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Ora Ucraina Verona Associazione di promozione sociale e culturale ucraina a Verona 🇺🇦📚🌻

Gli aiuti non si fermano mai… Cerchiamo di aiutare chi ne ha poi bisogno. Stavolta il carico di materiale sanitario è ar...
17/10/2026

Gli aiuti non si fermano mai… Cerchiamo di aiutare chi ne ha poi bisogno. Stavolta il carico di materiale sanitario è arrivato a Kharkiv, al gruppo di volontari “Dobrodii”.

Le emozioni di UKRO 2026 - Bergamo sono difficili da riassumere. È una esperienza da vivere senza interruzioni, immergen...
06/10/2026

Le emozioni di UKRO 2026 - Bergamo sono difficili da riassumere. È una esperienza da vivere senza interruzioni, immergendosi nel vortice di creatività e gioia, condito da incontri, abbracci, saluti, selfie. I nostri iscritti hanno partecipato al festival, ed ecco il racconto di Marina Sorina:

Pr me è stata la migliore di tutte le edizioni a cui ho finora partecipato. La location era perfetta: a due passi dalla stazione di Treviglio, facile da trovare, spaziosa, con zone ampie e distinte per il concerto, il mercatino e il pranzo. Gli organizzatori hanno preparato tutto con massima cura. Hanno garantito pasti, ordine e pulizia. Il cibo era ottimo grazie ai cuochi volontari e al sostegno di Monolith Italia. Erano curati anche i dettagli: centrotavola di fiori in zona pranzo, teli ricamati sui muri, collezioni di costumi popolari con cui fare le foto.

Bella e dinamica anche la conduzione del concerto, la lotteria era ricca di premi, c’era una zona per i bambini se volevano disegnare, il programma era ben strutturato.
Era importante anche l’apertura solenne con la preghiera e l’intervento delle amiche di Ivano-Frankivsk, madri e vedove dei militari caduti, che hanno portato a Treviglio la Pietà ucraina, che è stata esposta a Verona a maggio.

Insomma: complimenti agli organizzatori!

Complimenti anche a chi era venuto a curiosare: tanta gente con i costumi popolari, tanti bambini piccoli. Nonostante ci fossero circa 4000 persone non si creava una folla caotica. Chi voleva ascoltare si accomodava, chi voleva chiacchierare poteva uscire, chi voleva ballare poteva trovare un proprio spazio, senza disturbare.
Sulle bancarelle c’era ogni ben di dio, una miniera di souvenir artigianali ucraini. Per chi voleva qualche chicca letteraria c’era anche un banco colmo di libri, organizzato da Ucraina Più - Milano APS. Ci ho trovato alcune rare edizioni di poesia ucraina tradotta in italiano.
In più, era presente Kurkov, uno dei massimi scrittori ucraini viventi, candidato al Nobel per la letteratura. Siamo andati subito per stringergli la mano e chiedere un autografo.

Dopo questo simpatico inizio, ci siamo concentrati sul concerto. Puoi sembrare impossibile restare concentrati per quasi sei ore, eppure, la varietà dei collettivi sul palco era talmente tanta che non ci si annoiava!

Era bello vedere sul palco gli amici di vecchia data - LA RONDINE APS, NaRyna APS, Associazione "Ucraina Insieme"- "Pereveslo" gruppo folkloristico, Odv Mriya, - e scoprire i talenti nuovi. C’erano le canzoni più famose, che tutti potevano cantare in coro e mettersi a ballare nei corridoi, o quelle più ricercate, storiche, da assorbire con massima attenzione. Le emozioni andavano a onde alterne: una altalena di gioia di vivere, cordoglio per i caduti, orgoglio per la nostra Ucraina, allegria di potersi scatenare con le melodie familiari.

Avrà visto decine di artisti, strumenti musicali speciali, coreografie briose, costumi affascinanti. Gente di tutte le età: gli anziani, le coppie giovani e vigorose e anche i bimbi così piccoli che dal fondo della sala non si vedevano, eppure si impegnavano a ballare e a cantare.

Come in ogni concorso, la giuria e il pubblico possono avere pensieri discordi. Ma in questo caso non c’era alcun dubbio: l’esibizione di Napoli ha convinto tutti! Conosco l’associazione Dateci Le Ali, per cui già immaginavo il loro stile e la loro capacità. Eppure, vederli esibirsi era bellissimo: alle spalle avevo il loro gruppo di sostegno, con tanto di banner fatto apposta per tifare! Va detto: anche gli altri collettivi erano ben preparati e seguivano le regole, aggiungendo tocco individuale. Ma Napoli ha portato una nota di vivacità meridionale che ha fatto la differenza. Meritava attenzione anche la presenza di Oberigh di Soverato, con uno stile canoro classico, sobrio e proprio per questo efficace.

Dopo pranzo pensavo che nulla potrà sorprendermi, eppure mi sbagliavo: era bello l’intervento di Rovereto, che hanno ricreato un mercatino di campagna: infatti, hanno conquistato il terzo posto.

Dopo di loro l’esibizione del gruppo di Bassano del Grappa mi ha gettato quasi in uno stato di trance. Devo confessare: io e la mia vicina avevamo entrambe le lacrime agli occhi. Quando mi sono girata ho visto che eravamo tutti così. I bassanesi hanno scelto di narrare le 5 onde di migrazione ucraina, mettendo in evidenza il fatto che la diaspora è il mondo in cui il popolo custodisce la propria identità in esilio. Loro hanno unito il canto, la recitazione, la coreografia con la ricerca storica, testo informativo che scorreva sullo schermo, creando la sensazione i un viaggio nel tempo.

E quando pensavamo di aver visto tutto, ecco che sale sul palco il gruppo mantovano, per una botta di energia finale, con tanto di tamburo per dare un ritmo avvincente e con un dettaglio de grande delicatezza: una graziosa traduzione delle canzoni nella lingua dei segni!

…e se pensate che finito il concerto, finiva la festa, vi sbagliate. Perché fuori c’era già pronta la zona in cui si insegnava a ballare “Holubka”, “la colomba”, una danza popolare che si balla a coppie. Una dopo l’altra si sono formate le coppie, un mix fra ballerini provetti con i costumi popolari e di semplici partecipanti. La “DJ” indicava la direzione del movimento, e la gente la seguiva in un movimento incessante. “Coppia dopo coppia… ora il girotondo… cambiate la direzione… formate quattro cerchi… cerchi più piccoli… la serpentina”… “Prendete la colomba in braccio” era la più difficile, mica tutte le “colombe” erano così piccole da poterle alzare, ma ci si provava lo stesso, fra mille risate. La gente ballava in piena libertà, coordinandosi fra loro.

Mentre li guardavo ballare, ho pensato che questo movimento energico, vitale, libero ma rispettoso uno dell’altro è l’espressione di ciò che sono gli ucraini nella diaspora. Tutti diversi, ma uniti da un’unica melodia, capaci di improvvisare ma anche di prendersi per mano e darsi la forza a vicenda.

Dopo questo girotondo vertiginoso, siamo tornati in sala per il momento clou: quello dell’annuncio dei vincitori dell’ottavo festival UCRO. Una giornata piena di emozioni che mi ha dato tanta gioia, e comincio già a pregustare l’UCRO-2027 a Napoli!

Una voce dall’Ucraina preziosa, una testimonianza importante.Artem Chapeye è giornalista, scrittore e militare. Con il s...
07/09/2026

Una voce dall’Ucraina preziosa, una testimonianza importante.

Artem Chapeye è giornalista, scrittore e militare. Con il suo libro “La gente normale non va in giro armata” ci porta dentro una realtà che spesso osserviamo da lontano, attraverso lo sguardo di chi l’ha vissuta e continua a viverla in prima persona.

Sarà in Italia per presentare il suo libro e incontrare lettrici e lettori, per parlare di Ucraina, persone e della complessità di raccontare ciò che accade quando la storia entra nella vita quotidiana.

📍 Qui sotto trovate tutte le date ancora disponibile e gli appuntamenti.

LUNEDI / 7 SETTEMBRE 2026 / ORE 19.00
LIBRERIA VERSO, MILANO Chiostro di Via De Amicis, 17. - attenzione, l’indirizzo è stato aggiornato!

MARTEDÌ / 8 SETTEMBRE 2026 / ORE 18.30
LIBRERIA LUXEMBURG, TORINO Altrecose

MERCOLEDÌ / 9 SETTEMBRE 2026 / ORE 18.30
TEATRO DELLA PERGOLA, FIRENZE

GIOVEDÌ / 10 SETTEMBRE 2026 / ORE 18.30
SPAZIO SETTE, ROMA

VENERDÌ / 11 SETTEMBRE 2026 / ORE 18.30 NUOVA DATA TERRAZZA GRANILI, VENTOTENE

Martedì si va a Venezia. Sì, fa caldo e il treno ci mette una vita per via dei lavori. Ma ci saranno due persone che par...
31/07/2026

Martedì si va a Venezia.
Sì, fa caldo e il treno ci mette una vita per via dei lavori.
Ma ci saranno due persone che parleranno di un temi su cui ci sono tra ti preconcetti: i volontari internazonali nell’esercito ucraino. Noi vogliamo fare chiarezza, e per riuscirci, andiamo ad ascoltare che conosce l’argomento:
- lo scrittore Stefano Bufi, che ha narrato la vita di un volontario svedese arruolato nell’esercito ucraino;
- il volontario militare Yuri Previtali, portavoce dei combattenti italiani in Ucraina.
Dialogando con loro cercheremo di avvicinarsi a chi lascia la vita comoda per seguire i propri ideali.

Quando: martedì 4 agosto 2026, ore 18:30
Dove: Ex Chiesa di San Leonardo, Cannaregio 1584 – Venezia

La solidarietà diventa aiuto concreto quando associazioni, volontari e cittadini scelgono di unire le forze.Come Ora Ucr...
08/07/2026

La solidarietà diventa aiuto concreto quando associazioni, volontari e cittadini scelgono di unire le forze.

Come Ora Ucraina APS, desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine a Laura Bellamoli e a tutta l’associazione Operae Life ETS per averci coinvolto in questa importante missione umanitaria a sostegno dell’Ucraina.

Grazie alla straordinaria generosità di tanti donatori, è stato possibile raccogliere e spedire un carico di aiuti di grande valore: due ambulatori dentistici completi, attrezzature per una sala operatoria, presidi sanitari, un generatore elettrico, sistemi di accumulo e numerosi beni di prima necessità.

Siamo stati felici di poter dare il nostro contributo insieme agli altri volontari, partecipando alla raccolta, all’imballaggio e al caricamento del materiale destinato a una delle zone più vicine al fronte.

In appena due giorni gli aiuti hanno raggiunto l’Ucraina: le attrezzature mediche sono state consegnate all’ospedale di Solone, dove vengono curati soprattutto i feriti di guerra, mentre letti, biciclette e altri beni essenziali sono arrivati alla casa di accoglienza dell’associazione MIRAS di Dnipro, che sostiene vedove con figli e famiglie duramente colpite dalla guerra.

Ogni spedizione ci ricorda che nessuna associazione può affrontare da sola un’emergenza di queste dimensioni. È la collaborazione tra realtà unite dallo stesso obiettivo a rendere fattibile un aiuto concreto. Questo sforzo congiunto è stato riconosciuto anche da L’Arena con un bel articolo che riportiamo nel primo commento.

Grazie di cuore a Operae Life ETS, a tutti i donatori, ai volontari e a chi, con il proprio impegno, continua a dimostrare che la solidarietà non si ferma davanti alla guerra.

NAU - Network Associazioni per Ucraina: L’arte deve opporsi alla guerra? Noi crediamo di sì, perché il linguaggio artist...
05/07/2026

NAU - Network Associazioni per Ucraina: L’arte deve opporsi alla guerra? Noi crediamo di sì, perché il linguaggio artistico riflette in modo simbolico la realtà e spinge i visitatori a prendere coscienza degli orrori di guerra e delle colpe del paese aggressore.

Per questo dal 7 luglio al 7 agosto 2026, nel cuore di Venezia, sarà aperto il Padiglione del (Dis)Senso, una mostra indipendente che invita
a riflettere sul rapporto tra arte, libertà, memoria e responsabilità, nel contesto della 61ª Biennale di Venezia.

📍 Inaugurazione: 7 luglio 2026, ore 18.00
📍 Ex Chiesa di San Leonardo – Cannaregio 1584, Venezia

Ideato dall’artista Katia Margolis e organizzato da Memorial Italia e Arts Against Aggression, con la partecipazione di Fondazione Gariwo, il Padiglione nasce come risposta alla strumentalizzazione della cultura e all’utilizzo dell’arte come arma di propaganda nel contesto della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina.

La mostra riunisce oltre sessanta artisti, curatori, scrittori, attivisti, operatori culturali ed ex prigionieri politici provenienti dall’Ucraina e da tutta Europa, offrendo ai visitatori un percorso intenso e ricco di significato.

Tra i progetti in esposizione:

🔹 “Resistenza Imprigionata”, a cura di Nadya Tolokonnikova (P***y Riot), con opere di prigionieri politici russi e ucraini;

🔹 “Il Padiglione dell’Ingria” di Pavel Rotts, dedicato alla memoria e alla decolonizzazione delle culture indigene della Federazione Russa;

🔹 “Invisible Pavilion”, memoriale diffuso dedicato agli artisti e agli operatori culturali ucraini uccisi dalla Russia patrocinato da NAU;

🔹 “Death in Venice” di Krišs Salmanis, nato dalle proteste contro il ritorno della Russia alla Biennale;

🔹 “A Little Untitled Q***r Art Project”, a cura di Nicola Bertoglio;

🔹 Le installazioni site-specific di Danila Tkachenko, Nadiia Skidan, Filipp Pischik / Bluemoloko, Irina Revina-Hofmann e Katia Margolis.

Durante tutto il periodo della mostra ci saranno incontri, tavole rotonde, performance, proiezioni e discussioni pubbliche, dedicate al ruolo dell’arte nelle società democratiche e alla responsabilità culturale del nostro tempo.

Come NAU invitiamo le associazioni della diaspora, gli amici dell’Ucraina e tutti coloro che credono nella libertà della cultura a visitare questa importante iniziativa.

Siamo inoltre particolarmente orgogliosi della presenza dell’artista ucraina Nadiia Skidan, fondatrice di Ora Ucraina Verona, che fa parte della nostra rete associativa. Con il suo lavoro Skidan porta la voce dell’Ucraina all’interno di questo significativo progetto internazionale. 🇺🇦

📅 7 luglio – 7 agosto 2026
🕙 Orari: 10.00–13.00 | 16.00–19.00
🚪 Chiuso il lunedì

Vi aspettiamo a Venezia, perché oggi visitare questa mostra è un gesto di vicinanza a chi difende la libertà, la memoria e la dignità della cultura europea. 🤝

Un evento da non perdere!
04/07/2026

Un evento da non perdere!

Siamo orgogliosi di annunciare che una delle nostre socie fondatrici Nadiia Skidan pettegolerà al “Pavilion of (dis)sens...
02/07/2026

Siamo orgogliosi di annunciare che una delle nostre socie fondatrici Nadiia Skidan pettegolerà al “Pavilion of (dis)sense” a Venezia.

Quando la cultura sceglie la responsabilità.

Dal 7 luglio al 7 agosto, a Venezia sarà visitabile il Padiglione del (Dis)Senso, una mostra indipendente nata durante la 61ª Biennale di Venezia come spazio di riflessione sul rapporto tra arte, libertà e responsabilità nel tempo della guerra.

L’iniziativa riunisce oltre sessanta artisti, curatori, scrittori, attivisti ed ex prigionieri politici provenienti dall’Ucraina e da diversi Paesi europei. Attraverso opere, installazioni e testimonianze, il Padiglione affronta temi fondamentali come la difesa della libertà di espressione, la memoria delle vittime, la decolonizzazione culturale e il rifiuto dell’utilizzo dell’arte come strumento di propaganda del regime.

Tra i progetti esposti vi sono “Resistenza Imprigionata”, dedicato ai prigionieri politici russi e ucraini, “Invisible Pavilion”, - memoriale degli artisti e operatori culturali ucraini uccisi dalla Russia, e numerose installazioni di artisti ucraini ed europei.

Come NAU – Network Associazioni per l’Ucraina, riteniamo importante sostenere tutte le iniziative che difendono la libertà dell’arte e danno voce a chi oggi paga il prezzo dell’aggressione russa e sfida il regime.

Invitiamo le associazioni della diaspora ucraina, gli amici dell’Ucraina e tutti coloro che credono nel valore della cultura come spazio di libertà a visitare questa mostra e a diffonderne il messaggio: quello della libertà di espressioni e delle dignità della resistenza.

📍 Padiglione del (Dis)Senso
📅 7 luglio – 7 agosto 2026
📍 Ex Chiesa di San Leonardo, Cannaregio 1584, Venezia
🕙 Orari: 10.00–13.00 | 16.00–19.00 (lunedì chiuso)

Gli attacchi dell’esercito russo, che colpiscono non solo le persone ma anche i luoghi sacri dell’Ucraina, rafforzano il...
15/06/2026

Gli attacchi dell’esercito russo, che colpiscono non solo le persone ma anche i luoghi sacri dell’Ucraina, rafforzano il bisogno di custodire la memoria e dare un volto al dolore.

La devastazione della Lavra di Kyiv, colpita dai bombardamenti della scorsa notte, è l’ennesima immagine di una guerra che cerca di cancellare vite, cultura e spiritualità. Ma c’è qualcosa che le bombe non possono distruggere: la resilienza e la fede del popolo ucraino.

Ne abbiamo avuto una testimonianza diretta sabato 6 giugno, alla mostra “Ucraina Nostra” in Sala Birolli a Verona, quando quattro donne arrivate da Ivano-Frankivsk hanno raccontato le loro storie davanti al quadro collettivo “Pietà Ucraina”, che raffigura una madre che sorregge il corpo del figlio caduto. L’iniziativa è stata promossa da Giovanni Antonelli di Rotary Club di Todi che ha organizzato il viaggio in Italia per le nostre ospiti.

Ognuna di loro rappresenta un volto diverso della tragedia della guerra.

> Halyna Batiuk è una vedova rimasta sola con tre figli. Ha trovato la forza di andare avanti riunendo i familiari dei caduti di Ivano-Frankivsk in un’associazione di mutuo sostegno.

> Mariia Vuianko ha perso il suo unico figlio, che non aveva ancora avuto il tempo di costruire una famiglia. Nonostante il dolore, continua a studiare e documentare la storia delle chiese e dei monasteri della sua regione, custodendone il patrimonio spirituale.

> La più giovane delle ospiti, Tetiana Marchuk, attende ancora di poter seppellire il marito, ucciso nel gennaio 2026 e dichiarato disperso. Il suo lutto è aggravato dal fatto che non ha nemmeno una tomba alla quale recarsi per commemorare.

> La storia di Olena Mordik è legata non solo a Ivano-Frankivsk, dove vive oggi, ma anche alla tragedia di Mariupol. Insieme al marito difese Azovstal. Lui è morto, mentre Olena ha trascorso 120 giorni di prigionia nelle carceri russe, sopravvivendo a torture e violenze.

Abbiamo ascoltato in video l’autore del disegno iniziale, Andriy Yermolenko, che ha spiegato la genesi dell’opera: lui, come tanti altri creativi, si è arruolato nell’esercito ucraino. Il suo disegno è stato ripreso in grande format da Yarema Stetsyk, pittore di Ivano-Frankivsk, anche lui in lutto per la perdita di un familiare sul fronte.
In video è apparsa Vira Sobol, una delle creatrici del quadro, che non ha potuto ve**re per motivi di salute.

Nei loro racconti, come aveva notato nostro caor socio Mario Zenari, non c’erano parole di odio verso il nemico: prevalevano amore per i propri cari e una fede incrollabile.

Gli amici italiani e ucraini presenti hanno ascoltato in un silenzio carico di emozione. Molti avevano gli occhi lucidi. Davanti a noi non c’erano semplici relatrici, ma testimoni di una verità difficile da immaginare e impossibile da dimenticare.

Attraverso l’arte collettiva, la preghiera e il ricordo dei propri caduti, gli ucraini continuano a difendere la loro umanità e la loro identità. È una resistenza che nasce dalla fede, dalla memoria e dall’amore per chi non c’è più.

Alle spalle delle testimoni era esposto il quadro “Pietà Ucraina”, un’opera che costringe chi la guarda a confrontarsi con il dolore della guerra. Sul retro della tela sono raccolte decine di firme e i nomi dei caduti.

Osservandolo, è difficile non domandarsi: quante altre Pietà dovranno ancora essere dipinte? Quante altre chiese saranno colpite e quante altre vite spezzate? Abbiamo fatto tutto il possibile per fermare questa violenza?

Ognuno risponderà nel proprio cuore, ricordando gli occhi delle donne di Ivano-Frankivsk e quella “Pietà Ucraina”, nata dal loro dolore e dalla loro speranza.

Посольство України в Італії/ Ambasciata d'Ucraina in Italia
Родини загиблих захисників і захисниць ІФ
Галина Батюк
Rotary Club Todi
NAU - Network Associazioni per Ucraina

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Per chi vuole conoscere l’Ucraina da vicino…Per chi vuole esprimere il sostengono con azioni concrete…Per chi sogna di v...
13/06/2026

Per chi vuole conoscere l’Ucraina da vicino…
Per chi vuole esprimere il sostengono con azioni concrete…
Per chi sogna di vedere Odesa ma non se la sente di andarci da solo…
…questa è l’occasione e la compagnia giusta!
Alcuni nostri soci ci andranno, e se volete unirvi alla missione, MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta ha predisposte degli incontri zoom informativi.

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Verona
37129

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+393934277881

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