06/07/2026
SPHERA◎ 2026 • 10 giorni dopo.
Una cava di roccia trasformata in teatro. Il bosco di Oira che ci ha abbracciato e accolti come in una calma bolla, mentre il mondo fuori correva.
Di mattina si cominciava piano: yoga con Alice per radicarsi, poi il corpo che si scioglieva nell’Ecstatic Dance con Luisa, e in seguito con Giulia le mani in scoperta per imparare a riconoscere le erbe spontanee che crescono intorno a noi. Nel pomeriggio il respiro si allargava: il Metodo Wim Hof con Liliana e Nicola, l’upcycling con Mastronauta, la Scuola della Techno, i Sentieri del Mistero di EgriBiancoDanza tra i boschi. E Mycaelium, il micelio umano degli Urban Dancing Prophets, che ha trasformato il Village in un organismo vivo.
Al Tempio di Bacco il vino dei produttori ossolani accompagnava le conversazioni più belle. Pietro Lacasella e Marco Tosi hanno parlato di montagna e di chi sceglie di restare. Francesco Marino ci ha aiutato a capire il mondo digitale che abitiamo. Fill Pill ci ha fatto ridere mentre ci ricordava, con dati veri e ironia tagliente, che il pianeta ha bisogno di noi.
Di sera la cava si accendeva. Vittoria Donda ha aperto il festival con la sua voce trasparente. Queen of Saba ha smantellato ogni categoria. Fabrizio Rat ha portato il pianoforte nell’universo techno. I Patagarri hanno fatto ballare tutti, anche sotto la pioggia. Industrial Romantico, Waldo, Tania e gli Urban Dancing Prophets hanno trasformato la notte in un rito. E Eureka ha chiuso il cerchio con il closing party più giusto che potessimo immaginare.
Il caldo lo abbiamo sentito. La pioggia ha cambiato qualcosa. Ma lo abbiamo vissuto sulla pelle, e poi abbiamo risposto come sappiamo: attivandoci, stando insieme, scegliendo.
Grazie a chi c’era. Grazie a Fondazione Tones on the Stones, , .lab.aps , e .
Il seme è piantato, ci vediamo l’anno prossimo per coglierne i frutti e continuare a seminare visioni circolari per un nuovo futuro. ◎