16/08/2026
Spesso chi sta fuori non comprende davvero il nostro lavoro. Per molti è solo un'occupazione, ma per chi lo vive profondamente non è così: è la nostra vita. 💙
C'è ancora chi guarda alla disabilità con una visione superficiale, considerandola quasi una "serie B" e vedendo le persone solo attraverso le loro fragilità o i loro bisogni. Ma la realtà è un'altra. Solo chi vive accanto a loro ogni giorno — noi educatori, gli OSS e i familiari — conosce la straordinaria profondità della loro sensibilità, la ricchezza delle loro emozioni e una forza interiore immensa, da cui dovremmo solo prendere esempio.
La parte più dura, quella che odio di più di questo lavoro, è il momento del distacco.
Ogni ragazzo e ragazza lascia un'impronta indelebile, diventando una parte fondamentale della tua vita con le sue unicità e tutto ciò che sa donarti quotidianamente.
In quei momenti, però, il tuo dolore personale deve fermarsi sulla soglia. Devi metterlo da parte per poter gestire e sostenere gli altri ragazzi, dando loro una comunicazione trasparente e aiutandoli ad affrontare il lutto.
Perché dirglielo apertamente? Perché in una struttura residenziale si creano legami profondi, si diventa una famiglia. E come in una famiglia, una persona non può semplicemente svanire nel nulla senza una risposta. Le bugie non portano da nessuna parte: la verità, per quanto dolorosa, è l'unico atto di rispetto possibile.
Un grazie speciale va a tutti i miei colleghi Anffas, per il cuore, la cura e l'attenzione autentica che ogni giorno mettono in campo. Siete una squadra straordinaria. 🌟
Salvatore Giò Gagliano