Rotary Club Vercelli

Rotary Club Vercelli Il Rotary Club Vercelli fa parte del Distretto Rotary 2031 e fu fondato nel 1954.

Il Rotary è una rete globale di 1.200.000 uomini e donne intraprendenti, amici, conoscenti, professionisti ed imprenditori che credono in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità ed in ognuno di noi

Venerdì 8 maggio il Rotary Club Alessandria e il Rotary Club Vercelli hanno visitato il CERN di Ginevra. Il CERN è un un...
11/05/2026

Venerdì 8 maggio il Rotary Club Alessandria e il Rotary Club Vercelli hanno visitato il CERN di Ginevra.
Il CERN è un unicum al mondo nel campo della ricerca sulle particelle elementari.
Nato da un accordo fra 12 stati all’inizio degli anni ‘50, ora annovera 25 stati membri e 11 associati e ospita circa 14.000 persone fra staff fisso e ricercatori temporanei per specifici esperimenti.
Tra le persone che hanno accolto e guidato soci dei Club italiani c'era anche il presidente del Rotary Club Ginevra Sud che ha dato vita ad momento di saluto rotariano.
Una Bellissima esperienza resa completa dall'amichevole compagnia del Rotary Club di Alessandria.

11/05/2026

💧 L'acqua è il bene più prezioso. Nel Biellese lo sanno bene — ma altrove non è affatto scontato.

Per questo il Rotary Club Vallemosso, con la collaborazione del Governatore del Distretto 2031 dott. Felice Invernizzi e di dieci club del territorio, ha organizzato la serata inter-club "ACQUA È VITA": un service concreto a favore dell'Associazione Fonte di Vita ODV, per finanziare la costruzione di un nuovo pozzo d'acqua in Tigray, Etiopia.

📅 Giovedì 21 maggio 2026
📍 Cascina Era — Sandigliano (Biella)

🎙️ La serata, moderata dal giornalista Silvano Esposito, ospiterà voci straordinarie attorno al tema dell'acqua:

→ On. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell'Ambiente del Governo Italiano
→ Michelangelo Pistoletto, fondatore dell'Arte Povera e candidato al Premio Nobel per la Pace 2025
→ Mons. Marco Arniolfo, Arcivescovo di Vercelli
→ Edoardo Raspelli, giornalista enogastronomico e conduttore televisivo

Un dialogo che attraversa geopolitica, arte, fede e cultura: perché l'acqua non è solo un elemento vitale, ma un simbolo che unisce popoli, storie e futuro.

La serata si concluderà con una cena conviviale valorizzando i prodotti e i vini d'eccellenza del territorio biellese.

Un grande grazie ai club partner: RC Biella, Courgnè e Canavese, Gattinara, Ivrea, Val Ticino di Novara, Torino Next, Valsesia, Vercelli S. Andrea, Vercelli e Viverone.

11/05/2026

Relatore il dottor Fabio Pistan, Conservatore del Museo Archeologico “Luigi Bruzza”

ll District Grant 2025/2026 del Rotary Club Vercelli si chiama "Orto Solidale" e ha come tema l’accesso al cibo. Il prog...
08/05/2026

ll District Grant 2025/2026 del Rotary Club Vercelli si chiama "Orto Solidale" e ha come tema l’accesso al cibo. Il progetto si propone di facilitare l’accesso al cibo delle persone bisognose tramite un orto in via Cantarana, che ha la duplice finalità di permettere l’inserimento di immigrati e/o persone senza fissa dimora e di recuperare una grande area di circa 5.000 m² che era in disuso da anni per fornire cibo gratuito alle persone bisognose tramite La Comunità di Sant'Egidio.
Ieri il nostro Socio Lorenzo Gozzi, che cura il progetto in modo esemplare, ha consegnato la seconda parte del raccolto di stagione alla Comunità di Sant’Egidio.

Martedì 5 maggio, presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuta la conviviale organizzata dal Rotary Club Vercel...
07/05/2026

Martedì 5 maggio, presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuta la conviviale organizzata dal Rotary Club Vercelli. La serata, partecipata da vari ospiti e numerosi soci del Club, ha visto come gradito relatore il Dottor Fabio Pistan, Conservatore archeologo del Museo Archeologico della Città di Vercelli “Luigi Bruzza”. Laureato in Lettere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino con una tesi in Archeologia medievale dal titolo: “Ceramica comune romana e tardo-romana in Piemonte. Aspetti tipologici e funzionali del materiale di San Michele di Trino”, ha quindi conseguito il Dottorato di ricerca in Storia medievale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi dal titolo: “Le istituzioni pievane nella dinamica delle trasformazioni del territorio rurale nel Medioevo. Aree dell'antica diocesi di Vercelli a confronto”. Pistan svolge da trent’anni la professione di archeologo libero professionista ed è responsabile di una serie di indagini archeologiche svolte in accordo con le Soprintendenze a favore di Enti Pubblici e soggetti privati. Il Dottor Fabio Pistan ha presentato ai soci una relazione dal titolo: “La battaglia dei Campi Raudii”. La relazione dell’archeologo, basata su una rigorosa serie di brani tratti da fonti storiche, ha raccontato ai soci Rotary la storia dell’invasione dei Cimbri e dei Teutoni, un’orda di circa 300.000 uomini, oltre alle donne e ai bambini, che in un primo momento si diressero alla volta della Gallia, poi passarono in Spagna e quindi si misero in cammino verso l’Italia. I Cimbri erano una popolazione germanica proveniente dalla pen*sola dello Jütland, l’attuale Danimarca e la loro migrazione era dovuta alla ricerca di terre fertili e di risorse per la sopravvivenza. L’invasione fu arrestata dall’esercito di Roma guidato da Mario al suo quinto consolato nella battaglia dei Campi Raudii nel 101 a.C., che Plutarco nelle sue “Vite parallele” situa nei pressi di “Vercellae”, dove i Cimbri furono letteralmente distrutti, con più di 140.000 morti e 60.000 prigionieri. Gran parte del merito di questa vittoria fu attribuito a Lucio Cornelio Silla, legato del proconsole Quinto Lutazio Catulo, che comandava la cavalleria romana. La questione dell’individuazione del campo di battaglia è, ancor oggi, controversa. Il sito è stato collocato nelle più svariate aree del nord Italia e la principale ipotesi alternativa a Vercelli situa il luogo della battaglia nella piana tra Ferrara e Rovigo. Secondo questa ipotesi i Cimbri si stavano dirigendo verso Roma dopo aver percorso la Val d’Adige e oltrepassato Verona e lo scontro coi Romani sarebbe avvenuto presso la riva sinistra del Po. Altri storici ritengono che la calata dei Cimbri avvenne attraverso il Brennero, mentre altri sostengono che l’orda attraversò le Alpi servendosi del valico del Sempione. Pistan ha letto e commentato ai soci del Rotary una serie brani storici che testimoniano come, con buona probabilità, lo scontro sia avvenuto presso Vercelli. Della battaglia parlarono nei loro scritti Velleio Patercolo, Anneo Floro, Aurelio Vittore, Plutarco e, in tempo a noi più vicini, studiosi e storici come Theodor Mommsen, Ettore Pais, Vincenzo De Vit, Padre Luigi Bruzza. Oltre alle fonti storiche Pistan ha illustrato anche alcune teorie legate alla toponomastica. Non mancano le interpretazioni del vocabolo “Vercellae”, citato da Plutarco nelle sue “Vite parallele”, che nella terminologia celtica indicava un terreno di origine alluvionale ricco di metalli, mentre nella lingua latina si ritiene di far derivare “Vercellae” da “furcillae”, cioè biforcazione di fiumi confluenti. Quanto al termine “Raudus” emergono due interpretazioni: quella di metallo di colore rosso e quella indicante un terreno arido coperto di detriti ferrosi, il che potrebbe far pensare alla Baraggia. Va ricordata anche la località detta “Rado”, l’attuale Gattinara, citata in un atto del Vescovo di Vercelli del 7 maggio 999 e ancora citata in un Sinodo presieduto dal Cardinal Guido Ferrero, Vescovo di Vercelli (1562-72) in cui si fa cenno alla Madonna di Rado di Gattinara. Anche il nome Gattinara si ritiene derivi da “Catuli Ara”, poiché il generale che con Mario vinse i Cimbri dopo la battaglia fece erigere, con le spoglie dei vinti, un sacello presso il quale fece solenni sacrifici agli dei. Inoltre è tradizione che Mario, prima di tornare a Roma, abbia posto il proprio campo tendato nel territorio di Cameriano, il cui nome potrebbe derivare da “Castra Mariana”, interpretazione avvallata sia nei documenti del Vescovo Bescapè (1550) che da Carlo Dionisotti, autore della pregevole opera “Memorie storiche della città di Vercelli”. Pistan ha, inoltre, portato un altro elemento a sostegno della tesi che la battaglia si sarebbe svolta nei pressi di Vercelli: la numismatica. Nel XIX secolo, in relazione alle vaste opere agricole per l’impianto della risicoltura intensiva nella nostra pianura, si registrarono presso Vercelli numerose scoperte di ripostigli con monete in oro chiamate “Regenbogenschüsselchen” o “coppette dell’arcobaleno”, prodotte in Germania meridionale, soprattutto in Baviera e generalmente attribuite alla tribù celtica dei Vindelici. Alcune sono conservate al MAC di Vercelli. Questo fatto viene messo in relazione con la battaglia dei campi Raudii e con la presenza nella nostra area delle tribù germaniche di Cimbri e Teutoni. Una relazione affascinante che, al termine dell’esposizione del Dottor Pistan ha sollecitato numerose domande da parte dei soci del Rotary Club Vercelli.

22/04/2026

Il dottor Giorgio Tibaldeschi relatore alla conviviale del Rotary Club

Martedì 14 aprile, presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuta la conviviale organizzata dal Rotary Club Verce...
17/04/2026

Martedì 14 aprile, presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuta la conviviale organizzata dal Rotary Club Vercelli. La serata, partecipata da varie autorità Rotariane, alcuni ospiti e diversi soci del Club, ha visto come gradito ospite il Dottor Giorgio Tibaldeschi. Nato a Vercelli nel 1948, Tibaldeschi dopo aver frequentato il Liceo Classico si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia. Ha esercitato la professione per alcuni decenni in ambiente rurale, alternandola con la frequentazione assidua di archivi e biblioteche. Dal pensionamento svolge ancora attività medica nell’ambito del volontariato sanitario, proseguendo la ricerca storica. Socio fondatore della “Società Storica Vercellese” nel 1972, dal 2011 ad oggi è direttore responsabile del periodico semestrale “Bollettino Storico Vercellese”. Ha pubblicato diversi studi sull’Inquisizione, sulle biblioteche del XV e XVI secolo, sulla storia dell’arte, sulle origini di diverse comunità religiose del Vercellese. Tra i suoi lavori vanno segnalati il corposo volume su Giuseppe Maria Olgiati, autobiografia di un aristocratico vercellese (2011) e i saggi di storia giudiziaria: “Libri inquisitionum” e “Libri Condempnacionum” del Comune di Vercelli (2014) e il successivo Criminalità e giustizia dai Visconti ai Savoia (2018). Infine, una recente “briciola” sulla “Casa del Popolo di Vercelli” e uno studio di storia della medicina dedicato ad una perizia medico-legale del 1561. Tibaldeschi ha brillantemente presentato una relazione dal titolo: “Lo spionaggio nella guerra del 1859 nel vercellese”. L’intelligence è lo strumento di cui lo Stato si serve per raccogliere, custodire e diffondere ai soggetti interessati, siano essi pubblici o privati, informazioni rilevanti per la tutela della sicurezza delle Istituzioni, dei cittadini e delle imprese. I primi passi dell'intelligence militare coincidono con l'Unità d'Italia quando, in occasione della Seconda Guerra d'Indipendenza, che ebbe le sue sorti decisive sul nostro territorio, venne istituito nel 1859 un piccolo servizio informazioni dell'Esercito del Regno di Sardegna che agì anche dietro le linee austriache. L’intuizione, però, fu del Generale Vercellese Bava che in una relazione del 1848 stabilì che sul campo di battaglia: “… meglio informati d'ogni accaduto, si potevano ottenere immensi risultamenti”. I primi servizi informativi del Regno di Sardegna, organizzati dal maggiore Giuseppe Govone attivi nel Lombardo-Veneto e dietro le linee austriache, utilizzavano cifrari basati su termini teatrali per raccogliere informazioni tattiche, mentre l'Austria si affidava all'Evidenzbureau. Giuseppe Govone creò anche una una linea telegrafica tra il Quartier Generale e i Corpi d'Armata, organizzando agenti per spiare gli spostamenti austriaci. Lo spionaggio del 1859 fu inserito nelle trame diplomatiche di Cavour, incluse le alleanze segrete con la Francia (Accordi di Plombières) che precedettero il conflitto. Queste attività di intelligence, seppur rudimentali, furono fondamentali per le vittorie franco-piemontesi a Magenta e Solferino.
Parlando di quelli che potremmo definire “servizi civili”, Tibaldeschi si è concentrato sul nome più conosciuto della Contessa di Castiglione. Seducente e passionale, manteneva sempre una mente lucida e fredda. Cugina di Cavour sarà utilizzata dallo statista sabaudo per fare breccia nel cuore di Napoleone III e per influire sull’animo dell’Imperatore e convertirlo alla causa piemontese e italiana. A Parigi la Contessa di Castiglione godrà anche della copertura di un altro agente di Cavour, con veste diplomatica, Costantino Nigra. Lo storico ha ricordato anche la figura di Giovanni Battista Pescarolo, umile barcaiolo e cittadino vercellese, onorato con un busto al Cimitero di Billiemme, che durante la Guerra d’Indipendenza compì una serie di atti eroici. Il racconto affascinante di Tibaldeschi ha avvinto e affascinato i soci del Rotary Club Vercelli.

Indirizzo

Vercelli
13100

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