena, tranquilla, rilassata, con la gamba ormai non più dolorante, con lo sguardo verso il Rifugio, vedo la serpentina prendere vita con tanti colori sgargianti. Sono loro, i miei soci di scorribande con Gabriella a chiudere le fila, alla quale un doveroso e grande grazie desidero fare per tutto il supporto fisico e morale che ha saputo infondere soprattutto a chi era in difficoltà. La bellezza di vedere i loro visi sorridenti e luminosi, che mi vengono incontro, mi caricano di ulteriore gioia ed energia. Proprio quella carica che serve a tutti per ripercorrere il sentiero a ritroso, raggiungere e raccogliere i soci del 2° gruppo alla Malga Kehrer e ritornare al pullman dove il nostro autista Giovanni ci accoglie a “braccia aperte“ ops con le bagagliere aperte per riporre i nostri allegri zaini e accaldati scarponi.
Ora noi stanchi un po’ lo siamo
e in pullman seduti ci rilassiamo. 😉
A Giovanni un plauso dobbiam fare
con patente e guida ci sa fare.🚌
Emanuele e Fiorenzo ci han fatto soffrire
ma un grande grazie desideriamo offrire. 👏
Carissimi soci di varie sezioni
abbiamo vissuto diverse emozioni.🥳
Il nostro trekking è qui terminato
e ognuno di voi va ringraziato.🥰