06/10/2026
Le emozioni di UKRO 2026 - Bergamo sono difficili da riassumere. È una esperienza da vivere senza interruzioni, immergendosi nel vortice di creatività e gioia, condito da incontri, abbracci, saluti, selfie. I nostri iscritti hanno partecipato al festival, ed ecco il racconto di Marina Sorina:
Pr me è stata la migliore di tutte le edizioni a cui ho finora partecipato. La location era perfetta: a due passi dalla stazione di Treviglio, facile da trovare, spaziosa, con zone ampie e distinte per il concerto, il mercatino e il pranzo. Gli organizzatori hanno preparato tutto con massima cura. Hanno garantito pasti, ordine e pulizia. Il cibo era ottimo grazie ai cuochi volontari e al sostegno di Monolith Italia. Erano curati anche i dettagli: centrotavola di fiori in zona pranzo, teli ricamati sui muri, collezioni di costumi popolari con cui fare le foto.
Bella e dinamica anche la conduzione del concerto, la lotteria era ricca di premi, c’era una zona per i bambini se volevano disegnare, il programma era ben strutturato.
Era importante anche l’apertura solenne con la preghiera e l’intervento delle amiche di Ivano-Frankivsk, madri e vedove dei militari caduti, che hanno portato a Treviglio la Pietà ucraina, che è stata esposta a Verona a maggio.
Insomma: complimenti agli organizzatori!
Complimenti anche a chi era venuto a curiosare: tanta gente con i costumi popolari, tanti bambini piccoli. Nonostante ci fossero circa 4000 persone non si creava una folla caotica. Chi voleva ascoltare si accomodava, chi voleva chiacchierare poteva uscire, chi voleva ballare poteva trovare un proprio spazio, senza disturbare.
Sulle bancarelle c’era ogni ben di dio, una miniera di souvenir artigianali ucraini. Per chi voleva qualche chicca letteraria c’era anche un banco colmo di libri, organizzato da Ucraina Più - Milano APS. Ci ho trovato alcune rare edizioni di poesia ucraina tradotta in italiano.
In più, era presente Kurkov, uno dei massimi scrittori ucraini viventi, candidato al Nobel per la letteratura. Siamo andati subito per stringergli la mano e chiedere un autografo.
Dopo questo simpatico inizio, ci siamo concentrati sul concerto. Puoi sembrare impossibile restare concentrati per quasi sei ore, eppure, la varietà dei collettivi sul palco era talmente tanta che non ci si annoiava!
Era bello vedere sul palco gli amici di vecchia data - LA RONDINE APS, NaRyna APS, Associazione "Ucraina Insieme"- "Pereveslo" gruppo folkloristico, Odv Mriya, - e scoprire i talenti nuovi. C’erano le canzoni più famose, che tutti potevano cantare in coro e mettersi a ballare nei corridoi, o quelle più ricercate, storiche, da assorbire con massima attenzione. Le emozioni andavano a onde alterne: una altalena di gioia di vivere, cordoglio per i caduti, orgoglio per la nostra Ucraina, allegria di potersi scatenare con le melodie familiari.
Avrà visto decine di artisti, strumenti musicali speciali, coreografie briose, costumi affascinanti. Gente di tutte le età: gli anziani, le coppie giovani e vigorose e anche i bimbi così piccoli che dal fondo della sala non si vedevano, eppure si impegnavano a ballare e a cantare.
Come in ogni concorso, la giuria e il pubblico possono avere pensieri discordi. Ma in questo caso non c’era alcun dubbio: l’esibizione di Napoli ha convinto tutti! Conosco l’associazione Dateci Le Ali, per cui già immaginavo il loro stile e la loro capacità. Eppure, vederli esibirsi era bellissimo: alle spalle avevo il loro gruppo di sostegno, con tanto di banner fatto apposta per tifare! Va detto: anche gli altri collettivi erano ben preparati e seguivano le regole, aggiungendo tocco individuale. Ma Napoli ha portato una nota di vivacità meridionale che ha fatto la differenza. Meritava attenzione anche la presenza di Oberigh di Soverato, con uno stile canoro classico, sobrio e proprio per questo efficace.
Dopo pranzo pensavo che nulla potrà sorprendermi, eppure mi sbagliavo: era bello l’intervento di Rovereto, che hanno ricreato un mercatino di campagna: infatti, hanno conquistato il terzo posto.
Dopo di loro l’esibizione del gruppo di Bassano del Grappa mi ha gettato quasi in uno stato di trance. Devo confessare: io e la mia vicina avevamo entrambe le lacrime agli occhi. Quando mi sono girata ho visto che eravamo tutti così. I bassanesi hanno scelto di narrare le 5 onde di migrazione ucraina, mettendo in evidenza il fatto che la diaspora è il mondo in cui il popolo custodisce la propria identità in esilio. Loro hanno unito il canto, la recitazione, la coreografia con la ricerca storica, testo informativo che scorreva sullo schermo, creando la sensazione i un viaggio nel tempo.
E quando pensavamo di aver visto tutto, ecco che sale sul palco il gruppo mantovano, per una botta di energia finale, con tanto di tamburo per dare un ritmo avvincente e con un dettaglio de grande delicatezza: una graziosa traduzione delle canzoni nella lingua dei segni!
…e se pensate che finito il concerto, finiva la festa, vi sbagliate. Perché fuori c’era già pronta la zona in cui si insegnava a ballare “Holubka”, “la colomba”, una danza popolare che si balla a coppie. Una dopo l’altra si sono formate le coppie, un mix fra ballerini provetti con i costumi popolari e di semplici partecipanti. La “DJ” indicava la direzione del movimento, e la gente la seguiva in un movimento incessante. “Coppia dopo coppia… ora il girotondo… cambiate la direzione… formate quattro cerchi… cerchi più piccoli… la serpentina”… “Prendete la colomba in braccio” era la più difficile, mica tutte le “colombe” erano così piccole da poterle alzare, ma ci si provava lo stesso, fra mille risate. La gente ballava in piena libertà, coordinandosi fra loro.
Mentre li guardavo ballare, ho pensato che questo movimento energico, vitale, libero ma rispettoso uno dell’altro è l’espressione di ciò che sono gli ucraini nella diaspora. Tutti diversi, ma uniti da un’unica melodia, capaci di improvvisare ma anche di prendersi per mano e darsi la forza a vicenda.
Dopo questo girotondo vertiginoso, siamo tornati in sala per il momento clou: quello dell’annuncio dei vincitori dell’ottavo festival UCRO. Una giornata piena di emozioni che mi ha dato tanta gioia, e comincio già a pregustare l’UCRO-2027 a Napoli!