Rete Italiana Pace e Disarmo

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Rete Italiana Pace e Disarmo - Italian Peace and Disarmament Network

Coordinamento di organizzazioni su pace, spese militari, difesa nonviolenta, disarmo umanitario.

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La Rete Italiana Pace e Disarmo continua a collocare il caso F-35 dentro una dinamica più ampia: l’aumento della spesa m...
25/05/2026

La Rete Italiana Pace e Disarmo continua a collocare il caso F-35 dentro una dinamica più ampia: l’aumento della spesa militare globale e italiana, presentato come risposta inevitabile all’insicurezza internazionale, ma incapace di produrre automaticamente maggiore sicurezza. Nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto un nuovo record, mentre l’Europa accelera il riarmo e l’Italia aumenta sensibilmente le proprie uscite militari. 

La vicenda degli F-35 italiani non è più una questione di difesa ma una radiografia del modo in cui uno Stato può perdere sovranità.

L’Europa in continuo riarmo: l’inganno della deterrenzaVenerdì 22 maggio 2026 – Teatro Borelli BOVESLa Scuola di Pace di...
22/05/2026

L’Europa in continuo riarmo: l’inganno della deterrenza
Venerdì 22 maggio 2026 – Teatro Borelli BOVES

La Scuola di Pace di Boves organizza una serata con Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo

Una serata per riflettere e promuovere la campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta, per dimostrare che un'altra difesa è possibile, per dare concretezza al ripudio della guerra scolpito nella nostra Costituzione.

No alla guerra: un’altra difesa è possibile?Oggi pomeriggio iniziativa a sostegno della campagna Un'altra Difesa è possi...
22/05/2026

No alla guerra: un’altra difesa è possibile?

Oggi pomeriggio iniziativa a sostegno della campagna Un'altra Difesa è possibile promossa dal Tavolo della Pace di Savigliano

“NO ALLA GUERRA: UN’ALTRA DIFESA È POSSIBILE?”Incontro pubblico con Francesco Vignarca (coordinatore Rete Italiana Pace e Disarmo). Esibizione del Coro Polifonico Once Upon a Choir. In collaborazione con “Il Tavolo della Pace”

Con l'aggiunta di nuove città della provincia di Torino (in particolare Rivoli e Rivalta, entrambe oltre i 15.000 abitan...
22/05/2026

Con l'aggiunta di nuove città della provincia di Torino (in particolare Rivoli e Rivalta, entrambe oltre i 15.000 abitanti) sono ora ben 147 i Comuni italiani che hanno aderito all’Appello delle Città di International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari !

Il tuo Comune ha sottoscritto questo importante atto di Pace per il futuro dell'Umanità e l'eliminazione degli ordigni nucleari? Ci aiuti ad allargare l'onda del ?

con Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica

TUTTE LE INFO:
https://retepacedisarmo.org/disarmo-nucleare/appello-delle-citta-a-favore-del-trattato-tpnw/

CROSÀ NEIRA, ore 18 di venerdì 22 maggio“NO ALLA GUERRA: UN’ALTRA DIFESA È POSSIBILE?”. Incontro pubblico con Francesco ...
22/05/2026

CROSÀ NEIRA, ore 18 di venerdì 22 maggio

“NO ALLA GUERRA: UN’ALTRA DIFESA È POSSIBILE?”. Incontro pubblico con Francesco Vignarca (di Rete Italiana Pace e Disarmo). Esibizione del Coro Polifonico Once Upon a Choir. In collaborazione con “Il Tavolo della Pace”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Da mercoledì 20 a domenica 24 maggio un ricchissimo programma tra musica, teatro, arte e l'arrivo della Lampada di Assisi. L'assessore Giorsino: «Associazioni e scuole unite per un valore universale»

Molte organizzazioni della società civile intervenute il 1° maggio a New York hanno espresso forte preoccupazione per l’...
21/05/2026

Molte organizzazioni della società civile intervenute il 1° maggio a New York hanno espresso forte preoccupazione per l’assenza di azioni concrete da parte delle grandi potenze. Secondo un articolo di Rete Italiana Pace e Disarmo, il dibattito continua a essere dominato da «giustificazioni per cui il disarmo è sempre necessario ma mai possibile».

Nello stesso senso, il 1° maggio è intervenuta anche la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), coalizione che riunisce oltre 700 organizzazioni della società civile in più di 110 Paesi. Durante la Conferenza, ICAN ha ricordato che l’obbligo previsto dall’articolo VI «non è stato sospeso. Semplicemente non è stato rispettato». L’organizzazione ha inoltre denunciato come «la riduzione del rischio venga presentata come un’alternativa responsabile al disarmo, quando invece il Trattato richiede esplicitamente l’eliminazione delle armi nucleari».

Alla XI Conferenza di revisione del TNP, New York, i leader di 191 Paesi si confrontano sul futuro del disarmo mentre continuano a crescere tensioni, guerre e arsenali. La società civile chiede a gran voce un impegno concreto per garantire pace e sicurezza all'umanità.

In occasione del 2 giugno, la Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci promuovono in numerose città diverse iniziati...
21/05/2026

In occasione del 2 giugno, la Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci promuovono in numerose città diverse iniziative popolari per celebrare la Festa della Repubblica che “ripudia la guerra”; biciclettate, flash-mob per la pace, letture della Costituzione e presìdi nei territori. Il 2 giugno è il giorno giusto per una cosa che possiamo fare tutti: firmare la Proposta di legge di iniziativa popolare per istituire la Difesa civile, non armata e nonviolenta. E invitare gli amici a farlo. Servono 50mila firme!

Un'altra Difesa è possibile

Le associazioni pacifiste chiedono di celebrare la Festa della Repubblica in modo civile

Associazioni ambientaliste e pacifiste al Governo: “Tassare i profitti di industrie fossili e militari per finanziare sa...
21/05/2026

Associazioni ambientaliste e pacifiste al Governo: “Tassare i profitti di industrie fossili e militari per finanziare sanità pubblica, welfare, transizione energetica”

Secondo i dati citati dalle organizzazioni, nel primo trimestre del 2026 le maggiori aziende fossili europee hanno incamerato oltre 18 miliardi di dollari di utili rettificati (+80% sul trimestre precedente). Nel settore militare, nel primo trimestre 2026 la sola Leonardo ha registrato 184 milioni di euro di profitti (+60% rispetto allo stesso periodo del 2025)

Greenpeace Italia, Legambiente, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e WWF Italia hanno inviato una lettera congiunta alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, per conoscenza, ai vice-premier e a sei ministri (Economia, Ambiente, Difesa, Imprese, Lavoro e Affari europei) e ai segretari di Pd, M5S, Azione, Europa Verde, Sinistra Italiana, Italia Viva e +Europa

“Tassare i profitti delle aziende dei combustibili fossili e dell’industria militare per finanziare la transizione energetica, il Servizio sanitario nazionale e contrastare la povertà”. È l’appello urgente che cinque tra le principali organizzazioni ambientaliste e pacifiste hanno rivolto ...

Meno controlli sull’export per avvantaggiare le industrie della difesaCome spiega Francesco Vignarca, coordinatore campa...
20/05/2026

Meno controlli sull’export per avvantaggiare le industrie della difesa

Come spiega Francesco Vignarca, coordinatore campagne di Rete Italiana Pace e Disarmo, la motivazione dietro il pacchetto Omnibus sulla difesa è chiara. «I soldi del piano di riarmo europeo e dei programmi correlati a un certo punto finiranno. Le altre iniziative sono di tipo finanziario, quindi sostenute dal debito, e alcuni Paesi come l’Italia faticano ad accedervi. Quindi tutto questo scale-up di produzione che l’industria sta facendo grazie ai soldi degli Stati membri e dell’Unione europea finirà le risorse, ma a quel punto l’industria avrà aumentato la propria capacità produttiva». Ecco allora che arrivano le modifiche all’export di armi. «Le aziende devono accedere più facilmente ai mercati esteri, per questo è necessario limitare i controlli».

No EU money for the arms industry campaign

Il pacchetto Omnibus sulla difesa semplifica l'export di armi, ma gli Stati rischiano di perderne il controllo

Sbilanciamoci e Rete Italiana Pace e Disarmo lo denunciano da anni: l’alternativa è tra warfare e welfare. La favola sec...
20/05/2026

Sbilanciamoci e Rete Italiana Pace e Disarmo lo denunciano da anni: l’alternativa è tra warfare e welfare. La favola secondo cui l’Italia potrebbe prepararsi alla guerra, secondo i desiderata di oltreoceano o del piano di riarmo di Ursula von der Leyen, senza travolgere lo stato sociale, si sta sgretolando sotto il peso della realtà.

Per questo oggi è necessario rilanciare con forza le mobilitazioni pacifiste e sociali. A partire dalla firma delle leggi d’iniziativa popolare per la difesa civile non armata e nonviolenta e per il diritto alla salute e la difesa del sistema sanitario pubblico. E facendo vivere l’appello lanciato da Sbilanciamoci! e Rete Italiana Pace e Disarmo in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana: moltiplicare le iniziative di piazza in tutte le città tra il 30 maggio e il 2 giugno. Sta a tutti e tutte noi far sì che i festeggiamenti per la Repubblica fondata sul lavoro e che ripudia la guerra siano ancora una volta “sequestrati” dalla parata militare e dal dispiegamento di armi ed armati.

Al Senato il centrodestra chiede di rivedere l’obiettivo con la Nato per poi fare marcia indietro. E intanto l’Europa scrive nuove regole per rendere più agevole il commercio di armi. La protesta delle reti pacifiste

A lanciare l’allarme sui colloqui a livello di trilogo Ue (Commissione, Consiglio e Parlamento) sono 26 organizzazioni p...
20/05/2026

A lanciare l’allarme sui colloqui a livello di trilogo Ue (Commissione, Consiglio e Parlamento) sono 26 organizzazioni pacifiste e per il disarmo, tra cui anche Rete Italiana Pace e Disarmo e The Good Lobby, che in una lettera inviata agli eurodeputati del team negoziale del Parlamento Ue, al commissario per la Difesa Andrius Kubilius, alla Presidenza cipriota del Consiglio, al Segretariato del Consiglio, al gruppo di lavoro COARM e ai Ministeri nazionali responsabili delle licenze di esportazione di armamenti elencano i punti critici del pacchetto legislativo Defence Readiness Omnibus in discussione a Bruxelles.

“Le modifiche in discussione – commenta a Il Fatto Quotidiano Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne di Rete Italiana Pace e Disarmo – hanno il chiaro obiettivo di liberalizzare e deregolamentare il commercio di armamenti. Questa tendenza è chiara in diversi Stati membri dell’Ue, come ci raccontano le modifiche delle leggi in materia in Francia e Svezia o il tentativo che è stato fatto in Italia con la legge 185 del 1990. Ma tutti questi Paesi devono comunque rispondere alla Posizione Comune dell’Ue in materia. Le proposte in discussione nascono invece dall’esigenza di rispondere, tra qualche anno, agli sforzi economici dell’industria bellica europea che oggi è spinta dall’enorme piano di riarmo lanciato da Bruxelles. Ma quando le esigenze interne diminuiranno, una produzione così massiccia dovrà trovare sfogo anche fuori dall’Unione. E per agevolarlo non c’è niente di meglio che eliminare i regolamenti”

No EU money for the arms industry campaign

26 organizzazioni pacifiste scrivono a Bruxelles contro la deregulation sull'export di armi Ue verso paesi terzi

Indirizzo

Via Spagna 8
Verona
37123

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