26/04/2026
25 Aprile 2026, Festa della Liberazione
LIBERAZIONE, che bella parola! Basta pronunciarla, o anche solo lasciarla risuonare silenziosamente dentro di noi, per essere pervasi da un senso di piacevole serenità, di pace, di armonia; di GIOIA.
Mai parola fu più azzeccata per descrivere ciò che successe alla fine di aprile del 1945 quando l'Italia e il mondo intero si sono LIBERATI dell'obbrobrio del fascismo, le*****lo del nazismo. È fu FESTA, VERA FESTA!
E noi oggi facciamo FESTA INSIEME, ricordando quei giorni e quelle gioie! E gioiamo della nostra libertà e della nostra Costituzione, che da quasi 80 anni ce la garantisce.
Festeggiamo e gioiamo ma non non ingenuamente: nel mondo, in Europa, in Italia stanno succedendo molti fatti che mettono a repentaglio tutto questo:
- il diritto internazionale letteralmente calpestato e gettato alle ortiche da coloro che vorrebbero ritenersi il baluardo della democrazia e della libertà; il popolo palestinese che muore, strozzato dal genocidio israeliano, nell’indifferenza pià ignobile del mondo che si millanta civile;
- la nostra Europa che si dimostra ancora una volta solo un aggregato economico finanziario che per difendere interessi economico finanziari si arma fino ai denti, in barba ai reali bisogni delle persone;
- e soprattutto un’Italia in cui i nostri valori e i nostri diritti sono sempre più ferocemente messi in discussione da una parte significativa della società e anche delle istituzioni stesse. In questi giorni ci vediamo anche sventolare parole odiose come “remigrazione”, che non è altro che un neologismo per “deportazione”; ed è di ieri l’approvazione del decreto legge che in qualche modo inizia di fatto a concretizzarla; poi ci vediamo sfilare di mano il diritto di espressione, e quindi di opinione, quando si cerca di rendere reato la critica sacrosanta a uno Stato e quindi a un governo assolutamente violento e criminale come quello di Israele; e poi…tante altre cose; vivendo la scuola dal di dentro osservo ogni giorno tanti piccoli tasselli messi li a minare la libertà e la qualità dell’insegnamento, al fine di rendere gli individui sempre meno cittadini e sempre più sudditi.
In questo panorama è nostro dovere non solo commemorare l’eroismo e il sacrificio dei nostri Partigiani, ma anche prenderne l’esempio: il momento storico che stiamo vivendo richiede che la società civile faccia sentire forte e decisa la propria voce; che perda i connotati di maggioranza silenziosa per tornare a farsi parte attiva nel determinare la società in cui viviamo; che torni a difendere attivamente i principi in cui crede, che qualcuno cerca di indebolire.
Lo stiamo già facendo: solo un mese fa una marea di NO ha sommerso il tentativo piratesco di spezzare l’equilibrio democratico di poteri sancito dalla nostra costituzione; e lo ha fatto con chiarezza e decisione; senza voler gonfiare l’esito di quella battaglia, è stata proprio un’occasione nella quale la gente comune, neanche troppo politicizzata, ha sentito il richiamo, il dovere di esprimere il proprio rifiuto verso una mela rossa che, si è capito bene, era avvelenata.
E allora vediamo che gli anticorpi ci sono, e forti! L’Italia libera fondata sull’antifascismo, nata il 25 aprile del 1945 che oggi festeggiamo, ha messo radici forti e profonde; e malgrado tutti questi scossoni resiste e reagisce; e non si fa e non si farà arretrare.
E’ per questo che siamo qui oggi, tutti insieme, raccolti intorno a questo monumento, a rendere onore alla lotta di liberazione e alla nostra Costituzione. E continueremo a farlo, pacificamente ma con decisione, in ogni occasione in cui sarò richiesto.
Viva le Festa della Liberazione dal nazifascismo, ORA E SEMPRE RESISTENZA